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Sergio Friscia: «Lo spettacolo è il mio mondo»

Articolo di Omar Gelsomino    Foto di Luca Evangelisti

È un artista poliedrico. Uno showman di razza amatissimo dal pubblico. Sergio Friscia, palermitano doc, riesce a interpretare tanti personaggi con la sua spontaneità, dal comico al drammatico. Attore di cinema, teatro, imitatore, dj, speaker, conduttore è un vero personaggio dello spettacolo. Tra una battuta e l’altra Sergio Friscia si racconta a Bianca Magazine, dall’infanzia agli esordi, dalla gavetta al meritato successo.

«Da bambino ero una peste (ride, ndr). Mio padre girava in macchina per Palermo tutta la notte sino a quando non mi addormentavo. Mi sono fatto cacciare dall’asilo perchè dicevo le parolacce imparate da mio cugino e da mio zio. Mi portavano in giro ad abbordare le ragazze e mi insegnavano a dire “Che belle cosce che hai”, per poi intervenire, quando era il momento, con: “Scusa mio nipote, ciao, molto piacere!”. Così loro facevano la parte dei fighi ed io quello vastasissimo. Nessuno dei miei parenti voleva tenermi con loro e mia madre, allora direttore, fu costretta a portarmi con lei al Banco di Sicilia. Sono cresciuto nelle agenzie di Palermo, insegnando le parolacce anche ai cassieri. Essere un grande osservatore da piccolo mi è servito per creare i miei personaggi. Indossavo parrucche, gli occhiali della nonna e le collane per imitare i miei parenti. Per intrattenere i miei compagni delle elementari la maestra mi faceva raccontare le storie del mio cane Cilì. L’improvvisazione è stata una delle mie armi vincenti per districarmi nelle situazioni, pensare velocemente ad una battuta che può chiudere un concetto. Sono sempre stato aggregante. Ancora oggi Amadeus, Carlo Conti e altri dicono che “è bello avermi nel gruppo perchè ci divertiamo e lavoriamo in armonia”, così come sui set dei film».

Il sogno accarezzato del mondo dello spettacolo è poi diventato realtà. «Sognavo di fare questo mestiere, di avere un mio show in prima serata su Rai 1 e un ruolo da protagonista in un film con De Niro e Al Pacino, i miei attori preferiti. Ho sempre sognato in grande, crescendo capisci che non dipende dal tuo impegno e dal tuo talento, ma da altre cose che non fanno parte del tuo modo di essere: cerchi di fare il tuo, senza chiedere niente a nessuno e camminando con le tue gambe. Ti rendi conto che nella nostra società non c’è meritocrazia. Come dico sempre nella vita è questione di culo: o ce l’hai o… La passione per lo spettacolo è nata quando facevo l’animatore nei villaggi turistici: ricordo che negli spettacoli serali facevo l’attore, il regista, il coreografo e senza mezzi dovevo inventarmi tutto. Quando cominciai a fare televisione arrivò un successo incredibile. Io e Francesco Vallone di Tele Sud ci inventammo Limitati Network: chiamai alcuni amici, Gioacchino Caponetto e Fabio Pellerito, a co-condurre insieme a me, poi è nato “Belli sodi”, e insieme a Marcello Mordino e Vittorio Cassarà formammo un trio ottenendo tutto il successo possibile in Sicilia. Compresi però che se volevo fare il salto nazionale dovevo lasciare la mia amata Sicilia, il suo mare, tutte le sicurezze per fare la gavetta e la fame, con tutte le difficoltà del caso: esperienze che ho raccontato nel mio libro “Un girovita da mediano” per Rai Eri. La soddisfazione più bella è arrivata quando, nel mitico Studio Uno di via Teulada 66, ho condotto Mezzogiorno in famiglia dal 2009 al 2019, ideato e diretto da Michele Guardì».

Un’altra sua passione è la musica, dopo anni di gavetta, con programmi di successo. «Ho iniziato a collaborare con le radio: gli esordi come deejay con Radio Young e Radio Time e deejay vocalist nelle discoteche siciliane, poi sono arrivate Radio Kiss Kiss e la trasmissione su RDS insieme alla grande Anna Pettinelli, con cui conduco il programma di punta mattutino. La radio è il mio primo amore e rimane il più grande». Apprezzato dal pubblico per la sua umiltà e per essere rimasto il Sergio Friscia di sempre. «Anche se in Italia è considerata una malattia mi piace essere poliedrico. Ritengo che ci siano gli attori e i non attori, quelli che hanno un talento innato e sui propri errori con umiltà crescono e si migliorano; poi ci sono quelli che se non chiedono la raccomandazione non lavorano mai, ma sono quelli che lavorano di più. Devi scontrarti con la realtà, quando ti si dà l’opportunità devi dare il massimo, lasciare un bel ricordo, il profumo come si dice da noi. Io continuerò a spaziare: radio, cinema, fiction, teatro interpretando qualsiasi ruolo. Il pubblico mi apprezza nei ruoli comici nei film di Pieraccioni e di Ficarra e Picone, in teatro con “Aladin, il musical geniale”, o drammatici come nel “Capo dei capi” e “Squadra antimafia”. Lo spettacolo è il mio mondo. Mi piace regalare sorrisi ed emozioni, sorprendere e stupire. Ho il pubblico dalla mia parte, c’ è un rapporto di fiducia e stima reciproco, nessuno mai potrà togliermi questo affetto. Nella vita quotidiana sono il Sergio di sempre, quello che ero al liceo, ho gli amici di sempre con cui condivido tutto, ci confidiamo e confrontiamo: se mi dicono certe cose lo fanno per farmi crescere ed è importante ascoltarli. Riconoscono che sono la persona di sempre, che non mi sono montato la testa, che ho avuto la fortuna di vivere di quello che ho sempre voluto fare: sto facendo il mestiere che amo di più al mondo».

Congedandosi da noi ci svela alcuni suoi desideri e non possiamo che augurargli di realizzarli perché li merita davvero. «Prima di chiudere la mia carriera artistica mi piacerebbe interpretare un film da protagonista e un one man show perché ho alcune mie storie nel cassetto. Sicuramente non succederà né l’una né l’altra cosa, ma se avverrà tuttu bonu e binidittu (tutto buono e benedetto, ndr). Voglio continuare a divertirmi, ma non me lo fate diventare un lavoro (ride, ndr). Soprattutto in questi momenti è fondamentale regalare sorrisi. Viva la vita, la serenità e l’amore, quei valori che mi hanno insegnato i miei genitori e che un giorno trasmetterò, se ci saranno, ai miei figli. Grazie di questa bellissima chiacchierata».

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Ritorna MIZZICA, la radio che stuzzica!

Comunicato Stampa

Dopo il successo della passata stagione che ha segnato il ritorno di MIZZICA a Radio Studio Centrale, si riparte alla grande per una nuova edizione che come sempre non mancherà di divertire, intrattenere e – perché no! – fornire qualche interessante spunto di riflessione.
«Mizzica è un talk variety che piace alla gente.» dichiara Ruggero Sardo, il conduttore storico ed ideatore del format insieme con Giovanni Di Prima «Probabilmente piace perché riusciamo ad abbracciare un pubblico molto vasto e ad essere “un po’ di tutto”: intrattenimento, divertimento, leggerezza ma anche approfondimento di temi seri ed attuali». 

La formula che piace al vastissimo pubblico radiofonico prevede una miscela esplosiva fatta di tanta attualità, tante risate, tanto intrattenimento. Le riflessioni spesso politicamente scorrette di Gianluca Barbagallo, i personaggi esilaranti di Plinio Milazzo e le “telefonate impossibili” con le voci di Ruggero garantiscono un mix ad alta comicità, senza mai scadere nel volgare o nel banale; ciliegina sulla torta le gustosissime interviste con i grandi nomi dello show biz, organizzate dalla spumeggiante Manuela Santanocita che negli anni si è ritagliata un importante spazio ironico con i suoi consigli tra il serio e il faceto.

MIZZICA la radio che stuzzica, un contenitore che ogni giorno diverte, intrattiene, fa compagnia alle numerosissime famiglie di ascoltatori che interagiscono, esprimono le loro opinioni, diventano sempre più protagoniste. In diretta dal Parco commerciale Le Zagare in San Giovanni la Punta (CT), dalla avveniristica postazione Primamusica Multimedia Project, MIZZICA è un format prodotto da Primamusica Produzioni Artistiche che ancora una volta fa centro, riuscendo a coniugare alla perfezione qualità artistica e capacità organizzativa.

«Tante le novità di quest’anno!» dichiara Giovanni Di Prima, produttore del programma «Una su tutte la nostra nuova postazione che ci permetterà ancora di più di essere tra la gente, dando anche un’importante opportunità di ascolto a tanti artisti emergenti siciliani. Sicuramente uno sforzo produttivo imponente e temporalmente lungo, ma a noi queste sfide piacciono.»

L’appuntamento quindi dal 5 ottobre su RSC dalle 12 per una nuova emozionante stagione di MIZZICA!

Raccontare la Sicilia migliore, ne ha fatto una mission Ruggero Sardo. E, nel racconto di un’isola di selvaggia bellezza e anelante di speranza, lo showman catanese racconta di sé: la veste inedita di un uomo, la cui impenetrabile riservatezza è direttamente proporzionale all’estro e al brio con cui il noto conduttore televisivo e radiofonico accompagna le sicule giornate ormai da anni.
Aplomb divertito ma elegante, mai volgare per il gusto di esserlo, da vero gentleman del palcoscenico, Ruggero Sardo ritorna con una frizzante incursione nel mondo della radio, ed è subito Mizzica, il programma giornaliero, prodotto da Primamusica, dove intrattenimento, buone notizie, curiosità e tanto divertimento fanno da contraltare a una società disillusa che cerca sempre
più di morderci il cuore. Dalle frequenze di Radio Studio Centrale, Ruggero Sardo traghetta gli ascoltatori siciliani da mezzogiorno alle quattordici, accompagnato dalla irriverente comicità di Gianluca Barbagallo e Plinio Milazzo, e dalla peperina Manuela Santanocita.

«Noi, che siamo operatori della comunicazione, strizziamo l’occhio al varietà, allo spettacolo… dobbiamo cercare di portare nelle case il buonumore, la leggerezza, la positività. Questo non vuol dire essere anacronistici, ma raccontare, soprattutto ai ragazzi, le storie di altri ragazzi che hanno coronato il proprio sogno, con lo studio, la dedizione, la competenza… credo sia il modo migliore di esportare la Sicilia migliore.»