Un poeta della visione: fra ricerca costante e frammenti di bellezza

Articolo di Omar Gelsomino e Foto di Michele Astuto

A dimostrazione della sua vocazione artistica, il suo percorso di studi inizia all’Istituto Regionale d’Arte “R. Libertini” di Grammichele conseguendo la maturità in Design, Architettura e Arredamento, e l’Accademia di Belle Arti di Catania, dove nel 2004 si laurea in Pittura e poi consegue l’abilitazione per l’insegnamento, partecipa a dei master e corsi di formazione, sino all’insegnamento in diversi Licei Artistici come docente di Disegno, Incisione e Pittura all’Accademia di Belle Arti di Agrigento.

Fin dai suoi primi lavori, si profila l’interesse del pittore per il paesaggio, affrontato nel tempo con diverse tecniche, l’olio, il pastello, l’incisione, e indagato nella soggettività delle percezioni della natura, come essenziale traduzione d’una emozione. Le chiavi d’accesso all’universo pittorico di Salafia vanno, infatti, ricercate proprio nelle regioni stratificate dell’io, come comprova una nuova ricerca dell’artista, votata al volto umano, all’espressività infinita dello sguardo; uno studio che si sviluppa dopo l’approfondimento di maestri della tradizione quali Leonardo da Vinci, Caravaggio, Charles Le Brun, Cartesio. È un viaggio, quello di Fabio Salafia, che si propone quale meta ultima l’anima, il nucleo caldo delle cose naturali e delle cose dell’uomo, in un discorso stilistico finissimo, che percorre con sapiente equilibrismo il difficile confine tra figurazione e volontà d’astratto, con una tenace attenzione alle fascinazioni sprigionate dalla consapevole amministrazione della materia pittorica.
Pittore tra i più apprezzati tra le nuove voci dello scenario artistico italiano, Salafia intraprende il cursus espositivo nel 2002 partecipando a oltre cento mostre collettive nazionali, poi arrivano le personali, la cui prima, “Equazioni visive” fu ospitata nella Galleria degli Archi di Comiso e illustrata da un catalogo, in cui la prefazione porta la prestigiosa firma di Piero Guccione. Salafia con le sue opere regala frammenti di poesia, di un mondo che sta scomparendo.
Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti negli anni, segnaliamo: 4ª Biennale Internazionale di Pittura, Premio Felice Casorati, Pavarolo (To); “Concorso internazionale di Pittura Giuseppe Gambino 2015”, Chiostro della Chiesa di Madonna dell’Orto; Venezia. Premio Nazionale delle Arti, edizione 2005; Museo degli Strumenti Musicali, Roma, 2006; 20×20, Galleria Beukers, Rotterdam (Olanda); 2004; 8ª edizione Prima Parete in Concerto, Complesso Le Ciminiere, Catania; Cantieri Culturali Zisa, Palermo; Il Cantico dei Cantici, Palazzo della Signoria, Jesi (An) 2005; Premio Terna 01, Roma (sez. online), 2007; Dell’amore, il canto; 2ª edizione La terra ha bisogno di uomini, Reggia di Caserta, 2009; 47ª Biennale Mostra nazionale di pittura contemporanea, Santhià (Vc). Del 2010 è Aspetti di Arte astratta nella raccolta “Fiocchi”, Palazzo Forte Malatesta, Ascoli Piceno, che ospita, assieme a Salafia, artisti del calibro di Accardi, Balla, Capogrossi, Calabria, Vespignani, Gianquinto, Morlotti, Festa, Schifano, Fontana, Burri. Nel 2014 è stato invitato da Vittorio Sgarbi alla mostra itinerante “Artisti di Sicilia”. Tra le altre opere, menzioniamo il polittico “A San Sebastiano”, realizzato su committenza per l’omonima Chiesa a Palagonia (CT), esitato nel 2007. Tra le voci critiche che hanno scritto di Fabio Salafia citiamo Paolo Nifosì, Piero Guccione, Francesco Brancato, Armando Ginesi, Valentina Falcioni, Riccardo Passoni, Tiziana Rasà, Giuseppina Radice, Paolo Giansiracusa, Marco Di Capua, Sebastiano Gesù, Elisa Mandarà.
Tra le importanti mostre personali di Salafia ci piace citare: 2017, Trascendenze multiple; 2015, Geografie del cuore; 2013, Secondo Natura; 2011, Movimenti della natura; 2010, Nei luoghi dell’intimo; 2009, La natura instabile.

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