Tag Archivio per: Modica

Il Barocco siciliano: Patrimonio Unesco per la sua unicità

Articolo e foto di Rosamaria Castrovinci

Il Barocco è stato un movimento estetico, ideologico e culturale sorto dall’affermazione delle idee legate alla Controriforma cattolica. Nell’arte questo movimento è stato caratterizzato da una forte esuberanza teatrale rappresentata attraverso i più disparati elementi espressivi e stilistici quali i giochi di luce, l’amplificazione, la torsione, l’ampio utilizzo di decorazioni floreali, ecc.

Il movimento culturale, così come lo stile artistico, si è sviluppato in Italia e in Europa, arricchendosi man mano di nuovi elementi. Dunque perché si parla poi di Barocco “siciliano”? Cosa lo caratterizza e lo rende diverso da quello del resto d’Europa?

Lo studio delle caratteristiche del Barocco Siciliano si deve a Anthony Blunt che nel suo testo “Barocco siciliano”, del 1968, ne identificò tre fasi di sviluppo:

  • la prima avvenne intorno al 1600, periodo in cui lo stile Barocco fu introdotto in Sicilia con la costruzione (iniziata nel 1609 e conclusa nel 1620) del complesso dei Quattro Canti a Palermo ad opera degli architetti Giulio Lasso e Mariano Smiriglio. La piazza all’interno dei Quattro Canti, all’incrocio delle due strade principali di Palermo (via Maqueda e corso Vittorio Emanuele), è nota anche con il nome di Piazza (o Teatro) del Sole perché l’ esposizione architettonica dei palazzi fa sì che almeno una facciata sia sempre illuminata dal sole, e questo avviene durante tutto l’anno. Anche questa caratteristica si può ricondurre allo stile Barocco, nel quale rivestiva grande importanza il gioco di luci. Anche a Messina furono realizzate delle importanti costruzioni in stile Barocco che però sono andate distrutte dal terremoto del 1908;

 

  • la seconda fase, secondo Blunt, si avrebbe a partire dal 1693, anno in cui il terremoto del Val di Noto distrusse più di 45 centri abitati nella Sicilia Orientale. Tra questi Noto fu completamente rasa al suolo, mentre Siracusa e Catania furono danneggiate in modo molto grave. La ricostruzione delle città, avvenuta in questo periodo, diede ampio spazio all’architettura barocca, che in questa seconda fase si caratterizza per una grande esuberanza decorativa. A questo periodo risalgono la realizzazione della chiesa di San Giorgio a Ragusa, ricostruita sulle rovine della chiesa di San Nicola, ad opera di Rosario Gagliardi e la basilica di Santa Maria Maggiore a Ispica, sempre ad opera del Gagliardi ma caratterizzata da uno splendido loggiato che venne costruito successivamente e fu progettato da Vincenzo Sinatra;

 

  • arriviamo infine alla terza fase, il cui inizio viene collocato intorno al 1730, periodo in cui finì la corsa alla ricostruzione e con più calma lo stile Barocco iniziò ad intonarsi alla personalità siciliana, compiendo così un’evoluzione unica. Esempi architettonici collocabili in questo periodo sono la Cattedrale di Catania, riedificata a partire dal 1711 su progetto di Girolamo Palazzotto, e la chiesa di San Domenico a Noto.

Il Val di Noto (nome che deriva da “vallo”, area estesa) e le sue città tardo barocche nel 2002 sono state inserite dall’UNESCO nella lista del Patrimonio dell’Umanità. Le otto città che fanno parte del sito sono: Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli, tutte situate nel Sud Est della Sicilia.

Il sito è diventato Patrimonio Unesco poiché rappresenta una delle massime espressioni al mondo del Tardo Barocco europeo. I sontuosi palazzi, ricostruiti a partire dal 1693, sono caratterizzati da preziosi interni e da straordinarie facciate intarsiate, le trame urbane di tutte le città del Val di Noto sono tessute secondo un unico stile, rendendo questa zona unica ma allo stesso tempo diversificata da una città all’altra per l’utilizzo dei diversi materiali (quelli caratteristici di ciascuna zona) usati per la costruzione: ad esempio a Catania il Barocco è grigio-scuro per l’uso della pietra lavica, mentre a Noto assume il luminoso color miele della pietra locale.

nomenomen

All’ex convento Santa Maria del Gesù a Modica il teatro immersivo

Articolo di Omar Gelsomino

Sarà lo spettatore a scegliere il percorso da seguire, ma il destino è già scritto nel nome della protagonista: Cassandra. Si intitola “Nomen Omen/Io, Cassandra” la mostra performativa esperienziale che debutterà sabato 26 giugno al complesso monumentale Santa Maria del Gesù a Modica, aprendo la seconda edizione della stagione estiva “InTeatroAperto” promossa dalla Fondazione Teatro Garibaldi.

L’evento è prodotto da Fiat Lux 2.0 e dalla stessa Fondazione e sarà una vera e propria esperienza sensoriale in cui il pubblico diventa protagonista e quasi autore della storia.

“Due linguaggi si fondono sia musicalmente che drammaturgicamente: il greco e il siciliano – ha raccontato la regista e autrice, Gisella Calì – Come Cassandra, profetessa inascoltata, così la voce di Cassandra Politi (giovane nobildonna della cui vicenda si interessarono Verga, Capuana e recentemente lo scrittore Corrado Di Pietro), rivendica il suo diritto ad essere udita. Nel suo grido di dolore e di denuncia si possono avvertire distintamente le voci soffocate di tante donne della nostra terra”.

Situazioni, ambienti, atmosfere della società nobiliare siciliana si intrecciamo come rievocazioni del mito della principessa troiana, figlia di Priamo e di Ecuba, in una location di straordinaria bellezza.

“Il compito di una fondazione pubblica – spiega il soprintendente del Teatro Garibaldi, Tonino Cannata – è quello di cercare di valorizzare ancora più di quanto già non lo siano dei luoghi eccezionali come Santa Maria del Gesù. Ritengo che Nomen Omen/Io, Cassandra, oltre ad essere il nuovo evento innovativo dell’estate, rappresenta un vero e proprio segnale di ripartenza dal vivo, dopo tanto streaming. Finalmente torniamo a lavorare insieme con il pubblico, che è la cosa più importante”.

“Il nostro teatro è ormai punto di riferimento – spiega Ignazio Abbate, presidente della Fondazione Teatro Garibaldi – grazie a spettacoli che sono di grande attrattiva e che potranno essere fruiti dagli spettatori locali ma anche dai turisti che in estate affollano la nostra città e le città del Sud Est”.

Nomen Omen/Io, Cassandra è patrocinato dal Comune di Modica e dall’Assessorato regionale Turismo, Sport e Spettacolo in collaborazione con l’accademia “Gli Armonici” e l’associazione “Lap” e vanta un cast d’eccezione: attori, musicisti, danzatori e performer del panorama teatrale musicale nazionale.

Daniele Caruso ha scritto le liriche e composto le musiche, Marco Genovese è coautore musicale e arrangiatore, le coreografie sono di Francesco Torrisi e i costumi di Rosy Bellomia.

Sarà possibile a breve acquistare il ticket online su “Ciaoticket” per le due giornate previste a giugno: sabato 26 e domenica 27 nei tre turni 17, 19 e 21.

G min

Modica svetta nei luoghi del cuore del FAI

Articolo di Patrizia Rubino

Tra i comuni siciliani che più rappresentano il fasto e l’imponenza dell’architettura tardo barocca rientra sicuramente anche Modica, che proprio in virtù di tali numerose testimonianze artistiche, nel 2002 è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Universale dell’Umanità. Ma la cittadina della provincia ragusana, nota anche per aver dato i natali al poeta Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la Letteratura nel 1959 e per la produzione di uno straordinario cioccolato, è recentemente balzata alla ribalta della cronaca nazionale per aver ottenuto due importanti piazzamenti, unico caso italiano, nella classifica del censimento nazionale indetto dal FAI su “I Luoghi del Cuore” da salvare, tutelare e valorizzare. Si è aggiudicata, infatti, il 4° posto, con ben 40.521 voti, con “La via delle Collegiate”. Un percorso virtuale che unisce le tre principali chiese della città.

Il Duomo di San Giorgio, considerato uno dei monumenti simboli del barocco siciliano, la cui maestosa facciata si staglia su una suggestiva scalinata di 260 gradini. La chiesa di Santa Maria di Betlem che esprime un’armoniosa miscellanea di stili: dal gotico, al rinascimentale, al barocco e conserva al suo interno uno dei presepi più grandi del Val di Noto. La chiesa di San Pietro, la matrice della parte bassa della città, anch’essa preceduta da una scenografica scalinata ai cui lati sono poste le statue dei 12 apostoli e con all’interno un vero trionfo di affreschi, sculture e decori. «Si tratta di un progetto culturale di ampio respiro – spiega Valerio Petralia, referente del comitato “La via delle Collegiate” – che è stato preceduto da una lunga fase di studio della documentazione e degli archivi storici delle chiese coinvolte. Il tutto nasce dalla volontà di recuperare e valorizzare quelle che sono state le nostre radici, le nostre tradizioni al fine di renderle fruibili e spendibili sicuramente in un’ottica turistica, ma principalmente per le nuove generazioni, future custodi della nostra identità. Perché queste chiese oltre a rappresentare i luoghi della memoria religiosa della nostra città nel corso dei secoli, sono innanzitutto il frutto della nostra evoluzione civile e culturale. E proprio i ragazzi delle scuole – aggiunge Petralia – con la loro massiccia partecipazione all’iniziativa hanno dimostrato di voler sostenere la valorizzazione del loro territorio».

L’altro importante risultato è rappresentato dal 6° posto, con 30.226 voti, ottenuto dalla chiesetta rupestre di San Nicolò Inferiore, grazie alla mobilitazione dall’associazione Via, che la gestisce da 2016. Si tratta probabilmente della chiesa più antica della città e fu scoperta per caso nel 1987. Le sue origini risalirebbero, infatti, intorno all’XI secolo. Al suo interno sono presenti tre diversi cicli pittorici, il più antico dei quali risale all’epoca bizantina.

Grazie a questi importanti risultati potranno essere presentati progetti di recupero e valorizzazione del grande patrimonio artistico e culturale rappresentato da queste chiese, il cui finanziamento avverrà attraverso i fondi erogati dal FAI. Tra gli interventi previsti c’è il consolidamento architettonico delle strutture, il restauro dei dipinti e degli altari e la realizzazione di aree espositive degli oggetti sacri che rappresentano dei veri e propri tesori da conservare ed ammirare.
«Siamo molto soddisfatti per la straordinaria ribalta ottenuta dalla nostra città con il censimento FAI – dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Modica, Maria Monisteri – uno straordinario successo dovuto soprattutto all’impegno di comitati informali che in sinergia con l’amministrazione comunale sono riusciti a coinvolgere singoli cittadini, associazioni laiche e religiose, turisti, operatori commerciali e soprattutto le scuole di tutta la provincia ragusana. Continueremo a lavorare per fare tesoro di questo importante riconoscimento affinché possa anche contribuire alla ripresa economica della nostra città con l’avvio della prossima stagione turistica».

 

 

 

 

be ed  ed bee min

Apre a Modica il b&b etico la Casa di Toti: un modello da esaltare e imitare

Articolo di Patrizia Rubino   Foto Toti di Silvia Munoz

Questa è la storia di un sogno che si realizza grazie alla forza e alla caparbietà di una madre, Muni Sigona, fondatrice dell’associazione “La casa Di Toti” – che abbiamo già avuto il piacere di ospitare tra le pagine della nostra rivista – da tempo impegnata per offrire al proprio figlio Toti, affetto da neurodiversità, così come ad altri ragazzi speciali, la speranza concreta di un futuro possibile ed in autonomia. Dopo quasi sei anni, infatti, dall’avvio del progetto, il B&B Etico “La Casa di Toti”, situato nelle campagne di Modica, in provincia di Ragusa, sarà aperto ai turisti con la completa gestione dei servizi alla clientela, affidata a Toti e ad altri ragazzi disabili assistiti da tutor.

Il B&B è un’antica dimora della famiglia Sigona, già casa-vacanze, immersa nel verde tra ulivi e carrubi, con una splendida piscina e due dependance destinate ai turisti ospiti, oggi impreziosito dalla nuovissima “Casa” che ospiterà i ragazzi disabili. «Attualmente – spiega Muni Sigona – La Casa di Toti rappresenta una realtà unica nel suo genere in Italia, nel senso che ci sono altri alberghi etici gestiti da persone con disabilità, ma non prevedono la permanenza di questo “personale speciale” oltre il loro turno di lavoro. I nostri ragazzi, invece, lavoreranno e vivranno qui dal lunedì al venerdì, è previsto il rientro a casa solo nel fine settimana. Il punto centrale del progetto – aggiunge – sta soprattutto nel far sperimentare loro, autonomia e senso d’indipendenza, rispetto alle loro famiglie anche in prospettiva di quel “Dopo di noi” che tanto assilla e preoccupa noi genitori di ragazzi con disabilità».

La nuova struttura, priva di barriere architettoniche, ha una grande hall che si apre su un salone ampio e luminoso riservato all’accoglienza degli ospiti, una bella cucina, il refettorio e le camere destinate ai ragazzi e ai tutor. Essa è stata realizzata grazie ad un’incredibile macchina della solidarietà, avviata dall’instancabile Muni e dal suo team, a partire dalla raccolta fondi per la sua costruzione, anche gli arredi, gli infissi, la copertura in vetro del tetto, i sanitari, la climatizzazione e persino il giardino circostante, sono il frutto della grande disponibilità di aziende locali, nazionali ed internazionali che hanno sposato con grande generosità ed entusiasmo questo progetto.

Attualmente i ragazzi che vivranno e lavoreranno nella “Casa di Toti”, sono quattro ma si potrà arrivare ad un massimo di sette. L’individuazione è avvenuta attraverso una selezione curata dall’equipe dello studio psicopedagogico Parentage di Catania che li ha successivamente preparati, lavorando molto sulla gestione delle loro autonomie personali e domestiche e poi, nello specifico, sulle competenze relative all’hotellerie e all’accoglienza degli ospiti. Sempre in vista della straordinaria avventura che li attendeva, i ragazzi hanno, inoltre, partecipato ad una serie di tirocini formativi, realizzati in collaborazione con aziende locali della ristorazione e ricettività.

«Ma La Casa di Toti, non sarà solo un albergo etico – tiene a precisare Muni Sigona – abbiamo in mente tante idee per coinvolgere ragazzi con disabilità e le loro famiglie, attraverso tutta una serie di attività tese a sviluppare potenzialità, competenze ed inclusione vera». Recentemente, infatti, l’associazione “La Casa di Toti”, ha vinto il bando “EduCare”, finanziato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia, con il progetto “Abilitiamo la Casa di Toti”. Cinquanta ragazzi tra disabili, loro sorelle, fratelli ed amici, della provincia di Ragusa, in età tra i 15 e i 25 anni, potranno partecipare ai laboratori, che si terranno nella Casa di Toti, riguardanti cucina creativa, grafica e pittura su tessuti, hotellerie e servizio ai tavoli, fotografia, musica e attività nell’orto. «Sarà bellissimo – conclude soddisfatta Muni Sigona – vedere questo brulicare di attività che sono certa appassioneranno questi straordinari ragazzi e renderanno felici anche le loro famiglie».

bm

Arriva il marchio IGP per il cioccolato di Modica

Articolo di Alessandra Alderisi   Foto di Samuel Tasca

Il gusto, l’olfatto, la vista. Il Cioccolato di Modica è capace di stuzzicare ognuno di questi sensi restituendoci morso dopo morso tutte quelle sfumature di sapori e odori che affondano le radici nelle leggende delle popolazioni mesoamericane per diventare, nel Vecchio Continente, una tradizione consolidata e custodita nei secoli dai cioccolatieri europei.
La storia del cioccolato è antica, longeva e ha inizio in un’America Latina ancora non colonizzata dai conquistadores. Si narra che 4000 anni fa il “cibo degli Dei” fosse addirittura usato come moneta di scambio tra le popolazioni dei Maya e degli Aztechi. Il primo a importare il cacao in Europa fu Hernàn Cortés. Era il 1502, data che segna la comparsa di questo alimento nei mercati occidentali. Accolto con qualche riserva, divenne presto rimedio medico casalingo, poi reso vero e proprio farmaco dagli speziali. Tra il XVII e il XVIII secolo si riteneva, infatti, che il cioccolato fosse adatto a curare ogni malattia. Con l’avvento dell’epoca moderna, questo prodotto perse la sua valenza scientifica ma non l’aura di mistero e la bontà che lo avevano accompagnato fin dalla notte dei tempi.
A Modica, il processo produttivo del cioccolato è rimasto immutato dalla dominazione spagnola ai giorni nostri. Nessun “concaggio” e nessun “temperaggio”, come accadde nel resto d’Europa, nei laboratori della Contea il dolce segue, ancora oggi, il metodo della “lavorazione a freddo” che impedisce ai cristalli di zucchero di sciogliersi e conferisce al prodotto finale quella granulosità e quella consistenza uniche e affascinanti. Lo scorso maggio è arrivato finalmente anche per il Cioccolato di Modica il tanto atteso riconoscimento a cui ogni prodotto simbolo dell’eccellenza territoriale dovrebbe aspirare: l’IGP, sancito dalla pubblicazione della notizia sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Un traguardo importante per il Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica che vede riconosciuta, per tutti i produttori, l’opportunità di potersi fregiare di un marchio comunitario e la possibilità di identificare la tipicità del processo di lavorazione di questo alimento. «È nostro dovere – ci dice il presidente del Consorzio Salvatore Peluso – divulgare, far conoscere e tutelare la storia e la tradizione del nostro prodotto attraverso un disciplinare che ne preservi la qualità nel tempo. La promozione non supportata dalla qualità, infatti, rimane solo un’azione di marketing fine a se stessa».
E se il Cioccolato di Modica oggi è pronto a conquistare anche il Giappone è grazie a una qualità che non è mai scesa a compromessi mantenendo sempre uno standard elevato.
«Il settore dell’export – continua il Presidente – rappresenta un’opportunità per lo sviluppo del Mezzogiorno e per tutti i nostri giovani che vorranno specializzarsi in materia di “cioccolato modicano”, diventando ambasciatori di questo prodotto nel mondo. Una risorsa e un valore per il nostro territorio, uno scenario futuro, una realtà in divenire, in cui crediamo fermamente».
E a proposito di scenari futuri, le attività del Consorzio sono impegnate anche nel far riconoscere il valore nutriceutico di questo alimento. «La lavorazione a basse temperature permette al nostro cioccolato di mantenere inalterate non solo le caratteristiche organolettiche ma anche quelle nutrizionali. «Il cacao, – conclude il presidente Peluso – ricco di polifenoli e flavonodi, ha delle proprietà curative eccezionali per patologie come l’ipertensione arteriosa, per esempio. Uno degli obiettivi del Consorzio, nel breve termine, è quello di vedere riconosciuto il valore nutriceutico di questo prodotto, un fattore che sicuramente conferirà ancora più appeal, sui mercati internazionali, al nostro cioccolato».

 

DSC

Chocomodica chiude il 2016 in dolcezza

di Alessia Giaquinta   Foto di Diego Cicero

Tradizionalmente definito “cibo degli dèi”, il cioccolato è forse l’unico alimento che sa mettere d’accordo indistintamente adulti e bambini, golosi e meno golosi.  È davvero una sfida trovare chi, innanzi ad un pezzo di cioccolato, non senta il desiderio di gustarlo provando la piacevole sensazione di dolcezza e calore che sprigiona sin dal profumo.

Il Cioccolato modicano, famoso ormai in tutto il mondo per la sua particolare lavorazione a freddo, dal gusto denso e dalla consistenza granulosa, è stato festeggiato dall’8 all’11 Dicembre scorso a Modica, appunto, attraverso l’evento ChocoModica.

Il claim della manifestazione era “una storia da raccontare”, poiché è stato posto come obiettivo  l’importanza di raccontare il cioccolato attraverso le numerose storie che lo hanno visto protagonista, il cinema, la letteratura, la storia, perché in tutti i campi e in tutte le epoche il cioccolato ha sempre avuto un ruolo di rilievo!

La rassegna enogastronomica promossa dalla Città di Modica, dal Consorzio Tutela Cioccolato di Modica e dal Cioccolato di Modica, è stata patrocinata dalla Regione Sicilia, Camera di Commercio di Ragusa, Città di Norcia, Città di Marsala, CNA, Trenitalia, Fondazione FS Italiane, The Chocolate Way, dal Consorzio Turistico Modica, da Confesercenti, Confcommercio e Confartigianato, oltre a godere di numerosi sponsor non solo locali.

Il ricco programma ha previsto il Laboratorio Live del Cioccolato di Modica, il Concorso di Pittura e Scultura ChocoArt, Degustazioni, Mostra di dolci preparati con il cioccolato, tornei di Cacao e SIKULeat, Chocobimbi e numerose mostre.

Piazza Municipio, nel corso dei quattro giorni, ha ospitato gruppi e personaggi noti che hanno contribuito a riscaldare e allietare l’atmosfera: il simpatico cabarettista Paolo Migone, un tributo a Pino Daniele con Tony Esposito, un concerto a cura del Canzoniere Grecanico Salentino, i Tinturia e, non per ultimo, l’intrattenimento de La Discoteca Nazionale di RTL 102.5 con Dj Sautufau e Angelo Baiguini.

Non sono mancati momenti ricreativi e culturali per i più piccoli e ancora: proiezioni, cinema, teatro, pupi siciliani, gruppi folkloristici, approfondimenti storici, connubi enogastronomici Cioccolato-Vino e dunque Vini da Dessert&Cioccolato di Modica.

Quattro giorni intensi che hanno richiamato curiosi e golosi da ogni dove per assistere agli eventi organizzati ma, soprattutto, per deliziarsi con il buonissimo cioccolato modicano acquistabile e degustabile nei tanti stands e nei locali della città, nelle sue numerose varianti dal peperoncino alla vaniglia, ai frutti di bosco, alla cannella. Insomma, per tutti i gusti e palati.

Giovanni Gambuzza della GG Entertainment, che ha curato l’organizzazione dell’evento, manifesta il proprio entusiasmo e soddisfazione per l’ottima riuscita della golosa kermesse.

«Sono felice di aver organizzato ancora una volta nel migliore dei modi una delle manifestazioni più importanti della Sicilia – dichiara Giovanni Gambuzza-. Sono stati giorni intensi che hanno visto la presenza di migliaia di turisti che hanno affollato strutture ricettive, ristoranti, monumenti, musei e chiese sin dalle prime ore del mattino. Una manifestazione riuscitissima che dedico alla città di Modica, al Sindaco Ignazio Abbate e tutta l’amministrazione, a tutti i miei collaboratori, agli sponsor privati e a tutte quelle persone che si sono impegnate per l’ottima riuscita deĺl’evento».

Mentre è stato espresso parere favorevole sull’istanza di riconoscimento dell’IGP Cioccolato di Modica da parte del Dipartimento Regionale dell’Agricoltura, si attende adesso il riconoscimento finale dal Ministero delle Politiche Agricole.

L’appuntamento è per l’anno prossimo.

Nell’attesa, non ci resta che consolarci, con qualche barretta di cioccolato…modicano!

 

In Mostra Dicembre 2016 -Gennaio 2017

a cura di Sofia Cocchiaro

Santa Claus Etna Village 3-23 DICEMBRE

Ispirato al mitico e originale villaggio di Santa Klaus a Rovaniemi in Finlandia, il Santa Claus Etna Village piace a grandi e piccini perché ricrea le ambientazioni ed i personaggi tipici del Natale, perché offre l’opportunità di svolgere tante attività e laboratori didattici, perché riesce ad essere show con il “Musical di Santa Claus”. Sarà possibile visitare: la stanza personale di Santa Claus, la banca di Babbo Natale, l’ufficio postale per imbucare la letterina, la cucina della signora Claus la scuola di guida artica per imparare a guidare la slitta, l’officina degli elfi¸ il circolo polare artico, la dogana, il grande archivio di Santa Claus, il trucca elfo, la stanza dei racconti, l’Area disco per Baby Dance di Natale sotto la neve e tantissimo altro.

Il palazzo di Babbo Natale 22-23-25-26-30 DICEMBRE  –  1-5-6 gennaio

Il Palazzo di Babbo Natale 2016 a Grammichele sarà un successo! Le atmosfere uniche incorniceranno musiche meravigliose, voci interpreteranno personaggi fantastici dando vita ad un sogno che rimarrà per sempre nel vostro cuore.

Chocobarocco 2016    8-11 DICEMBRE

ChocoModica, rassegna enogastronomica dedicata al cioccolato artigianale, che si svolge nella splendida cornice del centro storico di Modica dall’ 8 all’ 11 dicembre 2016. L’immancabile Chocolate Show permetterà ai visitatori di scegliere fra un’ampia gamma di referenze proposte dalle aziende artigiane locali e dalle firme più rappresentative del settore cioccolatiero italiano. Ed ancora mostre e visite guidate ai Musei della città, spettacoli e concerti.

 

modica

Modica: una città come un teatro di pietre rosa

di Omar Gelsomino Foto di Marco Giurdanella

“Un paese in figura di melagrana spaccata; vicino al mare ma campagnolo; metà ristretto su uno sprone di roccia, metà sparpagliato ai suoi piedi; con tante scale fra le due metà, a far da pacieri, e nuvole in cielo da un campanile all’altro, trafelate come Cavalleggeri del Re. (…). Un teatro era il paese, un proscenio di pietre rosa, una festa di mirabilia. E come odorava di gelsomino sul far della sera”. La definì così Gesualdo Bufalino nel suo diario-romanzo “Argo il cieco ovvero I sogni della memoria”. E da quelle parole si desume tutta la sua maestosità.

Come tutti i centri del Val di Noto anche la configurazione urbana di Modica è dovuta ai vari fenomeni di antropizzazione susseguitisi nel tempo: infatti, molte abitazioni ubicate nella parte storica della città non sono altro che i prolungamenti delle grotte abitate sin dall’età preistorica. Quella che un tempo era una Contea, tanto da rappresentare uno degli stati feudali più importanti del Mezzogiorno d’Italia, è divisa in una parte bassa, adagiata sui letti di due fiumi ormai prosciugati, fino a degradare sulla costa che si affaccia sul Canale di Sicilia e la parte alta appoggiata sui pendii di un costone. Al visitatore che vi giunge dall’alto Modica si presenta adagiata sui fianchi di colline lungo delle terrazze sino a giungere a valle, scorgendo così i tetti delle abitazioni a mo’ di tasselli e poi chiese e monumenti resi ancora più belli dalla luce che ne esalta la magnificenza.

Dove il barocco la fa da padrone, dopo la ricostruzione post terremoto del 1693. E per questo dal 2002 è annoverata tra le città Patrimonio dell’Umanità. Su tutti spicca il settecentesco Duomo di San Giorgio, opera voluta dall’architetto siracusano Rosario Gagliardi, con i suoi portali, colonne, stucchi e pregevoli dipinti. In seguito la Chiesa di San Giovanni Evangelista e poi a Modica bassa il Duomo di San Pietro e la Chiesa di Santa Maria di Betlemme. Il Castello dei Conti con la torretta dell’orologio settecentesco, il Teatro Garibaldi e il Museo civico “Franco Libero Belgiorno” e il Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari. Continuando a passeggiare lungo le vie non si può non rimanere incantanti dagli splendidi balconi decorati di Palazzo Tedeschi, Palazzo Tommasi Rosso e Palazzo Manenti e tanti altri in stile tardo barocco. Prima di lasciare la città si può rendere omaggio ad un illustre modicano, già Premio Nobel per la letteratura nel 1959, Salvatore Quasimodo, visitando il Palazzo della Cultura che ospita la “Casa della Poesia” e l’omonimo archivio oltre alla casa natia.

Modica oltre ad essere conosciuta in tutto il mondo per il suo immenso patrimonio artistico si distingue anche per le sue peculiarità enogastronomiche, con tantissimi prodotti tipici dagli ottimi vini al pane, dalle focacce ai pastieri, dalle carrubbe ai formaggi, dall’olio alla fava cottola, dal gelato al cioccolato. Proprio quest’ultimo prodotto, realizzato con il metodo originale, l’ha resa famosa in tutto il mondo e il Choco Modica ormai per i turisti è diventato un appuntamento imperdibile, soprattutto per i golosi del “Cibo degli dei”. Nei mesi scorsi attraverso l’iniziativa “i binari della cultura”, promossa dall’assessorato regionale al Turismo in collaborazione con la Fondazione Ferrovie dello Stato e Trenitalia, Modica è stata una tappa del “Treno del Barocco, un’ulteriore occasione per visitare la città, e far conoscere, ove ve ne fosse bisogno, questa splendida realtà barocca che unisce un’affermata bellezza artistica ai suoi prodotti tipici di qualità.

modica