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panettone fragolina e ciliegia fiasconaro

Fiasconaro fra i protagonisti di SIAL 2022 Paris

 

Fiasconaro, eccellenza dolciaria di Castelbuono (PA), nel cuore del Parco delle Madonie, sarà fra i protagonisti di SIAL 2022 Paris, la Fiera internazionale dell’Alimentazione che si svolgerà a Parigi dal 15 al 19 ottobre. L’azienda sarà presente al Padiglione 1 – Stand 1G 021 con una golosa anteprima di Natale, che porterà sotto ai riflettori le sue novità più attese.

 

Il Panettone Ciliegia e Fragolina

A Natale Fiasconaro prende per la gola i veri Gourmet (e non solo…) con il nuovo Panettone alla Ciliegia e Fragolina, una creazione dolciaria di alta pasticceria che esalta i sapori più autentici del Territorio. La fresca essenza della menta si sposa con le note fruttate delle fragoline semi-candite per dare vita ad un panettone speciale, ricoperto con confettura di ciliegie di Liccia, eccellenza tipica di Castelbuono, e cioccolato rosa. Un vero e proprio viaggio sensoriale, che trasporta, sin dal primo assaggio, nella Terra di Sicilia.

panettone fragolina e ciliegia fiasconaro

Il Panettone al Cioccolato e i Torroncini della Linea Dolce&Gabbana

Dal sodalizio ormai consolidato fra la Pasticciera siciliana di Fiasconaro e lo stile di Dolce&Gabbana nascono le due nuove prelibatezze nel segno della tradizione e del coraggio di sperimentare.

Il Panettone al Cioccolato sposa due delle sue varianti più amate, il cioccolato fondente e quello al latte, impreziosite dalla pasta di arancia. Con la caratteristica scarpatura a croce che ne adorna la superficie, il dolce è racchiuso in una latta dall’inedita creatività, ispirata ai colori caleidoscopici delle maioliche siciliane.

Ci sono poi gli immancabili Torroncini morbidi alle Mandorle di Avola e al Pistacchio di Sicilia, ricoperti di cioccolato fondente, al latte, all’arancia e al limone, piccole delicatezze perfette

per assaporare tutto il gusto dell’isola in un solo morso. I Torroncini sono racchiusi in splendide latte di tre diversi formati (150g, 250g e 500g), arricchite dai decori tipici del carretto siciliano e da geometrie ispirate ai mosaici bizantini di Palermo.

panettone al cioccolato dolce e gabbana fiasconaro

Sapori, profumi e alchimie della Sicilia sono la suggestiva cornice della storia e della tradizione dell’azienda dolciaria Fiasconaro, nata nel 1953 a Castelbuono, nel cuore del parco delle Madonie, in provincia di Palermo. Oggi l’azienda, giunta alla terza generazione di Pasticcieri è un’eccellenza del made in Italy, con un fatturato di oltre 30 milioni di euro, un organico di 180 lavoratori – fra stagionali e dipendenti, ed una presenza in 60 Paesi con una crescita del 20% su tutti i principali mercati: Italia, Canada, Francia, Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda e con un orizzonte strategico rivolto al mercato asiatico. Fiasconaro è totalmente made in Sicily e anche il suo indotto segue la territorialità. Il panettone e la colomba Fiasconaro rappresentano il core-business dell’azienda, ma è in continua crescita anche l’incidenza della linea di prodotti continuativi: torroncini, cubaite, creme da spalmare, mieli, marmellate, confetture e spumanti aromatici. I suoi dolci sono stati serviti sulle tavole di tre Papi, del Presidente della Repubblica cinese, dagli astronauti dello Shuttle, nelle corti regali di tutta Europa.

panettone is traditional italian dessert christmas close up

Un dolce Natale con il panettone siciliano

 

Di Omar Gelsomino

 

Il Natale è anche tradizione. Sulle tavole siciliane oltre ai dolci tipici come buccellati, torroni, nucatoli, cassate, cannoli, collorelle, sfince, frittelle e tanti altri ancora, ormai non può più mancare il panettone. Ebbene sì, pur non essendo siciliano, ma avendo origini lombarde o meglio ancora milanesi, da molti anni, grazie all’abilità e alla sapienza di lievitisti e maestri pasticceri è entrato a pieno titolo fra i dolci siciliani, diventando un protagonista delle nostre tavole, contribuendo ad accrescere quell’atmosfera festosa del Natale. Così nell’isola si è diffusa la cultura legata alla produzione di panettoni artigianali e alla sua ricca proposta di gustose varianti, pronte a stupire anche i palati più esigenti. Panettoni che consumiamo non solo nella notte dell’Avvento o per Natale, ma per tutto il periodo delle festività natalizie: a colazione, a pranzo, per uno spuntino e a cena.

A rendere unici questi panettoni non sono solo le diverse tecniche artigianali per la loro preparazione, ma soprattutto gli ingredienti, strettamente legati ai loro territori di appartenenza. Al rigore dell’impasto e al rispetto della forma del panettone settentrionale si contrappongono i profumi degli ingredienti siciliani, dai sapori autentici. Dall’estro e dalla passione di lievitisti, panificatori e pasticceri siculi il panettone diventa un prodotto tipico siciliano frutto della lavorazione e dell’abbinamento delle materie prime: dai canditi del mandarino di Ciaculli alle arance di Ribera, dalla glassa con il cioccolato di Modica ai pistacchi di Bronte e Raffadali, dalle nocciole dei Nebrodi alle mandorle di Avola, dai fichi di Monreale ai limoni di Siracusa, dal miele di arance di api nere alle fragole di Sciacca, sino alla manna madonita, alle gocce di Malvasia delle Lipari o di Passito pantesco o note di sale delle saline di Trapani. Tutte eccellenze siciliane provenienti da ogni angolo dell’isola attraverso le quali prende forma e sapore quel “rito magico” di quel composto di acqua e farina lasciato lievitare e poi messo in forno.

L’arte del panettone ormai si tramanda da generazione in generazione e i panettoni artigianali sono prodotti di alta qualità perché realizzati con ingredienti unici del territorio siciliano. Realizzati con materie prime di ottima qualità, coniugando antiche ricette, vecchi metodi e soluzioni innovative. La maggior parte di essi sono realizzati con lievito madre, i cui impasti, quasi tutti simili, vengono fatti lievitare per tante ore, ma ciò che li contraddistingue uno dagli altri sono i condimenti esterni, le glasse, gli ingredienti che regalano al palato di ognuno di noi sensazioni intense e dolci. Fornai, cultori del lievito madre, pasticceri, chef e piccoli produttori creano con la loro originalità e artigianalità panettoni artigianali per tutti i gusti, sempre alla ricerca continua di nuovi ingredienti e impasti hanno la capacità di raccontare dentro un involucro morbido e soffice le tradizioni, i profumi e i sapori della Sicilia. Ovviamente accompagnati da gustosissime creme spalmabili.

Ogni anno c’è sempre un nuovo ingrediente, un nuovo abbinamento e un nuovo gusto pronto a stuzzicare la curiosità, i capricci e le papille gustative di grandi e piccini. Provare un panettone artigianale non si limita ad essere solo una semplice esperienza natalizia, ma vuol dire sostenere le aziende siciliane, la nostra cultura e le nostre eccellenze. E noi, consigliandovi di acquistare un panettone artigianale siciliano, bontà irrinunciabile delle nostre festività, non possiamo che augurarvi un gustoso Natale!

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Mario Fiasconaro, la sfida della terza generazione Fiasconaro

Articolo di Titti Metrico Foto di Studio Fotografico Di Stefano

Natale è ormai alle porte. La pandemia probabilmente renderà l’atmosfera della festa un po’ meno magica, ma questo sicuramente non ci impedirà di avere sulla tavola il dolce principe del Natale, il panettone e in particolare il panettone che profuma di Sicilia. Da tre generazioni a Castelbuono, un’incantevole cittadina medievale nel cuore del Parco delle Madonie, la famiglia Fiasconaro produce con sapienza artigianale il famoso dolce. Il capostipite di questa famiglia di pasticceri è stato don Mario, che fondò l’attività nel 1953. Allora, in mancanza dei frigoriferi, per realizzare le sue deliziose granite agli agrumi e alle mandorle, don Mario si recava in groppa al mulo a prendere il ghiaccio nelle “niviere” delle Madonie. La passione per la pasticceria venne tramandata ai figli Fausto, Martino e Nicola. Quest’ultimo, con grande umiltà, tra studio, ricerca e curiosità, ha fatto conoscere l’azienda Fiasconaro in tutto il mondo, permettendole di essere premiata da Intesa San Paolo come “Impresa Vincente 2020”.
Una breve narrazione per introdurre l’ultimo rappresentante della tradizione familiare, Mario, nipote dell’omonimo fondatore dell’attività.
A soli ventotto anni Mario Fiasconaro è già un talento della pasticceria Made in Italy.
Ha ricevuto l’attestato di pasticcere presso la Scuola di cucina di alta formazione CAST Alimenti di Brescia. In seguito ha affinato la sua formazione al La Pergola Rome Cavalieri, l’unico ristorante di Roma con tre stelle Michelin, assumendo il ruolo di addetto alla produzione dei dolci. Si è anche recato negli Stati Uniti per un’importante esperienza formativa al Bruno’s Bakery and Restaurant come Pastry Chef.
Dal 2017 è responsabile, nell’azienda di famiglia, della produzione di dolci tipici da ricorrenza, quali panettoni e colombe pasquali al fianco del padre Nicola, pluripremiato Maestro Pasticcere e Cavaliere del lavoro, dal quale ha ereditato una forte vocazione per la pasticceria tradizionale siciliana, per la costante ricerca delle migliori materie prime sul territorio e per le tecniche di preparazione più innovative.
È apparso anche in programmi televisivi come “Detto Fatto” condotto da Caterina Balivo su RAI2 e “Eat Parade” rubrica del TG2 con Bruno Gambacorta. Nonostante ciò Mario è rimasto un ragazzo umile e educato, quasi un giovane d’altri tempi. Scopriamo qualcosa di più.

Cosa ti appassiona?
«La mia passione più grande sono i dolci ovviamente, il mondo della pasticceria. Mi capita di trovarmi solo in laboratorio, quello è per me un momento in cui provo nuove ricette, sperimento nuove combinazioni e mi cimento nel realizzare dolci che solitamente non faccio, ma che immagino possano soddisfare i palati più esigenti. Nel tempo libero mi piace viaggiare, conoscere nuovi luoghi, scoprire culture e tradizioni».

Che cosa significa per te essere un Fiasconaro?
«Una grande responsabilità! Portare il nome di mio nonno m’inorgoglisce e mi spinge a fare sempre del mio meglio, come persona e come professionista. Lui era un uomo di forte personalità che ha saputo trasmettere ai suoi figli e a noi nipoti valori importanti, sia in ambito lavorativo sia nella vita di tutti i giorni. Il rispetto verso le persone e verso le materie prime, l’onestà e l’umiltà. Tutti principi che l’azienda ha sempre cercato di trasmettere ai propri collaboratori per crescere insieme e perseguire gli stessi obiettivi».

Hai mai pensato di lasciare la Sicilia?
«Andare via dalla Sicilia per un giovane come me che ha voglia di imparare, ha fame di conoscere è di fondamentale importanza. Andare via sì, per poi ritornare con tutto il bagaglio di esperienze e di informazioni che permettono di realizzare ciò in cui più si crede, cercando di adattare il proprio progetto alla realtà in cui si vive. Questo è un consiglio che mi sento di dare ai giovani».

Progetti per il futuro?
«L’azienda Fiasconaro sta investendo in nuovi progetti come il nuovo HUB agroalimentare, che prevede l’ampliamento del sito produttivo e l’incremento di nuove tipologie di prodotti lievitati da forno. Questa nuova avventura mi coinvolge in prima persona per la ricerca e lo sviluppo di prodotti nuovi che speriamo di poter lanciare presto sui mercati italiani e non solo».

Qual è il panettone che più ti rappresenta?
«Il panettone tradizionale è il panettone per antonomasia, il vero gusto della tradizione, il dolce lievitato da ricorrenza riconosciuto nel mondo. La nostra produzione è variegata e siamo alla continua ricerca di nuovi gusti per cercare di soddisfare e conquistare i palati più esigenti, ma non bisogna mai dimenticare il gusto della tradizione, l’originale».

Ecco alcuni dei riconoscimenti ricevuti da Mario:
Nuove Generazioni, la tradizione che si tramanda, VII edizione della Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro 2015 a Roma;
Premio Castelbuono Giovani emergenti 2018;
Giovani di Best in Sicily 2019 a Catania;
Medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Cucina 2020 a Stoccarda come Pastry Chef del Culinary Team Palermo.

Fiasconaro

La favola Fiasconaro

Articolo di Titti Metrico,  Foto di Samuel Tasca

La Sicilia è un dono di Dio. C’è un luogo incantevole, in cui subito vieni avvolto da un mix di colori, di luci e di profumi. Dove siamo? Esattamente a Castelbuono, un borgo di circa 9000 anime sulle Madonie, rinomato per la caratteristica e rarissima manna, un prodotto pregiatissimo ottenuto dalla corteccia del frassino e per la raccolta differenziata fatta usando dei simpatici asinelli.

In questo numero, Bianca Magazine parlerà di un’altra eccellenza locale conosciuta e pluripremiata in tutto il mondo: 3 Stelle Superior Taste Award di Bruxelles e la Castagna d’Oro 2017 a Vernasca, solo per citare gli ultimi riconoscimenti.

Una storia che merita essere raccontata, “la favola Fiasconaro”, la nostra redazione ha visitato l’azienda dolciaria siciliana, la pasticceria e lo show room, oggi conosciuta in tutto il mondo, e a raccontarci la storia della famiglia è Nicola Fiasconaro.

Quando nasce la vostra azienda?

«L’azienda Fiasconaro nasce nel 1953, dove papà (Mario, nda) avvia la prima officina dolciaria, a raccontarla ha un grande effetto, ma non era facile in un’epoca in cui non esisteva la tecnologia. Se volevi fare il dolciere il frigo era fondamentale e a quei tempi non esisteva, ma per fortuna, negli anni ’50, a dosso di muli si andava in montagna a prendere il ghiaccio nelle neviere per fare la granita agli agrumi o alle mandorle, cosi iniziò mio padre».

È stato naturale innamorarsi dell’arte dolciaria?

«Io e i miei fratelli Fausto e Martino eravamo pigri a scuola ma papà è riuscito a farci innamorare di questo mestiere sin da subito. Lui con pochi componenti realizzava delle prelibatezze così mi mandò a fare uno stage in giro per la Sicilia, ricca di duemila anni di storia e che vanta un primato nell’alimentazione: i popoli che hanno occupato la nostra isola hanno lasciato due tracce fondamentali, una è quella del barocco, l’architettura arabo-normanna, ecc… e l’altra l’alimentazione con gli spagnoli, i francesi e gli arabi sopratutto nel settore dolciario, quindi la mia passione e la mia curiosità divenne sempre più grande. Frequentai in Veneto la prima Accademia di Arte Culinaria e partecipai a diversi concorsi internazionali di pasticceria per confrontarmi con i miei colleghi italiani e stranieri. Quando un giorno un maestro spiegava i dolci da ricorrenza soffermandosi sull’incredibile mondo delle paste acide pensai a mio padre, ogni anno vendeva nel nostro bar 2000 panettoni provenienti dalla Lombardia, dal Piemonte e dal Veneto l’anno successivo questi panettoni li sfornavamo nell’antico laboratorio di S. Nicola, cominciammo prima nelle Madonie, poi nel palermitano e i cultori siciliani incuriositi dalle novità. Inizialmente a Milano e a Verona abbiamo sofferto un po’ ma, quando si dimostra di saper fare le cose per bene e buone non solo ci hanno accettato ma è nato anche un ottimo rapporto di grande amicizia e stima, collaboriamo insieme perché si deve fare sistema».

Come ci si sente ad essere l’ambasciatore delle eccellenze dolciarie nel mondo?

«È una bella responsabilità, ti dà soddisfazione e ti carica nello stesso tempo. Quando si è all’estero si parla della nostra bellezza, non c’è un angolo della Sicilia dove non ci sia una grande cultura legata al cibo o alle architetture. Abbiamo un patrimonio che il mondo ammira e ci invidia».

In questi anni hai ricevuto tanti inviti ad aprire fuori Sicilia Nicola Fiasconaro riuscirete a resistere?

«La mia era una provocazione, non l’avrei mai data vinta a loro. Andare via è come essere sconfitti. Un incidente burocratico mi ha radicato ancor di più al mio luogo di appartenenza. Spero che il nostro esempio possa aiutare chi non ha la nostra visibilità. Questa maledizione burocratica deve finire, è il cancro della nostra terra».

Come vedi la tua azienda nel futuro?

«È un’azienda giovane nonostante la sua lunga storia che sta lavorando sul ricambio generazionale, il fatto che i nostri figli lavorino con noi ci incoraggia. Abbiamo reinvestito i nostri utili nel progetto Fiasconaro 2020, una sede più grande e innovativa con una mensa aziendale e un asilo nido per i figli dei nostri dipendenti. Una volta realizzato questo progetto ci dedicheremo a portare il nostro patrimonio dolciario nel mondo».

Quale panettone rappresenta Nicola Fiasconaro?

«Quello alla Manna! Per me fu una vera scommessa dato che il panettone fa parte della cultura del Veneto, del Piemonte e della Lombardia. Il primo panettone che inventai fu quello alla manna perché rappresentasse la nostra identità. Un dolce della cultura nordica ma con ingredienti di casa mia. Il secondo panettone è quello madonita, perché utilizzavo le nocciole di Polizzi Generosa, dove c’è una piccola produzione nelle montagne vicino Piano battaglia, in primis l’identità, poi il cioccolato di Modica oggi sto studiando il datterino di Pachino… ».

L’azienda Fiasconaro leader nel mondo dolciario non finisce mai di stupirci!!! Un ringraziamento personale a tutta la famiglia Fiasconaro ed in particolare a Nicola, persona davvero strabiliante e meravigliosa.