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Pandemia e nuove opportunità, dopo la crisi la social media strategist Fede Miceli fa del nomadismo digitale il suo stile di vita e decide di lavorare in viaggio

Lo zaino per il prossimo viaggio, alla scoperta di un nuovo panorama da sogno, è già pronta. Dentro non ci sono – perlomeno non solo – costume da bagno e scarpe da trekking. Ma professionalità ed esperienza. Scadenze e nuovi progetti da portare avanti. Eccolo il bagaglio della siracusana Federica Miceli, Fede Miceli per tutti, esperta di social media marketing e travel blogger “dall’indole vagabonda”, per usare le sue parole.

Certa che viaggio e lavoro possano andare a braccetto, Fede ha fatto della crisi generata dall’emergenza sanitaria un’opportunità. E lo smart working prima e la ripresa perlopiù all’aperto dopo hanno lasciato lo spazio a quella che oggi è considerata una nuova tendenza, l’holiday working. Divenuto stile di vita per Federica. Soprattutto dal primo post pandemia. Dalla Thailandia a Laos. Poi Perù, Spagna, Portogallo e tanti incantevoli luoghi italiani.

La giovane professionista si è trovata a lavorare in un van camperizzato, in mezzo al bosco, in un bar vista mare, ma anche dentro co-working super attrezzati. Poter lavorare in viaggio non sempre è praticissimo. “Mi sono ritrovata spesso a cercare inutilmente una sedia comoda o una scrivania decente. E ho trascorso giornate – racconta Fede – con l’ansia che la connessione WiFi non funzionasse. Ma non cambierei per nulla la mia vita attuale. Credo infatti che l’idea comune di lavorare per concedersi una settimana di ferie all’anno sia profondamente sbagliata. E lo è perché crea aspettative enormi sulla vacanza che, ahimè, potrebbe risolversi in sette giorni di pioggia e la sensazione, angosciosa, di aver buttato al vento l’unica occasione dell’anno per rilassarsi e viaggiare. Un concetto che ci fa inoltre lavorare con gli occhi fissi all’orologio. Aspettando le 13 per la pausa pranzo. Poi le 19 per uscire dall’ufficio. Infine, il weekend per andare al mare. Vogliamo insomma solo che il tempo scorra. E ci dimentichiamo che proprio il tempo è l’unica ricchezza che non possiamo accumulare e tantomeno comprare”.

Un’idea che il Covid, con il suo strascico di dolore e morte, ha fatto certezza. “Io voglio che il tempo a mia disposizione – spiega Fede – sia ricco di nuove esperienze, destinazioni, culture e tradizioni tutte da scoprire. Questo non vuol dire non lavorare, vuol dire semplicemente farlo in una condizione diversa. Lasciando da parte l’orologio. Potrei farlo a casa? Sì, potrei. Ma preferisco farlo senza sacrificare la mia voglia di scoprire e confrontarmi. Anzi, mettendomi continuamente alla prova. Perché è nel cambiamento che c’è la vita. E stranamente propria un’esperienza terribile come la pandemia da Covid-19 me lo ha fatto scoprire.  E mi piacerebbe che questa mia testimonianza restituisse l’ispirazione o la voglia di crederci ancora a chi si è magari trovato in ginocchio per una crisi sanitaria, ma anche sociale, economica e, in molti casi emotiva, senza precedenti. Io ho trovato la mia strada. Che porta sempre a destinazioni diverse. E ciò mi permette di lavorare con entusiasmo, ricaricandomi sempre di nuove ispirazioni e tirando fuori tutto il mio potenziale creativo”.

Ma attenzione. Fede ci tiene a precisare: “Questa è la mia ricetta della felicità. Per qualcun altro potrebbe essere trovarsi tutti giorni nello stesso ufficio con gli stessi colleghi. Non esiste un modo o un luogo migliore di un altro per lavorare, ma esiste la possibilità di scegliere l’ambiente che ci rende più produttivi. Io ho scelto il mio. E auguro a tutti di fare altrettanto”.

 

Editoriale N.30

di Emanuele Cocchiaro

Cari lettori, forse per molti di voi affezionati potrebbe non essere una sorpresa… ma anche questo numero lo dedichiamo alla nostra amata Sicilia! Infatti, risulta impossibile non trovare nuovi punti di vista, nuovi luoghi da consigliarvi e antiche tradizioni e personaggi che riguardano la nostra terra, fonte inesauribile per la scelta di nuove mete.

Sappiamo bene che la Sicilia è una tra le isole più belle al mondo, ma una delle sua peculiarità più affascinanti sta proprio nell’essere la più bella tra le sue preziose piccole isolette. Per questo abbiamo deciso, in questo numero, di accompagnarvi alla scoperta delle isole minori che appartengono alla Sicilia e che contribuiscono al suo incantevole fascino. Potremmo paragonare il trentesimo numero del nostro magazine ad un meraviglioso affresco di sole, mare, storia, architettura e cultura. Avrete la possibilità di scoprire non solo le sette Isole Eolie, ma anche le Egadi e le Pelagie e altri atolli sorprendenti. Vi attendono angoli di paradiso incontaminati e grotte che vi conquisteranno. Potrete fotografare le saline o scoprire dei graffiti preistorici, o semplicemente scegliere una delle innumerevoli spiagge nelle quali rilassarvi. Vi troverete immersi in un universo di colori speciali: dal nero dei vulcani, al bianco della pomice, passando al viola dell’erica o al giallo delle ginestre.

Ma in questo numero troverete molto di più. Le sue pagine si popolano di personaggi e dei loro talenti, delle tradizioni culinarie, dell’artigianato tipico e di ogni piccolo micromondo che ne custodisce da secoli i loro segreti.
Buona lettura e come sempre… Buon Viaggio.
L’ editore
Emanuele Cocchiaro

FS ITALIANE, TRENITALIA: SCOPRIRE LA SICILIA IN TRENO

Comunicato stampa

 

·      una Guida per visitare la Sicilia in treno

·      dal 19 luglio  due nuovi treni Pop in circolazione sui binari della Sicilia

·      presentati i nuovi servizi Taormina link ed Etna link

 

La Sicilia e le sue bellezze al centro della stagione estiva di Trenitalia (Gruppo FS Italiane).

Presentata “La Sicilia in Treno”, una delle Guide della nuova collana “I Regionali da Vivere” realizzata da Giunti Editore e Trenitalia, dedicata alla scoperta dell’Italia a bordo dei treni Regionali.

Un ventaglio di mete turistiche siciliane, fra mare, aree verdi e montane, borghi e centri storici, che vedono nel treno il fil rouge per visitarle comodamente anche grazie all’incremento dei servizi dell’orario estivo di Trenitalia.

Ad illustrare i contenuti – stamane nei locali della stazione di Taormina-Giardini – Luigi Corradi, Amministratore Delegato Trenitalia, Clara Celauro, Consigliere di Amministrazione Trenitalia, Marco Falcone, Assessore alle Infrastrutture e Mobilità Regione Siciliana, Marco Bolasco, Direttore di Divisione Non Fiction Giunti Editore.

Presenti, Sabrina De Filippis, Direttore Business Regionale Trenitalia, Vincenzo Pullara, Direttore Direzione Regionale Sicilia Trenitalia, Fulvio Bellomo, Dirigente Generale Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti Regione Siciliana, Carlo Margara, Responsabile iniziative speciali Giunti Editore e i sindaci di Taormina e Giardini Naxos, Mario Bolognari e Giorgio Stracuzzi.

 

Al primo binario, pronti per entrare in servizio, 2 nuovi treni Pop, che portano a 19 il numero dei nuovi treni regionali che viaggiano in Sicilia. Per rafforzare la mobilità regionale sui binari, così come previsto dal Contratto di Servizio sottoscritto da Regione Siciliana e Trenitalia, nei prossimi anni saranno in totale 43 i nuovi treni in circolazione.

 

L’ESTATE DI TRENITALIA

 

Le novità

Per facilitare la visita di alcune delle mete turistiche più apprezzate dell’isola, Trenitalia, di concerto con la Regione Siciliana, committente del servizio, ha messo a disposizione dei viaggiatori nuovi servizi. Tra le novità il Taormina link che collega la stazione di Giardini a Taormina, grazie ai bus di ASM Taormina.

L’Etna link collega, con servizi di Ferrovia Circumetnea, la stazione di Giarre-Riposto e Piano Provenzana, alle pendici dell’Etna.

Con il Taormina Line è stato potenziato il numero di collegamenti con Taormina grazie a 6 corse aggiuntive, circolanti nei giorni festivi, fra le stazioni di Catania Centrale e Letojanni con fermate ad Acireale, Giarre-Riposto e Taormina-Giardini.

 

Tra le conferme il Cefalù Line che collega nei giorni festivi l’aeroporto internazionale “Falcone e Borsellino” di Punta Raisi e la città di Palermo a Cefalù e il Barocco Line che durante i giorni festivi e fino al 10 ottobre, collega Siracusa a Donnafugata per ammirare la bellezza di Fontane Bianche, Avola, Noto, Pozzallo, Scicli, Modica, Ragusa Ibla e Ragusa.

Tour delle Tonnare di Sicilia: la rotta dell’amore

Articolo di Giulia Monaco

Le tonnare sono l’emblema della pesca sostenibile di una delle specie più preziose del Mediterraneo: il tonno rosso. Introdotte durante la dominazione islamica, nel Medioevo le tonnare siciliane dominavano l’intera area mediterranea. Oggi vecchi stabilimenti costellano i litorali dell’isola e, come vecchie fotografie virate seppia, evocano un’atmosfera antica: un’atmosfera madida della fatica dei pescatori, di vite divise tra terra e mare, di gesti antichi e canti corali.

Immaginiamo di partire per un tour alla scoperta delle tonnare più belle, seguendo idealmente i tonni nella loro “rotta dell’amore”: dalle tonnare di “andata” del versante occidentale, che intercettavano i tonni prima della riproduzione, fino a quelle “di ritorno” del versante ionico, che li catturavano mentre tornavano in mare aperto dopo la stagione degli amori.

Tonnara di Bonagia di Antonio Palumbo

Tonnara di Avola di Silvia Ferrara

Tonnara di Favignana

Nella seconda metà dell’Ottocento la famiglia Florio costruì a Favignana la “regina delle tonnare”, una delle più grandi del Mediterraneo, decretando così la fortuna dell’isola, che ne guadagnò un forte stimolo economico e culturale. L’ ex Stabilimento Florio, che nel 2007 fu teatro dell’ultima mattanza, oggi punta ad affermarsi come la tonnara più sostenibile d’Italia, ambendo a riqualificare la pesca tradizionale grazie al sostegno delle associazioni ambientaliste.

Tonnara di Favignana di Francesco Cancelli

Tonnara di Scopello

In una cala ai piedi del borgo di Scopello si staglia una tonnara di rara bellezza. Costruita intorno al XIII secolo, è considerata la più antica della Sicilia. Pare che proprio qui sorgesse la mitologica città di Cetaria, così chiamata per l’abbondante presenza di tonni. La tonnara venne modificata più volte nel corso dei secoli, ma è con la famiglia Florio che conobbe il suo massimo splendore.
Collocata in un paesaggio unico, a un passo dalla Riserva dello Zingaro, oggi è un’incantevole testimonianza della storia e dell’economia del territorio.

Tonnara dell’Orsa

La Tonnara dell’Orsa è una torre di difesa risalente al Trecento che si erge in una piccola baia sulla costa di Cinisi. Il toponimo deriverebbe dal termine arabo ìrsa, cioè ancoraggio, attracco. Nel Quattrocento entrò far parte del patrimonio dei padri benedettini all’Abbazia di San Martino delle Scale. Da tempo dismessa, oggi è un gioiello tornato a splendere che ospita eventi, rassegne e attività di promozione ambientale.

Tonnara Arenella

Il complesso dell’Arenella, situato nell’omonimo quartiere di Palermo, ha origini molto antiche, risalenti al Trecento. Nell’Ottocento, grazie all’iniziativa di Vincenzo Florio e alla maestria dell’architetto Carlo Giachery, nacque la palazzina dei “Quattro Pizzi”, un piccolo gioiello in stile neogotico inglese. Dismessa nei primi del Novecento, la tonnara rimase la residenza della famiglia Florio. Ospitò anche personalità illustri come la zarina di Russia, che se ne innamorò al punto dal far riprodurre i Quattro Pizzi nella sua residenza estiva, nei pressi di San Pietroburgo.

Tonnara di Vendicari

La tonnara di Vendicari, detta anche Bafutu (da Capo Bojutu) venne costruita attorno al 1700, e rimase in funzione fino alla Seconda Guerra Mondiale. Oggi è un eccellente esempio di archeologia industriale che domina l’intero litorale, attorniato da antiche case di pescatori. Poco lontano dalla tonnara si erge la Torre Sveva, un’imponente struttura di difesa costruita nel Quattrocento. Tutto intorno si dispiega la riserva protetta, una mirabile oasi di natura incontaminata.

Tonnara di Vendicari di Maria Cristina Litrico

Tonnara di Marzamemi

La Tonnara di Marzamemi è tra le più importanti della Sicilia orientale. Risalente al periodo arabo, nel Seicento fu acquisita dal Principe di Villadorata, che la riqualificò costruendovi attorno un borgo di pescatori. Il centro della tonnara è il Palazzo Villadorata, un elegante edificio barocco che si affaccia su Piazza Regina Margherita. Marzamemi, dall’arabo marsa al hamem, “rada delle tortore”, oggi è un borgo marinaro caratterizzato da scorci suggestivi e pittoreschi.

Tonnara di Marzamemi

Tonnara di Santa Panagia di Dario Bottaro

Tonnara di Avola di Gabriele Campisi

Editoriale N.29

di Emanuele Cocchiaro

“Ti invito al viaggio
in quel paese che ti assomiglia tanto.
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati
hanno per il mio spirito l’incanto
dei tuoi occhi quando brillano offuscati
laggiù tutto è ordine e bellezza,
calma e voluttà.
Il mondo s’addormenta in una calda luce
di giacinto e d’oro.
dormono pigramente i vascelli vagabondi
arrivati da ogni confine
per soddisfare i tuoi desideri”.

Cari lettori, aprire questo editoriale con i versi di una struggente quanto infinitamente poetica canzone del compianto Franco Battiato rappresenta per noi di Bianca Magazine non solo il dovuto omaggio ad uno degli artisti più eccelsi della nostra amata terra ma anche il giusto “leit motiv” per invitarvi a proseguire nella lettura del nostro magazine.

Difatti, le pagine che seguono, rappresentano un vero e proprio invito a viaggiare e scoprire la nostra Sicilia. Per quanto ognuno di noi creda di conoscerla da cima a fondo, infatti, ci sarà sempre quell’angolo inesplorato che merita la nostra attenzione ancor prima di vagare oltre i suoi confini.

Inoltre al di là del nostro inno alla Sicilia, che come sapete rappresenta la nostra fonte d’ispirazione privilegiata, credo che bisogna sempre elogiare il viaggio poiché viaggiare significa spostare i propri punti di riferimento, trasformare il terreno sul quale i nostri piedi camminano; attraverso l’arte del viaggiare si guarda, si vive e si capisce veramente ciò che sta intorno a noi, significa accarezzare l’anima della vita.
Il viaggio ci fa comprendere cose nuove e cambia il nostro modo di vedere la realtà. Ogni tramonto è una poesia, ogni suono è la più bella canzone. Per tutti questi motivi è impossibile stancarsi di viaggiare ancor di più se la meta del nostro viaggio è la bellezza della nostra terra. E questa è anche l’occasione per alleggerire le vostre esperienze attraverso il lancio del nostro nuovo portale “In Viaggio con Bianca” che vi accompagnerà passo passo nel vostro viaggio.
Seguiteci sui nostri canali social e continuate a sfogliare le pagine del nostro magazine.

L’editore

Emanuele Cocchiaro

Geraci Siculo: la sesta “zona blu” del pianeta dove si vive meglio e più a lungo.

di Samuel Tasca   Foto di Castelbuono.org

Avete mai sentito parlare delle cosiddette “zone blu”? Si tratta di cinque aree del pianeta nelle quali sembra esserci una qualità della vita tale da garantire ai loro abitanti di vivere meglio e più a lungo. Il concepimento delle zone blu ebbe inizio quando due studiosi, Gianni Pes e Michel Poulain, identificarono nella città di Nuoro, in Sardegna, la maggiore concentrazione di centenari al mondo. A Nuoro sono poi seguite altre quattro zone blu sparse per tutto il pianeta, nelle quali il tasso di longevità risulta davvero rilevante: l’isola di Okinawa in Giappone, Nicoya in Costa Rica, Icaria in Grecia e la comunità di avventisti di Loma Linda, in California.

Diverse le ipotesi che negli anni hanno cercato di definire i fattori determinanti di un tale risultato: anche se ad oggi non possediamo ancora una “formula magica” corrispondente all’elisir di lunga vita, sembrerebbe che le aree già identificate condividano alcune caratteristiche comuni quali: il ruolo centrale della famiglia e la consapevolezza dei propri abitanti di essere socialmente utili, una dieta ricca di vegetali e legumi e una moderata attività fisica costante. Inoltre, pare che le persone che abitano queste aree non siano solamente molto longeve, ma vivano la loro lunga vita in maniera assolutamente felice.

A condividere queste caratteristiche sembrerebbe ci sia anche Geraci Siculo, comune siciliano situato nella splendida area delle Madonie, oggetto di studio da qualche anno poiché potrebbe diventare a tutti gli effetti una nuova zona blu del pianeta. Il piccolo borgo (il comune registra meno di duemila abitanti), che ha attirato l’attenzione scientifica proprio per la presenza di diversi centenari tra i suoi abitanti, si distingue per la bellezza dei suoi vicoli e per la sua eredità storico-culturale, risalente alle prime colonizzazioni greco-romane e poi all’epoca medievale. Inserito all’interno del Parco delle Madonie, il territorio di Geraci Siculo si distingue anche per la ricchezza e la bellezza del patrimonio naturalistico che lo circonda. Bellezza che gli è valsa la candidatura nel 2020 al titolo di “Borgo dei Borghi”, all’interno della trasmissione Rai “Alle falde del Kilimangiaro”.

Luigi Iuppa, sindaco di Geraci Siculo, guarda al possibile inserimento della sua città tra le zone blu come un «ulteriore volano di promozione e di sviluppo del territorio madonita». Di parere analogo è Calogero Caruso, professore Ordinario di Patologia generale del Dipartimento di Biopatologia e Biotecnologie Mediche (DIBIMED) dell’Università di Palermo, il quale è stato contattato da Michel Poulain per coordinare la ricerca, non solo su Geraci Siculo, ma anche sui comuni di Isnello e Petralia Sottana.  «L’eventuale individuazione di una Zona Blu – ha dichiarato il professore Caruso in un articolo pubblicato su Parks.itè una grande opportunità per la nostra isola, sia dal punto scientifico sia da quello economico, in quanto le Zone Blu vengono sponsorizzate dalla rivista National Geographic (www.bluezones.com) e diventano meta di turisti che visitano quei luoghi per carpire i segreti della longevità».

E ci auguriamo, quindi, di poter presto brindare al riconoscimento di questo titolo per il comune madonita. Nel frattempo, in un anno come questo dove tutto è stato rimesso in discussione, tra cui anche il nostro concetto di felicità, forse sarebbe il caso di trascorrere qualche giorno (non appena sarà nuovamente possibile) a Geraci Siculo immersi nella bellezza e, perché no, per fare esperienza di uno stile di vita che, a quanto pare, potrebbe essere tra i migliori e più felici al mondo!

Editoriale N.27

di Emanuele Cocchiaro

Cari lettori, con questo numero vi vogliamo condurre, ancora una volta, alla scoperta di una Sicilia più vera, da assaporare e da vivere nella straordinaria bellezza del suo divenire. Imperdibile a tal proposito l’approfondimento sul primo parco dedicato alla dieta mediterranea che fa leva sui due principali pilastri dell’economia siciliana: l’agricoltura e il turismo. Non dimentichiamo, infatti, che la Sicilia, quale cuore del Mediterraneo e crocevia di civiltà e culture diverse, ha dato vita a un’incredibile fusione di tradizioni culinarie di diversi popoli che hanno sfruttato le risorse tipiche locali quali cereali, frutta, verdura, latticini, pesce e vino.
Il cibo diventa così il punto di partenza per fare rete, fortificando l’economia siciliana e in particolare quella della Sicilia quale terra dello stile di vita mediterraneo. Il viaggio tra le pagine della nostra rivista vi porterà inoltre ad Acireale dal cui mare emerge la famosa “Timpa di Acireale” ricoperta da decine di strati di lave antiche, all’Orto Botanico di Palermo che da ormai quasi due secoli è fonte di ispirazione per artisti, cultori di biologia naturale e ha promosso la diffusione, finanche in Europa, delle più disparate e anche rare specie vegetali. Concludo il mio invito alla lettura di questo straordinario numero ritornando nuovamente al cibo ed infatti altra testimonianza che la Sicilia è terra rigogliosa ci viene direttamente dalle pendici dell’Etna ove da anni si produce la piccola e famosa mela dell’Etna. Sperando di avervi incuriosito, vi auguro una buona lettura.

L’editore
Emanuele Cocchiaro

Editoriale N.26

di Emanuele Cocchiaro

Cari lettori, è difficile di questi tempi parlarvi di argomenti come i viaggi, le festività, il turismo, l’arte e la cultura. Ci accingiamo, difatti, a vivere un Natale particolare e difficilmente, per diverse ragioni, avremo la possibilità di programmare un viaggio quest’inverno. Ritengo, tuttavia, che chi svolge un lavoro come il mio debba guardare oltre e trovare, nella difficoltà, l’occasione per risollevarci. Per questo andiamo avanti molto orgogliosamente alla ricerca delle eccellenze del nostro territorio, delle sue bellezze e di quanti ogni giorno fanno grande il nome della nostra terra. In questo numero non potevano mancare approfondimenti sul Natale, tra borghi imperdibili da visitare quali Gangi, Castelbuono e Isnello, racconti di storie e sapori della tradizione e tanto altro che troverete sfogliando il numero che apre le porte al nuovo anno. L’augurio è che sia migliore di quello appena trascorso e che tutti voi possiate vivere le feste, perlomeno, in un clima di serenità. Nel frattempo attraverso il nostro nuovo portale “IN VIAGGIO CON BIANCA” potrete fare un viaggio virtuale alla scoperta della nostra meravigliosa isola. Seguiteci anche sui nostri canali social per non perdervi il lancio.
Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

L’editore
Emanuele Cocchiaro

In giro per la Sicilia Francesco Lama ha documentato il silenzio del lockdown

Articolo di Omar Gelsomino

“Il silenzio perfetto” è il documentario scritto e diretto dal regista siciliano Francesco Lama che sarà realizzato da Nucciarte Produzioni, impegnata nella promozione culturale e nella produzione di opere cinematografiche. «Nel voler continuare a raccontare della mia terra e della mia gente, ho vagato per la Sicilia nel silenzio del lockdown di cui alla pandemia Covid-19 – spiega Francesco Lama -. Fuori da ogni immaginazione e contesto, mi sembrava di vivere un periodo così assurdo, a tratti sconcertante poiché fuori dal reale concetto di vita a cui tutti siamo abituati, tanto da costringermi a ricorrere, per necessità di spirito personale, alle reminiscenze di cui ai libri di storia. Ergo, ho cercato di documentare sotto forma dell’arte, e nello specifico della cinematografia, come la Sicilia, insieme alla sua gente, ha vissuto e in parte sta vivendo, fino alla speranza della ripresa, questo momento storico mondiale intravedendo un’azione ottimistica e più consapevole del vivere quotidiano».

Il silenzio perfetto” è interamente girato con uno smartphone, il regista attraversa i luoghi più importanti della Sicilia, prendendosi la responsabilità di tutti i rischi che il caso comporta. L’occhio dello smartphone si imbatte di colpo su una statua nel centro di una grande città siciliana, che da centinaia di anni è testimone della frenetica vita degli umani, testimoni di fatti, di passaggi di popoli, di vittorie e sconfitte, di sole e tempesta. Sono le statue, i monumenti e le piazze, i protagonisti del documentario, con le voci delle attrici e degli attori di Sicilia, tra i quali Maria Grazia Cucinotta, Tony Sperandeo e tanti altri. Il protagonista assoluto del documentario è quindi il silenzio! In ogni luogo di questa antica terra, un monumento, una statua, un putto barocco sotto i balconi di splendide città, ha visto ed ha vissuto storie magnifiche e storie tristi di un’isola che oggi è ancor di più “isola”, che attraverso pesti, epidemie, terremoti e invasioni, con enormi sacrifici ha sempre saputo affrontare sfide importanti fino a rialzarsi e splendere più di prima, meglio di prima.

La nuova opera di Francesco Lama vuole documentare e raccontare un periodo storico importante e particolare, un documento “necessario” che rimarrà negli anni a testimoniare questo triste periodo con tutte le immagini e le sensazioni che lo hanno accompagnato. “Il silenzio perfetto” è prodotto dalla Nucciarte Produzioni, con il sostegno di Irritec Spa e Cavagrande e la collaborazione di Sitec srl e Gelaterie Sapore di Sale. Il soggetto, la sceneggiatura, la regia e i disegni sono di Francesco Lama, la post produzione di FreeDay Production, le musiche di Joe Castellano, Tindaro Raffaele Rondo siciliano ed altri autori siciliani.

Attraverso la piattaforma online produzioni dal basso http://sostieni.link/26280 si può partecipare attivamente alla produzione del documentario.

Editoriale N.25

di Emanuele Cocchiaro

Cari lettori, si è appena conclusa un’ estate particolare che, tuttavia, a dispetto delle previsioni, ci ha saputo comunque offrire quel pizzico di spensieratezza che caratterizza questa stagione. Qualcuno ha ripreso a viaggiare, altri non lo hanno potuto o voluto fare. Una cosa è certa: il modo di viaggiare è cambiato e ciò è dovuto alla nascita di viaggiatori sempre più consapevoli, che non si limitano al solo “osservare”, non si accontentano più di scattare delle belle foto ricordo e comprare souvenir, ma vogliono essere attivi, fare esperienze. Si sta passando da un turismo passivo ad uno attivo; dal turismo tradizionale, che pone al centro del viaggio la destinazione, al turismo esperienziale, che ha il proprio focus sul viaggiatore stesso, cui vuole garantire esperienze autentiche e senza filtri.
Il viaggiatore esperienziale non si accontenta dei viaggi standardizzati, ma cerca qualcosa di unico, diverso, che possa aiutarlo ad ampliare le proprie conoscenze, a scoprire la cultura e le tradizioni del luogo visitato. Con un pizzico di orgoglio, posso dire che la nostra rivista ha dal primo momento guardato nella direzione giusta proponendo contenuti che non solo mirano a far conoscere le bellezze naturalistiche e architettoniche della nostra terra, ma anche e soprattutto quelle che sono le esperienze imperdibili per toccare con mano, bocca e occhi quello che vuol dire vivere la Sicilia. Negli ultimi mesi abbiamo lavorato sempre più seguendo questo obiettivo, ed è così che oggi ho l’onore di presentarvi il nuovo portale In Viaggio con Bianca, che affiancherà la nostra rivista con l’unico obiettivo di far volare in alto la nostra terra, farla conoscere in lungo e in largo e infondere nell’utente quasi la necessità di organizzare un viaggio in Sicilia o, per chi la vive, di approfondirla e conoscerla veramente. Proprio così: anche noi siciliani dobbiamo iniziare a diventare turisti nella nostra stessa terra, perché solo amandola e conoscendola nel profondo possiamo, con consapevolezza, farci conoscere e amare.

L’editore
Emanuele Cocchiaro