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gruppo una vita da fiaba

Una vita da fiaba: Domenica 31 Luglio ad Acireale la XIV edizione dello spettacolo che tra musica, danza e sfilata di moda premia il talento e l’impegno sociale

di Patrizia Rubino

“Una vita da fiaba” è il suggestivo titolo della manifestazione, giunta quest’anno alla sua XIV edizione, organizzata da L.I.F.E. Onlus, l’associazione che da oltre vent’anni s’impegna per migliorare la qualità della vita di persone con disabilità o che vivono in situazione di disagio, attraverso lo sport o con molteplici iniziative di carattere sociale.

La serata, che si terrà domenica 31 luglio alle 20,30 ad Acireale, nella magnifica cornice della piazza del Duomo, rientra nel cartellone estivo del Comune e sarà presentata da Emanuele Bettino insieme a Martino Florio e Agata Giudice, rispettivamente presidente e vicepresidente e responsabile settore danza di L.I.F.E onlus. Uno spettacolo vibrante e ad alto tasso di emozioni tra danza, performance teatrali, sfilata di moda e premiazioni. «Si tratta di un’iniziativa – spiega Martino Florio – nata per raccontare e omaggiare sia atleti che con grandissimo sacrificio e dedizione sono riusciti a raggiungere importanti traguardi nello sport, sia chi si è distinto per il suo impegno con opere ed iniziative tese ad abbattere le barriere fisiche e culturali che ancora oggi – aggiunge – limitano l’integrazione e la partecipazione nella vita sociale, di coloro che a prescindere dalle difficoltà vogliono con forza essere protagonisti della propria vita. Quest’anno premieremo atleti olimpici e paralimpici».

agata giudice che danza

Testimonianze, riflessioni e messaggi importanti che passeranno accompagnati da gioia, leggerezza e tanto divertimento. Promette grandissime emozioni l’esibizione di danza, in apertura di serata, di Agata Giudice e Roberto Finocchiaro del RoNart Ballet. Gli straordinari ballerini al ritmo di una travolgente salsa, dimostreranno che non esistono limiti e barriere, quando c’è passione e determinazione. Ad impreziosire lo spettacolo, inoltre, anche un pezzo tratto dalla commedia inclusiva “Rosso, la bottega dei bottoni”, a cura dell’associazione Guardastelle, in cui i giovani attori raccontano il valore della diversità, dell’accoglienza e della solidarietà come tanti bottoni di forme e colori differenti legati da un immaginario filo rosso, che altro non è che il sentimento che unisce sempre e comunque, gli esseri umani.

Grande attesa per il momento: “La bellezza non ha barriere. Tutti in passerella”, tra gli entusiasti modelli per una sera anche i ragazzi dell’associazione LIFE, che sfileranno con abiti casual, ma anche d’alta e moda e da cerimonia. Spazio anche al cabaret con Carlo Kaneba e alla musica con il cantante Nema e il sassofonista Cristiano Giardini.

Una vita da fiaba 2022

Marzocca Sarcinelli a Castelbuono

Spettacolo a Castelbuono con Marco Marzocca & Stefano Sarcinelli

In occasione del DiVino Festival la sera del 29 luglio si terrà lo spettacolo comico “Ciao Signò” con la partecipazione dell’attore e cabarettista Marco Marzocca e con Stefano Sarcinelli.
La manifestazione è organizzata dai ragazzi del festival sempre impegnati nella ricerca di attori comici che non siano i soliti nomi del panorama artistico regionale.
In scena Marco Marzocca si legge nelle note dello spettacolo – porto anche la voglia di divertire e di divertirmi. Questo è uno spettacolo comico semplice, divertente, esilarante per tutta la famiglia: lo scopo è proprio quello divertire le persone che verranno a vederci”.
Una serie infinita di gags comiche ed esilaranti che coinvolgerà il pubblico fin dall’inizio dello spettacolo con incursioni a sorpresa di alcuni degli storici personaggi di Marco Marzocca che hanno fatto la storia della comicità degli ultimi anni. Uno spettacolo per tutte le famiglie, divertente e coinvolgente.
 
Marzocca Sarcinelli a Castelbuono
Al premio Gusto DiVino saranno premiati :
 
Nicola Nocella è un fenomeno. Ha talento, umanità, umorismo, passione, follia: tutto in eccesso. Come quel John Belushi a cui ha rubato la faccia (e che portò a teatro con Omar Pedrini in Sangue Impazzito). Con Il figlio più piccolo di Pupi Avati se ne accorsero tutti, ma senza santi in Paradiso e con un carattere piuttosto fumantino, due cose che nel cinema italiano non si accoppiano bene, le porte del successo non si sono aperte. Non del tutto. Lui si è rimboccato le maniche, si è arrabbiato (tanto), si è fatto conoscere per gli status su Facebook quasi quanto per il suo lavoro. Fino a quando lo abbiamo incontrato nel centro di Roma, su Via Nazionale, tra la Nike di Via Torino – “mica scherzavo, io le scarpe da ginnastica coatte sotto lo smoking le metto davvero” – e IBS – Libraccio, perché il ragazzo è così: corpo e anima, un colosso dal cuore puro. Uno che ha fatto tre spot elettorali per entrare in cinquina che parodiando grandi cult del cinema avevano come claim “invece di votare uno bravo, votate Nocella”. Lui ai David di Donatello, è il caso di dirlo, ci va perché vuole mettere le scarpe sul tavolo. “Per prenderci meno sul serio, e perché sono un po’ punk”.
Simone Fracassi, classe 1965, è un personaggio sanguigno: fa il macellaio. Ma che macellaio! E’ il re della Chianina, il profeta del Prosciutto del Casentino, il fondamentalista della carne (sana). La sua macelleria, a Rassina di Castel Focognano, nel Casentino appunto, provincia di Arezzo, ha lunga storia, che parte dal 1927: 90 anni portati bene.
Gabriele Gorelli, un anno da Master of Wine: Era fine febbraio dello scorso anno, quando l’Italia poteva finalmente festeggiare il suo primo Master of Wine, il 418esimo della storia del prestigioso Istituto inglese. Gabriele Gorelli, wine expert e designer, con le radici saldamente affondate a Montalcino, conquistava il tanto ambito titolo che mai nessuno era riuscito a portare dentro i confini nazionali. Un percorso a ostacoli che solo un runner come lui, abituato ai tornati di Montalcino e alle corse in mezzo ai filari, poteva affrontare con la determinazione dei suoi trent’anni (oggi ne ha 38)
Nel 2015 ha fondato una seconda società di vendita e marketing, KH Wines, con clienti che vanno dalle cantine agli importatori e ristoranti gourmet. Partecipa regolarmente a concorsi enologici nazionali e internazionali come presentatore e giudice. Gabriele Gorelli. Il primo e unico master of wine italiano, brand ambassador della britannica OenoGroup, leader globale nella gestione del vino da investimento.
Enrico Bartolini  Proprietario dell’Enrico Bartolini al Mudec di Milano, Enrico Bartolini con le sue 9 stelle Michelin è lo chef più stellato d’Italia.
Bartolini è l’unico chef al mondo ad aver conquistato quattro stelle in una sola volta, di cui due per il suo ristorante al Mudec, che oggi ha tre stelle Michelin, e ha ricevuto l’ultima stella nel 2021, grazie al ristorante Poggio Rosso in provincia di Siena, uno degli altri cinque ristoranti che lo chef ha in tutta Italia.
Con nove macarons Enrico Bartolini è il cuoco più stellato d’Italia e – primo italiano – in quarta posizione nella classifica mondiale dopo Alain Ducasse, Pierre Gagnaire e Martín Berasategui.
Presenta Daniele Lucca la voce del Salone del Gusto / terra madre
alcantara spettacoli 2022

Grande successo per le prime delle “Troiane” e di “Un altro Prometeo” edizione 2022 di Alcantara in Scena

La guerra affrontata dal punto di vista dei vinti e della forza che serve per accettare il proprio destino, da un lato, e un eroe terreno, che sfida gli Dei, ma che non nasconde le proprie fragilità, i dubbi, le speranze.

Grande successo per le prime delle “Troiane” e di “Un altro Prometeo”, le opere del giovane e bravissimo regista palermitano, Salvatore Cannova andate in scena nella splendida cornice del Parco botanico e geologico dell’Alcantara. Giovedì e venerdì scorso, le premiere dei due spettacoli hanno dato il via ad Alcantara in scena, la visionaria manifestazione culturale voluta da Maurizio Vaccaro.

 

Nella trasposizione della tragedia di Euripide, “Troiane”, il regista affronta, con disarmante attualità, il tema della guerra. “Il profondo significato di questa tragedia è racchiuso nel desiderio di supremazia che da sempre prevale sulla ragionevole cooperazione – dice. Condizione che ancora oggi, purtroppo, non accenna a cambiare. Dal canto suo, l’essere umano sembra non poterne fare a meno e continua imperterrito in una tale barbarie che si sposta geograficamente in modo costante, senza mai estinguersi. Le Troiane, la barbarie, l’hanno vista coi loro occhi, l’hanno vissuta sulla loro pelle e continuano a viverla di fronte alle loro tende, in quella pianura.
I resti di Troia, segni tangibili di una fine, sanciscono l’inizio del dramma: quello di chi resta e piange i propri morti, quello di chi ha perso tutto e non può fare a meno di obbedire agli ordini del vincitore.
Sono donne che hanno visto morire figli, mariti, fratelli. Donne succubi della supremazia maschile a cui è stata negata ogni volontà, anche quella di tenere i propri capelli segno di libertà e di forza”.

alcantara spettacoli 2022

Attuale ed emotivo è anche l’altro Prometeo immaginato da Cannova. Un uomo e un eroe, un realista e un sognatore, fanno della figura ripensata dal regista un archetipo umano. Un’opera mélange tra il mito e le “vicissitudini di Sigismondo ne “La vita è sogno” di Calderón de la Barca. “Come anticipa già il titolo, questa è un’altra storia – afferma Cannova. Ma, prendendo in prestito la proprietà commutativa, cambiando i contesti e le vicende il risultato non cambia. Prometeo continua ad essere il simbolo della ribellione. Nonostante, però, si esalti la resistenza e la tenacia (inevitabile scomodando il titano “che riflette prima”) “quest’altro” Prometeo porta ad alcune domande ben precise. E all’alba di un’Era che torna ad avere paura del fungo atomico, ci si chiede: sconfitto il nemico, trovata la pace, deposti i morti e innalzati loro memoriali per non dimenticare, cosa è cambiato? Sarà mai possibile una convivenza stimolante e pacifica tra culture diverse? Potrà mai la diplomazia vincere sull’istinto di supremazia dell’essere umano? Nel delirio d’onnipotenza che dilaga come un cancro in metastasi, verrà mai accettata l’unicità? “.

 

Le opere, che già alla prima hanno ottenuto grandissimo successo di pubblico e critica, andranno in scena fino a settembre, con alcune messe in scena “speciali” previste per agosto.

Tutto il programma, costi, info e biglietti sono disponibili ai seguenti link:

 

https://www.ctbox.it/C24/4543/Content.aspx/Eventi/Teatro/Troiane_-_Dal_14_Luglio_Al_04_Settembre#.YshBOxbOO_Y

 

https://www.ctbox.it/C24/4578/Content.aspx/Eventi/Teatro/Un_Altro_Prometeo_-_Dal_15_Luglio_Al_03_Settembre#.YshBaRbOO_Y

FestiValle

Arriva FestiValle, il festival internazionale di musica e arti digitali della Valle dei Templi

 

Arriva FestiValle, il festival internazionale di musica e arti digitali della Valle dei Templi.

La sesta edizione ad Agrigento dal 4 al 7 agosto

 

Dal 4 al 7 agosto 2022, FestiValle, festival internazionale di musica e arti digitali, ritorna alla Valle dei Templi per la sua sesta edizione.
FestiValle è un boutique festival che mette al centro della sua ricerca l’incontro tra le sonorità jazz e le contaminazioni contemporanee. Quattro giorni di concerti e spettacoli immersi nella magia millenaria della Valle dei Templi, il parco archeologico più grande al mondo, inserito nella lista UNESCO dei Patrimoni Culturali dell’Umanità, dove vivere la magia delle note jazz tra la bellezza ancestrale delle rovine classiche, profumi di macchia mediterranea e tramonti indimenticabili.
Ogni concerto vive nell’incanto di luoghi senza tempo: i live al tramonto nel rigoglioso Giardino della Kolymbethra con vista sul Tempio dei Dioscuri, la prima serata sul main stage ai piedi del maestoso Tempio di Giunone, per finire il rituale di passaggio dell’alba al Tempio della Concordia, con uno speciale evento teatrale, aspettando il momento in cui i primi raggi di luce scaldano l’arenaria delle colonne doriche.
Festivalle ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere attraverso la musica e la cultura il territorio agrigentino e favorire l’inclusione sociale, per questa ragione ha voluto mettere a punto un vero e proprio format esperienziale che negli anni si è arricchito di percorsi e spunti turistici che offrono l’occasione di vivere il patrimonio artistico, storico e naturale della Valle dei Templi in modo inedito.

 

 

Palermo Visit the Valley of the Temples in Agrigento Sicily

 

Gli artisti in line up
Si inizia giovedì 4 agosto e si celebra la reunion dei Karate, storica band post rock / slowcore jazz di Boston che torna a esibirsi insieme dopo 17 anni e per FVL animerà gli ulivi e i resti archeologici del Giardino della Kolymbethra. Definiti “indie-jazz” quando il termine “indie” indicava ancora l’underground e non la musica leggera, adesso i Karate sono pronti a riaccendere gli animi dei fan della prima ora e a fare innamorare le nuove generazioni.
Nello stesso giorno, attraversando la Via Sacra e visitando le meraviglie del Parco Archeologico e Paesaggistico, al Tempio di Giunone altri due concerti in seconda serata: Rita Payes & Elisabeth Roma: la giovane trombonista e cantante catalana si esibisce in formazione di quartetto con la madre, chitarrista classica, in un percorso sonoro sensuale e raffinato. Le due musiciste, che hanno pubblicato nel 2021 “Como la piel”, il loro secondo album insieme condivideranno il palco con Horacio Fumero al contrabbasso e Juan R. Berbin alla batteria in un repertorio magico che fonde jazz, bossa nova e chitarra classica.
In chiusura di serata, sul main stage arriva Dele Sosimi, aka The Ambassador of Afrobeat! Tastierista e direttor musicale dei leggendari Egypt 80 di Fela Kuti e poi collaboratore di Femi Kuti, Dele Sosimi è uno dei massimi portavoce della black music mondiale, capace di spaziare dal groove funk ai ritmi africani, dal jazz alla musica tradizionale nigeriana. Sul palco di FVL, presenterà il suo ultimo disco “Full Moon” in versione live con una band di 7 musicisti.

Venerdì 5 agosto segnerà l’incontro tra due mondi: il funk urbano e il sound afro-caraibico.
Dall’underground napoletano al successo internazionale, i Nu Genea tornano finalmente dal vivo in full band con un nuovo attesissimo album in uscita a maggio. Nella stessa serata, il groove psichedelico dei Mauskovic, cinque polistrumentisti olandesi che continuano a scambiarsi gli strumenti senza mai fermarsi. Si preannuncia una grande festa.

Sabato 6 agosto arriva in esclusiva (unica data italiana) Kamaal Williams! Tastierista e producer britannico, ha raggiunto la fama internazionale con il progetto Yussef Kamaal, insieme al batterista Yussef Dayes. L’album di debutto “Black Focus” ha vinto numerosi premi – tra cui il “Breaktrough Act” di Jazz FM – ed è diventato un punto di riferimento per la nuova scena jazz mondiale. Kamaal non finisce mai di stupire, con il suo sound avventuroso che attinge a jazz, funk, soul, hip-hop. Lo aspettiamo a FVL con una straordinaria live band di cinque elementi, per presentare il suo ultimo album “Wu Hen”.
Nella stessa serata arriva anche il polistrumentista eclettico, Marco Castello nelle sue canzoni racconta la contemporaneità muovendosi con disinvoltura tra i linguaggi di jazz, pop, funk e blues per un sound fresco e leggero, elegante e immediato.
Domenica 7 agosto al tempio di Giunone il celebre musicista brasiliano Toquinho festeggerà i suoi 50 anni di successi, un concerto tributo a tutti quei grandi amici con cui Toquinho ha condiviso tanta musica e tanta poesia, un omaggio al migliore jazz brasiliano di tutti i tempi. Ad aprire il concerto i Lovesick Duo, un’incursione nelle atmosfere del country, rock ‘n’ roll e swing made in USA creano armonie musicali retrò, divertenti e romantiche.

 

FestiValle

 

 

L’evento Speciale all’alba
Al passo coi Templi – Il Risveglio degli Dei – special guest Anais Drago

L’opera Teatrale “Al Passo coi Templi” è un viaggio onirico tra Mito, Musica e Teatro con oltre 40 performer. Gli Dei del mondo classico greco compaiono come statue bianche tra le colonne dei templi e prendono vita tra danze canti e scene teatrali. Una sperimentazione di successo tutta siciliana creata dagli artisti Casa del Musical per raccontare il meraviglioso Sito Unesco della Valle dei Templi. Special Guest Anais Drago, vincitrice del top jazz – categoria “nuove proposte”- della rivista Musica Jazz 2021, la giovane artista si muove tra le sonorità del jazz, del rock, della world-music, con uno sguardo sempre rivolto a nuove sonorità e generi di confine.
Domenica 7 agosto ore 04:30 • Via Sacra – Tempio della Concordia
Evento non incluso nell’abbonamento, ticket acquistabili qui:
https://bit.ly/3tyVuwo

 

suddivisioni festival teatro

IL FESTIVAL SUDdiVISIONI A VIAGRANDE STUDIOS: IL TEATRO PER LE NUOVE GENERAZIONI

Dal 20 giugno al 13 luglio, negli spazi aperti di Viagrande Studios, in via Baracca, a Viagrande, si svolgerà il Festival SuddiVisioni, una kermesse di teatro per le nuove generazioni. 14 giorni di spettacoli e laboratori, che coinvolgerà tutte le famiglie dai figli più piccoli ai nonni. Tre compagnie teatrali del Sud, La Casa di Creta Teatro Argentum Potabile per la Sicilia, TeatroP per la Calabria e Molini d’Arte per la Puglia, hanno deciso di fare sinergia tra loro per dare vita a questo grande Festival.

Sarà una vera e propria festa per il teatro che si svolgerà contemporaneamente in tre regioni. Il nome della rassegna nasce dall’esigenza di stravolgere il suo significato iniziale “Suddivisioni” che caratterizza la nostra terra per leggerlo in una chiave diversa, cioè un Sud di Visioni, che alza la testa e lavora per ricostruire una poetica nuova.

Antonella Caldarella e Steve Cable, de La Casa di Creta Teatro Argentum Potabile (compagnia specializzata da 25 anni nel Teatro per le Nuove Generazioni), sono stati promotori di questa iniziativa, nata durante il periodo di pandemia, a cui hanno lavorato per più di un anno. “Con questa grande Festa del teatro, sottolinea la Caldarella, vogliamo dare un messaggio importante perché attraverso la collaborazione tra i teatri privati si può crescere e andare a colmare quei vuoti lasciati dalle istituzioni, che molte volte dimenticano come la cultura sia la panacea dell’anima. Questa iniziativa la dedichiamo, continua Steve Cable, a tutte le nuove generazioni che in questi due anni hanno particolarmente sofferto, chiusi in casa senza relazioni. È un’opportunità per stare insieme e nutrirsi di teatro, per confrontarsi e sperimentarsi”.

Un programma fitto, 11 spettacoli dedicati ai più piccoli, dai 3 anni ai 10 anni, e 4 rivolti a adolescenti e adulti, 12 laboratori che spazieranno dalla costruzione dei burattini al gioco teatro, dall’animazione teatrale al teatro in inglese. Antonella Caldarella sottolinea “d’aver pensato a degli abbonamenti a piccoli prezzi per rendere fruibile a tutte le famiglie il teatro. È questo un modo per riappropriarsi del proprio tempo con spensieratezza, lasciando agli spettatori dei messaggi positivi”.

suddivisioni festival teatro

Il 23 giugno andrà in scena, alle ore 20,30 la compagnia Ortoteatro di Pordenone con “Al di là del mare”, uno Spettacolo di burattini “a guanto”, “a mano vera”, marionette da tavolo e da palco, pupazzi ed attore, seguirà il 24, sempre della stessa compagnia “La strega dell’acqua e il Bambino di Ciccia”, un percorso di fiabe popolari narrate e cantate. Invece, il 25 giugno, alle ore 21,00  si esibirà in “Vuoti”, la compagnia Microteatro di Perugia, è un’allegoria della condizione contemporanea dei trentenni, il giorno dopo, alle ore 20,30 saranno in scena con “Il soldatino”. La compagnia aretina Nata Teatro porterà in scena il 28 giugno, “Il brutto anatroccolo”, invece, il 29 si esibirà con “L’elefante scureggione”. Il 4 e 5 luglio, Arterie Teatro di Molfetta porterà in scena  “Marcovaldo – funghi in città” e “Ubu Re”. E ancora, il 7 luglio ci sarà lo spettacolo “Esperanto” della compagnia Errare persona di Frosinone. Seguirà l’8 e il 9 luglio, le performances de i Cattivi maestri di Savona con “Il gigante egoista” e “Il sogno di Frida”. L’ 11 luglio, il team de il Teatro Bertolt Brecht di Formia si esibirà ne “Il mago di Oz”. Grande evento, il 12 luglio, alle ore 18,30, con un’anteprima nazionale, “Eccomi” scritto e diretto da Antonella Caldarella, prodotto da La Casa di Creta, uno spettacolo rivolto ai bambini da 1 a 4 anni e ai loro genitori. Sempre nella stessa data, alle ore 20,30, la compagnia Effimero meraviglioso di Cagliari allieterà i più piccoli con “Bianca come la neve”. Infine, giorno 13 luglio, la troupe sarda si esibirà con “Uffa”. 

È una sorta di filo di Arianna che unirà tutti gli operatori del settore teatrale dal Nord al Sud per riprendere quello che si era lasciato prima della pandemia. Adesso, è il momento della festa, del divertimento, lasciando un messaggio positivo sia agli adulti che godranno dello spettacolo che ai giovani spettatori di OGGI.

Per prenotazioni e informazioni: 353.4304936 – 338.2044274

 
Vittorio Barbera

Vittorio Barbera, un talento nascente della comicità siciliana. 

Di Samuel Tasca

 

«Sono Vittorio Barbera, comico e showman palermitano. Un saluto a tutti i lettori di Bianca Magazine!».

Si presenta così Vittorio Barbera, classe 1997, giovanissimo talento palermitano con una spiccata vocazione per la comicità. 

Vittorio, quando ti sei accorto di voler fare il comico nella vita?
«Fin da quando ero un bambino, all’età di cinque anni, per la precisione. Già da piccolo facevo degli spettacolini in famiglia dove interpretavo il cosiddetto cuntu, raccontando la storia di Santa Rosalia in dialetto. Ho sempre amato esibirmi. Ricordo che una volta, guardando il Festival di Sanremo con i miei genitori, dissi loro: “Un giorno io lo presenterò”».

Spazi dal teatro, alla radio, alle emittenti locali e ogni giorno cresce la tua popolarità sui social… qual è tra questi il palcoscenico che preferisci e perché?

«Il mio lavoro è fatto di varie sfaccettature e amo tutto quello che faccio: dal web alla radio e alla tv per l’appunto, ma il primo amore in assoluto, come dico sempre, è il teatro. Quello che mi dà il palcoscenico, il contatto col pubblico, l’adrenalina e l’ansia prima di entrare in scena, gli applausi e le risate della gente, è qualcosa che non riesco a descrivere. A mio parere, il palco per un artista è la culla ancestrale. Le emozioni, le vibrazioni che percepisci una volta in scena te le porterai dietro tutta la vita. Per questo penso che la cultura del teatro e degli spettacoli dal vivo vada valorizzata sempre e tramandata alle nuove generazioni, che spesso dimenticano quanto, senza il teatro e quello che rappresenta, tantissime cose non esisterebbero».

Quanto è importante far ridere le persone?

«Tantissimo. La risata è terapeutica. Ho sempre amato fare ridere la gente, potergli regalare un momento di evasione tramite l’ausilio della risata che considero la cosa più spontanea che esista. Quando ridi dimentichi i problemi e tutto quello che bisogna affrontare ogni giorno. E anche quando ridi amaramente, in quel momento la risata ti sta salvando da qualcosa che probabilmente ti fa male. Ridere, anche in un contesto storico come quello che stiamo vivendo oggi, penso sia davvero il regalo più grande che ognuno di noi possa concedersi. Io ho avuto la fortuna di riuscire a trasformare la mia passione in un lavoro, e di questo ne sono grato. E sapere che il mio lavoro, grazie ad una risata, può far star meglio qualcuno, mi rende incredibilmente felice».

 

Nel 2021 ti sei schierato a difesa delle donne, esponendoti sul tema del catcalling. Ci sono altre tematiche sociali che per te sono importanti e che ti piacerebbe affrontare seppur con ironia?

«Penso che la comicità, la satira siano un ottimo veicolo per fare denuncia e le tematiche che ho affrontato, affronto e voglio affrontare sono veramente tantissime. Se anche la risata può dar voce a un fenomeno che sta virando nel modo sbagliato, considero giusto parlarne. La risata è sinonimo di riflessione, di coscienza e di consapevolezza».

Un tuo sogno nel cassetto.

«Bella domanda! I miei sogni sono veramente tanti, tantissimi. Uno tra questi, appunto, è arrivare un giorno a presentare il Festival di Sanremo! Per sicurezza ho già chiesto ad Amadeus cosa ne pensa!».

 

Cosa si prospetta nel tuo futuro?

«Non posso fare spoiler e anticipare nulla, ma sto lavorando veramente a tantissime cose. Spero ovviamente che nel mio futuro ci siano tante belle esperienze e soddisfazioni. L’importante è impegnarsi e lavorare sodo. Va bene, dai, qualcosa ve la anticipo: Amadeus non mi ha ancora risposto!».

Vittorio Barbera

Con questa battuta salutiamo Vittorio Barbera augurandogli che la sua strada sia lastricata di successi e di duro lavoro e, perché no, che possa portarlo, un giorno, su quel tanto desiderato palco del Teatro Ariston.

Se siete curiosi di vederlo in scena, vi suggeriamo il suo prossimo spettacolo: Sabato 7 maggio 2022, alle ore 22:00, presso Panormos Officina Artistica, sita in Via Generale Arimondi 5 A a Palermo, si terrà uno spettacolo Live Musicabaret.

 

bella morea

I Bellamorèa e l’attaccamento alle loro radici

di Omar Gelsomino   Foto di Elio Pedi

I fratelli Emanuele e Francesco Bunetto formano il duo di musica pop world Bellamorèa. Francesco, giornalista, ed Emanuele, musicista compositore, compongono dei brani raccontando storie in musica, affrontando tematiche legate al sociale, all’attualità e alla legalità. Non sono mancate le partecipazioni a tramissioni televisive e radiofoniche nazionali e internazionali. L’omaggio alle vittime innocenti della mafia con il brano Nun c’è chi diri nel 2021 gli è valso una lettera di elogio da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’impegno morale, civile e professionale. Hanno lavorato insieme con artisti di fama nazionale ed internazionale come Phil Palmer, Nino Frassica, Leo Gullotta, Tony Sperandeo, Giovanni Cacioppo, Paride Benassai, Lucia Sardo, Domenico Centamore, Carlo Muratori, Lello Analfino, Roberto Lipari, Roberto Benigno, Faisal Taher, Daria Biancardi, Francesco Castiglione, Alì Babà, Dinastia, ecc.

Così Emanuele e Francesco Bunetto iniziano a raccontarsi mentre lavorano al loro nuovo brano. «Abbiamo scelto questo nome, Bellamorèa, per omaggiare il nostro paese di origine, San Michele di Ganzaria (CT), colonizzato anche da greco-albanesi. Bellamorèa è la traduzione italiana di “Bukura More”, un canto nostalgico Arbëresh che racconta il dolore e il ricordo della patria persa per sempre; Morea è il luogo da cui venivano la maggior parte degli Arbëresh che oggi si trovano in Italia Meridionale».

Una passione in comune per la musica nata presto. «La musica, oltre che una passione, ha sempre rappresentato per noi una missione di vita: la compagna perfetta e ideale che ritrovi al tuo fianco in ogni momento! In conservatorio abbiamo studiato pianoforte, chitarra classica e canto lirico. Fin da piccoli abbiamo suonato e cantato in vari festival nazionali, toccando vari generi musicali (dal Rock anni 70 dei Pink Floyd al Blues di Eric Clapton, dal Country dei Dire Straits al Pop dei Lunapop). Crediamo che la versatilità musicale e la peculiare sonorità abbiano influito sulla formazione acquisita negli anni e le infinite possibilità creative generate dal dialogo tra la chitarra acustica e le voci».

Dalla fusione di diversi generali musicali sono approdati alla World Music. «Man mano andava sempre di più affermandosi in noi una nuova identità musicale, dettata dalla necessità di studiare e approfondire lo studio della cultura e della tradizione popolare della nostra terra e del Mediterraneo: la World Music. Questa necessità deriva dell’attaccamento alle proprie radici e, attraverso studi e ricerche etnomusicologiche, abbiamo deciso che il mondo della popular music è quello che ci rappresenta di più! Contaminazioni World e attualità si fondono, dando origine a canzoni dai suoni della tradizione di musica popolare del Mediterraneo, con influenze Pop, con testi in italiano, ma anche in vari dialetti del Sud Italia e Arbëresh (greco albanese). Il repertorio attinge alla cultura tradizionale ed etnica del Sud Italia e dell’Europa, canzoni e racconti tradizionali ed originali».

bella morea

I loro brani regalano forti emozioni e come spiegano i Bellamorèa nascono: «Dall’esuberanza per l’amore verso la nostra terra, ci proiettiamo e cerchiamo di arrivare a toccare i punti più alti del proprio personale nelle forme emozionali rivelate dall’esistenza e riversati in versi cantati su suoni pop-mediterranei, già bagaglio atavico di chi nasce in un’isola come la Sicilia. Il progetto Med World, nato nel 2019, mira alla sua valorizzazione e alla salvaguardia a con lo scopo di rappresentarla in tutto il mondo attraverso concerti mirati agli italiani residenti all’estero. Abbiamo realizzato concerti in Italia e in America, Giappone, Belgio, Germania, Inghilterra, Malta e, pandemia da Covid permettendo, ripartiremo da Australia, Argentina, Russia e Emirati Arabi».

Nel 2022 è prevista l’uscita del disco “Canta Storie”, con la collaborazione di altri artisti internazionale, che i Bellamorèa porteranno in giro per i teatri di tutto il mondo.

Gli Alti e Bassi di BiancaNeve foto di CarmineMaringola min

Petralia chiAma! Il festival dal 7 al 14 agosto

Comunicato stampa

È stata la “fiaba per piccoli e adulti” di Emma Dante ad aprire all’anfiteatro nella Pineta di Petralia Sottana (PA) il neonato festival Petralia chiAma, nato dalla voglia di rimettersi in moto e dall’impegno a riaprire (finalmente) il teatro, di tre amiche che fanno tutt’altro mestiere. Chiara Dino, Anna Pierantoni e Marta Fierro durante il lockdown hanno sentito forte la mancanza di teatro e musica e hanno pensato quindi, che la rinascita di Petralia Sottana potesse partire da qui: detto fatto, hanno messo mano al progetto di riapertura e riallestimento del bell’anfiteatro petralese. Ed ecco il festival che si aprirà alle 21,30 con  “Gli Alti e Bassi di Biancaneve”, favola è nata qualche anno fa, ma già allora aveva segnato il passo. Una maniera ironica, dissacrante, leggera per rileggere lo scritto dei fratelli Grimm, svestire Biancaneve dal suo buonismo e rendere i nani, minatori medievali e per giunta siciliani, molto molto più umani. Con la Compagnia Sud Costa Occidentale. Biglietto: 3 euro. Dopo questo primo avvio, la rassegna si autosospende per far spazio alla Notte Bianca del cinema, per poi ripartire martedì  prossimo. Nel frattempo si potrà partecipare ad una visita immersiva all’atelier di Croce Taravella (domenica 8 agosto alle 12, via Villa Padura 1, a Castellana Sicula): come tutti gli artisti che amano trarre suggestioni dal mondo attorno, Taravella si è creato un nido alchemico – una ex discoteca riconvertita dove i colori hanno sostituito i suoni –  che è tutta la sua storia. Dai primi tentativi e passi, ai dipinti su lamiera, ai frenetici scorci metropolitani,  alle tele e alle carte degli ultimi anni fino a giungere, in fondo allo studio, ad un angolo popolato da sculture. E’ il luogo noto agli appassionati, forse a pochi collezionisti, dove Taravella ama sperimentare materiali e stili.  

 

 IL PROGRAMMA IN ANFITEATRO

Il festival si apre sabato 7 agosto alle 21,30 all’anfiteatro con Gli Alti e Bassi di Biancaneve di Emma Dante.

Tra l’8 e il 10 agosto, ci si ferma per La Notte Bianca del Cinema, si riprende martedì 10 agosto con il concerto folk di Angelo Daddelli & i suoi Picciotti: nata per strada nel 2014, al seguito di chitarre, contrabbasso, mandolini, mandole, friscalettu, tamburelli, marranzani e cianciane, l’orchestra è diventata uno dei punti di riferimento per il recupero della tradizione musicale siciliana.  

Mercoledì 11, “Minotauri”, reading-concerto nel labirinto,  di Giuliano Scarpinato sulle note di Celeste Gugliandolo: arrangiamento di brandelli dal Minotauro di Dürrenmatt, e da Chi non ha il suo Minotauro? di Marguerite Yourcenar. Giacco Pojero & Nino Vetri sono noti a chi ha da 40 anni in su, ma per i più giovani saranno una scoperta: ironia, note dissacratorie, leggerezza per un loro spettacolo cult, quel “Dalla scatola sono uscite due bolle” che racconta la storia di un emarginato demodé, incompreso ma non per questo meno surreale, su un testo ispirato agli scritti dello scrittore delle Avanguardie Russe, Daniil Charms: in scena giovedì 12 agosto. Roberto Burgio è cresciuto alla scuola di Michele Perriera, e ne ha ereditato una tranquilla fermezza di chi ha letto e recitato tanto: a Petralia Sottana venerdì 13 vestirà i panni di un Tiresia contemporaneo e un po’ dandy per “Non riconosco allo specchio”, testo e regia di Gianfranco Perriera. Il programma teatrale chiuderà sabato 14 agosto con un altro spettacolo cult, che il pubblico ama già moltissimo: “Maggio ‘43”, la guerra, i bombardamenti, le miserie e le storie, raccolte e cucite insieme da Davide Enia. 

A corredo del cartellone principale, Petralia ChiAma comprende una serie di incontri al cinema-teatro Grifeo: martedì alle 18, il giornalista e scrittore Francesco Terracina parlerà con il collega Adolfo Fantaccini della famosa corsa madonita, a partire dal suo libro pubblicato da poco, “Targa Florio. Le Madonie e la gara più bella” (Laterza); alle 19, una performance ispirata a Rosa fresca aulentissima di Ciullo d’Alcamo a cura dell’associazione Teatro della Rabba. Mercoledì saranno sempre i giovani del Teatro della Rabba a proporre alle 19, un particolare “Omaggio a Dante”, una declamazione “partecipata” della Divina Commedia in siciliano tradotta da Giovanni Girgenti  nel 1954. Giovedì apre le porte alle 18.30 Palazzo Pucci e accoglie l’incontro collettivo “Vivere e lavorare nel borgo”, in collaborazione con South Working. Intervengono Mario Mirabile, Flavia Amoroso, Mariele Macaluso, Leonardo Ruvituso, Angelo Merlino, presidente dell’Ente Parco Madonie, e Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori che a fine agosto inserisce Petralia Sottana tra i Borghi dei Tesori. Palazzo Pucci riaprirà venerdì (13 agosto) alle 18,30 per la presentazione del volume del direttore dell’Orto Botanico, Rosario Schicchi, “Verdure spontanee per l’alimentazione e la salute”, da cui partirà una discussione allargata su Flora e fauna delle Madonie, con professori universitari, botanici e agronomi Attilio Carapezza, Paolo Inglese, Cassandra Funsten, Manlio Speciale. Sabato 14 agosto si chiude sul filo del sorriso: al Grifeo una nobile signora che qui è di casa come Renata Zanca Pucci si unirà a Nino Vetri e Marco Carapezza per raccontare (alle 18,30 in piazza Duomo) “Che nicche e nacche” i modi di ridere delle Madonie.

 

BIGLIETTI: previsto un biglietto simbolico di 3 euro per ciascun appuntamento all’anfiteatro. Vendita online su www.liveticket.it/petraliachiamailfestival

 

 

Filippo Luna Le mille bolle blu

Teatro Ditirammu “…E venne il tempo” Stagione2021

Comunicato stampa

Dopo lunghi mesi di interruzione il Teatro Ditirammu riapre il sipario con la Stagione 2021 dal titolo “…E venne il tempo”, che si svolgerà dal 12 luglio al 25 settembre in diverse sedi palermitane, quali Villa Filippina (Piazza S. Francesco di Paola, 18), lo Stand Florio Contemporary Hub (Via Messina Marine, 40) e il Teatro Carlo Magno (Via Collegio di Maria al Borgo Vecchio, 17).

Attraverso questo cartellone il Ditirammu punta ad articolare il pensiero di una memorabilità futura, di una ricerca nuova, sul solco dello stesso spirito artistico che lo ha visto nascere – nella sua originale poetica e nel modo in cui questa si è evoluta – tenendo ben presente cosa il teatro vuole essere e cosa vuole diventare, per gettare le basi per un futuro di rinnovamento.  

«La pandemia ci ha privato per qualche tempo della prospettiva, ha provato a portarci via, insieme ai nostri anziani, la memoria – dichiara Alberto Samonà, Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana – Ben venga quindi, un programma di spettacoli che inneggia alla vita, ci restituisce le nostre tradizioni, ci rammenta la nostra identità, mettendo in scena il talento che ci riporta al presente. Un entusiasmo ritrovato – continua Samonà – con la voglia di riappropriarci del tempo perduto, facendo tesoro di tanta sofferenza vissuta. Il Teatro Ditirammu da sempre porta avanti una missione: custodire le radici della nostra cultura, portare il testimone di una tradizione che attraversa ciascuno di noi ed è l’essenza stessa della nostra sicilianità».

«Il titolo della rassegna rievoca una frase che nostro papà, Vito Parrinello, ripeteva sempre nei momenti concitati di confronto – dichiara Elisa Parrinello, direttore artistico del Teatro Ditirammu – “…E venne il tempo”, era un suo modo di dire che rassicurava tutti, invitandoci a prendere una decisione definitiva. A questa espressione ci siamo ispirati per la Stagione 2021, dopo più di un anno e mezzo di difficoltà, di chiusure, di immobilità lavorativa dovuta alla situazione pandemica. Insieme a noi artisti c’è un popolo di persone che va confortato, incoraggiato, un popolo che non vuole saperne di riavviare la vita come se nulla fosse accaduto. 

Con la speranza che quel tempo sia servito a rivalutare l’importanza delle rinunce e delle riconquiste, generando momenti rari di rinascita, dalla luce più bella, dopo tanto buio». 

Il cartellone, pensato da Elisa e Giovanni Parrinello, rispettivamente Direttore Artistico e Direttore Musicale del Ditirammu, coinvolgerà numerosi artisti che si alterneranno sui diversi palcoscenici spaziando in spettacoli di tradizione folk, teatro di prosa, musica ed Opera rivisitata in adattamenti per grandi e piccini. 

Tra gli artisti: Filippo Luna, Alessandra Ponente, Roberto Gervasi, Enzo Mancuso, Daniele Billitteri, Stefania Blandeburgo, Marco Manera, Tony Colapinto, Maurizio Bologna e le compagnie folk Arbarìa Nuova Compagnia Folk, Le Matrioske, Angelo Daddelli & I Picciotti, Compagnia KitiKuntu, oltre ad Elisa e Giovanni Parrinello.

Si comincia con l’immancabile omaggio alla Patrona di Palermo – che quest’anno, come il precedente, no potrà essere festeggiata con il tradizionale Festino, a causa della pandemia – con gli spettacoli “Aspettando Santa Rosalia” (12 e 13 luglio, Villa Filippina, ore 19.30), nel nuovo adattamento di Elisa Parrinello e “A munti Piddirinu c’è na rosa… Triunfo a Santa Rosalia (14 luglio, Villa Filippina, ore 21.00), occasioni per celebrare e ricordare, oggi più che mai, per mezzo dell’Arte, l’allontanamento della peste dalla città nel 1624. 

Dopo anni di assenza torna in scena il pluripremiato spettacolo “Le mille bolle blu” (17 luglio, Stand Florio, ore 21.00), celebre e acclamato monologo, scritto dal giornalista Salvatore Rizzo, interpretato e diretto magistralmente da Filippo Luna.

Ad agosto, venerdì 13 alle ore 21.00, si riprende sempre dal palco di Villa Filippina con “Cantu d’amuri” della Arbarìa Nuova compagnia Folk.

Il 19, 26 agosto e il 2 e 9 settembre (ore 19.00), sarà la volta della Scialata Folk, per la regia di Elisa Parrinello, tradizionale esibizione da strada ma trasferita su palco. Uno spettacolo fatto di racconti, motteggi, musiche e danze in cui la tradizione popolare ammicca al presente con una formula apprezzata e propria della programmazione del Ditirammu.

Maurizio Bologna torna, il 20 e 21 agosto a Villa Filippina (ore 21.00), con il suo “Canzoni del Sud”, un progetto che propone un excursus nelle canzoni del sud Italia e del Mediterraneo. 

Il 27 agosto, invece, ci si sposta allo Stand Florio con la prima edizione del Fasola Folk Fest che proporrà gli spettacoli selezionati a seguito di una open call, lanciata nei mesi scorsi dal Ditirammu, volta a indagare il repertorio e gli esecutori folk nel territorio siciliano.

Primo spettacolo sarà quello proposto da Le Matrioske con “E a ogni passi e a ogni via… Viva Santa Rusulia!”. Sabato 28 sarà la volta di Angelo Daddelli & I Picciotti con “Vampa di Sicilia”; chiuderà, invece, il 29 agosto la Compagnia KitiKuntu con “Mediterraneo culla d’amuri”. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.00.

Tra gli altri appuntamenti che segneranno l’estate palermitana, in prima assoluta, da un’idea di Enzo Mancuso e Elisa Parrinello, coproduzione tra Teatro Ditirammu e Associazione culturale teatrale Carlo Magno, l’“Opra Kunta” (4, 11, 18 settembre) al Teatro Carlo Magno (ore 17.30).

Partendo dall’epica cavalleresca, alla base del repertorio dell’Opera dei Pupi, il grande puparo Enzo Mancuso costruisce, con la regia di Elisa Parrinello e con l’ausilio dei suoi pupi e degli attori in scena, una sorta di cronaca da cuntastorie, con protagonisti Angelica e Orlando.

Ritorna l’Opera Lapa (5, 12, 19, 26 settembre allo Stand Florio – ore 11.00), con “Cavalleria Rusticana” e “Le Nozze di Figaro”, in coproduzione con il Teatro Massimo, formula ambulante in chiave folk di opere liriche riadattate da Daniele Billitteri, con testi ispirati ai libretti e musiche trascritte per strumenti della tradizione siciliana.

A chiudere la stagione 2021 del Teatro Ditirammu sarà Tony Colapinto con “Modugno. Una storia da raccontare” (24 e 25 settembre a Villa Filippina, ore 21.00).

 

I biglietti degli spettacoli potranno essere acquistati esclusivamente online, attraverso il sito www.teatroditirammu.it. Per venire incontro alle disponibilità dei singoli, quanto dei gruppi familiari, il costo intero del biglietto è dimezzato per gli under 12.

La Stagione 2021 “E venne il tempo” è stata realizzata grazie al sostegno del Ministero della Cultura (MiC). Direzione Generale Spettacolo dal Vivo, dell’Assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo e dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana. L’illustrazione della grafica della locandina è stata realizzata da Eleonora Treppiedi.

Miniera

MINIERA: Spettacoli, letture, mostre, musica, passeggiate e cinema a CALTANISSETTA | 21 giugno – 21 settembre

Comunicato stampa

Un festival che è legato intimamente al territorio ma che per una volta fugge storie del passato che finora hanno fatto da catenaccio al presente. Anzi, sceglie come titolo “Miniera” proprio per esorcizzare l’immaginario e proiettarsi verso il futuro, pur restando saldamente ancorato al territorio. Il Comune di Caltanissetta – terra di miniere, certo, di carusi, di zolfare, di latifondo; ma anche un paesaggio straordinario ancora per tanti aspetti vergine e semplice, tra tradizioni, natura, sapori, con borghi arrampicati colmi di tesori nascosti e un capoluogo che accoglie ville signorili, realtà imprenditoriali, chiese dimenticate – vara dal 21 giugno al 21 settembre un nuovo festival, Miniera | Cultura e turismo che accoglie al suo interno spettacoli, letture, mostre, musica, passeggiate e cinema; e punta non solo a Caltanissetta, ma a tutto il territorio che mai come in questo periodo, si sente vuoto, defraudato, spogliato. Un festival che si candida a diventare polo attrattore turistico per la provincia che ha bisogno di intercettare il visitatore “slow” che pensa e ama scoprire: quest’anno il cuore della rassegna sarà incentrato sul capoluogo, ma l’anno prossimo si allargherà e accoglierà i comuni vicini – Santa Caterina Villarmosa, Mussomeli , Sommatino, Butera, Resuttano, Villalba, Montedoro, Bompensiere, Gela, Campofranco e Milena – che già hanno avviato una prima collaborazione.E infatti il weekend a cavallo tra agosto e  settembre, entrerà nel festival una tre giorni dedicata al castello manfredonico di Mussomeli, tra animazioni, riti religiosi legati alla Madonna delle catene e la riproposizione di un’antica fiera bestiame.

 

Il mondo delle miniere diventa spunto di discussione e perché no, valorizzazione di percorsi e recupero positivo dei luoghi: la discesa è lunga e faticosa, ma risalire porta verso l’aria pulita. L’8 agosto un’intera giornata sarà dedicata agli zolfatai e alle loro memorie, a Campofranco: Una miniera di ricordi con l’intitolazione della Strada delle miniere e l’allestimento di un vagone della grandissima solfara Cozzo Disi restaurato; il 17 settembre I colori della miniera: “Matitando, i disegni di Stefano Caruano”, indimenticato artista recentemente scomparso.

“Caltanissetta deve mettere a profitto la sua posizione, nel cuore fattivo della Sicilia – dice il sindaco Roberto Gambino -: qui la tradizione è ancora viva, ma il ricordo delle miniere non può diventare un peso, piuttosto un motore di rinascita che arriva dal territorio. Per questo auspico che tutti i comuni del Nisseno si uniscano a Caltanissetta in questo progetto di ripartenza condiviso”.

“Proprio la miniera è il luogo simbolico di un viaggio iniziatico, una discesa negli Inferi per capire,trasformarsi e ritornare alla luce. Sprofondare in una miniera di ricordi, sensazioni, tradizioni, percercare, scoprire, conoscere. Andare nella profondità per capire. Risalire, iniziàti, e guardare avanti” spiega l’assessore alla Cultura, Marcella Natale.“Il progetto vuole fare di Caltanissetta una città capace di conciliare la tradizione e le peculiaritàculturali specificatamente siciliane con un contesto internazionale più ampio e variegato”.

 

Il festival si avvia lunedì 21 giugno, ma avrà un’anticipazione già questo venerdì con l’inaugurazione alle 18 a Palazzo Moncada della mostra fotografica di BegoñaZubero, “NEEV | Non è esotico, è vitale”: la famosa fotografa basca racconta con il suo obiettivo e senza preconcetti, il Kurdistan iracheno e Mosul. Non è l’occhio della documentarista e neanche quello della fotogiornalista: NEEV è il racconto della distruzione/ricostruzione attraverso opere plastiche e audiovisive dal forte impatto emotivo. Il 21 luglio la fotografa si collegherà da Caltanissetta in streaming con la sede della Metrography, la prima agenzia fotografica in Iraq.

“Caltanissetta è una città che deve investire su se stessa, sulla sua storia, sui paesaggi, per ritrovare la sua identità – interviene l’assessore al Turismo Grazia Giammusso– è stato un anno difficile, ma siamo pronti ad un’estate piena di eventi e speriamo che il pubblico accorra, anche se giocoforza le presenze saranno ridotte. Stiamo vivendo tempi duri, le nostre energie vanno indirizzate verso la crescita e lo sviluppo del territorio”.

Il festival vero e proprio si aprirà lunedì 21, nella notte del Solstizio d’estate quando Caltanissetta celebrerà, con tutta Europa, la Festa della Musica che ha il vago sapore della rinascita: nel 2020 la pandemia era in corso, si era appena usciti dal primo lockdown e nessuno pensava a musica e concerti. Quest’anno cortili e vicoli, piazze  e vie del centro storico nisseno e piazza della Repubblica, risuoneranno di gruppi, band, trii e quartetti.

“Le manifestazioni rappresentano in concreto un volano economico, promuovono il territorio e lo rendono appetibile all’esterno – dice l’assessore agli eventi Fabio Caracausi – Inizia un periodo di sperimentazione, in cui sperimenteremo una partecipazione coerente alle prescrizioni anticovid ma non dobbiamo sacrificare la bellezza: del teatro, della musica, del cinema e dello sport. L’amministrazione li sostiene con sforzo, visto il delicato momento”.

 

Giovedì 24 un filo rosso impalpabile legherà Spagna e Sicilia sul filo del lavoro nelle miniere: i dirigenti del Museo  de la Minerìa del Paìs Vasco di Bizkaia, non lontano da Bilbao (http://www.meatzaldea.eus/) si collegheranno in streaming con piazza Barile per un confronto con i direttori di tre realtà siciliane simili: Marcello Frangiamone, assessore comunale  all’Ambiente nelle sue vesti di direttore scientifico del Parco museale “Dallo zolfo alle stelle” di Montedoro; Luigi Gattuso, direttore del parco archeologico di Gela e del Museo della solfara della miniera Trabia Tallarita; Renzo Bufalino, sindaco di Montedoro  e del  Museo della Zolfara “Angelo Petyx” di Montedoro; e Laura Zurli, dirigente Istituto Tecnico “Sebastiano Mottura” ex “Regia Scuola Mineraria” e del  Laboratorio museale Mineralogico, Paleontologico e della zolfara di Caltanissetta; sono tutti siti che saranno protagonisti di passeggiate culturali e di incontri tematici, in programma nei sabati di luglio.

I bambini

Non potrebbe essere un festival a 360 gradi se non dedicasse spazio ai più piccoli: a partire da “Ciao, piacere, mi chiamo Geta”, due visite guidate ad “altezza bambino”, il 15 e il 22 luglio al Museo Regionale; l’8, il 9 e il 10 luglio, tre giornate dedicate ai piccini che dopo le letture animate assisteranno a “Bianca Cipudda” del Teatro degli Spiriti. Un vero  e proprio Festival della letteratura dei più piccoli, che avranno al loro fianco piccoli “ospiti” a quattro zampe.

“L’educazione di un cittadino comincia dai primi anni di vita – interviene Cettina Andaloro, assessore alle Politiche sociali e al randagismo – . Non si può combattere l’abbandono degli animali se non si sviluppa una coscienza civica di responsabilità e amore verso i piccoli amici pelosi. Per questo ho coinvolto le associazioni e i volontari animalisti per educare i bambini e le bambine alla lettura anche attraverso il contatto con i cuccioli”.

 

ARTE

Ogni sabato di luglio si potrà partecipare ad una passeggiata letteraria alla scoperta del centro storico di Caltanissetta e delle 52 Saracinesche d’autore dedicate agli scrittori italiani e dipinte da Carlo Sillitti che ha organizzato anche dal 10 luglio nell’ex Ufficio tributi a Palazzo Moncada, la collettiva “Contagi”esperienze sensoriali con gli artisti Lorenzo Ciulla, UrsulaCosta, Ettore Garozzo, AnnaGiannone, Francesco Siracusa,Roberto Pistis, Loris Viviano.Il 18 si inaugura Familia, opera di Land Art di Alberto Foresta: una riflessione sulla famiglia “fluida”, contemporanea, allargata, multiculturale. In un tempo in cui sembrano essere caduti molti steccati, l’installazione di Foresta evoca una riflessione sulle famiglie arcobaleno o di religioni diverse, e sul tema dei diritti civili e delle famiglie di fatto.

 

La musica

La musica a Caltanissetta giungerà in collaborazione con il Brass Group di Palermo che attinge alle sue Big band, ma anche agli ensemble e ai solisti: da Bepi Garsia il 7 luglio, a Ciccio Leo (15 luglio), all’Orchestra Jazz Siciliana con Daria Biancardi il 22, alla nuova produzione Note dall’Inferno, Dante in Jazz, il 29. Ma ci sarà spazio anche per tanto altro: da mini festival di musica elettronica (Suoni in Itinere | Il Centro che Suona) a cavallo di giugno e luglio); il 2 luglio un’immersione senza paracadute nel canto e nella danza popolare con i gruppi messinesi Cantustrittu e i ’Ccu ‘i pedi di fora, guidati da Josephine Giadone che proporranno uno spettacolo sul tema del viaggio e delle migrazioni, di ieri e di oggi, “ ’nta ‘na barca ‘i lignu” e uno stage di “Ballettu”. Il 9 tutti al Museo Interdisciplinare per una particolarissima notte in musica, AmMIRando; coinvolgente e malinconico il 17, lo spettacolo dei Coral flamenco. Il 19 settembre al Teatro Regina Margherita Etta Scollo in concerto.

 

Spazio anche al CINEMA: al centro culturale Michele Abbate, le proiezioni  dei film della stagione 2021 occuperanno giugno e luglio; domenica 18 luglio la giornata sarà tutta per Marco Risi.E’ la prima delle tre giornate curate da Aurelio Grimaldi  con la proiezione di “Maradona mano de dios”. Il 23 luglio, alla presenza del regista Pasquale Scimeca sarà la volta di “Rosso Malpelo”, e il 5 settembre l’attrice Donatella Finocchiaro sarà ospite per il dibattito dopo il film “Angela”.

 

Spettacoli

Si inizia con venerdì 25 con “No alla droga, Sì alla vita. Heroes” della Compagnia teatrale del Tempo Relativo con gli ospiti delle comunità terapeutiche di Casa Rosetta alla Biblioteca Scarabelli.

Due giorni dedicati a mondo sotto il tendone: il 10 luglio  il Circo Ramingo– sono due siciliani, Marco Previtera, giocoliere acrobata e AnnalusìRapicavoli,aerealista – e l’11, i cinque pazzi pazzipazzi giovani artisti da strada e acrobati vertiginosi attorno ai pali cinesi, del CirqueEntre Nous.

Il giornalista Carmelo Abbate ha trasformato in un recital il suo “Le storie degli altri” per dare voce a chi non l’ha mai avuta: lo propone il 12 luglio al parco archeologico Palmintelli; Luca Vullo è un personaggio molto conosciuto da queste parti e anche se ormai è ospite stabile sui palcoscenici internazionali, il suo cuore resta nisseno e da qui nasce il suo show, “In tour con mamma”, il 16 luglio;  il 30 si esibisce Roberto Nobile con Le storie del mondo,  recital incentrato sulle Metamorfosi di Ovidio e il 31 cabaret con Leonardo Fiaschi, imitatore, attore e intrattenitore, tra i volti noti di Striscia la Notizia con i suoi deep-fake di Andrea Pirlo, Massimiliano Allegri, Antonio Conte, Morgan, Amadeus e Roberto Benigni.

E sarà un vero programma di spettacoli, mostre di fotografia e pittura, estemporanee, percorsi culinari e olfattivi, artigianato, teatro e musica quello che coinvolgerà per tre giorni – dal 23 al 25 luglio – l’intero quartiere di San Francesco, promosso dal comitato San Francesco/Stazzone. L’idea è quella di rigenerare e riqualificare l’intera zona, trasformandola in una galleria en plein air.

 

I libri.

Miniera sarà un festival in cui i libri e le piccole case editrici, saranno protagonisti, con i loro autori; e sono tanti gli appuntamenti che rientrano nel programma di Caltanissetta città che legge:  dal 15 al 18 luglio Palazzo Moncada ospiterà una Mostra del libro delle case editrici siciliane, presenti gli editori Kalòs, Navarra, Torri del Vento, Cavallotto, Algra Edizioni, Il Pozzo di Giacobbe, Splen, Sciascia, Lussografica, Glifo.

Si comincia il 5 luglio con l’autobiografia di Teresa Gentile, una donna che nel Nisseno è un simbolo di cultura e di emancipazione, “Capelvenere” presentata da OndeDonneInmovimento.

Tra gli ospiti attesi Simona lo Iacono, Francesco Terracina. Ma nei due mesi del festival saranno tante le presentazioni: tra gli altri, la psicoterapeuta Elisa Caponetti con “Vittime di violenza. Storie di ordinaria quotidianità” (Albatros) di cui parlerà il 7 luglio con Ivana Baiunco; la poetessa catanese Cettina Caliò presenta la sua nuova raccolta “Di tu in noi” (La nave di Teseo). Viaggio nella vita e nel cuore di chi non ha voce”, ebook del suo Storie Nere, il 12 luglio; i docenti e appassionati Michele Mendolia Calella, Armando Turturici, Giuseppe Portogallo racconteranno a sei mani “Girolamo Gravina, un gesuita nisseno in Cina” dove aver studiato e recuperato la storia del missionario seicentesco; e Massimo Crifò Antonello con il suo “La locanda del tè” (Terre Sommerse) il 13luglio. Il 17 saranno invece presentati  “Frattali” del medico Antonella Ballachino (Armenio) di 18, “Tutto un rimbalzare di neuroni” di Vanessa Ambrosecchio (Einaudi) e “Aspetta Mezzanotte” di Luciano Modica (Marsilio). Il giornalista Salvo Toscano discuterà il 20 luglio del suo ultimo romanzo “Memorie di un delitto” (Newton Compton) e il 21 Maurizio Agnello parlerà del “Ritratto del demone” (Leima) con Lia Sava; si chiude con “La principessa Adelasia. La principessa infelice” di Roberta Barba e la raccolta di poesie “Acheni nel vento” di Federica Falzone (Albatros) il 28 e con il piccolo “caso” letterario di queste ultime settimane, “Virità femminile singolare-plurale” di Giusi Sciacca (Kalòs) il 30 luglio.

 

Dibattiti

Il lavoro di Legambiente sul territorio siciliano è sempre legato alle comunità: per questo sono stati organizzati veri aperigreen durante i quali discutere di temi importati legati in maniera diversa all’ambiente: l 24giugno si parlerà di “Ponte sullo stretto di Messina: opportunità o follia” con Giancarlo Cancelleri, EnricoCurcuruto, Amedeo Falci, AndreaMilazzo, Stefania Fontanazza, modera Alberto Sardo; l’1 luglio si discuterà di “Transizione energetica del Paese: lasfida sulle rinnovabili esull’efficientamento energetico degliedifici” con Michele Speciale, FrancescoCucurullo, Fabio Di Francesco, EttorePottino, Marcello Frangiamone; modera Ivo Cigna. E il 22 della “Realizzazione di un giardino filosofico per Rosario Assunto”.Con Michele Speciale, FrancescoCucurullo, Fabio Di Francesco, EttorePottino, Marcello Frangiamone; modera Ivo Cigna.

Programmati anche altri focus: con Antonio Virzì, presidente della Società italiana di medicina narrativa, il 1 luglio; il giorno successivo, con OndeDonneInMovimento si parlerà di “Intelligenza artificiale e stereotipi di genere”, partecipano la sociologa  Graziella Priulla e  Salvatore Sapienza (C. I. Alma Mater Research institute for human-centerandartificial intelligence).

Una serata a se stante sarà invece quella del 14 luglio che punterà lo sguardo sulla mission della Polizia di Stato e sulla sensibilizzazione dei cittadini: nel centro storico cittadino è in programma #essercisempre… Storie di legalità tra momenti divulgativi, dimostrazioni, dibattiti, talk ed arte, oltre alla consegna di riconoscimenti a chi si è distinto in questo ultimo, difficilissimo anno. Un percorso itinerante e dimostrativo del lavoro istituzionale svolto dalla Polizia di Stato sul territorio nisseno; per ascoltare storie esemplari di legalità dalla voce di chi le ha vissute in prima linea.