Articolo di Alessia Giaquinta,  Foto di Samuel Tasca

È lì, con lo sguardo triste, anzi no: tristissimo. La coda tra le zampe e il fiuto sempre in allerta: quella piccola creatura pelosa sta aspettando che il suo padrone torni a prenderla, ad abbracciarla, a giocare con lei.

Ha camminato per giorni, sotto il sole cocente d’estate, alla ricerca di colui che fino a qualche giorno prima l’aveva nutrita, accudita, amata.

Non cammina ma vaga alla ricerca di una carezza, uno sguardo, un posto che possa accoglierla. Ha fame, non solo di cibo ma d’affetto.

Un tempo lo chiamavano con dolci vezzeggiativi, ora è semplicemente un cane abbandonato e infelice. Anzi no: malinconico.

Non è semplice raccontare lo sguardo di un animale che vive l’abbandono così come non dovrebbe essere altrettanto semplice abbandonare lo sguardo di quell’animale con il quale si è vissuto.

Purtroppo, però, non è così. Sono ancora troppi i casi di animali abbandonati, soprattutto nel periodo estivo quando si preferisce la mondanità di una vacanza priva di vincoli e scocciature (se così si può definire il prendersi cura del proprio animale) all’amore fedele e incondizionato di un amico a quattro zampe.

Spesso sono i cani di media e grossa taglia a creare problemi per chi programma una vacanza: ci sono ancora strutture, quali alberghi, ristoranti, resort e negozi che espongono il cartellino con un divieto perentorio Qui non posso entrare, impedendo non solo l’accesso all’animale ma anche creando il dubbio e l’incertezza nel proprietario che si chiede «Dove lascerò il mio fido?».

Ecco la risposta: anzitutto sarebbe opportuno che i locali e le strutture ricettive lasciassero libero ingresso ai nostri amici a quattro zampe, pur disciplinandone l’atteggiamento, e soprattutto ci si potrebbe affidare a delle Associazioni di Volontariato o a delle Strutture Private che si occupano di accogliere e custodire i nostri animali quando non è possibile. Un’altra soluzione, utile a chi viaggia in treno, è stata adottata da Trenitalia, l’estate dello scorso anno, che oltre a permettere l’accesso gratuito ai cani di piccola taglia all’interno di un trasportino, ha standardizzato al costo di 5 euro il viaggio di cani di grossa taglia, facilitando così non solo il trasporto degli stessi ma prevenendo, soprattutto, il rischio dell’abbandono.

Abbandonare è una scelta crudele: il vero reato sta nel tradire quegli occhi dolci e penetranti di un essere vivente che riesce ad amare in modo incondizionato e senza pretesa, o meglio, l’unica pretesa è quella di ricambiare il suo amore, sempre, e non solo quando viene comodo!

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