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Bianca Magazine N.23 SalutiAmo

Vivere (sos)pesi nel tempo del Covid-19, resilienza e adattamento alla nuova realtà umana

Pubblica

SalutiAmo a cura di Angelo Barone

Con la fine del lockdown, sino a quando non sarà creato un vaccino o una terapia efficace, dobbiamo convivere con questa realtà invisibile che è il Covid-19. Considerato che uno studio dell’Istituto Piepoli ha rilevato che il 63 per cento degli italiani soffre di stress da pandemia: insonnia, ansia e depressione chiediamo al Dott. Raffaele Barone, Primario di Psichiatria presso l’Ospedale Gravina e DSM di Caltagirone, come si deve affrontare e vivere questa fase?
«L’ansia e la depressione sono modalità di espressione della sofferenza al cambiamento. Noi temiamo una pandemia psicologica e psichiatrica con un aumento delle dipendenze da sostanze stupefacenti, internet, gioco d’azzardo, depressione, disturbi d’ansia, disturbi post traumatici da stress, auto ed etero aggressività che colpirà di più le fasce più fragili e marginali della società, quando c’è disoccupazione, fallimenti delle imprese, povertà la gente si affida a soluzioni illusorie, alla fortuna e alla disperazione.
Le persone devono affidarsi a se stesse, puntare sulle proprie risorse e potenzialità, saper chiedere aiuto per attivare una capacità di adattamento alle nuove condizioni di vita, quella che noi chiamiamo “resilienza”. Resiliente è colui che riesce a trasformare una difficoltà in opportunità.
Prevenzione è sviluppare e affermare nuove forme di partecipazione e democrazia nella vita, nella famiglia, nella comunità e con se stessi, in fondo la democrazia si fonda su un insieme di regole che impediscono di agire secondo istinti pulsionali, ma sviluppa il senso di responsabilità. Questo virus ha colpito nel profondo le persone, ha sviluppato paura del contagio ricordandoci che siamo mortali. Insieme alla depressione ci sarà un aumento della dimensione paranoide. La migliore prevenzione è tornare all’essenza della vita: sviluppare relazioni positive, dare valore all’amore e al rispetto. Infine voglio ricordare che in questi mesi di lockdown tutti hanno trovato rifugio nella famiglia e sperato nel funzionamento del servizio sanitario. In un mondo che non sarà più come prima l’impegno e le scelte di tutti noi, individuale e comunitario, saranno decisivi per il futuro. Usare le tecnologie digitali con creatività e intelligenza, praticare la meditazione della consapevolezza per conoscere meglio se stessi e accettare le ansie e le paure per sviluppare resilienza, impegnarsi per sviluppare la democrazia solidale a livello locale e globale, essere prudenti e audaci nella vita di ogni giorno, impegnarsi per l’ambiente e lavorare con fiducia e speranza sono alcuni ingredienti per superare positivamente la catastrofe del Covid-19 e per migliorarci a livello individuale e globale».

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