Teatro Massimo Bellini di Catania: oltre 130 anni di bellezza

Articolo e foto di Samuel Tasca

 

31 maggio 1890. Un’atmosfera densa di trepidazione e stupore accompagnava quei primi spettatori che si apprestavano a varcare le soglie del “Bellini”. Proprio così, quel giorno, il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania spalancava per la prima volta le sue porte al pubblico e lo faceva portando in scena il capolavoro del compositore catanese del quale porta il nome: la Norma.

 

Oltre 130 anni sono passati da quel primo debutto, eppure, ancora oggi, varcare le soglie di questo tempio della musica, progettato dall’architetto Carlo Sada, rappresenta ancora un’ esperienza dalla bellezza disarmante: la musica investe lo spettatore con tutta la sua potenza evocativa riuscendo a toccare le più profonde corde dell’anima.

 

«Per la sua gloriosa tradizione e per lo straordinario valore monumentale, il teatro è per la città sommo bene culturale con un cuore pulsante di musica e di arte: un primato etico, estetico e culturale universalmente riconosciuto al nostro ente lirico». Lo descrive così Giovanni Cultrera di Montesano, Sovrintendente del Teatro Massimo “V. Bellini”, che ci aiuta a cogliere la vera essenza di questo luogo, e il suo significato per la città di Catania e non solo.

 

«Il Teatro si porge come il biglietto da visita della città. Grandi artisti hanno trovato qui il trampolino di lancio della propria carriera: basti citare il grande Luciano Pavarotti o direttori d’orchestra del calibro di Riccardo Muti e Lorin Maazel, stelle planetarie tornate poi più volte a risplendere ciclicamente sul palcoscenico catanese. Catania è giustamente orgogliosa della sua sala incantevole, a giudizio unanime ritenuta tra le più belle al mondo e a tutt’oggi acusticamente ineguagliata e tanto meno superata, come ha ricordato di recente proprio il Maestro Muti, ospite quest’estate delle celebrazioni belliniane, organizzate dal teatro sotto l’egida della Regione Siciliana».

 

Un luogo, dunque, che assume un immenso valore non solo artistico, ma anche sociale. «Siamo sempre in prima linea, proprio per il ruolo che ricopriamo come massimo propulsore pubblico dell’attività artistica e culturale – ricorda il Sovrintendente -. Un impegno di cui sentiamo forte la responsabilità, garantendo costantemente una produzione di alto livello, che non si è fermata neanche durante il lockdown, grazie anche alle risorse dello streaming e della televisione. Vorrei ricordare in particolare la Norma in diretta su Rai5 che ha visto il Teatro Bellini autentico protagonista»

 

Un impegno importante quello del Teatro ‘Bellini’ che, come afferma Cultrera, «punta a lavorare in sinergia, uniti alle altre importanti realtà artistiche del territorio, associazioni musicali, di prosa o letteratura».

 

Uno sforzo che, di fatto, trova pieno riconoscimento nelle parole del Sindaco di Catania, Salvo Pogliese: «Un inno alla gioia nel segno di Vincenzo Bellini ha aperto il 2022, con il tradizionale concerto di Capodanno. Sull’onda musicale di questo entusiasmo, un vero e concreto inno alla gioia può accompagnare il percorso di affermazione e riaffermazione del nostro teatro, scrigno di incommensurabile bellezza e funzionalità, e delle nostre superbe professionalità e maestranze, nel panorama nazionale e internazionale dopo le tante difficoltà legate al lungo e pesante periodo di pandemia.


Una rinascita possibile, alla quale le istituzioni stanno lavorando consapevoli di trovare ineguagliabile e fattivo slancio nell’eccezionale levatura del Sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano, nella competenza del commissario straordinario Daniela Lo Cascio e nella preparazione e destrezza di tutti gli artisti, a cominciare dai maestri Fabrizio Maria Carminati  e Luigi Petrozziello. Nuove “melodie” stanno per essere composte e sono sicuro risuoneranno presto ben al di là dei confini del Teatro Massimo ‘Bellini’ e di Catania».

 

Il 2022 sarà, infatti, come ci assicura in chiusura Giovanni Cultrera di Montesano, «un anno ricco di variegate iniziative, che s’intersecheranno e integreranno in un’ottica di apertura alla città».

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