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spot amaro averna

Tre, due, uno… azione! La Sicilia come location di indimenticabili spot televisivi

di Federica Gorgone  Foto di Federica Gorgone e Laura Distefano

La Sicilia è un’isola che, grazie ai suoi meravigliosi paesaggi, si presta facilmente ad essere una location d’eccezione per film e pubblicità. I panorami mozzafiato di questa terra hanno così negli anni attratto molti registi che hanno reso l’isola protagonista di grandi successi. Ma quali sono gli spot televisivi che hanno avuto la nostra terra come set a “cielo aperto”? Mettetevi comodi e ricordiamoli insieme.

Una location che occupa un buon posto sul podio, perché tra le più scelte, è senza alcun dubbio Castellammare del Golfo. La cittadina, in provincia di Trapani, è stata protagonista, infatti, di diversi spot negli ultimi anni. Tra questi ricordiamo nel 2011 quello dell’Amaro Montenegro ormai conosciuto in tutto il mondo. Qui un gruppo di amici che doveva recarsi in città con i propri strumenti musicali rimane in panne con la barca. Lo splendido Golfo di Castellammare in occasione di quella giornata risultava “vestito a festa” e fa da sfondo magico durante tutto l’intero spot.

Altre pubblicità sono legate a questa cittadina. Ricordiamo ad esempio che nel 2010 Aldo, Giovanni e Giacomo girano, in occasione dei mondiali di calcio, la pubblicità della Wind proprio a Scopello, una frazione di Castellammare del Golfo. Ed ancora nel 2013 la Findus vi gira lo spot That’s Amore. Infine nel 2017 è il noto brand Guess che sceglie i faraglioni di Scopello come incredibile set.

fotogramma spot amaro montenegro
castellamare del golfo vista aerea

Proseguendo il nostro viaggio in Sicilia tra le pubblicità ecco che arriviamo alle rovine dei templi del Parco Archeologico di Selinunte, Patrimonio Unesco, che per la campagna #GucciPreFall19 diventa la sede dello spot 2019 di Gucci.

Nel 2020 è la Sicilia intera che diventa patria pubblicitaria dell’Amaro Averna Siciliano. Il liquore prodotto a Caltanissetta si presenta con una nuova etichetta che incarna tutte le diversità dell’isola. Ed allora cosa c’è di meglio che raccontarlo attraverso uno spot che mostra le immagini di diverse location tutte made in Sicily? Ecco che tra queste riconosciamo la splendida Cefalù (Palermo), la famosa Scala di Santa Maria del Monte di Caltagirone (Catania) e il suggestivo Teatro Andromeda di Santo Stefano di Quisquina (Agrigento).

spot amaro averna
testa di moro sulla scala di caltagirone

Da non dimenticare, quando si parla di pubblicità girate in Sicilia, vi sono quelle di Dolce e Gabbana che oltre a vedere l’isola come fonte d’ispirazione per le proprie collezioni la scelgono spesso per le loro campagne pubblicitarie. Nel 2017 ad esempio scelgono Cefalù come location per lo spot del rossetto Miss Sicily, mentre per la campagna D&G Millennials decidono di accostare passanti ed ambulanti del noto mercato del Capo di Palermo alla nuova collezione.

cattedrale di palermo

A proposito di Palermo, è proprio lei a diventare nell’ultimo spot del 2021 della Red Bull la location d’eccellenza in cui si vede sfrecciare la monoposto di Verstappen, pilota olandese della Formula 1, tra le strade. Ciao Palermo: Monza is calling è il titolo della pubblicità. Come dimenticarla? Diffusa nei canali social della Red Bull diventa subito virale e fa in pochissimo tempo il giro del mondo raggiungendo milioni di visualizzazioni. In questa occasione vediamo la macchina del pilota sfrecciare tra le putìe colorate del mercato di Ballarò, di fronte la Cattedrale al rintocco delle campane, ai Quattro Canti e al Foro Italico per poi terminare la sua corsa a Mondello.

fotogramma spot redbull palermo
fotogramma spot redbull palermo

Negli ultimi mesi invece è Siracusa, ad essere stata scelta da noti brand come luogo in cui girare i loro spot. Vedremo presto, infatti, quello della Birra Peroni girato tra Ortigia e Punta del Pero (Siracusa). Infine lo scorso 21 febbraio la San Pellegrino ha scelto gli scorci della città aretusea per promuovere il suo marchio. Ma se ricordate non è la prima volta che il brand sceglie la Sicilia! Infatti nel 2019 la scelta ricadde sulla spettacolare Marzamemi in occasione dello spot in cui si celebravano i 120 anni dell’Acqua San Pellegrino.

 

faraglioni tonnara scopello sicily

Tour delle Tonnare di Sicilia: la rotta dell’amore

Articolo di Giulia Monaco

Le tonnare sono l’emblema della pesca sostenibile di una delle specie più preziose del Mediterraneo: il tonno rosso. Introdotte durante la dominazione islamica, nel Medioevo le tonnare siciliane dominavano l’intera area mediterranea. Oggi vecchi stabilimenti costellano i litorali dell’isola e, come vecchie fotografie virate seppia, evocano un’atmosfera antica: un’atmosfera madida della fatica dei pescatori, di vite divise tra terra e mare, di gesti antichi e canti corali.

Immaginiamo di partire per un tour alla scoperta delle tonnare più belle, seguendo idealmente i tonni nella loro “rotta dell’amore”: dalle tonnare di “andata” del versante occidentale, che intercettavano i tonni prima della riproduzione, fino a quelle “di ritorno” del versante ionico, che li catturavano mentre tornavano in mare aperto dopo la stagione degli amori.

Tonnara di Bonagia di Antonio Palumbo

Tonnara di Avola di Silvia Ferrara

Tonnara di Favignana

Nella seconda metà dell’Ottocento la famiglia Florio costruì a Favignana la “regina delle tonnare”, una delle più grandi del Mediterraneo, decretando così la fortuna dell’isola, che ne guadagnò un forte stimolo economico e culturale. L’ ex Stabilimento Florio, che nel 2007 fu teatro dell’ultima mattanza, oggi punta ad affermarsi come la tonnara più sostenibile d’Italia, ambendo a riqualificare la pesca tradizionale grazie al sostegno delle associazioni ambientaliste.

Tonnara di Favignana di Francesco Cancelli

Tonnara di Scopello

In una cala ai piedi del borgo di Scopello si staglia una tonnara di rara bellezza. Costruita intorno al XIII secolo, è considerata la più antica della Sicilia. Pare che proprio qui sorgesse la mitologica città di Cetaria, così chiamata per l’abbondante presenza di tonni. La tonnara venne modificata più volte nel corso dei secoli, ma è con la famiglia Florio che conobbe il suo massimo splendore.
Collocata in un paesaggio unico, a un passo dalla Riserva dello Zingaro, oggi è un’incantevole testimonianza della storia e dell’economia del territorio.

Tonnara dell’Orsa

La Tonnara dell’Orsa è una torre di difesa risalente al Trecento che si erge in una piccola baia sulla costa di Cinisi. Il toponimo deriverebbe dal termine arabo ìrsa, cioè ancoraggio, attracco. Nel Quattrocento entrò far parte del patrimonio dei padri benedettini all’Abbazia di San Martino delle Scale. Da tempo dismessa, oggi è un gioiello tornato a splendere che ospita eventi, rassegne e attività di promozione ambientale.

Tonnara Arenella

Il complesso dell’Arenella, situato nell’omonimo quartiere di Palermo, ha origini molto antiche, risalenti al Trecento. Nell’Ottocento, grazie all’iniziativa di Vincenzo Florio e alla maestria dell’architetto Carlo Giachery, nacque la palazzina dei “Quattro Pizzi”, un piccolo gioiello in stile neogotico inglese. Dismessa nei primi del Novecento, la tonnara rimase la residenza della famiglia Florio. Ospitò anche personalità illustri come la zarina di Russia, che se ne innamorò al punto dal far riprodurre i Quattro Pizzi nella sua residenza estiva, nei pressi di San Pietroburgo.

Tonnara di Vendicari

La tonnara di Vendicari, detta anche Bafutu (da Capo Bojutu) venne costruita attorno al 1700, e rimase in funzione fino alla Seconda Guerra Mondiale. Oggi è un eccellente esempio di archeologia industriale che domina l’intero litorale, attorniato da antiche case di pescatori. Poco lontano dalla tonnara si erge la Torre Sveva, un’imponente struttura di difesa costruita nel Quattrocento. Tutto intorno si dispiega la riserva protetta, una mirabile oasi di natura incontaminata.

Tonnara di Vendicari di Maria Cristina Litrico

Tonnara di Marzamemi

La Tonnara di Marzamemi è tra le più importanti della Sicilia orientale. Risalente al periodo arabo, nel Seicento fu acquisita dal Principe di Villadorata, che la riqualificò costruendovi attorno un borgo di pescatori. Il centro della tonnara è il Palazzo Villadorata, un elegante edificio barocco che si affaccia su Piazza Regina Margherita. Marzamemi, dall’arabo marsa al hamem, “rada delle tortore”, oggi è un borgo marinaro caratterizzato da scorci suggestivi e pittoreschi.

Tonnara di Marzamemi

Tonnara di Santa Panagia di Dario Bottaro

Tonnara di Avola di Gabriele Campisi

festival cinema marzamemi

Il Festival del Cinema di Marzamemi abbatte ogni frontiera

Articolo di Samuel Tasca    Foto di Valentino Cilmi

Accompagnati da ospiti di riguardo come Pif (il cui vero nome è Pierfrancesco Diliberto) ed Elit Iscan, la piazza di Marzamemi si trasforma in una sala sotto le stelle, puntando a eliminare le barriere politiche e interiori attraverso la magia del cinema.

Marzamemi. Arrivati nella bellissima Piazza Regina Margherita abbiamo l’impressione di essere finiti all’interno del set di “Nuovo Cinema Paradiso”, in quella scena indimenticabile nella quale Alfredo e Totò facevano sognare i loro compaesani trasformando la piazza in un cinema sotto le stelle. Ed è proprio quello che succede ormai ogni anno a Marzamemi, in occasione del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera, che quest’anno arriva alla maggiore età con la sua diciottesima edizione, svoltasi dal 12 al 15 Settembre.

Ed è proprio in questa piazza dal fascino antico, definita appunto “la sala a cielo aperto più grande e più a sud d’Europa”, e in altri punti della città, che sono stati proiettati i film partecipanti al concorso, provenienti da tutto il mondo.
Il tema scelto per questa diciottesima edizione è stato la Linea d’Ombra, spiegata così da Nello Correale, ideatore e direttore del Festival: «Aldilà della politica, dell’economia o delle ideologie politiche alla fine è la coscienza che decide. […] Le storie raccontate sullo schermo di Marzamemi lo dimostrano: la “frontiera” più difficile da superare per tutti noi è quella “interiore”».
Ad aggiudicarsi il premio come miglior film è stato “La Mélodie” di Rachid Hami (Francia 2017). “Una commedia leggera ma con un messaggio serio che […] riesce a proporre importanti temi sociali di attualità, l’attraversamento delle frontiere e il superamento dei pregiudizi, attraverso il linguaggio universale della musica”.


“Idris” di Kassim Yassin Saleh (Italia 2017) si aggiudica il premio come miglior cortometraggio; il Premio Speciale della Giuria è andato invece a “Salveger” di Angelica Germanà Bozza (Italia 2018), e per la prima volta, la Presidenza della Camera dei Deputati ha concesso un premio che è andato al film “Due piccoli italiani” di Paolo Sassanelli (Italia/Islanda 2018).
Anche in questa edizione non sono mancati nomi importanti provenienti dall’ambito nazionale e internazionale: la giuria dei lungometraggi composta dai registi Daniele Ciprì, Mohammed Soudani, Roland Sejiko e dall’attrice Lucia Sardo; la giuria che ha esaminato i corti, composta invece dalla produttrice Linda Di Dio, dall’attrice Elit Iscan, anche madrina della manifestazione, e da Giuseppe Gambina dell’Anec. Tra gli ospiti inoltre, la regista ungherese Lili Nargy, l’attrice Donatella Finocchiaro e l’attore e regista Pif. «In un periodo in cui si pensa di fare comunità stando seduti in casa davanti a un computer, i Festival come questi hanno qualcosa di miracoloso. Stare seduti in una piazza a ridere, scherzare, commuoversi insieme è davvero strepitoso».

Queste le parole di Pif davanti al pubblico di Piazza Regina Margherita e poi ancora ai microfoni dei giornalisti, rivolto ai ragazzi che vorrebbero fare cinema: «È fondamentale in questo lavoro capire se si ha qualcosa da dire, se si ha un punto di vista diverso rispetto agli altri. […] I miei primi cortometraggi erano bruttissimi perché mi rendo conto che non avevo un mio punto di vista del mondo. Quindi prima di gettarsi in quest’avventura è fondamentale farsi questa domanda». Parlando della sua Sicilia invece conclude dicendo: «Io sono cautamente ottimista, guardo i fatti. Se faccio un paragone tra quando io avevo dieci anni e un bambino di oggi, siamo due mondi completamente diversi. A quel tempo Palermo era completamente in mano alla mafia. Oggi, se vuoi aprire un negozio puoi farlo senza pagare il pizzo. Io, e non solo io, ho girato un film senza pagare il pizzo. Sono momenti di libertà di cui dovremmo fermarci e godere. Questo è profumo di libertà… quindi sono ottimista. Il vero problema è che la mafia verrà sconfitta quando i siciliani decideranno di sconfiggerla. È arrivato, secondo me, il momento di girare il dito e di puntarlo verso di noi stavolta».

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Marzamemi e Vendicari, l’itinerario di una Sicilia autentica

Articolo di Irene Novello   Foto di Andrea Raiti e Samuel Tasca

La Sicilia è una terra di antiche memorie, museo a cielo aperto di architetture, caleidoscopio di suoni, colori, sapori e immagini che lascia un segno indelebile in chiunque la attraversi. Fin dall’antichità è stata una meta ambita da diversi viaggiatori, oggi è una delle destinazioni turistiche più gettonate, il cui numero di utenti è in forte crescita, soprattutto tra gli stranieri.
Chi vuole trascorrere una vacanza in Sicilia, in qualsiasi periodo dell’anno, ha davanti a sé una gamma ricca e variegata di posti da visitare, unici in ogni angolo dell’Isola. Uno dei territori che racchiude i tratti della Sicilia più autentica è quello compreso tra Pachino e Noto.


In questo tratto di costa della Sicilia sud-orientale non potete non visitare il borgo marinaro di Marzamemi, frazione di Pachino, in provincia di Siracusa. La sua fortuna è stata da sempre legata alla pesca, alla Tonnara, tra le più importanti della Sicilia, e alla commercializzazione dei prodotti tipici in tutto il Mediterraneo. Il borgo, visse un’importante fase di ristrutturazione nel 1630 quando si insediò la famiglia Villadorata; oggi è, infatti, possibile visitare il Palazzo di Villadorata, residenza del principe, la Chiesa di San Francesco di Paola, Patrono del borgo, celebrato ogni anno il 20 agosto, le case dei pescatori, edifici che si raccordano attorno alla Piazza Regina Margherita. Il borgo è meta ideale per visitare il sud della Sicilia, per godersi il mare cristallino e fare una vacanza dal ritmo lento e rilassato. Se infatti siete amanti della natura e dell’escursionismo a circa 10 chilometri a nord da Marzamemi dovete visitare la Riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari. È una delle poche zone umide costiere di importanza internazionale, con un’estensione di circa 500 ettari, istituita nel 1984 con decreto del Ministero dell’Agricoltura e Foreste. L’Oasi è caratterizzata da una vasta spiaggia a formazioni dunali e modesti affioramenti di scogli.

L’area riveste un importante interesse naturalistico per i suoi pantani salmastri, luoghi di sosta per gli uccelli migratori che vi si fermano a svernare o a riposare nel corso del loro lungo viaggio da un continente all’altro. Infatti, una delle attività più praticate nella riserva è il birdwatching, nei vari capanni gli appassionati e i dilettanti cercano di immortalare i numerosi volatili che animano i pantani. I fenicotteri rosa sono una delle specie presenti nella riserva che è diventata in Sicilia il secondo sito di nidificazione per la specie, dopo Priolo, e la più piccola colonia nidificante del Mediterraneo. Se siete amanti delle lunghe passeggiate all’interno della riserva potete praticare anche l’escursionismo tra i tre percorsi proposti, visitare le spiagge tra cui quella di Calamosche insignita nel 2005 da Legambiente del titolo di “Spiaggia più bella d’Italia”, i boschi di ginepro e i vari siti archeologici presenti.

La storia della riserva è piuttosto articolata, frequentata sin dall’epoca greca, nella zona della cosiddetta “balata”, una spianata rocciosa utilizzata come banchina portuale, forse anche uno scalo commerciale di epoca fenicia. La frequentazione è testimoniata anche dalla cella di un tempio vicino al pantano Scirbia. Interessanti sono i ruderi della cittadella dei Maccari, villaggio bizantino del VI secolo d.C., dove sono visibili i resti della Basilica detta “Trigona”. Di particolare rilievo sono la Torre Sveva, costruita nel XV secolo dal Duca di Noto Pietro D’Aragona, utilizzata per difendere il porticciolo, la comunità locale e la Tonnara settecentesca conosciuta anche con il nome di “Bafutu” che cessò la sua attività nel 1943. Dopo questa passeggiata, indossate pinne e occhiali e tuffatevi! I fondali della riserva sono meravigliosi per gli appassionati dello snorkeling.