I saloni di Palazzo Spadaro Libertini: tra storia e cuore

di Omar Gelsomino   Foto di Severio Pavone e Giuseppe Strataglio


Bellezza, storia e arte racchiuse in un’antica dimora. Nel cuore del centro storico di poco distante dalla maestosa Scala di Santa Maria del Monte, in via San Bonaventura 22, si trova il prestigioso Palazzo Spadaro Libertini.

Costruito nel 1725 da Barbaro Maggiore Marchese di Santa Barbara, un secolo dopo Michelangelo Libertini di San Marco ne fece la sua fastosa dimora e lo donò in seguito ai figli Gesualdo e Francesca (sposata con il Comm. Salvatore Spadaro di Passanitello), divenendo così Palazzo Spadaro Libertini. L’altra parte dell’edificio entrò nel patrimonio del Conte Michele Gravina. Nel 2001 il palazzo è stato dichiarato bene monumentale di rilevante interesse artistico. Nel 2018 l’avv. Lara Marina Gravina di Belmonte ha acquistato la parte di rappresentanza di Palazzo Spadaro Libertini unitamente ad altre parti e insieme alla madre Gemma, ad un anno dall’acquisto, l’hanno riportata all’antico splendore insieme a preziosi damaschi e tappeti, volte affrescate e altri pregiati arredi che la impreziosiscono.

«Negli anni ‘70 quando i miei genitori, Gemma ed Enrico, in vacanza in Sicilia visitarono i Saloni di Rappresentanza di Palazzo Spadaro, mio padre ne rimase talmente incantato da desiderarlo come seconda residenza, giacché era considerato il più bello di Caltagirone. Mio cugino Alvise me ne ha proposto l’acquisto affinché “rimanesse in famiglia”, si è quindi trattato di un emozionante “passaggio di testimone” che ha riguardato uno scrigno di memorie. La sua rinascita è merito di mia madre Gemma. Con orgoglio, mia madre ed io, abbiamo riportato in vita un bene storico, patrimonio della città, riconosciuto dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania come bene monumentale». Quello di Lara Gravina di Belmonte è più di un legame di cuore con la Sicilia, vi sono anche affetti e ricordi.


«Sono convinta che ovunque la vita ti conduca senti che il filo rosso che ti lega alla tua storia, alle tue tradizioni, al tuo luogo d’origine non si è mai spezzato nel corso dei secoli. Da una parte l’origine millenaria del nostro ramo i Gravina Beaumont di Belmonte è legato fortemente alla Sicilia e a Caltagirone, poiché annovera tra i senatori della città, l’avo Enrico Gravina Beaumont. Dall’altra, mio padre con i suoi ricordi di quando insieme ai suoi due fratelli in vacanza con mio nonno rimasero bloccati a Caltagirone nel 1940 per via della guerra per sette anni. Un mese prima di mancare, mio padre manifestò il desiderio di essere sepolto a Caltagirone se fosse morto, rispettando le sue volontà abbiamo riannodato il rapporto ancestrale con Caltagirone».

Un fastoso palazzo dove è possibile ammirare infissi laccati bianchi e laminati in oro, mobili, damaschi e tappeti Aubusson, realizzati in Francia, volte dei saloni arricchite da pitture di Francesco Vaccaro. «Dopo un attento restauro conservativo volto a mantenere intatta la sua bellezza e preziosità abbiamo deciso di aprire il palazzo ai visitatori su prenotazione. Sarebbe stato un vero peccato non farlo in una città scrigno come Caltagirone, entrata a far parte del circuito delle città barocche e del Patrimonio dell’Unesco. Wagner onorò questa dimora con una sua visita e altre personalità di alto profilo, tra cui anche Don Luigi Sturzo. Già nella seconda metà del ‘700 l’Accademia dell’Arcadia vi si riuniva sotto l’egida dei Maggiore di Santa Barbara. Per rispetto di questa “eredità storica” è doveroso che questo palazzo venga conosciuto e apprezzato e che gli eventi che lo vedono protagonista siano degni del suo importante passato. Ci auguriamo che Caltagirone possa raggiungere il gradimento turistico di Noto e ci piacerebbe contribuire diventandone uno dei poli di attrazione, infatti, grazie a tour operator di nicchia siamo diventati ambasciatori di Caltagirone “fuori dalla Sicilia e nel mondo». Una dimora storica meritevole di essere visitata dover poter ammirare bellezza, respirare storia e nutrirsi d’arte.

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