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A Ottobre a Grammichele saranno premiati i vincitori della 2° edizione del Premio “I Paladini della Cultura”. Il premio nasce per valorizzare la cultura e le bellezze della Sicilia, la sapienza e la creatività della sua gente e dare riconoscimento alle Eccellenze Siciliane in tutte le arti e professioni.

Si possono segnalare le candidature al Premio per il  2019  sino al 7 settembre all’indirizzo: paladinidellacultura@gmail.com. La candidatura al Premio è libera e gratuita. Il Premio è rivolto a quelle personalità siciliane che contribuiscono con la propria attività a migliorare l’immagine e l’economia della Sicilia e mantengono con la nostra terra un legame affettivo, culturale ed economico.

Il  Premio, distinto in sezioni, verrà assegnato a personalità o aziende che si siano contraddistinte per uno o più criteri sotto riportati, a insindacabile giudizio della Giuria, composta da personalità indipendenti che valuteranno le candidature che perverranno  alla segreteria del Premio.

Le sezioni del Premio sono:

  1. Premio ad honorem: assegnato a quelle personalità che nel corso della propria attività si sono distinte per la qualità dell’impegno profuso e per i successi ottenuti;
  2. Premio immagine delle Sicilia nel Mondo: assegnato a quanti con la propria attività contribuiscono a rafforzare l’immagine positiva della Sicilia nel Mondo;
  3. Premio Tradizioni e produzioni siciliane: assegnato a quanti si impegnano con successo al recupero delle nostre tradizioni e alla valorizzazione delle nostre produzioni .
  4. Premio Innovazioni: assegnato quanti  realizzano reti ,sistemi e processi innovativi  che valorizzano le nostre produzioni e i nostri territori e contribuiscono a rendere più efficiente il sistema Sicilia.
  5. Premio Giovani: assegnato alle nuove generazioni che si distinguono in attività legate ai valori del Premio.

Saranno accettatele candidature presentate alla Segreteria del Premio, entro i termini previsti, con un dossier di presentazione.

Tutte le testate giornalistiche, in base al proprio osservatorio privilegiato, possono inviare indicazioni sulle personalità che a loro modo si sono distinte e che possiedano i requisiti richiesti dal  regolamento che può essere visionato nel sito www.paladinidellacultura.it

festival-cinema-marzamemi

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Articolo di Samuel Tasca    Foto di Valentino Cilmi

Accompagnati da ospiti di riguardo come Pif (il cui vero nome è Pierfrancesco Diliberto) ed Elit Iscan, la piazza di Marzamemi si trasforma in una sala sotto le stelle, puntando a eliminare le barriere politiche e interiori attraverso la magia del cinema.

Marzamemi. Arrivati nella bellissima Piazza Regina Margherita abbiamo l’impressione di essere finiti all’interno del set di “Nuovo Cinema Paradiso”, in quella scena indimenticabile nella quale Alfredo e Totò facevano sognare i loro compaesani trasformando la piazza in un cinema sotto le stelle. Ed è proprio quello che succede ormai ogni anno a Marzamemi, in occasione del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera, che quest’anno arriva alla maggiore età con la sua diciottesima edizione, svoltasi dal 12 al 15 Settembre. Ed è proprio in questa piazza dal fascino antico, definita appunto “la sala a cielo aperto più grande e più a sud d’Europa”, e in altri punti della città, che sono stati proiettati i film partecipanti al concorso, provenienti da tutto il mondo.
Il tema scelto per questa diciottesima edizione è stato la Linea d’Ombra, spiegata così da Nello Correale, ideatore e direttore del Festival: «Aldilà della politica, dell’economia o delle ideologie politiche alla fine è la coscienza che decide. […] Le storie raccontate sullo schermo di Marzamemi lo dimostrano: la “frontiera” più difficile da superare per tutti noi è quella “interiore”».
Ad aggiudicarsi il premio come miglior film è stato “La Mélodie” di Rachid Hami (Francia 2017). “Una commedia leggera ma con un messaggio serio che […] riesce a proporre importanti temi sociali di attualità, l’attraversamento delle frontiere e il superamento dei pregiudizi, attraverso il linguaggio universale della musica”.
“Idris” di Kassim Yassin Saleh (Italia 2017) si aggiudica il premio come miglior cortometraggio; il Premio Speciale della Giuria è andato invece a “Salveger” di Angelica Germanà Bozza (Italia 2018), e per la prima volta, la Presidenza della Camera dei Deputati ha concesso un premio che è andato al film “Due piccoli italiani” di Paolo Sassanelli (Italia/Islanda 2018).
Anche in questa edizione non sono mancati nomi importanti provenienti dall’ambito nazionale e internazionale: la giuria dei lungometraggi composta dai registi Daniele Ciprì, Mohammed Soudani, Roland Sejiko e dall’attrice Lucia Sardo; la giuria che ha esaminato i corti, composta invece dalla produttrice Linda Di Dio, dall’attrice Elit Iscan, anche madrina della manifestazione, e da Giuseppe Gambina dell’Anec. Tra gli ospiti inoltre, la regista ungherese Lili Nargy, l’attrice Donatella Finocchiaro e l’attore e regista Pif. «In un periodo in cui si pensa di fare comunità stando seduti in casa davanti a un computer, i Festival come questi hanno qualcosa di miracoloso. Stare seduti in una piazza a ridere, scherzare, commuoversi insieme è davvero strepitoso». Queste le parole di Pif davanti al pubblico di Piazza Regina Margherita e poi ancora ai microfoni dei giornalisti, rivolto ai ragazzi che vorrebbero fare cinema: «È fondamentale in questo lavoro capire se si ha qualcosa da dire, se si ha un punto di vista diverso rispetto agli altri. […] I miei primi cortometraggi erano bruttissimi perché mi rendo conto che non avevo un mio punto di vista del mondo. Quindi prima di gettarsi in quest’avventura è fondamentale farsi questa domanda». Parlando della sua Sicilia invece conclude dicendo: «Io sono cautamente ottimista, guardo i fatti. Se faccio un paragone tra quando io avevo dieci anni e un bambino di oggi, siamo due mondi completamente diversi. A quel tempo Palermo era completamente in mano alla mafia. Oggi, se vuoi aprire un negozio puoi farlo senza pagare il pizzo. Io, e non solo io, ho girato un film senza pagare il pizzo. Sono momenti di libertà di cui dovremmo fermarci e godere. Questo è profumo di libertà… quindi sono ottimista. Il vero problema è che la mafia verrà sconfitta quando i siciliani decideranno di sconfiggerla. È arrivato, secondo me, il momento di girare il dito e di puntarlo verso di noi stavolta».

24-Ragusani-nel-mondo

 

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Articolo di Alessia Giaquinta    Foto di Samuel Tasca

Se dovessi esprimere in poesia quello che rappresenta il Premio Ragusani nel Mondo potrei direi: “ovunque un ragusano sia, mai scorderà la terra natia”.
Ecco il punto di partenza del Premio Ragusani nel Mondo, giunto ormai alla 24esima edizione, che è diventato sicuramente uno degli eventi di punta del sud-est siciliano che mira a riconoscere l’eccellenza della ragusaneità nel mondo. Questa edizione del Premio, magistralmente presentata dai giornalisti e conduttori Caterina Gurrieri e Salvo Falcone, ha visto numerosi premiati: a partire dai due fratelli pozzallesi Claude e Angelo Gulino, uno manager di Sistemi informatici e l’altro leader in Ingegneria e Tecnologia Globale, entrambi affermati negli Stati Uniti; al sindacalista modicano Enzo Savarino, al vertice di un’importante sigla sindacale tedesca.
E poi ancora: il giarratanese Bruno Cultrera, titolare a Melbourne di una fiorente azienda di commercio e distribuzione di prodotti alimentari; il mecenate della cultura iblea negli States, l’avvocato Giuseppe Rollo e poi, ancora, l’imprenditore Giancarlo Licitra che è il secondo produttore al mondo di farine di carrube.
A ricevere il premio c’è anche il giovane designer modicano Carmelo Giannone, poco più che trentenne, che ha lavorato al design esterno del primo suv del marchio Alfa Romeo, Stelvio.
In campo fotografico hanno ricevuto il premio, il pedalinese Toni Campo, fotografo di Vogue e il comisano Toni Gentile, fotogiornalista noto per aver immortalato i giudici Falcone e Borsellino. Figli di questa terra, insomma, che attraverso un riconoscimento pubblico possono sentire il calore di una Ragusa premurosa, accogliente, materna!
Ad allietare la serata, tenutasi in piazza Libertà sabato 4 Agosto, ci ha pensato l’abile imitatore e cabarettista Andrea Barone, unitamente a la Peppe Arezzo Orchestra e agli attori della Compagnia G.o.D.o.T. Applauditissimi Lorenzo Licitra e Nico Arezzo, entrambi eccellenze canore ragusane.
Una serata ricca di talenti esplicati nelle diverse forme artistiche e d’eccellenza professionale. L’abbigliamento della presentatrice e delle vallette è stato curato dal giovane Fabrizio Minardo, stilista ragusano che vanta qualificate esperienze nel campo della moda, tra queste la collaborazione nello staff di Dolce&Gabbana. A sfilare, anche un abito disegnato dalla stilista Marisa Fossato, indossato da Annalisa Basso, che sarà donato al Museo Americano dell’Emigrazione.
Un riconoscimento è stato assegnato anche a Turi Occhipinti e Gaetano Scollo, videomakers e realizzatori di cortometraggi e a Emanuele Cavarra, scrittore di romanzi e art director (tra l’altro ideatore del logo della 24esima edizione del Premio Ragusani nel Mondo) per essere stati selezionati al 68esimo Festival Internazionale dei Cortometraggi di Montecatini.
Madrina della serata, ospite d’onore, è stata Orietta Berti che ha chiuso l’importante evento con alcuni dei suoi intramontabili pezzi.
Il Premio è stato inoltre seguito in diretta streaming da più di 15mila webspettatori da tutto il mondo. Anche i social protagonisti di questa edizione: la bellissima modella e presentatrice Eleonora Incardona grazie alle sue dirette dietro le quinte ha creato “un modo per offrire, a chi ci ha seguito, delle chicche interessanti sui premiati”.
Cresce già l’attesa e i preparativi per il traguardo d’argento del Premio Ragusani nel Mondo che vedrà anche la presenza della prestigiosa Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, per la prima volta in Sicilia nella storia.
Il direttore dell’Associazione Ragusani nel Mondo, Sebastiano D’Angelo, aggiunge: “Sarà un’edizione che non mancherà di rinnovare nuove e vecchie emozioni, richiamando sul palco di Ragusani nel Mondo tutti i premiati delle precedenti edizioni. Un impegno organizzativo non comune che si spera di portare al termine grazie al coinvolgimento degli Enti locali e al mecenatismo di alcune primarie aziende del territorio”.
Nell’attesa del prossimo grande evento, l’Associazione Ragusani nel Mondo, insieme al Presidente Franco Antoci e al direttore Sebastiano D’Angelo ringraziano tutti coloro che hanno collaborato all’ottima riuscita del Premio.

Articolo di Redazione   Foto di Samuel Tasca

Sicilia: terra di eccellenze, luogo in cui convivono e si nutrono a vicenda tradizione e innovazione, Isola che pullula di energia, ammalia con il suo fascino, stupisce con la biodiversità dei suoi territori. È qui che siamo nati, siamo cresciuti e viviamo. È questa la bellezza che vogliamo tutelare, promuovere e celebrare. Con questa mission, insieme ai “Giovani Imprenditori di Confcommercio Catania”, la nostra realtà editoriale ha creato l’associazione e il premio “I Paladini della Cultura”. L’obiettivo è quello di andare alla scoperta delle eccellenze della nostra isola e premiare le personalità o le realtà che incarnano nel loro impegno quotidiano l’autenticità siciliana, la sapienza e la creatività della sua gente.
Vuoi diventare anche tu “Paladino della Cultura”?
Crediamo nell’importanza e nelle immense opportunità che la sinergia e la rete possono mettere in campo per sostenere e finanziare progetti e iniziative culturali. La nostra associazione promuoverà azioni di crowdfunding e sarà aperta a tutti coloro che vorranno sposare la questa causa. Inoltre, coinvolgeremo Onlus, enti pubblici e privati, e tutte le personalità che condividono, senza fini di lucro, la valorizzazione del patrimonio culturale siciliano. Per il 2018, Anno Europeo del Patrimonio Culturale, abbiamo deciso di sostenere l’Opera dei Pupi di Catania che nel 2001 è stata dichiarata dall’Unesco “Capolavoro e Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità” e successivamente, dopo l’approvazione a Parigi nel 2003 della “Convezione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale”, è stata confermata nella “Intangibile Heritage List” nel 2008. Lo facciamo offrendo il nostro contributo per l’apertura del “Teatro Stabile dell’Opera dei Pupi” a “Le Ciminiere”, finalmente assegnato alla Marionettistica dei Fratelli Napoli e la realizzazione, sempre a Catania, di uno spazio museale per la tutela dei Pupi e del patrimonio scenico che rischia di perdersi con il passare del tempo.
La Marionettistica dei Fratelli Napoli, fondata nel 1621 a Catania da Don Gaetano Napoli, oggi giunta alla quinta generazione, porta da sempre in Italia e nel mondo la cultura popolare siciliana. Con la nostra iniziativa vogliamo contribuire affinché una tradizione artistica apprezzata e richiesta in manifestazioni di tutto il mondo possa continuare a vivere nella propria terra.
Per saperne di più visita il nostro sito paladinidellacultura.it e sostienici donando il tuo contributo
(IBAN: IT 53Z0503683960CC0411274004).
Tutti i nostri sostenitori riceveranno in omaggio il libro “Piacìri” dello chef Roberto Toro.