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azienda ca fra mazzarrone

Le Università a Mazzarrone presso l’azienda Ca.Fra

Si è svolto lunedì 30 maggio, a Mazzarrone, presso l’azienda Ca.Fra di Carmelo Franza (socio dell’OPAS e partner del progetto Innovitis) un tour a 360° dell’azienda e un interessante confronto tra studiosi in materia di  arboricoltura.

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Ospiti le Università di Palermo e Catania coi docenti e gli studenti del settore che hanno avuto la possibilità di vedere in azienda la produzione di diverse coltivazioni, la serra dedicata alla sperimentazione varietale dell’uva da tavola, 43 varietà di cui 7 commerciali e 36 ibride.

Obiettivo dell’incontro è quello della ricerca di varietà nuove, produttive, che abbiano una buona resa, che consentano la doppia raccolta e che si prestino alla coltivazione in fuori suolo.

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Presente anche la Syngenta (una multinazionale svizzera che produce semi e prodotti chimici per l’agricoltura) che ha mostrato le Trapview, un sistema innovativo focalizzato sul digital per il monitoraggio della Lobesia Botrana . Si tratta di un’app che consente di vedere da remoto le catture dell’insetto grazie ad un sistema di telecamere, di feromone attrattivo per la cattura massale e di un dispositivo che rileva temperatura e umidità relativa; il tutto alimentato da un pannello solare. Questo sistema dopo aver impostato i parametri, è in grado di inviare report settimanali e gli allert nel caso di superamento della soglia del numero di insetti, questo consente di posizionare in maniera mirata e corretta il trattamento.

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Tra gli argomenti dell’incontro, c’è stato quello del Karate Trap, trappole con attrattivo alimentare per la cattura di Ceratitis Capitata e Bactrocera oleae. Le trappole, nel caso specifico, sono state posizionate in un appezzamento sotto serra coltivato a pescheto.

Il Tour si è completato mostrando l’impianto di fichi.

 

La giornata, informativa e formativa per gli studenti,  di confronto per i professori e gli specialisti presenti, è stata motivo di soddisfazione ed interesse per tutti.

Piazza Universita  min

Samsung Innovation Camp: il progetto Muddika, di sei studentesse catanesi, selezionato per la finale nazionale.

di Samuel Tasca

 

Giunge al termine la quinta edizione del Samsung Innovation Camp, progetto che mira alla formazione di giovani studenti universitari nell’ambito delle competenze digitali con l’approfondimento di skills legate al Marketing e al Management.

A trionfare, tra gli oltre 374 studenti che hanno partecipato per l’Università di Catania, è un team tutto al femminile composto da Martina Bianchi (Global Politics and Euro-Mediterranean Relations, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali), Alice Borrata (Ingegneria informatica, Dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica ed informatica), Agata Calì e Maria Claretta Ferlito (Scienze del testo per le professioni digitali, Dipartimento di Scienze Umanistiche), Vittoria La Russa (Beni culturali, Dipartimento di Scienze Umanistiche) e Angela Schillirò (Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Chirurgia Generale e Specialità Medico-Chirurgiche).

Agata Calì

Chiacchierando con le vincitrici cerchiamo di sapere cosa le ha spinte a partecipare alle selezioni per il Samsung Innovation Camp, nonostante i numerosi impegni?

«Tutte noi miriamo ad acquisire competenze trasversali che si discostano dai percorsi formativi tradizionali che abbiamo intrapreso. Cercavamo un’occasione per poterle applicare in un progetto concreto e metterci così alla prova fuori dalla nostra comfort zone. Conoscendoci, abbiamo poi scoperto di avere in comune un animo “irrequieto”: siamo impazienti di intraprendere nuove esperienze che possano saziare la nostra curiosità. Infine, è importante sottolineare che il corso vuole trasmettere skills digitali che possano rendere i nostri profili professionali maggiormente competitivi nell’attuale mercato del lavoro».

Quella del Samsung Innovation Camp, di fatto, rappresenta un’opportunità unica di formazione trasversale e un vero e proprio trampolino di lancio per il mondo del lavoro e dell’imprenditoria. Ma rappresenta anche un’importante occasione per mettersi alla prova da un punto di vista umano e relazionale, poiché bisogna da subito dimostrare di saper lavorare in team, nonostante non si conoscano preventivamente gli altri membri.

Vittoria La Russa

 

Vi siete trovate a dover collaborare da perfette sconosciute, come descrivereste questa esperienza?

«Si è trattato di qualcosa di totalmente inaspettato. I nostri timori iniziali riguardo all’incognita di dover collaborare con persone nuove per realizzare un progetto di valore in poco tempo sono stati totalmente annientati. Abbiamo creato una relazione basata sul confronto e mai sul controllo, fidandoci l’una dell’altra».

 

“Ognuna di noi ha apportato un valore aggiunto e ha dato un tocco personale al lavoro svolto, dando vita ad un risultato originale e completo” afferma Angela. “Sì, abbiamo lavorato bene insieme, ed il fatto di avere all’interno di un gruppo più competenze molto diverse tra loro è stato un vero vantaggio” aggiunge Claretta.

Qual è stata la difficoltà maggiore?

«Di certo, le difficoltà maggiori sono state legate al tempo e alla socialità. Per quanto riguarda il primo, non è stato semplice coniugare i propri impegni personali e professionali con quelli degli altri membri del gruppo e riuscire comunque a realizzare un progetto innovativo da zero in poche settimane. Per quanto riguarda l’aspetto relazionale, invece, l’attuale situazione di emergenza sanitaria e il distanziamento sociale non hanno facilitato gli incontri di persona e ci ha precluso la possibilità di conoscerci a fondo. Tuttavia, la nostra partecipazione a questo progetto ha rappresentato anche un’alternativa alle occasioni di socialità perse negli ultimi tempi».

Alice Borrata

 

Concentrate e determinate, nonostante le difficoltà queste ragazze sono riuscite a sviluppare un’idea vincente in linea con le richieste di questa edizione. Il tema principale indicato da Samsung è stato la valorizzazione del patrimonio naturalistico, artistico e culturale attraverso l’innovazione digitale. Un tema attuale e di fondamentale importanza per rilanciare uno dei settori maggiormente colpito dalla pandemia. Partendo da questo macro tema, il Comune di Catania, partner dell’iniziativa, ha commissionato un project work ai team composti dai 26 studenti selezionati per la fase finale territoriale. Finalità di questo progetto: promuovere attraverso il digitale le attrazioni culturali della città di Catania rendendole interessanti anche per i bambini.

Con questo fine ben specifico nasce Muddika, un’app che permetterà ai bambini di fruire del patrimonio turistico della città di Catania attraverso giochi e realtà virtuale. I piccoli utenti, infatti, saranno guidati e accompagnati da un simpatico elefantino di nome Lele, mascotte del progetto, e incontreranno nel loro percorso diversi altri personaggi tra i quali persino il celebre compositore, orgoglio della città, Vincenzo Bellini.

Angela Schillirò

Quali sono i punti di forza della vostra idea che, secondo voi, vi hanno permesso di accedere alla finale?

«Senza dubbio, il fatto di aver messo al centro dell’attenzione il territorio di Catania e di aver svolto un accurato studio di un target complesso come quello dei bambini. Inoltre, crediamo che un ulteriore punto di forza dell’idea sia legato proprio al team stesso».

“Credo di parlare a nome di tutte quando dico che una delle chiavi di riuscita è stata la nostra scelta di adottare una sorta di “leadership circolare”: non abbiamo stabilito nessuna gerarchia precisa, tutte siamo state coinvolte equamente lavorando in maniera consapevole degli ambiti di competenza di ciascuna di noi” spiega Martina.

Martina Bianchi

 

Come vi sentite adesso che siete state selezionate per rappresentare l’Università di Catania nella finale nazionale?

«Siamo decisamente orgogliose e felici di questo primo traguardo».

“In tempi in cui si parla tanto di vaccini, questa è stata una vera dose di autostima” afferma Agata.

“Senza dubbio la conferma delle proprie capacità fa sempre piacere, soprattutto dopo un’esperienza di questo livello” aggiunge poi Alice.

Studentessa-Maria-Claretta-

La finale nazionale si terrà a Milano e a sfidarsi per la vittoria, oltre all’Università di Catania, ci saranno i progetti vincitori selezionati dalle Università degli Studi di Perugia, del Piemonte Orientale, di Trento e di Verona. Una sfida impegnativa per la quale le nostre brillanti studentesse hanno già iniziato a prepararsi.

Non ci resta, quindi, che augurargli un grosso in bocca al lupo, sperando di poter veder presto realizzata un’idea innovativa come Muddika, che potrebbe senz’altro rappresentare un ottimo esempio da replicare anche in altre città e regioni.

Locandina generale iziTRAVELSicilia

Elisa Bonacini, la rivoluzionaria della cultura

Articolo di Omar Gelsomino,  Foto di Gianni Polizzi

Assegnista di ricerca all’Università di Catania, archeologo e consulente per la comunicazione. Al suo attivo Elisa Bonacini vanta diverse pubblicazioni riguardanti i beni archeologici e non solo, all’archeologia ha aggiunto la passione per la comunicazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile a tutti. Lei ama definirsi come «Una rivoluzionaria che ama i processi partecipati di democratizzazione culturale, che usa il digitale e i social media come “grimaldello” contro i sistemi ingessati. Un’archeologa non più “praticante”, ma quella disciplina regola il mio operato».

Una passione per i beni culturali che in realtà «Non ha una data di nascita: i concetti di tutela e valorizzazione mi scorrono nel sangue. All’archeologia si è aggiunta la passione della comunicazione: ho svecchiato i miei studi attraverso una seconda laurea, un dottorato, un biennio da assegnista di ricerca, attivando processi virtuosi come #InvasioniDigitali e izi.TRAVEL per promuovere il patrimonio culturale della Sicilia, terra dove sono felice, nonostante le difficoltà, d’essere rimasta per contribuire a migliorarla».

Nonostante le difficoltà conviene continuare a spendersi in questo settore perché «Non farlo significa arrendersi e distruggere quanto ereditato. La Convenzione di Faro dice che siamo una comunità di eredità, con un ruolo attivo nel riconoscere i valori di questo patrimonio e l’obbligo morale, civile e sociale di trasmetterlo alle future generazioni». Elisa Bonacini nelle sue pubblicazioni spiega quanto siano importanti internet ed alcune applicazioni «Nel volume del 2012 La visibilità sul web del patrimonio culturale siciliano ne analizzavo il quadro desolante. Aspettiamo ancora il progetto MuSiVi commissionato a Sicilia e-Servizi, senza vederne traccia. Se rimangono sul web “relitti digitali”, la qualità della comunicazione è migliorata grazie ai social media: basti pensare al Museo “Antonino Salinas” di Palermo, brand riconosciuto di qualità della comunicazione.  Oggi c’è il progetto Sicilia Beni Culturali su izi.TRAVEL, che rilancio come #iziTRAVELSicilia: un “processo” unico al mondo per scala (regionale), portata (centinaia di persone), risultati raggiunti (oltre 80 audioguide multimediali), un’esperienza collettiva e partecipata di valorizzazione del patrimonio comune, attraverso questa piattaforma globale, che consente di scoprire i luoghi della cultura via web e via app, attraverso guide museali e itinerari multimediali gratuiti. Grazie a una Convenzione fra il Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e l’Università di Catania e al sostegno di izi.TRAVEL, ho coinvolto direttori di musei, poli e parchi, Reti museali, Comuni, Associazioni culturali, studenti di ogni ordine e grado, anche degli Atenei di Catania, Palermo e persino Macerata. In modo partecipato, democratico e corale, tutti insieme “Ciceroni digitali” stiamo colmando il gap della comunicazione e valorizzazione del nostro patrimonio. Le voci sono quelle di chi lo vive, lo cura, lo conosce e vuole trasmetterli. Sulla stessa piattaforma sono presenti, senza distinzione di proprietà e grandezza, musei e itinerari differenziati sul territorio».

Numerose e apprezzatissime per i contributi culturali sono le sue ricerche «Ho pubblicato svariati articoli e 6 monografie, fra cui anche Il museo contemporaneo, fra tradizione, marketing e nuove tecnologie; Nuove tecnologie per la fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale (2011); Dal Web alla App (2014). Ho curato alcuni progetti, come quello pilota su Google per il Museo Archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa e un catalogo multimediale dell’Etna di prossimo lancio, entrambi realizzati dal fotografo Gianfranco Guccione di AirWorks, presentati in sedi internazionali come Bangkok e Pechino. Qui il tradizionale virtual tour è aumentato da contenuti aggiuntivi, testi, video, virtual tour di oggetti a 360° o aerei. Dal 2013 sono Ambassador per la Sicilia delle #InvasionIDigitali, progetto cui ho partecipato sin dalla stesura del Manifesto. Il “termometro” della voglia di cambiamento sono state proprio le #InvasioniDigitali, 160 in tutta la regione: la mentalità è cambiata lì, invadendo i musei con smartphone e tablet per condividere le foto sui social promuovendo con un tag il nostro patrimonio».

Elisa Bonacini ci anticipa anche i suoi progetti futuri «Sono coinvolta nel progetto “Scuola e Comunicazione per i Siti UNESCO della Sicilia” del CRICD di Palermo, che si concluderà a giugno 2018, ma il mio sogno è che questo processo non si interrompa. Purtroppo le dotazioni economiche dell’Università non hanno consentito il rinnovo dell’assegno. Il mio impegno scadrebbe a fine aprile 2017, ma ho chiesto una proroga al Dipartimento Regionale del ruolo di coordinatore del progetto, sperando di trovare chi finanzi ancora questo grande processo partecipato».

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