Ustica: l’isola “dura e dolcissima”

di Alessia Giaquinta


Isola dura e dolcissima”, così lo scrittore Cesare Pavese definì Ustica in un suo componimento. Un’isola spesso ricordata per la terribile strage di cui fu protagonista negli anni ’80, ma che merita di essere inneggiata e menzionata specialmente per la ricca vestigia del suo paesaggio.

Magnifici scenari fatti di scogliere, sabbie scure, acque cristalline e incontaminate – dove si perpetua il miracolo della vita di numerosissime specie di flora e fauna marina – è quello che fa di Ustica un’isola da custodire come una perla nel cuore del Mediterraneo.

Ed è proprio definendola “Perla Nera” che possiamo riconoscerla nelle sue caratteristiche “dure e dolcissime”, di fuoco e di mare, di anfratti scoscesi e bianche spume, di mitologiche terre e profondissimi azzurri.

Un’isola che, per le sue attrattive naturalistiche e per la caratterizzazione biocenotica dei fondali particolarmente significativa, nel 1987 è diventata la prima riserva marina italiana protetta.

I fondali di questo tratto di mare, che sono ricchi di biodiversità e pertanto godono di una speciale fama in tutto il mondo, costituiscono sicuramente anche uno dei microcosmi incontaminati prediletti dai subacquei. Ustica per l’unicità dei suoi fondali può essere, infatti, considerata capitale mondiale dei sub. È qui, infatti, che si trova la sede storica dell’Accademia di Scienze e Tecniche Subacquee e dal 1959 qui si svolge la Rassegna Internazionale delle Attività Marine.

Per poter descrivere adeguatamente i colori e la ricchezza di flora e fauna marina che caratterizzano le coste di Ustica, bisognerebbe avere la penna di un poeta e gli occhi di un pittore. Solo chi ha la possibilità in prima persona di esplorare i fondali può essere all’altezza di narrare l’ esperienza suggestiva e gratuita che regalano i fondali dell’isola.

È bene sapere che non serve essere esperti subacquei per poter apprezzare gli scenari eccezionali che offre il mare di Ustica: anche con maschera e boccaglio si può fare un’esperienza entusiasmante e unica.

Geologicamente Ustica è affine alle Eolie nella sua origine vulcanica: essa è, infatti, una vetta affiorante di un vulcano sottomarino. Forse per questo i latini la chiamarono “Ustum”, che significa appunto “bruciato”.

Oltre alle bellezze dei fondali, impreziositi da particolari faraglioni e grotte marine – visitabili per mezzo di escursioni in barca – è nota la cosiddetta “piscina naturale”, una vasca piccola e mediamente profonda, scavata dal mare ai piedi del faro di Punta Cavazzi, dove possono nuotare anche i bambini o chi è alle prime armi, apprezzando numerose specie ittiche anche a pelo d’acqua.

Anche se il mare è il vero protagonista dell’isola, il centro abitato offre altre particolarità rilevanti: dal Museo Civico Archeologico, inaugurato a settembre 2011, che espone una collezione di reperti risalenti all’Età del Bronzo (dal 1400 al 1200 a.C.), alla Torre Santa Maria, al Castello borbonico Falconiera, alla chiesa di San Ferdinando, all’antico villaggio preistorico.

Anche le case che popolano il centro abitato, di colore bianco e basse, rendono particolarmente suggestivo il paesaggio. Non serve automobile per visitare Ustica: anzi, il consiglio è proprio quello di scoprirla a piedi, attraversando le antiche strade a sanpietrini per apprezzarne le peculiarità.

Inoltre, a partire dagli anni ’70, alcuni artisti si sono cimentati nella realizzazione di particolarissimi murales per decorare le facciate delle case. Una chicca da non lasciarsi scappare!


Famosa è la lenticchia di Ustica, la più piccola d’Italia, che oggi è un Presidio Slow Food e il gambero di Ustica, di colore rosa e particolarmente apprezzato per la sua prelibatezza.

Un’isola pittoresca, ricca di meraviglie è Ustica: a 36 miglia da Palermo, circondata da acque abissali di impareggiabile bellezza, grembo pullulante di vita, scrigno di antichi miti e tesori da continuare a scoprire e preservare come una perla rara.

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