Articolo di Irene Novello

Percorrere l’Antica Trasversale Sicula significa scoprire la Storia e la Geografia della Sicilia, i suoi molteplici dialetti, incontrare le tradizioni e le varie culture di una stessa isola, addentrandosi nelle pieghe più nascoste del suo territorio e conoscendo ciò che rimane della sua più autentica identità.
Il progetto nasce dagli studi degli archeologi Biagio Pace e Giovanni Uggeri che hanno individuato un reticolo di trasversali sicule di età greca, ma forse anche più antica, che collegavano Camarina (oggi in provincia di Ragusa) alle principali città indigene, greche e puniche della Sicilia. Erano delle vie più che altro commerciali, dove venivano scambiati olio, sale, grano, vino e dove camminavano uomini e idee.
Animati dallo spirito di convivenza che ha contraddistinto gli antichi popoli dell’isola Tano Melfi e Peppe De Caro (fervidi camminatori e appassionati di storia), gli archeologi Giuseppe Labisi e Sareh Gheys, Claudio Lo Forte, membro della Protezione civile, hanno collegato e attraversato le tante trasversali sicule, tracciando un unico percorso di 640 km, da Camarina a Mozia.
Oggi tutti possono percorrere l’Antica Trasversale Sicula, costituita da trazzere ed ex strade ferrate che sono state mappate e georeferenziate grazie alla collaborazione di Maurizio Bombace, geologo presso il LabGIS dell’Osservatorio Turistico Regionale Siciliano, che ha messo in evidenza i principali punti d’interesse turistico, i punti di sosta, le aree archeologiche attraversate e i punti di accoglienza per i camminatori. Il percorso è, infatti, reso interrattivo grazie al supporto della web map, dove si possono scaricare i file gps delle tappe, le schede dei monumenti e delle aree archeologiche (curate dall’Università di Palermo), direttamente intercettati dall’Antica Trasversale Sicula.
È uno dei percorsi storici più antichi della Sicilia e del Vecchio Continente, uno dei pochi al mondo che collega siti d’importante valore storico e culturale: Camarina, Pantalica, Akrai, Palikè, Morgantina, il lago di Pergusa e la Rocca di Cerere, Entella, Hippana, Mokarta, Segesta e Mozia.
L’obiettivo del progetto è quello di valorizzare e rendere fruibile il percorso per riscoprire i territori attraverso il turismo esperienziale, restituendo identità alle comunità attraversate dal cammino.
Tra le iniziative proposte dall’omonima associazione, rientra il Primo Cammino Internazionale dell’Antica Trasversale Sicula, percorso lo scorso 6 ottobre e conclusosi, dopo quarantaquattro giorni di cammino, il 18 novembre. L’iniziativa ha avuto il riconoscimento dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 e ha visto la partecipazione di studiosi, fotografi, giornalisti e amanti del trekking, associazioni e amministrazioni comunali. Ospite eccezionale, per i primi tredici giorni di cammino, è stato lo scrittore Martín Guevara Duarte, nipote del Che ed esperto camminatore, rimasto affascinato dalla bellezza dei luoghi visitati. Tra i progetti futuri dell’associazione rientrano oltre all’organizzazione di eventi e iniziative volte a sensibilizzare chi vive i luoghi attraversati dal percorso, collocare la segnaletica lungo le tratte interessate e coinvolgere le istituzioni scolastiche attraverso iniziative che valorizzino le tappe del cammino, quindi abbracciare e coinvolgere tutti gli abitanti di questi luoghi affinché la Trasversale diventi di tutti. «L’aspetto principale che caratterizza l’Antica Trasversale Sicula è l’accoglienza e l’ospitalità delle persone che vivono i luoghi attraversati dalla Trasversale e la bellezza di questi territori – afferma Peppe De Caro -. Il Cammino, infatti, vuole raccontare una Sicilia autentica, ad ogni passo calpestiamo la storia. Questo progetto mira a essere stimolo per i siciliani a conoscere, rispettare e tutelare i luoghi che ci appartengono, consegnateci in eredità dai nostri avi. Luoghi che noi dobbiamo lasciare ai posteri».

 

 

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