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L’arte dei pupi. Il Festival di Morgana racconta il Teatro delle Marionette e non solo.

Di Federica Gorgone   Foto Di Museo Pasqualino

Il Teatro delle Marionette nasce in Sicilia nel XIX secolo e dal 2008 è stato riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità. Un riconoscimento di spicco, in quanto primo patrimonio italiano inserito in questa lista, che sottolinea l’importanza di una tradizione tramandata negli anni da “padre in figlio”.

In Sicilia, si sa, quando si parla dei Pupi non si può che fare riferimento ad un’arte antica che del racconto ha fatto il suo punto di forza divenendo capace di dar vita a delle storie ricche di pathos e suspence. Ed è proprio dalla tradizione e dalla ricercatezza continua che prende vita il Festival di Morgana che, come ci spiega Rosario Perricone, direttore del Museo Internazionale Pasqualino di Palermo, «ormai dal 1975 racconta attraverso spettacoli, mostre e convegni quanto realizzato minuziosamente giorno dopo giorno dal Museo della Performance».
Tanti i temi e i protagonisti di quest’anno tra cui un ruolo di spicco è svolto dal Teatro di Immagine del Mediterraneo. Compagnie di pupari francesi, israeliani, spagnoli e tanto altro in un’edizione che, oggi più che mai, diventa “senza confini”. E che torna finalmente in presenza dopo la scorsa svoltasi, a causa della pandemia, interamente in streaming. A seguito di un anno davvero difficile, tanta è l’emozione nell’accogliere nuovamente in presenza il pubblico tra le splendide location palermitane d’eccezione scelte. Tra queste ritroviamo ad esempio: il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino, la Chiesa di San Mattia Apostolo dei Crociferi e il Teatro Agramante.

Un punto di forza di questa 46esima edizione, oltre alla possibilità di ritornare a vedere dal vivo le rappresentazioni, è senza dubbio l’attenzione posta all’innovazione e all’utilizzo di nuovi strumenti che durante l’anno appena trascorso hanno permesso di “accorciare le distanze”. Fino al 31 ottobre ad esempio è stata realizzata dal Museo Pasqualino una lunga rassegna sull’Opera dei Pupi online che ha dato i natali al Festival di quest’anno. Come tiene a sottolineare Perricone: «il Festival di Morgana si rinnova oggi con linguaggi nuovi e sperimentazioni che trasformano così un’arte della tradizione in un luogo dove si progetta il futuro».

Un esempio concreto di quest’aria di rinnovamento è lo spettacolo dell’ultima giornata del Festival della Compagnia Piccoli Pupari. È in questa occasione che i figli dei pupari appartenenti alle “nuove generazioni” raccontano il duello di Orlando e Rinaldo per amore della bella Angelica prendendo il testimone di chi ha fatto la “storia” del Teatro delle Marionette, ma portando con sé un forte spirito di miglioramento. È importante “tramandare facendo” ed è così che ogni giorno il museo trasmette la tradizione alle nuove generazioni. Questo consente a qualsiasi giovane abbia voglia di attingere a questa storica arte di contribuire anche al rinnovamento della tradizione con passione, pazienza e consapevolezza in una narrazione che in questo modo non avrà mai fine e sarà sempre quanto mai attuale.

L’edizione del Festival di Morgana 2021 è stata realizzata anche grazie al contributo di Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Direzione generale Spettacolo dal Vivo, Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo, Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Comune di Palermo – Assessorato alla Culture, Città Metropolitana di Palermo, dell’Istituto Cervantes, dell’Ufficio Culturale Ambasciata di Israele in Italia, dell’Institut Français di Palermo e di Coop Alleanza 3.0.

 

Alessandra Mauceri min

La giovanissima pupara siracusana Alessandra Mauceri incanta la Francia

Comunicato stampa

Siracusa, 23 settembre 2021 – La sedicenne Alessandra Mauceri, figlia del puparo siracusano Alfredo Mauceri, conquista la Francia. La più piccola de “La compagnia dei pupari Vaccaro-Mauceri”, seguendo le orme del padre, ha incantato il pubblico di Charleville-Mezières in occasione del Festival mondiale dei Teatri di Marionette, che si svolge nel piccolo centro francese nelle Ardenne, tra l’altro luogo dove sono ambientate parte delle avventure della principessa Angelica nei poemi di Boiardo e Ariosto.

Così questa moderna principessa dei pupi, armata di uno dei personaggi del padre, in quello che rappresenta il più importante festival di teatro di figura a livello mondiale, ha dato vita a tre monologhi su altrettante eroine dell’epopea carolingia: Bradamante, Marfisa e Doralice, esprimendo la tenacia e la forza delle tre protagoniste. Le stessa tenacia e la stessa forza di Alessandra, così giovane eppure già così determinata. Decisa a proseguire la tradizione di famiglia, quella dell’arte pupara, che sta esplorando in ogni suo aspetto, da quello organizzativo a quello performativo. Un percorso in realtà intrapreso da tempo, dato che già in tenera età ha rappresentato storie di paladini con pupi in miniatura recitando, manovrando e gestendo un intero spettacolo per gli increduli occhi degli astanti, che si meravigliarono di come una piccola bambina riuscisse a destreggiarsi con i pupi con tale grazia.

Oggi che Alessandra è cresciuta ha suscitato la stessa meraviglia negli occhi del pubblico del Festival mondiale dei Teatri di Marionette di Charleville-Mezières che, per l’occasione, ogni anno ospita oltre 250 compagnie, vestendosi a festa con vetrine addobbate di burattini, marionette e pupazzi. E grazie a questa piccola, grande siracusana i pupi del teatro di via della Giudecca, nel cuore di Ortigia, si sono ritagliati uno spazio in quel di Charleville.

“Un’esperienza, questa francese, che ha dato vita – commenta Alfredo Mauceri, direttore artistico de La compagnia dei pupari Vaccaro-Mauceri – a nuovi rapporti con le istituzioni locali, al fine di portare tutta la compagnia dei pupari, con i loro spettacoli, ospiti del Festival nelle future edizioni, rendendo così in qualche modo Siracusa protagonista”.

Un traguardo reso possibile dalla giovane Alessandra che conosce quattro lingue ed è pronta a gestire, assieme al padre e alla madre, le nuove sfide artistiche, apportando quella freschezza necessaria all’attività. Con il padre sceglie infatti tessuti e passamanerie per rendere i pupi sempre più in linea con le nuove esigenze teatrali. Attraverso la madre, Katia Di Giovanni, impara a gestire gli aspetti amministrativi e, grazie all’aiuto degli altri addetti dell’associazione come Arianna Vinci, apprende i segreti dell’arte attoriale.