di Emanuele Cocchiaro   Foto di Stefania Minati

Passare il Capodanno a casa di Stefania, la nostra collega di redazione, con molti altri amici cari mi ha  permesso di scoprire la bellezza e il mistero che avvolge Torino, nei suoi tesori architettonici e nella sua storia. Non solo scoperte culinarie come la tradizionale Bagna Caôda, fatta per altro con i migliori ingredienti della nostra terra siciliana, ma ho potuto apprezzare la compagnia di nuovi amici che in pochi attimi mi hanno lasciato umanamente qualcosa di importante.

Tra questi, un ragazzo giovane che con coraggio si é messo in gioco e credo abbia molto da dire a tutti noi. Per questo ho deciso di dedicargli questo speciale.  Statunitense di nascita, cresce dividendosi tra Francia, Svizzera e Italia, terra quest’ultima, dei suoi genitori e delle sue origini. A 23 anni pubblica in Francia la sua prima opera letteraria “Les Aventures d’un cœur”.  Giovane appassionato, capace di rendere percettibile a chi lo ascolta i sentimenti di cui si nutre.

Chi è Chris Palermo?

«Solo un ragazzo di 23 anni che  ha vissuto a Parigi e Nizza per circa 13 anni, a Zurigo e infine a Losanna, dove  studia Economia e Commercio. Negli States ci é nato ma é stato “esportato” in fasce.  In Italia cerca di venire ogni volta che può, nelle festività e nelle vacanze… Non farmi parlare di me in terza persona, mi fa effetto e mi viene da ridere!».

Torniamo al Tu. Hai vissuto in diverse Nazioni, quanta influenza ha avuto su di te e sul tuo modo di scrivere?

«Molto, mi ha permesso di fare tantissime esperienze e sono queste che mi permettono di scrivere.  Scrivo ciò che vivo. Ad esempio quando è nata “La Rosa della Vita” ero in un Bar, c’era una coppia che litigava e sul loro tavolino c’era una rosa di decorazione… mi ha ispirato».

Cosa ti ha colpito maggiormente?

«Il fatto che ovunque le persone sembrano mancare di tenerezza, sia uomini che donne. Un cuore non ha sesso, cultura, abitudini o razza, un Cuore dovrebbe avere una lingua universale. Per questo sento l’esigenza di scriverne un pò, per ricordarlo a tutti».

Ti esprimi attraverso la poesia. Ma è un modo di parlare di ciò che ti circonda o anche  di te stesso?

«Di entrambi, sicuramente tutto ciò che mi circonda viene filtrato dalla mia percezione della vita, diventando forse inscindibile».

Scrivere per te diventa un punto di partenza per vivere o un modo per vivere la realtà?

«Direi tutte e due! Secondo me la poesia è far cantare le parole, non vedo un modo più bello per rendere omaggio ad una lingua, che sia francese, inglese o italiano, dunque, è  sicuramente un punto di riferimento per me ma allo stesso tempo una partenza per avere il coraggio di appassionarsi, innamorarsi, anche di soffrire a volte. Non potrei scrivere d’altro al momento. Ad esempio un romanzo, non sono ancora abbastanza osservatore».

Quindi hai già pensato a dei nuovi progetti?

«Al momento sono emozionale e molto legato alla poesia, ma sto pensando anche al teatro. Nel contempo studio Economia cercando di far funzionare di pari passo cervello e cuore, anche se è difficile…».

Hai un maestro di riferimento?

«Sicuramente Jacques Brel, un cantautore francese, un poeta. Le sue canzoni erano scritti in alessandrini e le puoi davvero leggere come poesie».

Se potessi scegliere un pittore che illustri le tue poesie, chi sceglieresti?

«Picasso, sicuramente. Quando gli chiesero se fosse stato lui a dipingere il Guernica, lui rispose, “No, siete stati Voi”».

Chi ti ha spinto a pubblicare “Le Avventure di un Cuore”?

«Gli amici, volevo provare a confrontarmi con questo mondo e ho cominciato a far leggere loro ciò che scrivevo, mi hanno incoraggiato a contattare la Edilivre, una casa editrice parigina. Non volevo crederci quando mi hanno risposto di scegliere quali poesie avrei voluto pubblicare!».

Dentro alle tue poesie troviamo il tuo animo messo a nudo, non hai paura di mettere alla mercè di tutti le tue fragilità, i tuoi sentimenti?

«Ho fatto i conti con l’esibizionismo, lo è in fondo per quanto possa essere quasi negativa l’accezione che diamo al termine, è necessario farci i conti. E’ un prezzo da pagare se per te è importante trasmettere un messaggio. Ad essere sincero, all’inizio non ne ero sicuro, mi sembrava troppo personale».

In due parole, qual è il messaggio che vorresti far arrivare chiaro e forte a tutti i tuoi lettori?

«Aprite i vostri cuori».

 

RÉVÉRENCE À LA POÉSIE

Mon génie fatigant, mes litanies mourantes,

Des foules tant ahuries qui ne savent pas bien;

Alors reconnaître les vers qui sont les miens.

Mon encrier se vide, et ma plume est pleurante.

 

Oh combien je me meurs, oh combien je les pleure,

Je suis trop incompris. Je rende alors les armes?

Ils me verront alors, boiront-ils mes larmes?

Je les vois assoiffés, leur esprit et leur cœur.

 

Oublieront-ils un jour leur pauvre matériel?

Retourneront-ils un jour vers le naturel?

Je tire ma révérence à la poésie.

 

Ma triste espérance est de vous avoir faibli.

Je laisse aux amputés mes franches litanies.

Le romantisme est mort, et je pars avec lui.

 

 

 

OSSEQUIO ALLA POESIA

 

La ragione sconfitta, i pensieri scompagnati

come folla disorientata che si smarrisce,

che riconosce appena i versi, che sono i miei.

Si vede, sì, ho scritto io, con penna lamentosa

 

Oh quanto morire! Oh quanto piangere!

Sono troppo incompreso! Dovrei arrendermi alle parole?

Qualcuno, un giorno, si accorgerà di me e berrà le mie lacrime?

È la folla assetata, della vita e dell’amore.

 

Qualcuno, un giorno, potrà fare a meno delle cose materiali?

Sarà capace di tornare, un giorno, ai sentimenti naturali?

Attesto e confermo il mio atto di ossequio alla Poesia

 

La breve esperienza di vivere, si muta in fragilità

A coloro che accuso lascio queste sincere parole, in forma di versi

Il Romanticismo é venuto a mancare e io, come lui, dovrei spegnermi.

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