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BLOCKS | Storie di dialoghi oltre i limiti, a Palermo

Comunicato stampa

Palermo | ALBERGO DELLE POVERE

6 giugno 2021 – 31 luglio 2021

 a cura di Daniela Brignone (storica dell’arte) e Daniela Brignone (storica)

 

Comitato scientifico: Gaia Bellavista, Francesco Miceli, Elena MotisI, David Palterer, Maria Gabriella Pantalena, Davide Sarchioni 

 

La parola “block” in inglese significa “masso”, “interruzione”, “muro” ma anche “insieme” e “tassello”. Ovvero, allo stesso tempo: “limite” e “opportunità”, “separazione” ed “elemento di connessione”. Un termine duale che ben riesce a sintetizzare il tempo che viviamo, fatto di limiti e ridefinizione di insiemi, relazioni, conoscenze, strumenti.

Blocks, la collettiva curata da Daniela Brignone – storica dell’arte – e Daniela Brignone – storica – traccia un percorso che tocca storie e coscienze ovunque nel mondo attraverso 54 opere di 28 artisti contemporanei provenienti da varie parti del mondo che con le proprie creazioni denunciano “limiti” e cercano la via per superarli. Un progetto promosso dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana insieme al Museo Riso, alla Fondazione e all’Ordine degli Architetti di Palermo e al Rotary eclub Colonne d’Ercole di Palermo. 

La mostra, visitabile sino al 31 luglio, è il primo grande evento internazionale d’arte in Sicilia a segnare la #ripartenza e il ritorno in presenza nei luoghi d’arte. Ad accompagnare la collettiva anche un calendario di eventi collaterali: talk, spettacoli, laboratori e visite didattiche dal vivo e online. 

Cuore dell’evento sarà l’Albergo delle Povere di Palermo, trasformato per l’occasione in spazio espositivo multidisciplinare per ospitare: quadri, sculture, fotografie, installazioni, video e performance che affrontano da angolazioni diverse e con linguaggi creativi personali il tema dei “blocchi”, dei muri fisici, mentali e sociali. Grazie alla partnership con l’Istituto dei Ciechi di Palermo e con l’Unione Italiana Ciechi, la mostra sarà fruibile con visite guidate anche a ipovedenti e non ciechi (info: 091.540324). Sarà, inoltre, messo a disposizione uno scoiattolo, gentilmente concesso dal Rotary,  per consentire le visite alle persone con disabilità motoria. 

«Se un tempo la separazione e i muri avevano un significato eminentemente geopolitico – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – il mondo, a causa dell’emergenza pandemica, ha oggi scoperto un nuovo “blocco”, che ha costretto tutti entro mura e confini domestici, spingendo ciascuno in una dimensione nella quale l’individualismo e il “distanziamento sociale” si sono sostituiti progressivamente all’uomo e alla sua naturale propensione alla socialità. “Blocks” è il manifesto di un’umanità che può tornare a vivere secondo dimensioni normali, consapevole della propria essenza e dei conflitti che hanno contrassegnato la storia, ma rinata, rigenerata dall’aver imboccato la via per superare quest’ultimo, drammatico, limite».

«L’anno che ci lasciamo alle spalle – spiegano le curatrici – dimostra che l’idea stessa di “limite” ha bisogno di essere aggiornata. Che serve accendere i riflettori su cosa oggi significhi e come questo concetto vada reinterpretato rispetto alle urgenze dell’epoca in cui viviamo e agli equilibri geopolitici del nostro tempo». 

«Riapriamo le porte dell’Albergo delle Povere con una mostra internazionale che ci spinge alla riflessione oltre che alla contemplazione delle opere. Quello di cui c’è più bisogno dopo questo periodo difficile e surreale determinato dal Covid 19», aggiunge il direttore del Museo Riso, Luigi Biondo

Lungo un percorso che comprende 4 sezioni conflitti, controllo e potere, pregiudizi, dialoghi – gli artisti selezionati esprimono il proprio punto di vista, quello di chi ha vissuto o conosciuto in modo diretto o indiretto il “muro”, lanciando così con forza un messaggio di superamento dei conflitti. 

Le quattro tappe diventano dunque una sorta di percorso catartico verso il superamento dei blocchi, verso una nuova prospettiva di libertà e condivisione. Si parte dalla storia e dai “limiti” che hanno radici nel Novecento – le “due Germanie”, il conflitto israelo-palestinese, il Kazakistan post sovietico, il nazismo, la guerra in Iraq, la guerra fredda e la corsa agli armamenti nucleari, la ribellione all’autorità in Cina – per arrivare al controllo e potere esercitato dagli Stati ma anche dal sistema capitalistico e consumistico, fino alle barriere create dai pregiudizi. Temi che oggi assumono anche un significato nuovo e ulteriore, a causa dei limiti e delle chiusure determinate dalla pandemia che ha colpito il mondo intero e dal lockdown. Tutto per giungere al livello più ambito dall’arte: il dialogo.

Sguardi sulla storia che diventano riflessioni contemporanee attraverso l’elaborazione creativa di artisti figli di conflitti atavici come il palestinese Steve Sabella e l’israeliano Eyal Ben Simon, ma anche con la fotografa e video-artist kazaka Almagul Menlibayeva che denuncia l’esecuzione di centinaia di test nucleari nei territori dell’ex cortina di ferro. Analogo valore documentale hanno le testimonianze di Mario Rizzi sull’identità femminile nel mondo arabo, sulla persecuzione delle donne yazide e sul campo profughi di Idomeni. E ancora, il lavoro degli artisti tedeschi, di nascita o adozione, Julia Krahn, Philip Topolovac, Thomas Lange e Uli Weber; le opere della pakistana Maryam Jafri con le sue creazioni-denuncia contro le guerre coloniali di tutti i tempi; o gli scatti del cinese Liu Bolin che fotografa la violenza della globalizzazione; mentre l’italiano Paolo Canevari si scaglia contro i giochi di potere generati dal progresso. Passato e presente si fondono nei racconti del fotografo israeliano Adi Nes, perché ciò che era, permane nella nostra dimensione del vivere, diventano installazioni metafisiche nei lavori di Mateusz Choróbski per raccontare la povertà della sua Polonia, creazioni ipertecnologiche nell’arte dell’italiano Donato Piccolo, o distopiche con l’americano Jon Kessler che si interroga sul futuro. Opere che diventano specchi di un presente sospeso, interrogativi sul valore dell’umanità, inchieste-denuncia contro il potere dei Signori della Rete come nel lavoro di Paolo Cirio. Ma anche un grandangolo su Paesi poco raccontati dai media come la Croazia nelle sue parti più interne e isolate dove restano segni della guerra e dell’abbandono, fotografati da Igor Grubić. Sotto altre forme, il tema del dominio è ancora evidenziato dal lavoro dell’artista americano William E. Jones che testimonia i macabri esperimenti sulla psiche dei cittadini americani autorizzati dalla Cia. 

E poi i video, le installazioni sui fanatismi, blocchi cognitivi forti quanto i blocchi della storia. Differenze che diventano conflitti da parte dell’uomo contro l’uomo, in grado di segnare individui e intere generazioni e che in Blocks vengono declinati nei linguaggi dell’arte per diventare elemento di confronto e discussione: dal tema delle migrazioni e delle differenze tra popoli – nelle immagini struggenti dell’artista albanese Adrian Paci come nelle installazioni video del duo artistico serbo Doplgenger e dell’artista israeliana Sigalit Landau – alle questioni di genere – affrontate dal sudanese Hassan Musa con opere che raccontano la condizione femminile nel suo Paese. 

All’interno dell’Albergo delle Povere le tappe si fanno dunque percorso di osservazione, provocazione, riflessione ma anche anelito di speranza, invito al dialogo con le opere che chiudono la collettiva: installazioni di alcuni degli artisti già citati ma anche di altri nomi internazionali come la brasiliana Andrea de Carvalho, la georgiana Sophie Ko, l’italiana Valentina Palazzari, e il cubano Osvaldo Gonzáles.

La vita è fatta di momenti di incertezza e di instabilità, rileva Renato Ranaldi, di spazi mutevoli, terreni fertili dove tutto può sconfinare o prendere vita in modo indipendente. E così, i muri casalinghi di Vittorio Corsini, piccolo atomo di un più vasto sistema, diventano il simbolo di tutti i simboli di questa mostra che racchiude la memoria, la cultura, la dimensione etica e gli affetti.

 

Dichiarazioni_Note dal catalogo

 

Alberto Samonà

Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana 

(…) Se un tempo la separazione e i muri avevano un significato quasi esclusivamente geopolitico, oggi, a causa dell’emergenza pandemica, abbiamo scoperto una forma più claustrofobica di “blocco” che, costringendoci spesso dentro le pareti domestiche, annullando l’incontro e il confronto, imponendo coprifuoco e copie surrogate di rapporti sociali, ha spinto ciascuno verso una dimensione individuale in cui vige una sola regola, quella del “distanziamento sociale”, espressione infelice che rende però l’idea di una umanità relegata alla sua brutta copia, sia pure per far fronte, mediante comportamenti concludenti, a una situazione emergenziale. Una sensazione di prigionia, quella provata, che potrebbe portare al convincimento che la realtà sia una muraglia,  ormai invalicabile. Per fortuna, però, a consolarci arriva la l’arte, che ci ricorda il gusto per la libertà. E per il recupero della sua dimensione universale. “Blocks”, alla luce di quanto detto, può essere inteso come il manifesto di un’umanità che può e deve tornare a vivere.

 

Luigi Biondo

Direttore Museo Riso

(…) Lo spirito di Blocks, grande mostra che arricchisce gli spazi dell’Albergo delle Povere di Palermo, credo debba essere questo. La voglia di affermare la bellezza, l’arte, la ricerca di esperienze nuove per i nostri sensi, con l’aiuto delle meraviglie che artisti cosmopoliti e consapevoli del loro tempo ci regalano.

Una sfida dura ma utile, una prova per la nostra mente, per il nostro sentire affranto, provato da uno stato di atarassia troppo lungo che deve essere respinto prima che possa travolgerci e turbarci.

Dipinti, sculture, istallazioni, video che diventano stati dell’anima preziosi per una rinascita attesa da troppo tempo e mai così utile. Ricaveremo sicuramente contattati, nuove esperienze, conoscenze inaspettate che dovranno farci crescere e permetterci di ripartire per un nuovo viaggio più ricco e consapevole alla ricerca dell’essenza di una personalità intesa come sinonimo di spirito e di io dell’età moderna e contemporanea.

Un grazie di cuore a chi ha continuato a credere in questo processo e che non ha mai voluto deporre le armi della pace, della bellezza e della cultura.   

 

Francesco Miceli, presidente Consiglio Nazionale Architetti 

Maria Gabriella Pantalena, vicepresidente Fondazione Ordine degli Architetti Palermo

 

(…) I muri esistono ed incrementano la loro presenza in ogni parte del mondo, a volte in maniera visibile a volte in maniera occulta, i muri fisici sono visibili e rendono esplicita l’immane tragedia che la loro presenza procura. Altri, i muri invisibili, li troviamo nelle leggi, negli accordi tra gli Stati, nelle politiche che regolano i rapporti tra territori, nei divieti e nelle barriere ideologiche che alimentano costantemente la vita contemporanea. 

I muri sono compatti, solidi, maestosi, spessi, pesanti, imponenti a volte solenni, comunque invalicabili. I muri, però, a volte possono essere scavalcati o oltrepassati è quello che l’uomo ha sempre cercato di fare rischiando la vita per conquistare la libertà. 

 

(…) Ogni volta che si costruiscono muri è importante chiedersi il motivo, l’effettiva utilità e le conseguenze per sé e per altri. È importante munirsi del coraggio di cercare soluzioni alternative e se ciò non è possibile cercare almeno di aprire una finestra nel muro.

La ricerca del muro come elemento positivo è lo sforzo compiuto dall’Architettura nella sua evoluzione storica. Il senso della costruzione muraria riconduce al valore della solidità (firmitas) come elemento della forma costruttiva e come carattere dell’Architettura.

 

Marcello Sanzo

Presidente Rotary eClub Colonne d’Ercole

 

(…) Il Rotary eClub Colonne d’Ercole ha fortemente voluto sponsorizzare “BLOCKS” perché ci permette di trasmettere alla collettività i valori su cui si fonda il nostro agire. Ci permette di rendere accessibile un bene fondamentale come l’Arte a chi come me ha delle difficoltà oggettive. E ci permette di fare la nostra parte per migliorare la qualità della vita di tutti perché una società che fruisce liberamente dell’Arte è una società migliore.

MINIERA: Spettacoli, letture, mostre, musica, passeggiate e cinema a CALTANISSETTA | 21 giugno – 21 settembre

Comunicato stampa

Un festival che è legato intimamente al territorio ma che per una volta fugge storie del passato che finora hanno fatto da catenaccio al presente. Anzi, sceglie come titolo “Miniera” proprio per esorcizzare l’immaginario e proiettarsi verso il futuro, pur restando saldamente ancorato al territorio. Il Comune di Caltanissetta – terra di miniere, certo, di carusi, di zolfare, di latifondo; ma anche un paesaggio straordinario ancora per tanti aspetti vergine e semplice, tra tradizioni, natura, sapori, con borghi arrampicati colmi di tesori nascosti e un capoluogo che accoglie ville signorili, realtà imprenditoriali, chiese dimenticate – vara dal 21 giugno al 21 settembre un nuovo festival, Miniera | Cultura e turismo che accoglie al suo interno spettacoli, letture, mostre, musica, passeggiate e cinema; e punta non solo a Caltanissetta, ma a tutto il territorio che mai come in questo periodo, si sente vuoto, defraudato, spogliato. Un festival che si candida a diventare polo attrattore turistico per la provincia che ha bisogno di intercettare il visitatore “slow” che pensa e ama scoprire: quest’anno il cuore della rassegna sarà incentrato sul capoluogo, ma l’anno prossimo si allargherà e accoglierà i comuni vicini – Santa Caterina Villarmosa, Mussomeli , Sommatino, Butera, Resuttano, Villalba, Montedoro, Bompensiere, Gela, Campofranco e Milena – che già hanno avviato una prima collaborazione.E infatti il weekend a cavallo tra agosto e  settembre, entrerà nel festival una tre giorni dedicata al castello manfredonico di Mussomeli, tra animazioni, riti religiosi legati alla Madonna delle catene e la riproposizione di un’antica fiera bestiame.

 

Il mondo delle miniere diventa spunto di discussione e perché no, valorizzazione di percorsi e recupero positivo dei luoghi: la discesa è lunga e faticosa, ma risalire porta verso l’aria pulita. L’8 agosto un’intera giornata sarà dedicata agli zolfatai e alle loro memorie, a Campofranco: Una miniera di ricordi con l’intitolazione della Strada delle miniere e l’allestimento di un vagone della grandissima solfara Cozzo Disi restaurato; il 17 settembre I colori della miniera: “Matitando, i disegni di Stefano Caruano”, indimenticato artista recentemente scomparso.

“Caltanissetta deve mettere a profitto la sua posizione, nel cuore fattivo della Sicilia – dice il sindaco Roberto Gambino -: qui la tradizione è ancora viva, ma il ricordo delle miniere non può diventare un peso, piuttosto un motore di rinascita che arriva dal territorio. Per questo auspico che tutti i comuni del Nisseno si uniscano a Caltanissetta in questo progetto di ripartenza condiviso”.

“Proprio la miniera è il luogo simbolico di un viaggio iniziatico, una discesa negli Inferi per capire,trasformarsi e ritornare alla luce. Sprofondare in una miniera di ricordi, sensazioni, tradizioni, percercare, scoprire, conoscere. Andare nella profondità per capire. Risalire, iniziàti, e guardare avanti” spiega l’assessore alla Cultura, Marcella Natale.“Il progetto vuole fare di Caltanissetta una città capace di conciliare la tradizione e le peculiaritàculturali specificatamente siciliane con un contesto internazionale più ampio e variegato”.

 

Il festival si avvia lunedì 21 giugno, ma avrà un’anticipazione già questo venerdì con l’inaugurazione alle 18 a Palazzo Moncada della mostra fotografica di BegoñaZubero, “NEEV | Non è esotico, è vitale”: la famosa fotografa basca racconta con il suo obiettivo e senza preconcetti, il Kurdistan iracheno e Mosul. Non è l’occhio della documentarista e neanche quello della fotogiornalista: NEEV è il racconto della distruzione/ricostruzione attraverso opere plastiche e audiovisive dal forte impatto emotivo. Il 21 luglio la fotografa si collegherà da Caltanissetta in streaming con la sede della Metrography, la prima agenzia fotografica in Iraq.

“Caltanissetta è una città che deve investire su se stessa, sulla sua storia, sui paesaggi, per ritrovare la sua identità – interviene l’assessore al Turismo Grazia Giammusso– è stato un anno difficile, ma siamo pronti ad un’estate piena di eventi e speriamo che il pubblico accorra, anche se giocoforza le presenze saranno ridotte. Stiamo vivendo tempi duri, le nostre energie vanno indirizzate verso la crescita e lo sviluppo del territorio”.

Il festival vero e proprio si aprirà lunedì 21, nella notte del Solstizio d’estate quando Caltanissetta celebrerà, con tutta Europa, la Festa della Musica che ha il vago sapore della rinascita: nel 2020 la pandemia era in corso, si era appena usciti dal primo lockdown e nessuno pensava a musica e concerti. Quest’anno cortili e vicoli, piazze  e vie del centro storico nisseno e piazza della Repubblica, risuoneranno di gruppi, band, trii e quartetti.

“Le manifestazioni rappresentano in concreto un volano economico, promuovono il territorio e lo rendono appetibile all’esterno – dice l’assessore agli eventi Fabio Caracausi – Inizia un periodo di sperimentazione, in cui sperimenteremo una partecipazione coerente alle prescrizioni anticovid ma non dobbiamo sacrificare la bellezza: del teatro, della musica, del cinema e dello sport. L’amministrazione li sostiene con sforzo, visto il delicato momento”.

 

Giovedì 24 un filo rosso impalpabile legherà Spagna e Sicilia sul filo del lavoro nelle miniere: i dirigenti del Museo  de la Minerìa del Paìs Vasco di Bizkaia, non lontano da Bilbao (http://www.meatzaldea.eus/) si collegheranno in streaming con piazza Barile per un confronto con i direttori di tre realtà siciliane simili: Marcello Frangiamone, assessore comunale  all’Ambiente nelle sue vesti di direttore scientifico del Parco museale “Dallo zolfo alle stelle” di Montedoro; Luigi Gattuso, direttore del parco archeologico di Gela e del Museo della solfara della miniera Trabia Tallarita; Renzo Bufalino, sindaco di Montedoro  e del  Museo della Zolfara “Angelo Petyx” di Montedoro; e Laura Zurli, dirigente Istituto Tecnico “Sebastiano Mottura” ex “Regia Scuola Mineraria” e del  Laboratorio museale Mineralogico, Paleontologico e della zolfara di Caltanissetta; sono tutti siti che saranno protagonisti di passeggiate culturali e di incontri tematici, in programma nei sabati di luglio.

I bambini

Non potrebbe essere un festival a 360 gradi se non dedicasse spazio ai più piccoli: a partire da “Ciao, piacere, mi chiamo Geta”, due visite guidate ad “altezza bambino”, il 15 e il 22 luglio al Museo Regionale; l’8, il 9 e il 10 luglio, tre giornate dedicate ai piccini che dopo le letture animate assisteranno a “Bianca Cipudda” del Teatro degli Spiriti. Un vero  e proprio Festival della letteratura dei più piccoli, che avranno al loro fianco piccoli “ospiti” a quattro zampe.

“L’educazione di un cittadino comincia dai primi anni di vita – interviene Cettina Andaloro, assessore alle Politiche sociali e al randagismo – . Non si può combattere l’abbandono degli animali se non si sviluppa una coscienza civica di responsabilità e amore verso i piccoli amici pelosi. Per questo ho coinvolto le associazioni e i volontari animalisti per educare i bambini e le bambine alla lettura anche attraverso il contatto con i cuccioli”.

 

ARTE

Ogni sabato di luglio si potrà partecipare ad una passeggiata letteraria alla scoperta del centro storico di Caltanissetta e delle 52 Saracinesche d’autore dedicate agli scrittori italiani e dipinte da Carlo Sillitti che ha organizzato anche dal 10 luglio nell’ex Ufficio tributi a Palazzo Moncada, la collettiva “Contagi”esperienze sensoriali con gli artisti Lorenzo Ciulla, UrsulaCosta, Ettore Garozzo, AnnaGiannone, Francesco Siracusa,Roberto Pistis, Loris Viviano.Il 18 si inaugura Familia, opera di Land Art di Alberto Foresta: una riflessione sulla famiglia “fluida”, contemporanea, allargata, multiculturale. In un tempo in cui sembrano essere caduti molti steccati, l’installazione di Foresta evoca una riflessione sulle famiglie arcobaleno o di religioni diverse, e sul tema dei diritti civili e delle famiglie di fatto.

 

La musica

La musica a Caltanissetta giungerà in collaborazione con il Brass Group di Palermo che attinge alle sue Big band, ma anche agli ensemble e ai solisti: da Bepi Garsia il 7 luglio, a Ciccio Leo (15 luglio), all’Orchestra Jazz Siciliana con Daria Biancardi il 22, alla nuova produzione Note dall’Inferno, Dante in Jazz, il 29. Ma ci sarà spazio anche per tanto altro: da mini festival di musica elettronica (Suoni in Itinere | Il Centro che Suona) a cavallo di giugno e luglio); il 2 luglio un’immersione senza paracadute nel canto e nella danza popolare con i gruppi messinesi Cantustrittu e i ’Ccu ‘i pedi di fora, guidati da Josephine Giadone che proporranno uno spettacolo sul tema del viaggio e delle migrazioni, di ieri e di oggi, “ ’nta ‘na barca ‘i lignu” e uno stage di “Ballettu”. Il 9 tutti al Museo Interdisciplinare per una particolarissima notte in musica, AmMIRando; coinvolgente e malinconico il 17, lo spettacolo dei Coral flamenco. Il 19 settembre al Teatro Regina Margherita Etta Scollo in concerto.

 

Spazio anche al CINEMA: al centro culturale Michele Abbate, le proiezioni  dei film della stagione 2021 occuperanno giugno e luglio; domenica 18 luglio la giornata sarà tutta per Marco Risi.E’ la prima delle tre giornate curate da Aurelio Grimaldi  con la proiezione di “Maradona mano de dios”. Il 23 luglio, alla presenza del regista Pasquale Scimeca sarà la volta di “Rosso Malpelo”, e il 5 settembre l’attrice Donatella Finocchiaro sarà ospite per il dibattito dopo il film “Angela”.

 

Spettacoli

Si inizia con venerdì 25 con “No alla droga, Sì alla vita. Heroes” della Compagnia teatrale del Tempo Relativo con gli ospiti delle comunità terapeutiche di Casa Rosetta alla Biblioteca Scarabelli.

Due giorni dedicati a mondo sotto il tendone: il 10 luglio  il Circo Ramingo– sono due siciliani, Marco Previtera, giocoliere acrobata e AnnalusìRapicavoli,aerealista – e l’11, i cinque pazzi pazzipazzi giovani artisti da strada e acrobati vertiginosi attorno ai pali cinesi, del CirqueEntre Nous.

Il giornalista Carmelo Abbate ha trasformato in un recital il suo “Le storie degli altri” per dare voce a chi non l’ha mai avuta: lo propone il 12 luglio al parco archeologico Palmintelli; Luca Vullo è un personaggio molto conosciuto da queste parti e anche se ormai è ospite stabile sui palcoscenici internazionali, il suo cuore resta nisseno e da qui nasce il suo show, “In tour con mamma”, il 16 luglio;  il 30 si esibisce Roberto Nobile con Le storie del mondo,  recital incentrato sulle Metamorfosi di Ovidio e il 31 cabaret con Leonardo Fiaschi, imitatore, attore e intrattenitore, tra i volti noti di Striscia la Notizia con i suoi deep-fake di Andrea Pirlo, Massimiliano Allegri, Antonio Conte, Morgan, Amadeus e Roberto Benigni.

E sarà un vero programma di spettacoli, mostre di fotografia e pittura, estemporanee, percorsi culinari e olfattivi, artigianato, teatro e musica quello che coinvolgerà per tre giorni – dal 23 al 25 luglio – l’intero quartiere di San Francesco, promosso dal comitato San Francesco/Stazzone. L’idea è quella di rigenerare e riqualificare l’intera zona, trasformandola in una galleria en plein air.

 

I libri.

Miniera sarà un festival in cui i libri e le piccole case editrici, saranno protagonisti, con i loro autori; e sono tanti gli appuntamenti che rientrano nel programma di Caltanissetta città che legge:  dal 15 al 18 luglio Palazzo Moncada ospiterà una Mostra del libro delle case editrici siciliane, presenti gli editori Kalòs, Navarra, Torri del Vento, Cavallotto, Algra Edizioni, Il Pozzo di Giacobbe, Splen, Sciascia, Lussografica, Glifo.

Si comincia il 5 luglio con l’autobiografia di Teresa Gentile, una donna che nel Nisseno è un simbolo di cultura e di emancipazione, “Capelvenere” presentata da OndeDonneInmovimento.

Tra gli ospiti attesi Simona lo Iacono, Francesco Terracina. Ma nei due mesi del festival saranno tante le presentazioni: tra gli altri, la psicoterapeuta Elisa Caponetti con “Vittime di violenza. Storie di ordinaria quotidianità” (Albatros) di cui parlerà il 7 luglio con Ivana Baiunco; la poetessa catanese Cettina Caliò presenta la sua nuova raccolta “Di tu in noi” (La nave di Teseo). Viaggio nella vita e nel cuore di chi non ha voce”, ebook del suo Storie Nere, il 12 luglio; i docenti e appassionati Michele Mendolia Calella, Armando Turturici, Giuseppe Portogallo racconteranno a sei mani “Girolamo Gravina, un gesuita nisseno in Cina” dove aver studiato e recuperato la storia del missionario seicentesco; e Massimo Crifò Antonello con il suo “La locanda del tè” (Terre Sommerse) il 13luglio. Il 17 saranno invece presentati  “Frattali” del medico Antonella Ballachino (Armenio) di 18, “Tutto un rimbalzare di neuroni” di Vanessa Ambrosecchio (Einaudi) e “Aspetta Mezzanotte” di Luciano Modica (Marsilio). Il giornalista Salvo Toscano discuterà il 20 luglio del suo ultimo romanzo “Memorie di un delitto” (Newton Compton) e il 21 Maurizio Agnello parlerà del “Ritratto del demone” (Leima) con Lia Sava; si chiude con “La principessa Adelasia. La principessa infelice” di Roberta Barba e la raccolta di poesie “Acheni nel vento” di Federica Falzone (Albatros) il 28 e con il piccolo “caso” letterario di queste ultime settimane, “Virità femminile singolare-plurale” di Giusi Sciacca (Kalòs) il 30 luglio.

 

Dibattiti

Il lavoro di Legambiente sul territorio siciliano è sempre legato alle comunità: per questo sono stati organizzati veri aperigreen durante i quali discutere di temi importati legati in maniera diversa all’ambiente: l 24giugno si parlerà di “Ponte sullo stretto di Messina: opportunità o follia” con Giancarlo Cancelleri, EnricoCurcuruto, Amedeo Falci, AndreaMilazzo, Stefania Fontanazza, modera Alberto Sardo; l’1 luglio si discuterà di “Transizione energetica del Paese: lasfida sulle rinnovabili esull’efficientamento energetico degliedifici” con Michele Speciale, FrancescoCucurullo, Fabio Di Francesco, EttorePottino, Marcello Frangiamone; modera Ivo Cigna. E il 22 della “Realizzazione di un giardino filosofico per Rosario Assunto”.Con Michele Speciale, FrancescoCucurullo, Fabio Di Francesco, EttorePottino, Marcello Frangiamone; modera Ivo Cigna.

Programmati anche altri focus: con Antonio Virzì, presidente della Società italiana di medicina narrativa, il 1 luglio; il giorno successivo, con OndeDonneInMovimento si parlerà di “Intelligenza artificiale e stereotipi di genere”, partecipano la sociologa  Graziella Priulla e  Salvatore Sapienza (C. I. Alma Mater Research institute for human-centerandartificial intelligence).

Una serata a se stante sarà invece quella del 14 luglio che punterà lo sguardo sulla mission della Polizia di Stato e sulla sensibilizzazione dei cittadini: nel centro storico cittadino è in programma #essercisempre… Storie di legalità tra momenti divulgativi, dimostrazioni, dibattiti, talk ed arte, oltre alla consegna di riconoscimenti a chi si è distinto in questo ultimo, difficilissimo anno. Un percorso itinerante e dimostrativo del lavoro istituzionale svolto dalla Polizia di Stato sul territorio nisseno; per ascoltare storie esemplari di legalità dalla voce di chi le ha vissute in prima linea.

“Risorgiamo Italia”: dal trauma alla rinascita in cento fotografie

di Omar Gelsomino

Presentata la mostra del fotoreporter Igor Petyx all’hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo

I medici in trincea. Il mare off limits. Viale della Regione Siciliana ridotto a un lungo nastro d’asfalto grigio, vuoto come nessuno l’aveva mai visto. Poi la ripartenza dopo il lockdown. La prima crociera sbarcata a Palermo. Le città tornate Covid free: un ragazzo di Campofelice di Fitalia sfila la mascherina per un attimo e respira. Altrove un’anziana cala sul viso la coppa di un reggiseno: i dispositivi di protezione individuale scarseggiano, l’ingegno mai.

C’è tutto questo e molto di più negli scatti di Igor Petyx, una vita da fotoreporter, per passione e professione. Più di un anno di lavoro ininterrotto offerto alla città: da oggi, un’accurata selezione del suo sterminato bagaglio di fotografie è esposta alla Fiera del Mediterraneo di Palermo, nella mostra “Risorgiamo Italia”. Cento scatti che potrà ammirare chi sceglierà di vaccinarsi all’hub provinciale: una platea di potenziali visitatori che è già record, dato che in Fiera, ogni giorno, circa quattromila persone vengono a immunizzarsi dal Coronavirus.

L’esposizione permanente è realizzata dalla struttura commissariale e promossa da MSC Crociere. Gli scatti saranno visibili esclusivamente agli utenti in arrivo alla Fiera del Mediterraneo per vaccinarsi.

Immagini che raccontano storie di una realtà stravolta. È soprattutto questo che ha colpito l’occhio del fotoreporter esperto. “Bisognava ricominciare da capo – ha detto Petyx stamattina, presentando la sua mostra -. Dato che tutto era cambiato, quello che avevamo raccontato fino a quel momento non bastava più e doveva essere aggiornato. Le persone hanno dovuto imparare una nuova quotidianità fatta di distanze, mascherine, protezioni. Io, come gli altri colleghi, ci siamo sentiti investiti del dovere di raccontare questo cambiamento epocale dal lockdown alla ripartenza alla speranza dei vaccini. Era qualcosa che mi bolliva dentro e questo è un modo per restituire alla città la riserva di storie che mi ha regalato in questi mesi”.

“Risorgiamo Italia” è la memoria del trauma. Una carezza su una cicatrice. Se i mesi passati sono stati frenetici al punto da non lasciar realizzare lo stravolgimento in atto, gli scatti di Petyx propongono una pausa. Un respiro. Un’occasione per guardarsi indietro e capire che, pur ammaccati e feriti, siamo ancora interi. “Il Coronavirus è arrivato come un’onda d’urto così violenta che siamo stati travolti senza accorgercene – ha detto il commissario Covid di Palermo e provincia, Renato Costa -. È stata una rivoluzione assoluta. Ecco perché rivivere alcuni momenti di questa pandemia, che sembravano impensabili, è davvero emozionante. È la memoria collettiva, di una città e di un paese, che riaffiora piano, ci ricorda quanta strada abbiamo già percorso e che non possiamo fermarci adesso, a pochi passi dall’uscita dal tunnel”.

 

Chi è Igor Petyx?

Nato a Palermo, anno di grazia 1974, Igor è figlio del mitico fotografo del giornale L’Ora Gigi Petyx, lo ha seguito fin da piccino nei suoi reportage in giro per la Sicilia. A 19 anni comincia a collaborare con Il Giornale di Sicilia e diventa giornalista pubblicista nel 2002. Ha documentato i maggiori fatti di cronaca, con una consapevolezza: non lasciare mai nulla al caso e aiutare a ricordare con i suoi occhi e i suoi scatti tutti quei momenti che diventano storia. Ha fotografato i migranti – e gli scatti sono racchiusi in due mostre “Amare senza confini”, con la Croce Rossa e la Prefettura di Palermo nel 2015 a Villa Pajno e “Clandestinamente”, nata da un reportage all’interno del centro di accoglienza di Lampedusa nel 2008 esposta al “Teatrino delle beffe” nel 2009 – e il degrado dei sottopassaggi, ormai casa dei tossicodipendenti – un altro mostra è nata così, “Subway” esposta nel 2011 in un sottopassaggio di viale della Regione Siciliana. Collaboratore de La Repubblica, dell’agenzia Ansa, del mensile Gattopardo e delle maggiori testate nazionali ed estere, è il fotografo ufficiale del festival “Le Vie dei Tesori”.

“Genti di Sicilia”. Dall’1 Giugno a Ragusa Ibla una mostra omaggia l’arte dei maestri figurinai Bongiovanni Vaccaro

Comunicato Stampa   Foto di Giuseppe Bornò 

RAGUSA – Nel cuore di Ragusa Ibla, antico quartiere barocco di Ragusa, sorge il nobiliare Palazzo Arezzo Donnafugata. Da quasi due secoli al suo interno trovano dimora particolari statuine in terracotta dipinta: raccontano quell’isola verace che ritroviamo nei libri di Verga e Capuana, attraverso scene della quotidianità del tempo. Sono state realizzate da Giacomo Vaccaro e dal nipote Giuseppe Bongiovanni Vaccaro, celebri “figurinai” della vicina Caltagirone, che hanno operato nella seconda metà dell’Ottocento.

Tenute finora lontane dallo sguardo estraneo, queste speciali e bellissime statuine saranno le protagoniste della mostra “Genti di Sicilia. Opere dalla Bottega Bongiovanni Vaccaro a Palazzo Arezzo Donnafugata”, allestita dall’1 giugno all’8 luglio al Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla (ingressi contingentati e solo su prenotazione nel rispetto delle norme anti-Covid). Promossa dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e organizzata dall’Associazione Donnafugata 2000, l’esposizione è curata dallo storico dell’arte e saggista Costantino D’Orazio.

“La mostra si presenta come un’occasione straordinaria per studiare la storia e la tecnica dei Bongiovanni Vaccaro e dei figurinai di Caltagirone – spiega il curatore D’Orazio – che nella seconda metà dell’Ottocento fotografano con grande acume e spirito d’osservazione scene di vita quotidiana caratterizzate da un’originale vivacità. Osservando i piccoli capolavori esposti, dai mendicanti ai calzolai, dalle mamme alle prese con i propri pargoli ai contadini impegnati con gli animali, fino ai borghesi di recente benessere, è chiaro che siano il frutto dell’osservazione diretta del popolo che frequenta le campagne, i mercati e le cerimonie religiose, ma la sagacia con cui i Bongiovanni Vaccaro sanno cogliere il momento, esaltare la stanchezza come l’euforia, soffiare sul fuoco della rabbia con un guizzo degli occhi o un aprire di braccia, non può limitarsi soltanto a uno sguardo acuto sul vero. C’è un profondo studio fisiognomico alle spalle – continua D’Orazio – che risale ai grandi maestri Da Vinci, Raffaello, Michelangelo: non sono figure improvvisate né messe in posa, sono il frutto dello studio di stampe, testi e iconografie precise, a cui i figurinai hanno aggiunto un’attenzione certosina al dettaglio antropologico”.

“Genti di Sicilia” parla di Sicilia, di quotidianità lontana che si fa rassicurante, quasi catartica in questo presente così diverso. È un omaggio all’arte dei maestri Bongiovanni Vaccaro – magnificamente raccontato nel catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale, che con dovizia di particolari ricostruisce la creazione dal punto di vista storico-artistico, antropologico e tecnico di queste meravigliose opere, svelandone anche aneddoti e curiosità –, ma è di più: è tributo alla Sicilia che è stata e che sarà.

Per il Teatro Donnafugata è un onore grande proporre la mostra Genti di Sicilia – commenta Vicky DiQuattro che insieme alla sorella Costanza cura la direzione artistica del teatro ibleo – soprattutto attraverso una formula di grande respiro e con il supporto di prestigiose collaborazioni. In un momento storico come quello che viviamo, si avverte la necessità di “partecipare” e “ricordare”: pertanto diventa indispensabile, oltre all’attenzione consueta verso la tutela, valorizzare e rendere fruibile il patrimonio culturale nel convincimento che la conoscenza genera appartenenza e coinvolgimento. Genti di Sicilia si propone così come autentica “rappresentazione” in grado di trasmettere una testimonianza storicamente attendibile per conoscere ciò che siamo stati e comprendere ciò che siamo e come importante spunto di riflessione per tentare di comprendere quella “moltitudine” di popoli che, venuti da ogni parte, oggi sono appunto Genti di Sicilia”.

Ma c’è di più: in progetto la creazione di un “circuito sulle tracce dei Bongiovanni-Vaccaro” che vedrà Ragusa come prima tappa per poi coinvolgere altre città della Sicilia Sud-orientale, attraverso collaborazioni virtuose tra istituzioni pubbliche e private.
Oltre al testo del curatore D’Orazio, il catalogo della mostra presenta anche i contributi dell’assessore ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana della Regione Sicilia Alberto Samonà, delle direttrici

artistiche del Teatro Donnafugata, Vicky e Costanza Di Quattro, della storica dell’arte Valentina Bruschi, del giurista Giacomo Pace Gravina, dell’architetto Nunzio Gabriele Sciveres e del ceramista e professore Antonio Navanzino. Il progetto del percorso della mostra è dell’architetti Nunzio Sciveres e Federico Guarini. Le foto in catalogo sono di Giuseppe Bornò.
Sponsor della mostra: Libero Consorzio dei Comuni Iblei, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Comune di Ragusa, Adecco.
Solo su prenotazione dalle 10.00 alle 20.00 dal martedì alla domenica. Per info e prenotazioni: www.teatrodonnafugata.it – 334 220 8186 – info@teatrodonnafugata.it.

 

Controesodo, la nascita di un nuovo itinerario turistico culturale in nome dell’arte contemporanea

 

Comunicato Stampa

Il maestro-mecenate Antonio Presti continua il percorso di donazione alle comunità della Valle dell’Halaesa. Un’equazione etica di una contemporaneità che si rifugia nell’omologazione del pensiero globale; un movimento sociale che deve trovare nelle nuove generazioni la restituzione della bellezza dei luoghi; l’unione di intelligenze che sfuggono alla forza centrifuga dell’esodo e che ritrovano il futuro nel valore universale di essere comunità.

Con questo pensiero, che si anima della spiritualità del Cantico delle Creature di San Francesco, il presidente della Fondazione Fiumara D’arte innesta sulla Valle dell’Halaesa la sua nuova visione etica ed estetica per fronteggiare una delle più grandi emergenze di questo presente: la desertificazione dell’anima e di quei territori che oggi soffrono l’asfittica parabola discendente della modernità. Basti pensare a quei due milioni di cittadini del Mezzogiorno costretti a emigrare negli ultimi due anni e a oltre 1 milione di siciliani che, secondo gli ultimi dati di Svimez, entro 50 anni abbandoneranno la nostra Isola.

Sull’asse antropologico e sociologico che vede scorrere intere comunità di giovani verso luoghi “altri” dalla Sicilia, con uno sradicamento e un distacco che annulla ogni futuro, Antonio Presti ha deciso di infondere Luce sui valori dell’identità e dell’appartenenza, restaurando la forza della specificità e il valore della conoscenza come strumento di unione e di relazioni maieutiche. La prima tappa del progetto Halaesa è Castel di Tusa, dove numerosi bambini e giovani sono stati protagonisti di un processo creativo condiviso, partecipando ad un laboratorio fotografico condotto dai fotografi Giulio Azzarello e Lucrezia Saieva che hanno immortalato sguardi, emozioni, passioni per diventare installazioni dell’anima e battezzare i giovani della comunità di Castel di Tusa con le parole del Santo d’Assisi. L’obiettivo del “Controesodo” – che stavolta vuole coinvolgere la valle dell’Halaesa – è quello di rivitalizzare il presente grazie alle più solide agenzie educative, in primis la famiglia e la scuola, rinsaldando i legami con la natura e il paesaggio, le reti delle persone e le infrastrutture identitarie delle comunità.

Un dictat spirituale e civile che il presidente della Fondazione Fiumara d’Arte vuole lasciare come vera e propria eredità: «Occorre bilanciare universalmente un’altra visione – dichiara Presti – e ritornare alla bellezza, alla vita, al sogno, allo stupore di quella meraviglia che trova sempre nella conoscenza e nel sapere la sua libertà e la sua democrazia. Controesodo vuole trovare nei giovani di Castel di Tusa quel processo educativo che serve a riprogettare il futuro».

 

Sono tanti ormai quei giovani che ogni anno lasciano la propria terra per studio o lavoro. Ritornano nelle loro terre solo per le vacanze animati dal desiderio di rivedere i propri cari. Alcuni tentano di ritornare, non per ripiego, ma perché spinti dal recupero di valori dimenticati.  Ma si ritrovano ostacolati da quelle politiche istituzionali che pensano più alle città metropolitane che al ripopolamento dei paesi abbandonati. E’ necessario quindi un percorso diverso creato dalle comunità stesse che favorisca un cambio di rotta necessario per lo sviluppo sociale  e la rinascita di un paese.

«Dopo il riconoscimento internazionale della Fiumara d’Arte e del Museo Albergo Atelier sul Mare, nei 40 anni di impegno civile e di attività culturali per la Valle dell’Halaesa, nonostante solitudini culturali e battaglie istituzionali, grazie al valore politico della Bellezza ho rigenerato e restituito identità ai territori della Valle, oggi famosi in tutto il mondo. – spiega il maestro Presti – Oggi più che mai, invece di nutrirmi passivamente del riconoscimento della mia storia, sento la necessità di scegliere la via del Ringraziamento, continuando ancora a seminare. Lo spirito che anima l’amare è sempre amare, e quando si è sentimentalmente legati con il cuore a un territorio, si fa di tutto per tentare di farlo sopravvivere e di sopraffare i pensieri di morte, abbandono che anestetizzano l’anima. Dire che nel territorio della valle dell’Halaesa non c’è futuro, non c’è lavoro, non ci sono più giovani, vuol dire affermare la morte del futuro; scoprire che in alcuni paesi ci sono scuole con soli 30 bambini non può lasciare nell’indifferenza. Nella nostra contemporaneità si sta manifestando un esodo subdolo che nasce dalla manipolazione del pensiero: i giovani già al liceo, con l’avallo dei genitori, dicono “Io devo andare via dalla Sicilia”, perché a quel giovane abbiamo innestato il pensiero dell’abbandono della Grande Madre Sicilia. Questa terra ha bisogno dei suoi giovani figli. Non dovete andare via, proviamoci. Perché in Sicilia non manca il lavoro, forse manca l’educazione al lavoro e quel senso del sacrificio che può diventare intraprendenza e industriosità. Rispetto a una cultura generazionale che è cresciuta nell’assistenzialismo e nell’immobilismo, dobbiamo progettare questo controesodo culturale: Cu resta, arrinesci».

Durante l’inaugurazione Controesodo sarà occasione di assorbire l’energia delle opere che contraddistinguono la Fiumara d’Arte, di visitare le stanze dell’Atelier sul Mare che hanno reso famoso ed unico l’albergo che si affaccia sulle acque di Castel di Tusa, di conoscere le mostre in corso:

–      Bosco incantatato: Installazione design di alberi-sedie di Ute Pyka e Umberto Leone.

–      Cavallo eretico: Scultura monumentale in acciaio inox di Antonello Bonanno Conti.

É stata inoltre inaugurata Priscilla – La trasmutazione di Massimo Basso, installazione automatizzata che, attraverso le tecniche digitali sviluppate dall’artista, suggerisce una riflessione sull’uomo e la natura e sulla necessità dell’arte nel tentativo di mettere in luce le disfunzioni derivanti dall’uso inconsapevole di tutto ciò che a volte la tecnologia offre come mezzo di emancipazione e salvezza.

I presepi artistici di Caltagirone nella splendida vetrina internazionale di Como

di Redazione

Le splendide opere realizzate dai maestri ceramici calatini, rinomate in tutto il mondo, in occasione delle prossime festività natalizie saranno esposte all’interno della Mostra dei Presepi ospitata nella Chiesa di San Giacomo a Como.
Da oltre 23 anni il Natale a Como è sinonimo di “Città dei Balocchi”: una grande festa per la città e per il territorio, organizzata da Consorzio Como Turistica che vede l’associazione Amici di Como impegnata come major sponsor, pensata e dedicata a tanti bambini e famiglie che possono trascorrere momenti educativi e ludici grazie a un’ampia proposta di iniziative gratuite capaci di accontentare i gusti e le attese di un ampio ventaglio di partecipanti.

“Città dei Balocchi”, giunta alla sua XXIII edizione e che lo scorso anno ha registrato la presenza di quasi un milione di visitatori, dal 26 novembre all’8 gennaio offre eventi clou come il Como Magic Light Festival attraverso dei proiettori che valorizzeranno alcuni edifici cittadini, ricreando immagini natalizie che vestiranno letteralmente la città di un abito fiabesco e indimenticabile; il Concerto in Duomo; l’arrivo di Babbo Natale e della Befana e la grande festa di Capodanno sul lago, il Mercatino di Natale con le casette in legno che diventa un luogo d’incontro sospeso tra colori e sapori; la pista di ghiaccio per la gioia di grandi e piccini e tanti altri eventi che rendono ancora più suggestiva l’atmosfera natalizia.

L’associazione culturale Terra Erea invitata, dal Consorzio Como Turistica, a partecipare alla Mostra dei Presepi ha accettato questa proposta per promuovere ancora una volta la città di Caltagirone e il suo artigianato, in questo caso dei preziosi presepi in ceramica realizzati da: Antonio Navanzino con un presepe contemporaneo in maiolica a terzo fuoco ed un presepe fischiante in maiolica tradizionale; Luigi Navanzino con un Presepe in cornice maiolicato realizzato con la tecnica del basso rilievo; Enzo Forgia con un presepe popolare e figurine dipinte a tempera; Santina Grimaldi con un piccolo presepe in una coppetta, realizzato in terracotta dipinta a tempera; Ceramiche Conci con “La culla del maestro” presepe monoblocco in maiolica ed un presepe in miniatura madreperlato.

“Entusiasti abbiamo accettato questo invito a partecipare ad una manifestazione così importante e consolidata qual è la Città dei Balocchi – dichiarano dall’associazione culturale Terra Erea -. Un ulteriore momento importante per la promozione della nostra città e dei nostri maestri ceramisti che ancora una volta testimoniano la nostra tradizione presepistica dove migliaia di visitatori potranno apprezzare la grande maestria dei ceramisti calatini.

“Siamo davvero felici di poter ospitare ancora quest’anno all’interno dell’ormai storica Mostra di Presepi preziosi esempi dell’artigianato di Caltagirone, grazie alla collaborazione nata con l’associazione culturale Terra Erea – afferma il coordinatore di Como Turistica, Daniele Brunati -. La passata edizione sono stati moltissimi gli apprezzamenti ricevuti dalle opere esposte e siamo certi che quest’anno il successo sarà confermato”.

La mostra rimarrà aperta al pubblico tutti i giorni sino al prossimo 6 Gennaio

ore 10.00 – 12.00 | 15.00 – 18.00,
Info: ass.terraerea@gmail.com
Facebook: “Terra Erea”.
Organizzata da Consorzio Como Turistica
www.cittadeibalocchi.it
Città dei Balocchi
E mail: comoturistica@tin.it