Articolo di Irene Novello,  Foto di Alessio Lenzo, Maria Pia Ballarino

Il Teatro Greco di Siracusa è uno dei più imponenti e meglio conservati tra i teatri del mondo antico. La struttura è esistente sin dal V secolo a.C. ma l’aspetto attuale che lo caratterizza è dovuto alla ricostruzione voluta dal tiranno Gerone II nel corso del III secolo a.C. Fu progettato sfruttando la forma naturale del Colle Temenite che ne caratterizza anche il panorama circostante. La cavea, con un diametro di 138,60 metri, è una delle più grandi del mondo greco. In origine era costituita da sessantasette ordini di gradini, quasi tutti scavati nella roccia, divisi da scalinate in nove settori. Nell’orchestra, lo spazio di forma semicircolare che si trova alle pendici della cavea, era collocato l’altare dedicato a Dioniso, divinità legata all’attività teatrale nel mondo greco. Qui entrava in azione il coro, elemento fondamentale dello spettacolo teatrale antico. La struttura nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche, dell’edificio scenico restano solo tracce impresse nella roccia.

Sin dall’antichità il Teatro Greco di Siracusa è stato il palcoscenico di opere molto importanti: Eschilo nel 470 a.C. vi rappresentò la tragedia “Le Etnee” e qualche anno dopo “I Persiani“.

Nel 1914 l’Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA) debutta al Teatro Greco con il primo ciclo di spettacoli classici, esordendo con l’Agamennone di Eschilo. L’Ente, costituitosi fondazione culturale nel 1998, utilizza lo spazio scenico del teatro per le rappresentazioni classiche di tragedie e commedie tratte dalle opere di autori antichi del mondo greco, portando così avanti l’antica tradizione d’uso della struttura.

Quest’anno il ciclo di rappresentazioni classiche è giunto alla cinquantatreesima edizione e si presenta come la stagione più lunga di sempre con cinquantacinque spettacoli. Il debutto è stato programmato per maggio con la tragedia di Eschilo “Sette contro Tebe“, la tragedia di Euripide “Fenicie“, con spettacoli previsti dal 6 maggio al 25 giugno in giorni alterni e la commedia “Le Rane” di Aristofane, in scena dal 29 giugno al 9 luglio. Quest’anno la città di Siracusa celebra i 2750 anni dalla sua fondazione e l’Inda, per l’occasione, ha preparato una stagione teatrale piena di novità, con il ritorno della commedia e una stagione di spettacoli molto più lunga rispetto alle precedenti edizioni. I temi riguardano la tragedia di una città sotto assedio, lo scontro per il controllo della città, il possesso del potere tra due fratelli e la riflessione sull’evoluzione del teatro.

Ma le novità non finiscono qui, per il Teatro Greco quest’anno è stato realizzato un nuovo allestimento che tutela e valorizza il monumento e consente l’agibilità in piena sicurezza durante le rappresentazioni classiche. Il progettista del nuovo allestimento è il professore Gianmarco De Felice, docente presso l’Università Roma Tre, che ha pensato a un allestimento che rispetti e protegga il monumento e allo stesso tempo permetta l’areazione della pietra della cavea. Inoltre quest’anno gli spettatori stranieri potranno usufruire della traduzione simultanea in inglese con l’utilizzo di auricolari.

Il Mythos Opera Festival è un altro evento che questa estate avrà come location, oltre al Teatro Romano di Catania e al Teatro Antico di Taormina, anche il Teatro Greco di Siracusa, dove debutterà con Carmen, il capolavoro di Georges Bizet, il 14 luglio con repliche il 23 luglio e il 5 agosto. Il Festival dell’opera lirica e della musica sinfonica rappresenta una nuova realtà artistica per la Sicilia, creato dal pianista siciliano Gianfranco Pappalardo Fiumara e dal direttore artistico, il soprano Katia Ricciarelli.

Queste iniziative mirano alla valorizzazione di un bene culturale antico, memoria del nostro passato, testimonianza nel nostro presente e dimostrano come un luogo antico possa essere ancora protagonista nella storia e nella vita della società attuale.

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