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Le Università a Mazzarrone presso l’azienda Ca.Fra

Si è svolto lunedì 30 maggio, a Mazzarrone, presso l’azienda Ca.Fra di Carmelo Franza (socio dell’OPAS e partner del progetto Innovitis) un tour a 360° dell’azienda e un interessante confronto tra studiosi in materia di  arboricoltura.

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Ospiti le Università di Palermo e Catania coi docenti e gli studenti del settore che hanno avuto la possibilità di vedere in azienda la produzione di diverse coltivazioni, la serra dedicata alla sperimentazione varietale dell’uva da tavola, 43 varietà di cui 7 commerciali e 36 ibride.

Obiettivo dell’incontro è quello della ricerca di varietà nuove, produttive, che abbiano una buona resa, che consentano la doppia raccolta e che si prestino alla coltivazione in fuori suolo.

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Presente anche la Syngenta (una multinazionale svizzera che produce semi e prodotti chimici per l’agricoltura) che ha mostrato le Trapview, un sistema innovativo focalizzato sul digital per il monitoraggio della Lobesia Botrana . Si tratta di un’app che consente di vedere da remoto le catture dell’insetto grazie ad un sistema di telecamere, di feromone attrattivo per la cattura massale e di un dispositivo che rileva temperatura e umidità relativa; il tutto alimentato da un pannello solare. Questo sistema dopo aver impostato i parametri, è in grado di inviare report settimanali e gli allert nel caso di superamento della soglia del numero di insetti, questo consente di posizionare in maniera mirata e corretta il trattamento.

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Tra gli argomenti dell’incontro, c’è stato quello del Karate Trap, trappole con attrattivo alimentare per la cattura di Ceratitis Capitata e Bactrocera oleae. Le trappole, nel caso specifico, sono state posizionate in un appezzamento sotto serra coltivato a pescheto.

Il Tour si è completato mostrando l’impianto di fichi.

 

La giornata, informativa e formativa per gli studenti,  di confronto per i professori e gli specialisti presenti, è stata motivo di soddisfazione ed interesse per tutti.

A Mazzarrone il seminario: “Interventi per il miglioramento e la commercializzazione della viticoltura da mensa in Sicilia: l’attività dell’Opas”

Ha avuto luogo, lunedì 16 maggio presso il Nuovo Magazzino di stoccaggio dell’Organizzazione Produttori Agricoli Siciliani (OPAS), a Mazzarrone, il seminario “Interventi per il miglioramento e la commercializzazione della viticoltura da mensa in Sicilia: l’attività dell’Opas”. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di presentare l’attività dell’OPAS nel comparto dell’uva da tavola e le finalità della acquisizione del nuovo magazzino di commercializzazione dei produttori aderenti all’OPAS.

Tema portante è stata l’innovazione varietale, congiuntamente alle innovazioni dei processi produttivi, con particolare riferimento alla diffusione di nuove tecniche per la gestione colturale e per la razionalizzazione dell’uso
dei mezzi tecnici, in grado di aumentare l’efficienza e la sostenibilità economica ed ambientale degli impianti, possono considerarsi la chiave di volta per una produzione all’avanguardia e competitiva negli scenari internazionali.

Il comparto dell’uva da tavola, infatti, è in fase di rapida evoluzione e soggetto ad una serie di profondi cambiamenti che stanno investendo il mondo produttivo e commerciale. Tra questi sicuramente c’è il fatto che l’Italia, ancora Paese leader in questo settore, debba confrontarsi  con altre aree viticole emergenti, aumentando così la competizione.
In questo contesto la Sicilia ha un ruolo di primaria importanza con i suoi distretti produttivi localizzati nella zona centro meridionale, nella provincia di Agrigento e nel comprensorio di Mazzarrone, Licodia Eubea e Caltagirone in provincia di Catania e nei territori di Acate, Vittoria, Chiaramonte Gulfi e Comiso, in provincia di Ragusa.
Questo territorio, generalmente denominato “di Mazzarrone”, particolarmente vocato, è a pieno titolo considerato leader di eccellenza per l’uva da tavola tanto che può fregiarsi di un marchio a indicazione geografica protetta, Uva da Tavola di Mazzarrone IGP.

Dopo i saluti del sindaco di Mazzarrone, Giovanni Spata, sono intervenuti: il sindaco di Licodia Eubea, Giovanni Verga; il presidente Italia Ortfrutta Gennaro Velardo; Alessandra Gentile ed Elisabetta Nicolosi, docenti presso l’Università degli Studi di Catania: Rosario Di Lorenzo professore dell’Università degli Studi di Palermo; Giovanni Sutera dell’IPA Catania; Vincenzo Falcone, direttore Italia Ortofrutta; Antonino Azzaro, Innovation Broker del Progetto Innovitis e Salvatore Barbagallo, presidente CSEI Catania .

A moderare il seminario, in cui sono state anche illustrate le attività di ricerca e trasferimento di innovazioni nell’ambito del Progetto Innovitis Mis.16.1 PSR Sicilia 2014/22: una proposta per l’IGP Sicilia uva da tavola, è stato l’editore Emanuele Cocchiaro.

Il Presidente Organizzazione Produttori Agricoli Siciliani – OPAS, Nunzio Busacca, in conclusione, ha ringraziato i presenti per la attiva e interessata partecipazione e i relatori per i loro preziosi contributi.

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L’uva da tavola di Mazzarrone, perla della terra siciliana

 

Articolo di Samuel Tasca   Foto di Biagio Tinghino

A Mazzarrone, il Festival dell’Uva da Tavola IGP si conferma un successo. Una dodicesima edizione strepitosa che ha richiamato migliaia di visitatori da tutta la Sicilia.
Il nome non vi suonerà nuovo, lo avrete visto più volte ai lati delle cassette di uva o sui cartellini dei banchi frutta dei supermercati. Stiamo parlando di Mazzarrone, il piccolo comune della provincia di Catania, situato proprio al confine col territorio ragusano, che negli anni si è fatto apprezzare e conoscere per la produzione dell’uva da tavola, fiore all’occhiello del territorio, insignita del prestigioso marchio I.G.P. (Identificazione Geografica Protetta).


Una realtà laboriosa e orgogliosa dei propri frutti, che ogni anno a settembre richiama migliaia di visitatori per il prestigioso Festival Internazionale dell’Uva da Tavola IGP di Mazzarrone (6-9 settembre 2018), un appuntamento fisso che ogni anno coniuga insieme promozione del territorio, spettacolo, intrattenimento e cultura.
Il Festival è iniziato giovedì 6 settembre dedicando la sua serata di anteprima al mondo della moda e degli abiti da sposa, con la sfilata “Fashion Day in Tour” Arte e Moda.
Il venerdì, ad aprire ufficialmente i festeggiamenti, il consueto taglio del nastro con l’inaugurazione della fiera espositiva e, novità di quest’anno, il “Villaggio del Gusto” che, oltre agli stand, ha ospitato anche chef del calibro di Joseph Micieli e Marco Failla con i loro show cooking.


La serata è stata poi dedicata al mondo del cinema e del sociale col Festival Cinematografico “Ciak Si Cresce” a cura dell’Associazione Vivalavida e della Dott.ssa Sandra Meli. Un’iniziativa che permette ai giovani di cimentarsi nella produzione di cortometraggi incentrati su tematiche sociali importanti per l’adolescenza quali il bullismo, il cyberbullismo, la sessualità e le dipendenze. A partecipare alla manifestazione ospiti importanti come: il regista Alessandro Varisco, gli attori Cinzia Clemente e Giuseppe Brancato, i ragazzi dell’Ass. MABASTA e il MoIGe, oltre all’allegria del comico siciliano Roberto Lipari. Sabato, la serata è stata dedicata al Premio Grappolo d’Oro che da anni, ormai, valorizza i personaggi siciliani che si sono distinti nel loro settore per capacità personali e professionali.

Tra i premiati, il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e il chitarrista Placido Salomone. Inoltre, sono state riconosciute anche personalità importanti per il territorio: l’imprenditore Emanuele Bellassai e il Dott. Salvatore Cariola, oltre a tutta la squadra del Mazzarrone Calcio, che da un anno fa rivivere nuovamente i sogni degli sportivi di Mazzarrone. A completare la serata, l’orchestra Good Time, il duo comico de I Soldi Spicci, il violinista Maurizio Scaparro e la voce straordinaria di Deborah Iurato. Infine, a chiudere questi quattro giorni di Festival, le voci storiche di Roby Facchinetti e Riccardo Fogli che per due ore hanno incantato le centinaia di persone presenti con i loro più grandi successi.


In realtà il Festival di Mazzarrone quest’anno è stato molto di più. A far da contorno agli eventi principali, altrettanti hanno accompagnato le migliaia di visitatori che hanno potuto apprezzare la Street Art di Davide Ingallina che per il secondo anno ha decorato la piazza principale con i suoi murales, regalarsi emozioni e adrenalina con un lancio in bungee jumping o di un’escursione in quad e jeep. Tra le novità, anche la Waky Race, la corsa con le auto senza motore realizzate e decorate dai partecipanti. E ancora esibizioni itineranti, tornei sportivi, conferenze e degustazioni di prodotti tipici. Insomma, un programma davvero ricco e intenso che ha lasciato tutti soddisfatti a partire dall’Amministrazione Comunale, dalla Pro Loco e da quanti hanno collaborato per mesi all’organizzazione e alla buona riuscita di questo Festival.
«Archiviamo questa edizione con un grande successo, frutto della collaborazione di tutti – dichiara Salvatore Guastella, Presidente della Pro Loco di Mazzarrone -. Stiamo già lavorando ad un programma ricco di eventi e vi aspettiamo numerosi il prossimo anno».

XI festival internazionale dell'uva da tavola Igp di Mazzarrone

XI festival internazionale dell’uva da tavola Igp di Mazzarrone

Articolo di Alessia Giaquinta e Foto di Biagio Tinghino

‘‘La vite pianse – perché era stata amputata – e dalle lacrime, come piccole perle, cominciarono a formarsi i primi chicchi d’uva’’.

È così che la leggenda vuole spiegare la nascita di questo frutto dolce e succoso, considerato dai popoli antichi ‘nettare degli dèi’, simbolo di gioia e immortalità.

E Mazzarrone, pensandola in questi termini, potrebbe risultare una terra prescelta: il territorio, infatti, è vocato alla produzione di uva da tavola tanto che, per il piccolo centro, la vite è…vita!

Quest’anno, dal 7 al 10 Settembre, si è tenuta l’XI edizione del Festival Internazionale dell’uva da tavola che, negli ultimi anni, ha ricevuto anche il marchio IGP.

Un Festival magistralmente organizzato dalla ProLoco di Mazzarrone in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale con l’obiettivo di valorizzare, promuovere e celebrare l’uva autoctona.

XI festival internazionale dell'uva da tavola Igp di Mazzarrone

XI festival internazionale dell’uva da tavola Igp di Mazzarrone

L’assessore al Turismo della Regione Sicilia, Anthony Barbagallo si è speso perché il Festival dell’uva fosse inserito all’interno del circuito I territori del vino e del gusto in modo stabile e permanente perché “ha una valenza in chiave enogastronomica e dal punto di vista della commercializzazione ma soprattutto in chiave di promozione turistica, perché i luoghi connotati dalla presenza dell’uva da tavola hanno una forte attrattiva turistica e possono contribuire a rafforzare, strutturare e migliorare l’offerta turistica della Regione Siciliana”, ci dichiara.

Numerosissimi eventi, infatti, hanno scandito le giornate del Festival coinvolgendo giovani e meno giovani, mazzarronesi e migliaia di turisti provenienti da ogni dove per partecipare alle coinvolgenti iniziative programmate.

I festeggiamenti hanno avuto inizio giovedì 7 Settembre, in piazza della Concordia, con il Festival Cinematografico “Ciak…si cresce” a cura dell’Associazione mazzarronese VIVALAVIDA e con la partecipazione straordinaria dell’attore Giuseppe Brancato, del gruppo pop “Diamonds” e le ballerine della scuola di danza Mila Plavsic.

Nelle serate a seguire: il Gala Finale Regionale “Area Sanremo”, il Concerto di Marco Masini e la tanto attesa XI Edizione del premio “Grappolo d’oro” durante la quale sono stati premiati: l’attrice Guia Jelo, l’Ing. Salvo Cocina, l’Ing. Biagio Consoli, la Polisportiva femminile Canottieri Catania e l’ex arbitro Rosario Lo Bello. Inoltre è stato conferito il premio sostenibilità alla ditta Novello.

La serata è stata arricchita da vari artisti: il cantante Nik Luciani, il cabarettista Manlio Dovì, “Incanto” Tributo Il Volo, l’orchestra Sicily Musical Academies, il duo di danza acrobatica e il Tributo al re del pop Jackson Friends.

Non sono mancati momenti di formazione e conferenze in merito all’uva IGP di Mazzarrone “tra risorse e prospettive”, alla Regolarizzazione dei fabb. rurali e strumentali connessi alle aziende agricole e pretrattamento atti geometrici a cura del collegio dei Geometri della Prov. di Catania, e non per ultimo, il laboratorio del Gusto di Slow Food Sicilia con l’obiettivo di approfondire e conoscere meglio l’uva di Mazzarrone.

Interessanti e coinvolgenti momenti ricreativi hanno riempito le mattine e i pomeriggi del Festival: dall’escursione guidata con Quad “Moto Turismo Ragusa”, all’esibizione degli atleti della Dojo Kun Karate del maestro Tidona Alessandro, alla Gimcana dei trattori, all’esibizione Fitness della Palestra Olimpia Fitness, alle prove di tiro statico Cecchino e statico fucile a cura dell’ASD Hybleasofthair Ragusa, e poi ancora CronoKart, Bungee Jumping a cura di Sky Dive Sicilia e le attrazioni medievali a cura del gruppo “Milites Trinacriae”.

A dare onore artistico all’uva di Mazzarrone sono stati alcuni artisti locali che, come tradizione vuole, durante la “Notte dell’Uva Regina da Tavola” preparano bellissime sculture rivestite interamente di acini. Quest’anno il tema della Tavolata è stato “ra-Cina”, termine dialettale che significa uva ma che, allo stesso tempo, contiene un riferimento allo stato più popolato del mondo: la Cina. Le opere d’arte infatti rappresentavano alcuni simboli e caratteristiche cinesi così che potremmo dire Cina con raCina.

A fare da contorno ai numerosi eventi, la caratteristica Fiera Espositiva e le numerose bancarelle presenti lungo le vie della cittadina.

Radio Prosound e Radio Sole, inoltre, hanno seguito e trasmesso sui rispettivi canali radiofonici gli eventi in programma mentre Tele Eubea si è occupata delle riprese televisive.

“Ogni anno le forze dei mazzarronesi si concentrano per la buona riuscita del Festival, in quest’ occasione tutta la città partecipa attivamente: dai giovani, alle imprese, ai coltivatori” dichiara compiaciuto il sindaco neo eletto dott. Giovanni Spata “quest’anno – continua – abbiamo cercato di promuovere maggiormente l’uva di Mazzarrone attraverso il programma Parola di Pollice Verde, condotto da Luca Sardella su Rete 4” e, come aggiunge l’Assessore Anna Cutraro “Dopo l’ottima riuscita di questa edizione, adesso lavoriamo per organizzare la prossima”.

Promuovere in ogni modo e con qualsiasi mezzo l’uva di Mazzarrone, già conosciuta e apprezzata anche fuori la nazione, rappresenta infatti una priorità per il primo cittadino e la sua Giunta che, sin da subito, si è adoperata a collaborare con la ProLoco per la buona riuscita del Festival.

Oltre alla possibilità di acquistare e degustare l’uva, è stato possibile assistere alla preparazione della caratteristica mostarda e delle cassatelle, prodotti tipici del territorio.

“Non è cosa semplice organizzare un Festival che, come quello dell’uva, racchiude numerosi eventi e si avvale di importanti collaborazioni. Il successo di questa XI edizione è frutto dell’unione di tante forze. Non c’è successo senza unione. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato”.

È con queste parole che il presidente della ProLoco di Mazzarrone, Salvatore Guastella, ci fornisce la chiave di lettura di un Festival che si presenta sempre più ricco e completo esito di numerose forze che si uniscono per rendere omaggio a quel frutto della gioia, simbolo dell’abbondanza e prodotto di una terra fertile e meravigliosa: l’uva di Mazzarrone.

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Casale dei Consoli

Articolo di Martino Vitaliano Di Caudo e Foto di Samuel Tasca

La storia del Casale dei Consoli ha origini antiche, ricostruirle insieme a Rosario Raniolo, giovane amministratore delegato della struttura, è stato divertente e ricco di momenti interessanti.  Una vicenda di generosa lungimiranza e stoica volontà di far vivere e risplendere l’antico “Palazzieddu” divenuto magnifico esempio di come un antico podere possa rappresentare il punto di riferimento per l’intera comunità di Mazzarrone e non solo. È una storia che si intreccia con la fatica di Biagio Consoli il quale, a seguito del lavoro per la famiglia nobiliare Iacono-Modica, 50 anni fa ricevette in dono il Casale, una sola promessa viene richiesta a titolo di corrispettivo: che il casale non fosse ceduto a mani sconosciute e che potesse vivere sempre dello stesso splendore. Rosario incarna ancora oggi la promessa di suo nonno e con sincero affetto parla di queste vicende e disegna i futuri scenari della sua tenuta. A coadiuvarlo in questa impresa il nuovo direttore Paolo Santificato, il quale ha sposato appieno il progetto, conscio della responsabilità che lo ha investito. È lo stesso direttore a chiarire qual è il punto di forza del Casale: “ho lavorato in molte strutture e solo alcune di esse sono equiparabili per bellezza al nostro podere, e più nel dettaglio, in nessuna di queste ho potuto riscontrare quella sensazione di avvolgente serenità che caratterizza questo magnifico luogo. Oltre a fornire servizi di eccellenza nell’ambito della ristorazione, il Casale garantisce ai suoi ospiti un viaggio emozionale dentro la Sicilia più vera e più bella. A me piace definirlo come il salotto buono di Mazzarrone dove il sole splende in ogni cosa. Il nostro obiettivo è innovarci sempre e costituire con i clienti rapporti duraturi nel tempo, di modo che varie generazioni si alternino nella relazione fiduciaria con la nostra struttura”.

"Territori del vino e del gusto.

La passione che Rosario mette nel suo lavoro traspare dal suo volto, così viene facile chiedergli con quale spirito viva il suo impegno: “non mancano dedizione e fatica,” risponde il giovane amministratore “ma come mi è capitato di evidenziare in altre conversazioni questo lavoro non mi pesa, anzi, la possibilità di mettere al servizio di questo posto le mie capacità mi lusinga. Molto altro c’è da fare per ampliare e sfruttare al meglio le potenzialità di questo luogo che, oltre i servizi ristorazione, oltre i banchetti, i servizi hotel e piscina, potrebbe riservare in futuro altre entusiasmanti opzioni di altissima qualità”.

La tradizione e l’innovazione sono al centro del vostro impegno, elementi che di sicuro affascinano i tanti turisti stranieri che frequentano il casale, qual è il consiglio culinario che fornite ad uno di questi che chiede di assaggiare un piatto caratteristico?

“L’aspetto straordinario della cucina siciliana è che pur essendo povera, riesce a garantire standard qualitativi eccezionali, in tal senso consiglierei proprio di assaggiare un piatto povero ma dal sapore incredibile, i pomodori secchi su una fetta di pane casereccio leggermente abbrustolito e olio delle nostre terre, una prelibatezza da far conoscere assolutamente. È il caviale siciliano.”

Oltre a pregevoli pietanze che valorizzano i sapori della nostra terra, troviamo nel menù del casale piatti gourmet che si pongono in leggera antitesi rispetto a questa tendenza, come coniugate queste differenti visioni?

“A noi del casale viene molto semplice, perché riusciamo a cogliere il meglio da entrambe le cucine, ma riusciamo a garantire eccellenti livelli di performance, di modo che i clienti rimangano sempre entusiasti dei nostri piatti e dei nostri servizi.”

La serata e l’intervista al Casale dei Consoli volgono al termine ed è uno splendido scenario quello che ci accompagna, in un luogo dove potersi permettere di cedere alla bellezza del vivere con lentezza, gustando l’attimo in cui gli eventi si realizzano, tra un ottimo vino e il sapore ricercato di piatti unici.

 

uva di mazzarrone

L’Uva da Tavola di Mazzarrone: un’eccellenza siciliana

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Articolo di Omar Gelsomino e Foto di Samuel Tasca

Qui la vite è vita! È il motto che inneggia all’ingresso della città di Mazzarrone, ubicata fra i territori di Catania e Ragusa. Già dalla strada si scorgono ampie distese di vigneti che producono pregiati grappoli d’uva, la maggior parte destinati alla tavola. La terra fertile e il duro lavoro dell’uomo fanno sì che la produzione di Uva da Tavola, risorsa preziosa nella vita economica locale, aumenti di anno in anno. Una leggenda narra che sia stato Dionisio a portare la vite dalla Mesopotamia sino alla Sicilia, ma che a Mazzarrone sia arrivata tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Oltre ad essere un gustoso frutto, che si mangia da maggio a dicembre, possiede proprietà nutrizionali benefiche per l’organismo: se consumata di mattino a digiuno oltre ad aiutare la digestione, riduce il livello di colesterolo nel sangue, svolge funzioni disinfettanti, diuretiche e attiva quelle epatiche.

Particolari proprietà che le hanno permesso il riconoscimento della certificazione Igp. Ad occuparsi della sua tutela è il Consorzio dell’Uva da Tavola di Mazzarrone Igp, guidato da Gianni Raniolo, riconfermato di recente al suo terzo mandato. «Il Consorzio raggruppa 140 soci su un territorio di circa 12.000 ettari, di cui 8.000 vitati a Uva da Tavola, fra i Comuni di Mazzarrone, Caltagirone, Licodia Eubea, Chiaramonte Gulfi, Comiso e Acate – spiega Raniolo -. Il prodotto a marchio è commercializzato ormai da quattro anni, abbiamo realizzato un imballaggio, unico nel suo settore, che identifica l’Uva da Tavola di Mazzarrone e quindi anche il territorio, per promuovere il colore, il sapore e il gusto di moscato in alcune tipologie di uva. Siamo entrati nella grande distribuzione italiana, come Conad, Auchan e Coop. Negli ultimi quattro anni abbiamo triplicato la vendita, quest’anno prevediamo di superare i 3,5 milioni di chili di uva e confidiamo in nuovi associati per diventare sempre più forti. È già partita la commercializzazione dell’uva: dalla Vittoria all’Italia, che è il nostro fiore all’occhiello. Da settembre l’Uva Italia sarà presente sui banchi dell’Auchan, suscitando la curiosità e l’apprezzamento del consumatore finale – aggiunge Raniolo -. Il Consorzio si occupa della promozione del nostro marchio e del nostro territorio, siamo presenti in tutte le fiere, dopo gli Emirati Arabi e Rimini, il prossimo anno saremmo di nuovo a Berlino e parteciperemo a manifestazioni di beneficienza».

Un altro attore fondamentale che si occupa della valorizzazione dell’Uva da Tavola è l’OP Organizzazione dei Produttori Agricoli Siciliani, guidata da Nunzio Busacca. «Sono un agricoltore da sempre, ho vissuto le varie fasi dell’agricoltura locale ed ho una piccola azienda agricola che si occupa della produzione di Uva da Tavola, associata anch’essa all’OPAS. Quando tre anni fa iniziammo quest’avventura eravamo ventitré pionieri o temerari – afferma Busacca -. Oggi l’OPAS è in forte espansione, è composta da cinquantaquattro soci, ha un fatturato in continuo aumento e contiamo di avere nei prossimi anni ulteriori successi, associando altri produttori. Abbiamo siglato una convenzione con l’Università di Catania poiché ci occupiamo anche di sperimentazione, attraverso dei campi sperimentali, in cui ottenere nuovi vitigni e nuove tipologie di uve senza semi che possano incontrare il consenso del consumatore nei prossimi anni. La promozione del nostro prodotto avviene da sé – continua Busacca -. Siamo iscritti al Consorzio Igp e contiamo di promuovere il nostro prodotto in tutti i settori possibili, sfruttando le risorse messe a disposizione dal nuovo PSR. Siamo in una fase delicata, perché il 21 luglio approveremo il bilancio in modo da avere tutte le carte in regola per scommetterci in un futuro migliore». Ogni anno a settembre il Comune di Mazzarrone per valorizzare il suo fiore all’occhiello organizza il Festival Internazionale dell’Uva da Tavola Igp, con degustazioni, conferenze, fiere, spettacoli e momenti ricreativi. Non vi resta che visitarlo!

RICETTA DEL VINO COTTO
Ingredienti: mosto d’uva appena pigiata.
Filtratelo attraverso un colino, per evitare che ci siano residui di vinacce e vinaccioli, e mettetelo all’interno di un pentolino.
Accendete la fiamma e portate il mosto ad ebollizione.
Abbassate l’intensità della fiamma solo quando vedrete le prime bolle e fate cuocere per diverse ore, avendo cura di mescolare con attenzione fino a quando il mosto non si sarà ridotto ad un terzo circa.
È un’attività lunga e tediosa. Per questo motivo è consigliabile lavorare su grandi quantità.
Le sante delle nostre nonne, per esser sicure che il mosto si fosse ridotto a 1/3, utilizzavano un lungo cucchiaio di legno sul quale facevano un segnale dopo averlo immerso all’interno di un pentolone.
Durante la cottura potete aggiungere al mosto qualche scorza di cannella o aromatizzare il vino con chiodi di garofano o delle bucce di arance essiccate al sole e poi tritate.
Quando sarete sicuri che la soluzione si sarà ridotta di un terzo, versate un po’ di vino cotto in un piatto e se noterete che il composto fatica a gocciolare allora vorrà dire che avete finito di cuocere.
Non resta che farlo raffreddare e poi conservarlo in bottiglie di vetro ben pulite e asciutte.
Se ben tappato e se conservato al buio, il vino cotto può stare per mesi ed anche anni.
Si narra che… una bottiglia di vino cotto era regalata agli sposi come buon augurio da stappare alla nascita del primo figlio.

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Un successo il Carnevale a Mazzarrone

Articolo di Valentina Frasca,   Foto di Milena Ippolito

Su la maschera! A Mazzarrone quella che è andata in scena nel mese di febbraio nella sala ricevimenti del Casale dei Consoli è stata una strepitosa seconda edizione del Gran Galà di Carnevale. Boom di ingressi, con più di 700 presenze. Un risultato quasi inaspettato, ma frutto del grande lavoro di un gruppo di imprenditori che si sono messi in gioco per regalare alla città un momento di aggregazione e divertimento nel nome di Re Burlone.

“Il principio di questa festa, che per tutti noi è stato un successo, è quello di ripristinare la tradizione dei festeggiamenti tipici del Carnevale così come venivano intesi un tempo: gioia e condivisione, all’insegna del divertimento e del costume” ha dichiarato Benì Inzirillo, uno dei promotori dell’evento reso unico dalla cura minuziosa dei dettagli: dalle maschere alla musica, tutto ispirato agli indimenticabili ‘70-‘80-‘90. “Abbiamo rivissuto quegli anni magici – ha aggiunto Inzirillo – in una serata caratterizzata da grande allegria viagra generika preis. Un appuntamento da riproporre senz’altro l’anno prossimo”.

Lo stesso clima di festa è continuato per le strade della città di Mazzarrone, da domenica sera fino a martedì grasso, grazie agli eventi promossi dal comitato costituito da 9 ragazzi tra i 17 e i 25 anni, espressione dell’Associazione Culturale Giovanile VIVALAVIDA, che ha lo scopo di ‘mettere in moto’ e rendere sempre più bella la città, coinvolgendo un numero crescente di giovani, i veri protagonisti di questo Carnevale. E loro hanno risposto con entusiasmo, calandosi in pieno nello spirito carnevalesco. Oltre 300 i partecipanti alle sfilate di lunedì e martedì. 2 i gruppi in maschera accompagnati da minicarri: i Moicani e W le Calorie. Quest’anno, inoltre, i carri allegorici sono tornati a sfilare per le vie della città grazie all’abile e costante lavoro dei partecipanti che, con impegno e senza risparmiarsi, ad essi hanno dedicato praticamente ogni sera nei due mesi precedenti il carnevale. I temi scelti per la rappresentazione sono stati la favola di Biancaneve, il Circo, il Far West e i Figli dei Fiori. 

“È stato il Carnevale che volevamo, è riuscito nel migliore dei modi e ne siamo felici – ha commentato il vicepresidente dell’associazione, Manuel Scribano – e ringrazio tutte le famiglie che hanno partecipato per il supporto dato e per aver trascinato tutta la città. Praticamente tutti hanno preso parte all’organizzazione – ha aggiunto – ed è stato un bel momento di unione e condivisione”

Nonostante il maltempo non abbia permesso di sfilare la domenica, la serata in piazza è stata un successo. Merito anche di una Notte Italiana affidata al DJ vittoriese Peppe Maugeri e all’animazione di Peppe Cilio Vox, che hanno richiamato centinaia di ragazzi da tutta la provincia e da quelle limitrofe. Il lunedì la serata è stata animata dai carri che, intervallandosi, hanno acceso la piazza con musica e balli. Il gran finale, naturalmente, il martedì grasso, con l’ultima sfilata e l’esibizione di fronte alla giuria dei vari gruppi; quindi discoteca sotto le stelle fino a mezzanotte con Dj Saro Sallemi e la voce di Peppe Cilio.

“Per noi il Carnevale è il sorriso spontaneo dei bambini, è il ballare per le strade, è sporcarsi di colla e fare tardi la sera per realizzare un carro, è il ritrovarsi in una piazza accanto a gente che pensavi di non conoscere, ma che si diverte come te” sono state le parole dei componenti il comitato organizzatore. “Carnevale è divertirsi, è stare insieme, è creare qualcosa di bello che resti nella memoria di tutti. Ecco perché vogliamo ringraziare tutti quelli che hanno partecipato, le persone che ci hanno sostenuto e che credono in noi, e quelle che danno il loro supporto anche con delle critiche costruttive, perché sono proprio quelle che ti fanno crescere e ti permettono di migliorarti anno dopo anno”.

 

studio gdental

L’igiene dentale prima di tutto

di Sofia Cocchiaro   Foto di Samuel Tasca

Nello studio dentistico GDental, presente nel territorio di Mazzarrone, incontriamo la Dott.ssa Giada Pulichino la quale, nonostante la sua giovanissima età, si è distinta per la sua professionalità, collaborando anche in altri studi presenti a Scicli, Modica, Riesi e Sommatino.

A soli 26 anni hai già un tuo studio dentistico e collabori anche con altri studi, qual’è il percorso che ti ha portato ad ottenere questi risultati?
«Ho avuto questa passione sin da bambina. Mio padre è un odontotecnico ed ha sempre collaborato con odontoiatri, infatti sono cresciuta all’interno di uno studio. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Scientifico ho provato i test di ingresso per accedere alla Facoltà di Igiene Dentale, all’Università Statale di Milano, dove ho frequentato il primo anno e poi mi sono trasferita al Policlinico Universitario di Messina dove mi sono laureata nel 2013. Oggi, oltre al mio studio a Mazzarrone, ho stretto anche delle collaborazioni con studi di Scicli e Modica presso i quali svolgo la mia professione settimanalmente».


Quanto ha contato la tua famiglia nella crescita personale e professionale?
«La mia famiglia e la passione di mio padre hanno influenzato sicuramente la mia scelta professionale. Quando iniziai questo percorso ero insicura di farcela e soprattutto quando mi trasferii a Milano mi veniva voglia di mollare tutto, solo grazie al sostegno morale dei miei genitori, che sono stati il mio punto di riferimento per tutti i valori che mi hanno trasmesso, mi hanno sempre sostenuta e invogliata ad andare avanti ogni qualvolta sentivo di fallire. Oggi ringrazio la mia famiglia perché con il loro sostegno ho raggiunto il mio obiettivo e realizzato il mio sogno».

Cosa offre GDental ai suoi clienti?
Presso il nostro studio ci occupiamo di servizi che vanno dall’odontoiatria all’igiene dentale: trattamenti quali sbiancamento dentale, effettuato con laser a diodi, ablazione del tartaro, lucidatura e levigatura, cura dell’ipersensibilità, trattamenti e soluzioni specifiche per fumatori e programmi di prevenzione personalizzata. Ci occupiamo anche di ortodonzia per adulti e bambini, realizzazione di protesi, chirurgia orale e parodontale, effettuate anche con tecnologia al laser.

Quanto conta l’insegnamento dell’igiene e della prevenzione sin dai primi anni?
«L’educazione ad una corretta igiene orale, a sane abitudini alimentari e la fluoroprofilassi rappresentano i fattori che hanno favorito il miglioramento della salute orale negli ultimi decenni e contribuiranno ad un ulteriore miglioramento. Fondamentale è la pulizia della bocca e dei denti sin dai primi mesi di vita. Si incominciano a pulire i primi dentini con una garza umida o con dita di gomma. Successivamente si cercherà di utilizzare lo spazzolino prima possibile perché il bambino lo conosca e ne prenda confidenza. Si raccomanda, per i bambini più piccoli, la supervisione di un adulto per controllare l’uso del dentifricio e per uno spazzolamento più accurato. È importante fare controlli periodici, curare la carie anche nei denti decidui per proteggere il bambino dal rischio di avere dolore e di dover rimuovere il dente ormai “troppo malato”, per evitare il rischio di carie ai denti permanenti, di complicanze di tipo infettivo e per mantenere una buona igiene. Inoltre è di fondamentale importanza ridurre la quantità di cibi e di bevande zuccherate durante i pasti principali. Ricordiamo infine che educare a sane abitudini alimentari e di vita è importante nel prevenire, non solo le malattie del cavo orale ma anche molte altre patologie come ad esempio le malattie cardiovascolari, diabete, obesità».

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
«Ovviamente il mio prossimo obiettivo è continuare a formarmi. Vorrei fare un master per specializzarmi ulteriormente nel mio campo in modo da rispondere sempre più alle esigenze dei pazienti utilizzando le tecnologie più moderne e i sistemi innovativi per l’igiene dentale».

Un consiglio per i nostri lettori per mantenere una corretta igiene orale …
«La principale azione preventiva per una corretta igiene orale è la pulizia costante e quotidiana dei denti. È buona norma lavarsi i denti almeno tre volte al giorno dopo i pasti principali, evitando pasti intermedi qualora non vi sia la possibilità di usare lo spazzolino nell’immediato. Utilizzare il filo interdentale per la rimozione della placca tra dente e dente e fare uno sciacquo con collutorio una volta al giorno. L’igiene orale domestica non è sufficiente a garantire la corretta pulizia della bocca. È indispensabile affidarsi a professionisti per verificare periodicamente la salute del cavo orale e dei denti effettuando una vera prevenzione attiva e intervenendo con azioni specifiche per curare eventuali problemi. Per prevenire efficacemente la necessità di curarsi, bisogna recarsi dal dentista almeno una o due volte l’anno per effettuare un controllo completo e garantirsi quindi un’ottima salute orale».

Studio GDental
Via Comiso, 98
Mazzarrone
Tel. 0933-28091
fb: G Dental
www.studiogdental.it

 

ADV Cantine Pepi

Vignaiole siciliane a Mazzarrone

di Nicola Dal Falco

Fare vino e farlo molto bene a Mazzarrone, terra tradizionalmente destinata alla coltivazione d’uva da tavola, è una sfida che solo delle donne potevano concepire e realizzare. Rosa Pepi e sua figlia Erika, ci sono riuscite, potendo contare su delle maestranze che sono al novantotto per cento femminili.

Il successo delle Cantine Pepi nasce, però, da lontano. Da quattro generazioni, la storia della famiglia s’intreccia con il vino, toccando tutti gli aspetti, prima con la vendita all’ingrosso, poi con l’imbottigliamento e ora con la produzione in regime biologico di etichette, dove la qualità e l’identità del territorio sono le facce di un’identica medaglia.
Sono quaranta gli ettari a disposizione di cui trenta piantati per più della metà a Nero d’Avola, seguiti da una buona percentuale di Frappato, a cui si aggiungono il Syrah e in misura minore il Grillo e l’Insòlia.

Il terreno è di medio impasto con una struttura calcarea a cui si aggiungono l’argilla e la sabbia. Condizioni ideali per la circolazione dell’aria attorno alle radici, per trattenere l’umidità e perché la terra abbia una giusta consistenza. Gli impianti sono a spalliera, tranne per una vecchia vigna, coltivata a tendone dove si fa il Passito di Frappato.

Per scelta, le vigne non vengono irrigate artificialmente e la raccolta avviene rigorosamente a mano, selezionando grappolo per grappolo in modo da orientare la vinificazione secondo le caratteristiche dell’annata.
I vini delle Cantine Pepi sono, quindi, un frutto appassionato e ragionato dove non c’è soluzione di continuità tra la cura del campo e l’impegno in cantina.

Oggi, Rosa ed Erika producono quindici etichette, molto curate anche nell’aspetto grafico.
Il mercato di questi vini, rossi, bianchi e passito, abbraccia per l’80 per cento della produzione la Sicilia e l’Italia del centro e del nord. Il restante 20 per cento delle bottiglie raggiunge gli Stati Uniti, la Germania e l’Estremo Oriente. Non c’è un nome più appropriato per un Passito di Frappato, I.g.p. Terre Siciliane, che riesce quasi ad avere una consistenza e una delicatezza mielate, prodotto da un’azienda dove la quasi totalità delle maestranze, a partire dalla titolare, Rosa Pepi e da sua figlia Erika, sono donne.

A loro, vignaiole siciliane, va riconosciuto un legame speciale tra cielo e terra.
Un legame, comune ai vini della Cantine Pepi, esaltato però da un’etichetta, giunta al terzo anno di vita, con numeri ancora limitati a sottolineare la cura messa nel campo e in cantina, condivisa con l’enologo Alessandro Biancolin.
Rafforzato, ulteriormente, dal fatto che quest’azienda ha creduto nella possibilità di ampliare la vocazione vitivinicola del comune di Mazzarrone, da sempre identificato con l’uva da tavola. Il vino nasce nel podere Giurfo da uve Frappato, grazie alla presenza di vigne antiche che seguono ancora la coltivazione a tendone.
Una situazione che consente di tagliare in loco il tralcio, lasciando disidratare i grappoli per venti, venticinque giorni, sulla pianta, senza ricorrere all’uso di graticci.

Il podere Giurfo si estende per circa un ettaro. L’anno scorso, l’attenta selezione dei grappoli ha limitato la produzione a cinquecento litri che diventeranno seicento, quest’anno. La prima impressione in bocca, legata all’immagine del miele, dipende dal naturale residuo zuccherino, perfettamente bilanciato da una giusta freschezza e acidità. Le bottiglie da 500 ml di questo pregiato Passito di Frappato vengono numerate.

Cantine Pepi
Viale del Lavoro 7, Mazzarrone (Catania) 95040

Tel. +39 0933 28001
GPS 37.0987832 | 14.5587178

 

uva da tavola

Festival dell’uva da tavola a Mazzarrone

di Ernesto Girlando   Foto di Samuel Tasca

Si chiude una delle manifestazioni più attese dell’anno, un successo che dura da dieci anni.

La X edizione del “Festival internazionale dell’uva da tavola” di Mazzarrone saluta, com’è consuetudine, la fine dell’estate. É un saluto carico di gratitudine perché quel prodotto della nostra terra è il cuore dell’economia locale e distribuisce da secoli ricchezza e benessere a un vasto territorio.
“Si chiude con un bilancio più che positivo questa edizione del Festival dell’uva da tavola”. Sono le parole dell’Assessore alle Attività Agricole del Comune etneo, Nunzio Spataro. “É la manifestazione più attesa e importante che si svolge nel nostro comune e non era poi così scontato ottenere i successi che abbiamo ottenuto. La tenacia, la voglia di fare e, perché no, un pizzico di spregiudicatezza, hanno consentito alla nostra manifestazione di ottenere grandi risultati. Tanti i ringraziamenti. In primis all’Amministrazione comunale, alla Giunta del Sindaco Giannone, all’Associazione “Terra d’Ambra” della presidente, arch. Stefania Gurrieri”.

“Una manifestazione di tale portata – continua l’assessore – non sarebbe stata possibile senza la partecipazione delle aziende, cittadine e del circondario, senza gli sponsor, in primis “Abiomed” e senza – mi si consenta di dirlo – la generosità dei miei colleghi assessori, dei consiglieri comunali e del Sindaco che, oltre al sostegno in ambito organizzativo, non hanno esitato a partecipare financo economicamente, mettendoci del loro, per la buona riuscita delle iniziative”.

Tante le iniziative, appunto. Dal pregevole murales a cura di alcuni writers che, per il terzo anno consecutivo hanno trasformato dei muri bianchi in un colorato omaggio all’uva mazzarronese. E poi, le sculture artistiche d’uva, opera di artisti e giovani locali che grazie alla generosità degli operatori del settore, alla collaborazione del consorzio dell’uva da tavola I.g.p. di Mazzarrone, hanno montato le suggestive installazioni, grandemente ammirate dai visitatori. Una menzione particolare merita il Premio “Grappolo d’Oro”, anch’esso giunto alla decima edizione, che ha visto premiate personalità isolane che si sono distinte, con la loro attività, nel mondo, come il neurochirurgo dott. Ottavio Tomasi, originario di Mazzarrone, operante in varie parti d’Europa e negli Stati Uniti e il giovane palermitano, Roberto Lipari, vincitore della trasmissione di La7 “Eccezionale veramente”. Una sottolineatura particolare merita il premio alla memoria, assegnato quest’anno a Salvatore Di Stefano, uno dei pionieri dell’imprenditoria agricola locale. A fare da cornice, gli spettacoli comici e musicali con la partecipazione di artisti del calibro di Raf, di Sara Grimaldi, di Sasà Salvaggio, dell’Orchestra 900.
“Forse, l’edizione che si è appena conclusa sarà la mia ultima da assessore – conclude Nunzio Spataro – che traccia un bilancio di questi ultimi tre anni. Anni trascorsi non senza difficoltà, con una grande manifestazione da tenere in piedi in assenza di sovvenzioni pubbliche. Occorreva cuore, grinta, spirito d’iniziativa, fantasia. Tutto ciò che abbiamo messo”.