Articolo di Salvatore Genovese   Foto di Oliver Kendle

E siamo a 12! Un bel traguardo per il Vittoria Jazz Festival e Cerasuolo Wine, una manifestazione, organizzata dall’associazione Sicily Jazz Music, cresciuta nel tempo e che costituisce oggi una delle più qualificate session di musica jazz, ed è concreta espressione, ad alto livello, di quel genere musicale di origine afro-americana, nato nei bordelli, dove addirittura si ballava, ma che si è evoluto fino a diventare musica colta, quasi di nicchia, destinata a chi ama sonorità particolari e forme ritmiche pulsanti; ma è soprattutto nell’improvvisazione che il jazz trova la sua migliore e più singolare caratteristica.
Ad esprimerla a livelli altissimi è Francesco Cafiso, nato a Vittoria, ma diventato oggi cittadino del mondo. Solo per dare un’idea, la sua ultima tournée ha suonato ad Abu Dhabi, Dubai, Berlino, Parigi, Lisbona.Ed è facile pensare che all’origine del Vittoria Jazz Festival ci sia lui, Francesco Cafiso, che ne è il direttore artistico.
Quest’anno la manifestazione si snoderà in tre weekend, dal 1° al 16 Giugno, con performance di notevole livello. Solo per citarne qualcuna: Domenica 2 giugno si esibirà il sassofonista portoghese Ricardo Toscano; poi Domenica 9, con l’Italian Songbook proposto dal trombettista Luca Aquino; a chiudere il festival, l’esordio della Vittoria Jazz Festival Orchestra, formata tutta da musicisti siciliani, con special guest Francesco Cafiso. Ma anche le altre proposte musicali che compongono questa edizione sono delle vere e proprie chicche.
Festival che, oltre alla tradizionale location di Piazza Enriquez, troverà accoglienza anche nel Chiostro del Convento delle Grazie, per un concerto di musica/teatro tratto da “L’inseguitore” di Julio Cortazar, e a Piazza San Giovanni, per una jam session, iniziativa che ritorna dopo alcuni anni di assenza.
Ad affiancare ed arricchire la manifestazione, le degustazioni di Cerasuolo di Vittoria Docg proposte da cantine vinicole locali.
Spettacolo nello spettacolo, il pubblico: una marea di gente che segue, che partecipa, che si emoziona; e che prende consapevolezza di un genere musicale del quale, altrimenti, avrebbe avuto scarse possibilità di avere contezza ed apprezzare.
Che il festival cominci!

Chiediamo al direttore artistico Cafiso in quale contesto si consolida e cresce questo Festival.
«Un contesto, ovviamente, diverso da quello che possono rappresentare città dove il jazz trova precisi punti di riferimento. Non faccio paragoni con città come Roma, Milano o New York, nelle quali esistono luoghi e ritrovi dove questa musica viene suonata, respirata, mangiata. Altre dimensioni, altre realtà. Dico solo che la città ha accolto molto bene il Festival e molti si sono avvicinati al jazz; mi riferisco, in particolare, a giovani musicisti che stanno orientando le loro scelte professionali verso il jazz».

Sono in programma altre iniziative, oltre a quella dell’organizzazione annuale di questa rassegna? Non sarebbe opportuno fosse affiancata da altre progettualità?
«L’idea di tale affiancamento esiste, ma non dimentichiamo che qualsiasi idea, anche la più valida, necessita di condizioni generali favorevoli dove possa attecchire. Stiamo valutando l’opportunità di dar vita ad un Circolo del Jazz, con incontri cadenzati, non necessariamente settimanali, con incontri e concerti di tanti bravi musicisti Jazz che, in particolare, operano nella nostra isola e che potrete, ad esempio, valutare e sicuramente apprezzare a chiusura del Festival, con il debutto della Vittoria Jazz Festival Orchestra. Ma tutto ciò non è facile: e la temporanea chiusura del Teatro Comunale non favorisce certo progetti di questo tipo».

Dal punto di vista organizzativo, questa impostazione sarà mantenuta anche in futuro?
«Non voglio dare risposte di circostanza; dico solo che quest’anno non è stato facilissimo organizzare il Festival e che abbiamo idee precise per il futuro, ma non mi sento di anticipare nulla. In ogni caso, sono scelte e decisioni appannaggio dell’Associazione Sicily Jazz Music, cui fa capo l’organizzazione della manifestazione».

E per il maestro Cafiso? Quali prospettive?
«In giro per il mondo…»

Ricordi quando, non ancora decenne, una troupe de “La Vita in diretta”, che io accompagnai in quanto aveva contattato l’Ufficio Stampa del Comune per un supporto logistico, venne a casa tua per un servizio speciale su questo giovane fenomeno? Il sassofono era alto quasi quanto te, ma rimasi di stucco quando ascoltai il brano che hai eseguito per la trasmissione Rai.
«Ricordo solo che non ero molto emozionato… sicuramente l’incoscienza della giovanissima età…».

O forse la consapevolezza, già allora, di avere doti veramente eccezionali…

 

Lascia un commento
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *