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Articolo di Sofia Cocchiaro  Foto di Samuel Tasca

Oltre quarant’anni dedicati alla moda, una grande esperienza maturata e la consapevolezza che per crescere bisogna andare oltre, innovare e ampliarsi. È così che la famiglia Tidona, da sempre un punto di riferimento a Ragusa nel campo dell’abbigliamento, apre le porte anche a un nuovo punto vendita per uomo e donna, mettendo a disposizione le competenze maturate nella scelta dei capi migliori. Con loro abbiamo scambiato due interessantissime chiacchiere che abbiamo il piacere di condividere con Voi.

Cosa vi ha spinto a proporre anche l’abbigliamento uomo?
«Ci abbiamo pensato un po’ effettivamente – dicono ridendo i membri della famiglia Tidona -. In realtà riteniamo necessario fare sempre dei passi avanti, dei cambiamenti per crescere e avere soddisfazioni ma ciò non significa che bisogna fare passi azzardati o improvvisati. Oggi, a fronte dell’ esperienza maturata, crediamo che sia arrivato il momento di realizzare un punto vendita che comprenda l’abbigliamento sia per uomo che per donna, garantendo la stessa competenza e qualità che da anni riserviamo alle donne».

Quali attenzioni riservate ai vostri clienti?
«Il nostro “leit motiv” è da sempre lo stile che va inteso come l’unione fra ciò che è fashion ma allo stesso tempo di qualità dal punto di vista dei tessuti e della lavorazione. Infatti, selezioniamo accuratamente i brand da trattare puntando soprattutto sulla scelta dei tessuti più naturali».

I nostri lettori quali brand troveranno?
«Ti Dona veste sia il casual che l’elegante, pertanto l’uomo potrà indossare i capi delle collezioni Tommy Hilfiger, Brooksfield, Paolo Pecora e per le occasioni speciali immancabilmente gli esclusivi abiti firmati Hugo Boss. Le donne, invece, saranno ammaliate dai capi Seventy, Toy Girl, Maria Bellentani e tanto altro che v’invitiamo a scoprire presso il nostro store».

Un messaggio da lasciare ai vostri clienti attuali e a quelli futuri?
«Ringraziamo tutti i nostri clienti, perché è grazie a loro che la nostra attività è presente da oltre quarant’anni con grande soddisfazione. Quanto ai nostri potenziali clienti li invitiamo a venirci a trovare, anche solo per conoscerci».

RAGUSA, Piazza della libertà, angolo con via Roma

 

Articolo di Irene Novello    Foto di Samuel Tasca

«Habitat non è un ufficio, né un negozio, né una fabbrica. Ma è uno spazio dove prodotti, idee, progetti e tendenze prendono forma e si realizzano seguendo le esigenze del cliente».

Saro Sgarlata non è solo l’imprenditore della sua attività ma, ancor di più lui, ne è lo spirito creativo.

Difatti è lui stesso che, su richiesta dei clienti più esigenti, mette in opera la propria arte, disegnando articoli ricercati e unici, in linea con le tendenze e seguendo sempre lo stile minimal che lo caratterizza.

«Già da piccolo disegnavo case, mobili, oggetti, macchine. Durante una gita scolastica ho anche consegnato un mio progetto di automobile ad una famosa casa automobilistica. Il disegno è sempre stata la mia passione e la musica stimolo alla mia creatività».

Originario di Chiaramonte Gulfi, Saro ci racconta come sin da bambino ha avuto un’abilità particolare nel disegnare.

Ma la caratteristica principale della personalità di Saro è, a parere di chi scrive, il suo essere particolarmente estroverso e aperto alla comunicazione, al dialogo e alla socialità, tutte accezioni di sé che lo spingono, sin da giovane, ad avere interesse anche nei confronti del settore commerciale.

È cosi che, nel 2007, a Ragusa in Via Giovanni Falcone n. 99 nasce Habitat Ufficio, Arredamenti & Contract ove Saro, attraverso il servizio di Customer Service, segue i clienti nelle fasi di consulenza e progettazione di spazi per uffici, hotel, case e negozi nonché nella fase della fornitura degli elementi d’arredo ove oltre che, come già detto, alla sua stessa creatività si affida a numerosi brand nazionali e internazionali quali Newall, Estel, Newform, Plust e Slide per citarne alcuni.

Interessante dal punto di vista commerciale anche l’attività di noleggio arredamenti finalizzata all’allestimento di eventi pubblici e privati nonché la partecipazione alle più importanti fiere di settore, tra tutti il Salone del Mobile di Milano, che costituiscono un’esperienza di crescita, conoscenza e scambio di vedute fra esperti del settore.

A Saro vorrei porre solo poche domande perché la sua personalità è già chiara ed evidente agli occhi di chi lo conosce e di chi ne ha potuto apprezzare le abilità.

Qual è la differenza tra arredare una casa e arredare un ufficio?

«Sono due ambienti vissuti in maniera diversa. La casa viene arredata in base alle esigenze dettate dalla vita quotidiana mentre è evidente che per quanto concerne l’ufficio le esigenze sono diverse a seconda del tipo di attività che vi si svolge e per tale ragione ci si può permettere di creare spazi ancor più creativi e unici».

Saro cosa ti auguri per questo nuovo anno?

«Mi auguro un anno pieno di grandi progetti da realizzare.  Ne approfitto a questo punto per dirvi che il 2019 mi vedrà protagonista ogni settimana su Video Regione con una rubrica dedicata al Design».

All’anno appena trascorso hai invece qualcosa da dire?

«Si, saluto il 2018 soddisfatto delle esperienze che mi ha fatto vivere così come, a titolo esemplificativo, il progetto di consulenza che ho realizzato per la progettazione degli uffici “Crai – Gruppo Radenza”. Questo risultato, insieme ad altri non meno importanti che ho realizzato, mi conferma che il lavoro fatto con passione e tenacia dà sempre i suoi frutti e la gente adesso è più disposta a rinnovare il proprio “habitat” e a rinnovarsi».

E allora noi di Bianca Magazine non possiamo far altro che augurarti di continuare a realizzare i tuoi progetti.

Articolo di Redazione    Foto di Samuel Tasca

Iniziata quindici anni fa, l’attività imprenditoriale di Giuseppe Di Quattro e Stefania Scribano, titolari dell’azienda I Cherubini, leader nel settore dell’abbigliamento per bambini nel territorio ibleo e da circa un anno e mezzo presente anche a Siracusa.
Questa splendida coppia affiatata ci racconta com’è nata la realtà de I Cherubini e quali sono le peculiarità che contraddistinguono il loro brand: «La nostra storia inizia all’interno di un piccolo locale commerciale in Via Plebiscito a Ragusa. Negli anni siamo riusciti ad ampliare il primo punto vendita trasferendolo in un locale più ampio in Via Archimede. In seguito abbiamo aperto un altro negozio presso il Centro Commerciale Ibleo per dare la possibilità all’utenza dell’hinterland ragusano di poter vestire i nostri capi. Con grande coraggio, nel Marzo 2017, abbiamo investito su Siracusa aprendo un negozio di circa 250 mq in pieno centro e pian piano stiamo raggiungendo gli altri ambiziosi obiettivi che c’eravamo prefissati».

Cosa vi ha spinto a investire nel mondo della moda per bambini?
«Inizialmente mossi dall’amore che abbiamo sempre avuto per i più piccoli, volevamo aprire un asilo, ma poi, grazie ad un’idea di Giuseppe, abbiamo deciso di aprire un negozio di abbigliamento e, osservando quello che siamo oggi, direi che abbiamo fatto la scelta giusta!».

Qual è la cosa che vi piace di più del vostro lavoro?
«Il rapporto con i nostri clienti (per lo più bambini). Soprattutto guardarli negli occhi e vederli soddisfatti dopo aver acquistato il capo d’abbigliamento che da sempre avevano sognato di indossare».

Quanto sono esigenti i bambini?
«In questi anni abbiamo assistito a una vera e propria evoluzione: i bambini sono più esigenti delle mamme, soprattutto le femminucce, infatti, entrano in negozio già con le idee chiare e sanno bene quello che vogliono. Possiamo tranquillamente affermare che i nostri clienti non sono più le mamme, ma i più piccoli».

Quali ragazzi veste I Cherubini?
«Un po’ tutti, i nostri capi di abbigliamento vestono una grande fascia d’età, che va dai sei mesi sino alla maggiore età. Inoltre, presso i nostri punti venditi anche le mamme possono trovare meravigliose collezioni adatte a loro. Questo perché i capi per le ragazze si avvicinano molto alla moda donna».

Che cosa deve aspettarsi un genitore che viene a trovarvi per vestire i propri figli?
«Sicuramente troverà un’ampia scelta di capi d’abbigliamento che vanno dal vestitino per cerimonia all’outfit di tutti i giorni, ma quello che ci contraddistingue sono i nostri prezzi accessibili a tutti. Insomma, ci piace affermare che da noi è possibile trovare il famoso “bello che costa poco”».

Articolo di Irene Novello    Foto di Samuel Tasca

Sin dalla notte dei tempi il mobile è stato testimone fedele e, al tempo stesso, funzionale alle vicende umane, adattandosi ai mutamenti del tempo e all’evoluzione del gusto. L’Italia è da sempre maestra dello stile, dettando le regole dell’arredamento.

Aran Cucine, Tonin Casa, Mobilgam, Passione Italiana, Orme, Nicoletti, Delta Salotti, Connubia Calligaris, Bontempi Casa, Ballancin, Ferrimobili: sono questi e molti altri i marchi italiani che firmano l’arredamento nazionale e internazionale promosso e valorizzato all’interno del Salone del Mobile di Milano, frequentato dagli acquirenti di tutto il mondo. «Il mobile è italiano, il design è italiano, sono pochi i mobilifici esteri, il mobile nasce in Italia», afferma Emanuele Puglisi che ci ha accompagnato all’interno della sua azienda, raccontandoci dei mobilifici con cui collabora e dei cambiamenti che hanno caratterizzato la storia dell’arredamento. Emanuele è, infatti, il titolare di Puglisi Mobili, una delle aziende che è riuscita a creare la storia del mobile a Ragusa e in tutto il territorio ibleo. L’azienda nasce nel 1955 grazie all’intuito e allo spirito imprenditoriale dei nonni di Emanuele che aprirono il primo punto vendita nel centro storico di Ragusa. L’esperienza e la professionalità pluriennale, sempre apprezzata dai clienti, hanno portato la famiglia Puglisi ad avviare, nel 2016, un secondo showroom in via Ugo La Malfa, reinterpretando l’immagine dell’azienda e creando una partnership con il brand Aran. Un salto verso il mercato contemporaneo, offrendo arredi esclusivi per la zona giorno e notte ma anche per l’ufficio e l’outdoor. Tradizione, innovazione, professionalità ed esperienza sono gli aspetti che caratterizzano l’azienda Puglisi Mobili. Sempre pronta a soddisfare le esigenze e i gusti del cliente, con una vasta gamma di marchi per arredare la propria casa come si è sempre sognato. E tutto rigorosamente italiano.
Quali sono le caratteristiche principali di Puglisi Mobili?
«Un ambiente e uno staff giovane che si prende cura del cliente e della sua idea di casa formano il giusto connubio tra estetica e funzionalità dell’arredo che deve essere moderno (per chi lo preferisce) e, allo stesso tempo, vivibile. Inoltre il cliente è accompagnato e seguito nella creazione della sua casa ideale partendo dal progetto che viene trasformato in realtà grazie al lavoro dell’architetto Valeria Parrino».

Emanuele, qual è l’ambiente di casa preferito dai giovani?
«È l’open space, dove cucina e living sono uniti come spazi di arredo, mentre fino a poco tempo fa erano due ambienti separati e ben distinti. In questo ambiente si possono offrire al cliente diverse soluzioni che valorizzano lo spazio, anche se piccolo».

Che cosa consiglia a chi vuole arredare una nuova casa?
«I nostri consigli si adattano al tipo di cliente che ci sceglie come azienda per arredare la propria casa. Cerchiamo di capire innanzitutto le esigenze e i gusti dell’acquirente: una famiglia con figli richiederà delle necessità diverse rispetto alla coppia di neo-sposini che magari sarà più interessata all’essenzialità dell’arredo. Il nostro obiettivo è quello di aiutare il cliente a trovare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze. Nella progettazione degli ambienti ci confrontiamo sempre con le richieste del pubblico, avendo cura di realizzare il concetto di “casa” che ci ha espresso».

 

selection

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Articolo di Irene Novello   Foto di Samuel Tasca

Ci troviamo a Ragusa, uno dei gioielli dell’arte barocca nel territorio del Val di Noto, definita anche “isola nell’isola”. Percorriamo la via Archimede alla scoperta di uno dei negozi storici della città: Selection. Ad accoglierci troviamo la signora Agata che subito si distingue per la sua cordialità e disponibilità. Ci racconta la storia e la mission della sua attività commerciale, attiva ormai da più di quarant’anni nella vendita di oggettistica, complementi d’arredo, regalistica e liste nozze. A disposizione della clientela, una vasta selezione di prestigiosi marchi nazionali e internazionali tra cui poter scegliere: prodotti di elevata qualità e dal design esclusivo. Tra questi, ci mostra i prodotti Alessi, dal design originale ed eccellente; i piccoli, ma pregiati, capolavori in vetro soffiato di Venini, alcuni dei quali sono entrati a far parte delle collezioni artistiche di diversi musei nel mondo. Non solo, c’è anche l’alta qualità degli articoli da tavola e da cucina del brand Sambonet; la bellezza e la preziosità dei cristalli Saint Louis; le porcellane Rosenthal dalla forma dinamica; l’artigianato artistico della porcellana firmata LLadro e la preziosità dei prodotti della Royal Copenhagen. All’interno dello showroom si possono acquistare anche accessori per la casa e prodotti hi-tech per la cucina, sempre caratterizzati dal design originale e dall’alta qualità dei materiali che li rendono articoli esclusivi. Chi si rivolge a Selection, inoltre, troverà un team pronto a soddisfare ogni esigenza della clientela: dalla cura dei dettagli alla guida nella scelta dell’articolo, grazie ad uno staff adeguatamente formato e cordiale.
Ascoltando la signora Agata, comprendiamo come le dinamiche del mercato abbiano subito negli ultimi anni dei grossi cambiamenti legati ai diversi gusti e alle nuove esigenze della clientela. Nonostante ciò, Selection, sempre molto attenta alle evoluzioni, pur mantenendo i brand che l’hanno sempre contraddistinta, ha saputo integrare tra le collezioni anche articoli che corrispondono maggiormente alle esigenze dei più giovani. A fianco all’innovazione però, una forte e minuziosa attenzione viene riservata alla valorizzazione delle tradizioni come l’allestimento, a casa della sposa, del tavolo con i regali della lista nozze (una tradizione diffusa in provincia) e la preparazione della confettata.
Una soluzione che può rivelarsi utile anche a chi ha ospiti che vivono lontano dal capoluogo ibleo, è la realizzazione della lista nozze online che Selection mette a disposizione dei propri sposi.
«La nostra sfida, oggi, è riuscire a soddisfare e a sorprendere chi ci sceglie, per accompagnarli e sostenerli nei momenti più importanti della loro vita».

 

festival-cinema-marzamemi

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Articolo di Samuel Tasca    Foto di Valentino Cilmi

Accompagnati da ospiti di riguardo come Pif (il cui vero nome è Pierfrancesco Diliberto) ed Elit Iscan, la piazza di Marzamemi si trasforma in una sala sotto le stelle, puntando a eliminare le barriere politiche e interiori attraverso la magia del cinema.

Marzamemi. Arrivati nella bellissima Piazza Regina Margherita abbiamo l’impressione di essere finiti all’interno del set di “Nuovo Cinema Paradiso”, in quella scena indimenticabile nella quale Alfredo e Totò facevano sognare i loro compaesani trasformando la piazza in un cinema sotto le stelle. Ed è proprio quello che succede ormai ogni anno a Marzamemi, in occasione del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera, che quest’anno arriva alla maggiore età con la sua diciottesima edizione, svoltasi dal 12 al 15 Settembre. Ed è proprio in questa piazza dal fascino antico, definita appunto “la sala a cielo aperto più grande e più a sud d’Europa”, e in altri punti della città, che sono stati proiettati i film partecipanti al concorso, provenienti da tutto il mondo.
Il tema scelto per questa diciottesima edizione è stato la Linea d’Ombra, spiegata così da Nello Correale, ideatore e direttore del Festival: «Aldilà della politica, dell’economia o delle ideologie politiche alla fine è la coscienza che decide. […] Le storie raccontate sullo schermo di Marzamemi lo dimostrano: la “frontiera” più difficile da superare per tutti noi è quella “interiore”».
Ad aggiudicarsi il premio come miglior film è stato “La Mélodie” di Rachid Hami (Francia 2017). “Una commedia leggera ma con un messaggio serio che […] riesce a proporre importanti temi sociali di attualità, l’attraversamento delle frontiere e il superamento dei pregiudizi, attraverso il linguaggio universale della musica”.
“Idris” di Kassim Yassin Saleh (Italia 2017) si aggiudica il premio come miglior cortometraggio; il Premio Speciale della Giuria è andato invece a “Salveger” di Angelica Germanà Bozza (Italia 2018), e per la prima volta, la Presidenza della Camera dei Deputati ha concesso un premio che è andato al film “Due piccoli italiani” di Paolo Sassanelli (Italia/Islanda 2018).
Anche in questa edizione non sono mancati nomi importanti provenienti dall’ambito nazionale e internazionale: la giuria dei lungometraggi composta dai registi Daniele Ciprì, Mohammed Soudani, Roland Sejiko e dall’attrice Lucia Sardo; la giuria che ha esaminato i corti, composta invece dalla produttrice Linda Di Dio, dall’attrice Elit Iscan, anche madrina della manifestazione, e da Giuseppe Gambina dell’Anec. Tra gli ospiti inoltre, la regista ungherese Lili Nargy, l’attrice Donatella Finocchiaro e l’attore e regista Pif. «In un periodo in cui si pensa di fare comunità stando seduti in casa davanti a un computer, i Festival come questi hanno qualcosa di miracoloso. Stare seduti in una piazza a ridere, scherzare, commuoversi insieme è davvero strepitoso». Queste le parole di Pif davanti al pubblico di Piazza Regina Margherita e poi ancora ai microfoni dei giornalisti, rivolto ai ragazzi che vorrebbero fare cinema: «È fondamentale in questo lavoro capire se si ha qualcosa da dire, se si ha un punto di vista diverso rispetto agli altri. […] I miei primi cortometraggi erano bruttissimi perché mi rendo conto che non avevo un mio punto di vista del mondo. Quindi prima di gettarsi in quest’avventura è fondamentale farsi questa domanda». Parlando della sua Sicilia invece conclude dicendo: «Io sono cautamente ottimista, guardo i fatti. Se faccio un paragone tra quando io avevo dieci anni e un bambino di oggi, siamo due mondi completamente diversi. A quel tempo Palermo era completamente in mano alla mafia. Oggi, se vuoi aprire un negozio puoi farlo senza pagare il pizzo. Io, e non solo io, ho girato un film senza pagare il pizzo. Sono momenti di libertà di cui dovremmo fermarci e godere. Questo è profumo di libertà… quindi sono ottimista. Il vero problema è che la mafia verrà sconfitta quando i siciliani decideranno di sconfiggerla. È arrivato, secondo me, il momento di girare il dito e di puntarlo verso di noi stavolta».

24-Ragusani-nel-mondo

 

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Articolo di Alessia Giaquinta    Foto di Samuel Tasca

Se dovessi esprimere in poesia quello che rappresenta il Premio Ragusani nel Mondo potrei direi: “ovunque un ragusano sia, mai scorderà la terra natia”.
Ecco il punto di partenza del Premio Ragusani nel Mondo, giunto ormai alla 24esima edizione, che è diventato sicuramente uno degli eventi di punta del sud-est siciliano che mira a riconoscere l’eccellenza della ragusaneità nel mondo. Questa edizione del Premio, magistralmente presentata dai giornalisti e conduttori Caterina Gurrieri e Salvo Falcone, ha visto numerosi premiati: a partire dai due fratelli pozzallesi Claude e Angelo Gulino, uno manager di Sistemi informatici e l’altro leader in Ingegneria e Tecnologia Globale, entrambi affermati negli Stati Uniti; al sindacalista modicano Enzo Savarino, al vertice di un’importante sigla sindacale tedesca.
E poi ancora: il giarratanese Bruno Cultrera, titolare a Melbourne di una fiorente azienda di commercio e distribuzione di prodotti alimentari; il mecenate della cultura iblea negli States, l’avvocato Giuseppe Rollo e poi, ancora, l’imprenditore Giancarlo Licitra che è il secondo produttore al mondo di farine di carrube.
A ricevere il premio c’è anche il giovane designer modicano Carmelo Giannone, poco più che trentenne, che ha lavorato al design esterno del primo suv del marchio Alfa Romeo, Stelvio.
In campo fotografico hanno ricevuto il premio, il pedalinese Toni Campo, fotografo di Vogue e il comisano Toni Gentile, fotogiornalista noto per aver immortalato i giudici Falcone e Borsellino. Figli di questa terra, insomma, che attraverso un riconoscimento pubblico possono sentire il calore di una Ragusa premurosa, accogliente, materna!
Ad allietare la serata, tenutasi in piazza Libertà sabato 4 Agosto, ci ha pensato l’abile imitatore e cabarettista Andrea Barone, unitamente a la Peppe Arezzo Orchestra e agli attori della Compagnia G.o.D.o.T. Applauditissimi Lorenzo Licitra e Nico Arezzo, entrambi eccellenze canore ragusane.
Una serata ricca di talenti esplicati nelle diverse forme artistiche e d’eccellenza professionale. L’abbigliamento della presentatrice e delle vallette è stato curato dal giovane Fabrizio Minardo, stilista ragusano che vanta qualificate esperienze nel campo della moda, tra queste la collaborazione nello staff di Dolce&Gabbana. A sfilare, anche un abito disegnato dalla stilista Marisa Fossato, indossato da Annalisa Basso, che sarà donato al Museo Americano dell’Emigrazione.
Un riconoscimento è stato assegnato anche a Turi Occhipinti e Gaetano Scollo, videomakers e realizzatori di cortometraggi e a Emanuele Cavarra, scrittore di romanzi e art director (tra l’altro ideatore del logo della 24esima edizione del Premio Ragusani nel Mondo) per essere stati selezionati al 68esimo Festival Internazionale dei Cortometraggi di Montecatini.
Madrina della serata, ospite d’onore, è stata Orietta Berti che ha chiuso l’importante evento con alcuni dei suoi intramontabili pezzi.
Il Premio è stato inoltre seguito in diretta streaming da più di 15mila webspettatori da tutto il mondo. Anche i social protagonisti di questa edizione: la bellissima modella e presentatrice Eleonora Incardona grazie alle sue dirette dietro le quinte ha creato “un modo per offrire, a chi ci ha seguito, delle chicche interessanti sui premiati”.
Cresce già l’attesa e i preparativi per il traguardo d’argento del Premio Ragusani nel Mondo che vedrà anche la presenza della prestigiosa Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, per la prima volta in Sicilia nella storia.
Il direttore dell’Associazione Ragusani nel Mondo, Sebastiano D’Angelo, aggiunge: “Sarà un’edizione che non mancherà di rinnovare nuove e vecchie emozioni, richiamando sul palco di Ragusani nel Mondo tutti i premiati delle precedenti edizioni. Un impegno organizzativo non comune che si spera di portare al termine grazie al coinvolgimento degli Enti locali e al mecenatismo di alcune primarie aziende del territorio”.
Nell’attesa del prossimo grande evento, l’Associazione Ragusani nel Mondo, insieme al Presidente Franco Antoci e al direttore Sebastiano D’Angelo ringraziano tutti coloro che hanno collaborato all’ottima riuscita del Premio.

Articolo di Samuel Tasca  Foto di Salvo Gulino

Solare, sorridente, unica nel suo genere. Margherita Tuè, titolare del punto vendita Pennyblack a Ragusa, ci racconta com’è iniziata la sua intensa storia d’amore con questo brand, cosa l’ha spinta a diventare imprenditrice nel settore moda e ci svela qualche segreto per essere pronti alla prossima stagione.

Margherita, ci presenteresti Margherita?
(Ride, ndr). «Margherita è un personaggio non ben identificato. Mi piace immedesimarmi nell’opera di Pirandello “Uno, nessuno e centomila”. Mi definisco una persona poliedrica alla quale piace scommettersi e mettersi in gioco, confrontarsi, scoprire cose nuove e soprattutto adoro reinventarmi ogni giorno perché la noia è qualcosa che mi uccide».

Cosa volevi fare da grande?
«Sono sempre stata una bambina senza il classico sogno nel cassetto e non sapevo cosa volevo fare a grande. Oggi che mi ritrovo già grande, faccio un lavoro che mi piace moltissimo, che rispecchia la mia personalità e il fascino per la bellezza in assoluto. Mi ricordo che, anche quando da piccola mia madre mi portava in campagna, il mio primo pensiero era quello di essere vestita in maniera abbinata, per cui deduco che il gusto del bello sia nato con me. Stesso gusto che metto ogni giorno nel mio lavoro e che ho ritrovato nel brand Pennyblack, una realtà invidiabile che fa parte di un gruppo importante, Max Mara, leader nel settore moda che sicuramente è garanzia di stile, eleganza e raffinatezza».
Com’è iniziata la tua storia d’amore con Pennyblack?
«La mia storia con Pennyblack aveva tutta l’aria di un flirt estivo perché è nata il 26 agosto del 1984, dopo la maturità, mentre cercavo un lavoretto per tenermi occupata durante l’estate, quasi per gioco. Invece, da allora, non ci siamo più lasciati e sedici anni fa decisi di intraprendere appieno questa strada diventando titolare di un negozio franchising. Inizialmente il negozio era molto più piccolo, oggi le dimensioni si sono triplicate e abbiamo una bellissima location in via Roma, in pieno centro a Ragusa».

Cosa ti aspetti entrando in un negozio d’abbigliamento?
«Da titolare di un negozio mi aspetto tutto quello che spero di far trovare alle mie clienti: gentilezza, sorriso, disponibilità e soprattutto la voglia di conoscere chi si ha di fronte. Perché nel nostro lavoro, se riesci davvero a entrare in empatia con le clienti, puoi capire di cosa hanno bisogno a volte anche prima di loro. In questo l’azienda ci offre un grosso sostegno permettendoci di frequentare periodicamente corsi di formazione di cui vado molto fiera. Riusciamo così ad avere una conoscenza globale di tutto quello che c’è dietro un prodotto Pennyblack, acquisendo anche gli strumenti necessari per leggere nel profondo le diverse una, nessuna e centomila tipologie di clienti che entrano ogni giorno in negozio».

Chi sono le donne di Pennyblack?
«Le donne di Pennyblack sono tutte, dalla laureanda alla manager che cerca un capo di qualità, a coloro che cercano un abito per un’occasione speciale. Riusciamo ad accontentarle tutte grazie sicuramente alle diverse linee e ai diversi temi proposti in ogni collezione».

In questa stagione estiva cosa non dovrebbe mai mancare nel guardaroba delle nostre lettrici?
«Senza dubbio il colore, la fluidità, la leggerezza e, ovviamente, la femminilità».

 

Errata corrige: l’autore degli scatti fotografici è Salvo Gulino

Articolo di Alessandra Alderisi, Foto di Gianfranco Guccione

L’altopiano ibleo è punteggiato da ulivi e carrubi, è decorato da muri a secco, ha colori cangianti che scandiscono lo scorrere delle stagioni. Qui, lasciando i vostri occhi liberi di perdersi all’orizzonte, verso il Mar Mediterraneo, il tramonto è il momento più emozionante della giornata. Ha toni caldi e sfumature irripetibili che accompagnano ogni sguardo all’imbrunire colmando la vista con un panorama di rara bellezza. E proprio qui, tra il Barocco e il mare,  sorge il “Poggio del Sole Resort ”, struttura ricettiva di respiro internazionale, che trova il suo valore aggiunto in un’ospitalità concepita come ventaglio di servizi a 360 gradi.

«Da quando è entrata a far parte dell’Unesco, Ragusa si è finalmente imposta all’interno dei circuiti turistici nazionali e internazionali – ci spiega il direttore Marco Nuzzarello -. Questo ci ha offerto il vantaggio di intercettare un nuovo segmento del mercato turistico, ma ci ha dato al tempo stesso una grande responsabilità: promuovere, tutelare e consolidare l’immagine del nostro territorio sia in Italia, sia all’estero. Curare nei minimi dettagli l’ospitalità, puntando al servizio e alla professionalità, diventa, quindi, un obiettivo imprescindibile sia per noi, sia per tutti gli operatori del settore, perché non sono solo l’accoglienza e le proposte di una struttura a rendere appetibile una meta, ma anche i servizi, le specialità enogastronomiche, gli eventi, le bellezze paesaggistiche e monumentali che può offrire una città».

E per i servizi legati all’ospitalità il “Poggio del Sole Resort” è senza dubbio un’eccellenza iblea che investe costantemente nella formazione di un personale qualificato e nella struttura stessa, una villa padronale sapientemente ristrutturata, per migliorare l’esperienza di fruizione da parte del turista. Al suo interno sono presenti: l’hotel, con camere e suite elegantemente arredate e dotate di tutti i comfort, il centro benessere “Ibisco”, rifugio ideale per rigenerare corpo e mente, sale polifunzionali in cui è possibile organizzare meeting e congressi, spazi che si adattano a tutti i tipi di eventi come matrimoni, banchetti, compleanni, lauree e qualsiasi altra occasione speciale da festeggiare in una cornice dal fascino unico. «Con l’arrivo dello chef Dario Di Liberto e della sua cucina contemporanea – continua il direttore Nuzzarello – abbiamo voluto imprimere al servizio legato alla ristorazione un’identità territoriale forte che riuscisse a essere anche aperta alle influenze provenienti dal resto del mondo. Una cucina gourmet, siciliana, ricercata, attenta alla stagionalità e alla qualità delle materie prime che siamo sicuri diventerà uno dei capisaldi della nostra ospitalità».

Per un soggiorno lungo, per un week end fuori porta, per un meeting aziendale, per una cena speciale, per un evento da ricordare, il “Poggio del Sole Resort” è il posto che fa per voi se volete immergervi tra i sapori, i profumi e i colori della nostra Isola.

a cura di Paperboatsongs

Ha vinto la tredicesima edizione di Amici al suo esordio nel 2014, da lì un susseguirsi di dischi di platino e d’oro, diverse collaborazioni con i più affermati cantanti italiani, l’album di debutto Libere. Parliamo di Deborah Iurato, orgoglio ragusano e siciliano, che nello scorso Sanremo ha duettato con Giovanni Caccamo nel brano Via da qui, dell’uscita del nuovo album Sono ancora io e della vittoria nel talent Tale e Quale Show.

Contenti di averla ospite nella nostra rubrica ripercorriamo insieme a lei un cammino fatto di traguardi bellissimi.

Sappiamo tutti che hai vinto la tredicesima edizione di Amici “il talent” per eccellenza. Una scuola così importante come ha arricchito il tuo bagaglio personale?
«Amici è stata una delle esperienze più importanti ma sopratutto quella che ha fatto diventare il mio sogno realtà. Devo molto al programma perché mi ha fatto crescere e ha fatto sì che la mia passione diventasse il mio lavoro. Lo rifarei nello stesso identico modo altre mille volte».

Hai avuto modo di collaborare con diversi grandi artisti della musica italiana, muse ispiratrici come Loredana Bertè e Fiorella Mannoia, cosa ti hanno insegnato e cosa di queste “signore della musica”  ha lasciato il segno dentro di te?
«Fiorella Mannoia ha scritto per me due pezzi “Anche se fuori è inverno” e “Dimmi dove è il cielo”. Lei è un’artista straordinaria oltre ad essere una persona umanamente meravigliosa con un cuore grande.
Duettare con lei è stata una grandissima emozione, come lo è stato per la Bertè quando l’ho avuta ospite al concerto del mio Libere Tour a Milano… Che dire… Due artiste immense!!!».

Hai partecipato e vinto il terzo posto al Festival di Sanremo con Giovanni Caccamo, ci racconti come è nata questa esperienza insieme che ha il sapore della nostra bella Sicilia e dei suoi innumerevoli talenti?
«Giovanni Caccamo è uno dei miei migliori amici e lo era già prima di Sanremo. Il duetto nasce un po’ per caso, Giovanni mi aveva fatto ascoltare Via Da Qui e mi piacque subito così una sera lui si mise al piano e iniziò a suonarla ed io iniziai a cantarla… Si è creata una particolare magia e decidemmo di presentarci insieme. Un grazie speciale va all’autore Giuliano Sangiorgi che ci ha scritto questa meravigliosa poesia e al nostro produttore Placido Salamone».

Tre album all’attivo ed uno staff cresciuto nel tempo insieme a te. Ci parli del tuo entourage? Di solito non chiediamo mai del rapporto con l’artista e sapendo che tu sei molto simpatica immagino loro ti adorino.
«Diciamo che ho una squadra fortissima fatta di gente fantastica!!! Mi sento di dire grazie a tutti per il lavoro svolto fino ad oggi. Ogni persona rappresenta un tassello importante del mio percorso musicale, un grazie speciale lo devo a Placido perché in questi 3 anni non mi ha mai lasciato da sola e ha sempre creduto in me e nel mio lavoro».

“Sono ancora io” e “Libere” sono i titoli dei tuoi ultimi due album entrambi esprimono un forte desiderio di affermare la tua personalità, non credo sia un caso…
«Assolutamente no! Credo tanto in quello che faccio. Ho messo l’anima e la grinta per fare della mia passione più grande il mio lavoro. Credere nei sogni non è sbagliato… se vuoi qualcosa e hai un obbiettivo devi lottare ma soprattutto crederci… Io ci ho sempre creduto e continuo a crederci!!!!».

Uno dei brani di “Libere” si chiama “Sono troppo buona” in duetto con Rocco Hunt, siamo curiosi di sapere se pensi di essere veramente troppo buona e se Rocco Hunt lo è stato con te…
«(Ride)… Beh, forse non spetta a me dire se sono troppo buona, sicuramente sono una persona super positiva e solare. Rocco Hunt sicuramente “Troppo Buono”… è stato bello lavorare con lui».

Pochi possono vantare di Vincere due talent ed il tuo ultimo traguardo si chiama “Tale e Quale show” . Per quanto ci riguarda sei stata formidabile, ci parli delle tue emozioni in merito?
«Tale e Quale è stata un’esperienza straordinaria. Si lavora tanto ma ci si diverte tantissimo! Carlo Conti insieme a tutta la produzione riuscivano a metterci a proprio agio e mi sono divertita veramente tanto.Ho fatto nuove amicizie con colleghi fantastici e questo mi ha resa felice».

Ora tocca al futuro, a quale “Deborah” state lavorando, qualche anticipazione?
«La “Deborah” del futuro sarà frutto di una ricerca che proprio in questi mesi stiamo mettendo in atto, è momento di esplorazione musicale che presto darà nuovi frutti e linfa vitale al mio progetto ed al mio sound».