Tauromenion il Teatro antico di Taormina

Articolo di Irene Novello

Tauromenion, antico nome di Taormina, fondata sul monte Tauro nel 358 a.C. dai cittadini superstiti dell’antica colonia calcidese di Naxos, a sua volta distrutta nel 403 a.C. da Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa. Fu una città molto importante soprattutto durante i primi due secoli dell’età imperiale. La sua grandezza è rappresentata dal Teatro Antico di Taormina, uno dei monumenti emblematici della città e il più celebrato della Sicilia antica; e allo stesso tempo il più grande non solo dell’isola, ma anche della penisola italiana e dell’Africa. La cavea fu intagliata nel fianco della collina. Il primo impianto risale al III secolo a.C. di cui oggi è possibile ammirare alcuni blocchi in pietra squadrata visibili sotto la scena, iscrizioni in lingua greca incisi sulla pietra calcarea di tre sedili della cavea e il basamento di un piccolo tempio sul belvedere che sovrasta la cavea. Probabilmente all’epoca di Augusto, intorno al II secolo a.C., l’edificio fu ristrutturato e ampliato, con una cavea che poteva ospitare circa cinque mila spettatori, rendendolo il secondo teatro più grande della Sicilia, dopo quello di Siracusa. La cavea era costituita da nove settori di gradinate, divisa da otto scalette; la scena è di tipo orientale, diffusa in Grecia e in Asia Minore, ma rara in Occidente. La scaenae frons (il prospetto) era decorata con un doppio ordine di colonne corinzie nella quale furono realizzate tre porte fiancheggiate da nicchie, che inquadravano il bellissimo panorama della costa con lo sfondo dell’Etna. Sul lato occidentale e orientale della scena furono realizzate due sale voltate utili per l’afflusso del pubblico. Nell’Ottocento la scaenae frons fu restaurata nella versione attuale.

Nella tarda età imperiale (II-III secolo d.C.) il teatro non fu più utilizzato per le rappresentazioni sceniche, fu trasformato in anfiteatro, utilizzato per i combattimenti di gladiatori e animali feroci. L’orchestra fu infatti trasformata in arena. In età medievale parte dell’edificio fu trasformato e utilizzato come residenza palaziale. La struttura visibile oggi appartiene alla ristrutturazione romana dell’edificio avvenuta nella prima metà del II secolo d.C. sotto l’imperatore Traiano o Adriano.

Dagli anni Cinquanta il teatro diventa cornice di eventi culturali, palcoscenico di concerti di musica moderna nazionale e internazionale, della cerimonia di premiazione del David di Donatello e di spettacoli musicali di opera lirica. Nel 1983 diventa la sede di Taormina Arte e del Taormina FilmFest.

Anche l’estate 2017 è stata e sarà piena di eventi con protagonisti artisti di fama internazionale, a giugno si sono esibiti Il Volo, i Placebo, e Eddie Vedder; nel mese di luglio il teatro è stato il palcoscenico per i concerti di Nek, dei Kasabian, di J-Ax e Fedez; agosto è il mese più ricco con i concerti degli Afterhours, Francesco Renga, Mario Biondi, Daniele Silvestri, Fiorella Mannoia e Massimo Ranieri. La stagione concertistica continua a settembre con i concerti di Mannarino e di Renato Zero. Agosto è anche il mese della musica lirica, per la prima volta il Teatro Antico sarà il palcoscenico del Mythos Opera Festival, assieme al Teatro Romano di Catania e al Teatro Greco di Siracusa. Il festival ideato dal pianista di fama internazionale Gianfranco Pappalardo Fiumara e diretto dal soprano Katia Ricciarelli. La manifestazione metterà in scena la Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, Aida di Giuseppe Verdi, Daniela Dessì Memorial, per ricordare il grande soprano scomparso di recente e Sinfonie D’Estate, un concerto sinfonico con la partecipazione dell’Orchestra Filarmonica della Calabria.

Partecipare in qualità di pubblico ad uno di questi eventi è un’occasione unica, l’arte moderna si intreccia a quella antica in un’unica visione che ha come sfondo il mar Ionio e il vulcano Etna.

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