Articoli

presentazione libro c'è sempre il mare

“C’è sempre il mare ” giovedì la presentazione del romanzo del giornalista Domenico Russello

Licata -Giovedì 24 Novembre alle 17 al Museo archeologico di Licata sarà possibile assistere alla presentazione del romanzo “C’è sempre il mare” del giornalista gelese Domenico Russello, pubblicato da L’Erudita editrice, marchio Giulio Perrone editore.

Durante la serata, organizzata dall’Associazione Progresso e dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, converseranno con l’autore: Francesco Pira, docente di sociologia all’Università di Messina, Merelinda Staita, docente di lettere e Salvo D’Addeo, musicista e regista del film U Scrusciu du Mari.

presentazione libro c'è sempre il mare

Il libro, già finalista al concorso letterario internazionale Dostoevskij 2021, è una raccolta di sette racconti che spaziano dall’eco delle memorie d’infanzia alle riflessioni sul presente, proponendo sensazioni che riempiono di umori ed emozioni ogni pagina. I profumi della propria terra, i legami più speciali, la contemplazione della bellezza che ci circonda mentre il tempo intorno a noi scorre, lento ma inesorabile, obbligandoci a cogliere la necessità dell’attimo, l’importanza di un pensiero, la dolcezza delle carezze della vita. Questo e tanto altro ancora nelle pagine intensissime scritte dall’autore, in cui il mare si assapora, si accarezza, si vive. Il libro è disponibile e ordinabile in libreria e su tutti i principali store digitali, da Mondadori store ad Ibs. Prima e dopo la presentazione sarà possibile visitare le sale del Museo aperto per l’occasione.

Conclusa con grande successo la quarta edizione di Etnabook

Volge al termine Etnabook 2022, cinque giornate fitte di incontri e confronti che hanno avuto come obiettivo primario quello di diffondere la cultura e far avvicinare tanti appassionati e curiosi ai libri e alla lettura.

Il presidente Cirino Cristaldi in chiusura ha affermato: “sono molto soddisfatto per la buona riuscita dell’evento che anno dopo anno cresce sempre più. Il nostro è un continuo Diventare, e, proprio per questo, sin da domani ci metteremo a lavoro per organizzare la quinta edizione di Etnabook, che sarà quella della maturità”.

premio cecchi paone

Il Festival negli anni ha formato una vera è propria rete che unisce il cuore di Catania ai Comuni limitrofi, cercando di abbracciare tutto il territorio etneo e proponendo diversi appuntamenti nell’hinterland.  

Oltre agli incontri al Palazzo della Cultura di Catania, roccaforte del festival, ci sono stati quelli all’Expo Pedara, coordinati egregiamente da Simona Zagarella e Mario Cunsolo del Circolo Letterario Pennagramma. E poi ancora la sezione EtnaKids con appuntamenti al Campus Athena e presso il Mondadori Bookstore D’Annunzio. Infine le presentazioni di Algra Editore che hanno tenuto compagnia, ogni pomeriggio, al pubblico della Rinascente.

Appuntamenti a cui il pubblico ha sempre risposto con entusiasmo, così come i due incontri svoltisi alla Mondadori del Centro Commerciale Katanè, che hanno aperto la prima giornata del festival con due celebri scrittrici, Francesca Maccani e Viola Di Grado, entrambe premiate con la menzione speciale di Letto, Riletto, Recensito consegnata dal fondatore del premio, nonché nostro presidente scientifico del festival, Salvatore Massimo Fazio. Lo stesso riconoscimento è stato assegnato durante le giornate del festival, ad autori quali Massimo Arcidiacono, Orazio Licandro e Francesca Calì.

etnabook premio

Interessanti ed emozionanti sono stanti anche gli incontri della rassegna EtnaStar, ideata e organizzata da Debora Scalzo. Tra questi, spicca l’incontro Per non dimenticare con Giovanni La Perna, Antonio Vullo e Rosalba Cassarà (questi ultimi in collegamento telefonico). A distanza di 30 anni dai tremendi attentati mafiosi ai giudici Falcone e Borsellino, abbiamo voluto ricordare il loro lavoro e il grande impegno civile di questi uomini attraverso il racconto e le testimonianze di chi quelle tragedie le ha vissute in prima persona. A La Perna e Vullo sono stati consegnati delle menzioni speciali di EtnaStar.

etnabook cecchi paone

Tra gli incontri più interessanti, quello con Alessandro Cecchi Paone, che nelle vesti di consulente artistico di questa quarta edizione è stato un valore aggiunto, capace di scaturire una crescita culturale e strutturale di tutta la manifestazione. Cecchi Paone, insignito per l’occasione con il Premio EtnaStar – Cascia Lab per l’eccellenza italiana,  ha parlato di informazione, futuro, di giovani e tecnologia, coinvolgendo il pubblico presente come solo lui, da grande divulgatore scientifico, sa fare.

Non sono mancati in questa edizione i Premi Etnabook attribuiti a personalità che si sono distinte in campo culturale e letterario, consegnati al giornalista e autore Francesco Musolino e agli scrittori Adriano Di Gregorio e Barbara Bellomo.

Etnabook premio

Il tema di quest’anno è stato Diventare e a conclusione possiamo affermare che Etnabook diventa anno dopo anno un festival di riferimento per la cultura italiana, questo accade grazie all’impegno della giovane direzione organizzativa e di tutte le maestranze fatte di professionisti, tecnici e volontari che lavorano incessantemente per realizzare un Festival di qualità e alla portata di tutti. 

Ringraziamo tutti i partner e gli sponsor che hanno collaborato con il Festival e anche i sindaci e gli assessori dei Comuni di Catania, Gravina di Catania e Pedara per averci supportato.

 

Ci vediamo presto a Etnabook 2023!

Raccontami di Te a Donnafugata

I RACCONTI PRENDONO FORMA E DIVENTANO OPERE D’ARTE. SUCCESSO DI PARTECIPAZIONE PER IL PROGETTO “RACCONTAMI DI TE” AL CASTELLO DI DONNAFUGATA. UN ESPERIMENTO LETTERARIO DA CUI E’ NATO GIA’ UN PRIMO LIBRO E UNA MOSTRA

Momenti che diventano ricordi, ricordi che diventano parole, parole che diventano colori. E poi prendono forma e diventano opere d’arte. Un inaspettato quanto straordinario successo per l’iniziativa “Raccontami di te”, la prima edizione del contest promosso da Malìa, start-up ragusana in ambito culturale, che ha chiamato a raccolta, ottenendo la partecipazione da più parti d’Italia, scrittori e non che si sono cimentati nella produzione di un racconto riguardante una persona cara.

In pochi mesi sono arrivati vari testi, molto interessanti e pieni di ricordi, ma anche di aneddoti e curiosità. Dall’iniziativa lanciata da Debhorah Di Rosa e Salvo Garipoli sono stati selezionati 38 racconti inseriti nel volume del libro “Raccontami di te” presentato ufficialmente al Castello di Donnafugata a Ragusa e “trasformati” in opere d’arte da sei artisti siciliani, Claudia Clemente, Simone Favero, Denise Giacchi, Ilenia Madaro, Milena Nicosia, Mario Occhipinti.

Raccontami di Te a Donnafugata

Ispirati dalle parole di quei racconti, hanno creato quadri che raffigurano quelle storie adesso in mostra fino al 29 settembre (dal martedì alla domenica dalle 16 alle 20) nella sala bianca del castello, inaugurata al termine di una piacevole serata che ha visto, tra gli ospiti, anche lo scrittore Michele Arezzo e il bravissimo violinista Daniele Rizza e oltre 300 spettatori. Ma la cosa forse più bella è stato l’incontro tra gli autori dei racconti e i sei artisti che hanno interpretato quei racconti per farli diventare opere d’arte e che per la prima volta si sono incontrati tra gli applausi di tutti. “Un’emozione vissuta pienamente, con tante sfumature diverse, dall’inizio, da quando è nata l’idea, fino ad adesso con la pubblicazione del libro che raccoglie i racconti, un esperimento letterario che ci ha arricchito tantissimo, in primis a noi ma anche a tutte le persone che si sono lasciate coinvolgere – spiegano gli ideatori Debhorah Di Rosa e Salvo Garipoli -.

Raccontami di te al castello di donnafugata

Le parole sono diventate colori, e insieme hanno creato un corpus unico che adesso si potrà ammirare al Castello di Donnafugata sprigionando arte”. Il progetto ha il patrocinio del Comune di Ragusa, con in testa il sindaco Peppe Cassì e l’assessore alla Cultura, Clorinda Arezzo e il supporto dell’associazione nazionale Case della Memoria. Informazioni sul sito www.raccontamidite.com che è una vera e propria piattaforma digitale, nata per dare voce a tutti coloro i quali vogliono raccontare il proprio vissuto attraverso la storia di una persona speciale.

È ripartito il sogno di Totò Cascio

di Omar Gelsomino

Tutto è iniziato per gioco ed inconsapevolmente è diventato famoso in tutto il mondo. L’ex enfant prodige di Nuovo Cinema Paradiso, Salvatore “Totò” Cascio, uno dei protagonisti del capolavoro del grande Giuseppe Tornatore, vincitore del Grand Prix nel 1989 e dell’Oscar nel 1990, interpretava un suo coetaneo, Salvatore, la cui attrazione per le pellicole cinematografiche gli allevia la consapevolezza che non avrebbe più rivisto il padre andato a combattere in Russia. Ruolo che gli è valso il Bafta.

nuovo cinema paradiso totò cascio

L’incontro con Giuseppe Tornatore, nonostante la giovanissima età, e la partecipazione in Nuovo Cinema Paradiso gli cambia la vita. «La passione per il cinema è nata per caso. Nel maggio del 1988, prima che iniziassero le riprese del film, fra i tanti bambini fui fotografato anche io, così fui scelto per interpretare il mio personaggio. All’inizio era solo un gioco, non mi rendevo conto del mondo in cui ero stato catapultato, di tutto il cast stellare: da Philippe Noiret a Leo Gullotta a Jacques Perrin e altri attori. Tornatore mi ha insegnato la disciplina, necessaria per raggiungere qualsiasi obiettivo. Questo film parla di una Sicilia bella, che vuol ripartire dopo la guerra, che ha voglia di sognare, di credere, di appassionarsi, di emozionarsi. A mio avviso è un film che dà lustro alla nostra amata Sicilia».

totò cascio nuovo cinema paradiso

Dopo ha interpretato altri ruoli con famosi registi e sono arrivati diversi premi. «Anche dopo il successo del film l’ho vissuto come un gioco, non ho mai cambiato il mio modo di pensare, di vivere. L’umiltà è la base, non devi cambiare. Sono grato per il successo che ho avuto». Lui che nel film è sorridente e spensierato, dallo sguardo vivo e allegro, passa dalle luci della ribalta di quando è bambino alla sofferenza dell’adolescenza. «La retinite pigmentosa è una malattia invalidante, non ho voluto condividerla, non ho voluto parlarne. Mi sono chiuso in me stesso e l’ho vissuta come una vergogna, una colpa. Sono entrato in un circolo vizioso fatto di panico, di paura del giudizio, di non piacere più. È come se ad un tratto quel bambino brillante non ci fosse più, sono stato come ingabbiato dal personaggio. Adesso ho accettato il problema, ma dopo la pubblicazione del libro e gli inviti in Tv e ad altri eventi avevo paura del pietismo, invece ho incontrato tante persone che mi hanno dimostrato il loro affetto. Per anni ho vissuto la mia retinite come se fosse la mia condanna, quando l’ho accettata ho cambiato la prospettiva facendola diventare la mia condizione. Mi ha restituito l’armonia perduta».

la gloria e la prova di salatore cascio

In questi anni tante sono state le rinunce professionali. «Ho vissuto normalmente nella mia città gestendo i due supermercati di famiglia. Declinavo le interviste e gli inviti in televisione. Poi, durante un’intervista, sentii il bisogno di rispondere e spiegare il motivo del mio abbandono del mondo del cinema. Successivamente la notizia fu ripresa dagli altri media e così mi chiamò la Telethon per fare un cortometraggio e Andrea Bocelli oer dimostrarmi il suo sostegno. In seguito è nato il libro insieme a Giorgio De Martino e da allora non mi sono più fermato».

salvatore cascio

Nel libro, “La gloria e la prova”, in cui ha raccontato la sua esperienza di vita ha investito il suo futuro, la sua ripartenza. «Nella mia anima e nella mia mente suonava già questo titolo: il buon Dio mi ha dato la gloria, il successo, l’affetto delle persone; poi ho avuto la prova. Ecco perché ho scelto questo titolo, “Il mio Nuovo Cinema Paradiso 2.0” è il sottotitolo, come segno di ripartenza. Insieme a Marilena Piu, una bravissima attrice siciliana, abbiamo creato un format dove lei è la voce narrante del mio libro. In autunno progettiamo di portarlo a teatro e nelle scuole. Come nel film il cinema è stato ricostruito ed è ripartito il sogno». Tanti i desideri che accomunano il Totò di Nuovo Cinema Paradiso con l’uomo di oggi. «Dopo questa ripartenza desidero avere una mia famiglia, valutare tutte le proposte e i progetti che stanno arrivando, sempre con umiltà. Non voglio mettere limiti a ciò che il buon Dio mi darà».

 

Locandina presentazione libro Madonne aretusee di Dario Bottaro

Presentazione del libro di Dario Bottaro e mostra di immagini rappresentative. L’assessore Samonà: “Un’occasione preziosa per valorizzare il ricco patrimonio regionale”

Le tante donne, madri, in fuga con i loro figli dal dolore, ci restituiscono in questi giorni il senso della continuità della vita. Alle donne della cristianità, alle Madonne rappresentate nell’atto di allattare ma anche di occuparsi del proprio bambino, è dedicato un prezioso volume che prende in esame le madonne rinascimentali custodite alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo ma anche all’interno delle numerose chiese della provincia di Siracusa.


Giovedì 7 aprile alle 17.30 proprio a Palazzo Bellomo verrà presentato il libro “Vergine Madre. Le Madonne col Bambino nel Rinascimento aretuseo dalla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo al Val di Noto”, curato da Dario Bottaro.

Insieme all’Autore saranno presenti la direttrice della Galleria Regionale di Palazzo Bellomo Rita Insolia, il direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali e l’edilizia di Culto don Gianluca Belfiore e il prof. Michele Romano dell’Accademia di Belle arti di Catania.
In occasione della presentazione del libro verranno esposte due piccole sculture provenienti dai depositi della Galleria Bellomo oltre ad alcune immagini rappresentative delle opere custodite nelle chiese di Siracusa, Ferla, Lentini, Noto e Palazzolo Acreide.

Locandina presentazione libro Madonne aretusee di Dario Bottaro“Il volume  – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà – è un’occasione preziosa per valorizzare un particolare segmento del ricco patrimonio regionale presente in una parte della nostra Isola ricca di testimonianze che portano la firma dei Gagini e di altri artisti che operarono in Sicilia tra il XV e il XVI secolo. Proprio ai Gagini – evidenza l’Assessore Samonà – abbiamo dedicato qualche giorno fa un’iniziativa, che è il primo segmento di un più vasto itinerario che comprenderà le opere presenti tra la Sicilia orientale e la Calabria”.


La pubblicazione, sapientemente illustrata, si sviluppa attraverso un percorso di ricerca nella statuaria marmorea della provincia di Siracusa, creando un dialogo tra la collezione di Palazzo Bellomo e le più belle rappresentazioni di maternità sacra presenti nel territorio, che ricomprende anche la diocesi di Noto.

Francesco Pira

In libreria la seconda raccolta del sociologo siciliano Francesco Pira

PIRAterie 2 La Vendetta brevi riflessioni sulla social esistenza quotidiana

 

L’autore: “Sfogliando le pagine potrete poi rendervi conto di come questo testo parli di noi.  Da diversi anni subiamo la fragilizzazione del sistema informativo. Questo ha prodotto il risultato che i media si stanno, di fatto, trasformando in mero specchio della società anche nei suoi aspetti più deteriori. Una deriva che l’avvento dei Social ha acuito e che la crisi generata dalla pandemia da  Covid-19  ha ulteriormente complicato”.

 

Agrigento – È arrivato nell’ultimo giorno del 2021 in tutte le librerie italiane e on line la seconda edizione di un testo “PIRAterie” che ha avuto un successo straordinario.

Questa volta l’autore, Francesco Pira, con grande complicità dell’editore indipendente, Antonio Liotta, patron di Medinova, ha voluto trasformare il PIRAta buono, in un PIRAta molto cattivo, dal volto arrabbiatissimo che già dalla copertina (un lavoro straordinario del Maestro palermitano Nicolò D’Alessandro, autore anche della precedente) capace di raccontare cosa è successo nella nostra faticosa “social esistenza quotidiana”. 

“C’è un aneddoto davvero buffo che voglio raccontare su questo libro – spiega sorridendo l’autore Francesco Pira, professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Messina, saggista e giornalista – quando abbiamo parlato della copertina con il Maestro D’Alessandro e con l’editore Liotta, mi hanno chiesto un’immagine in cui ero particolarmente arrabbiato. Ma non l’ho mai trovata. E quindi era difficilissimo alterare i caratteri per rendermi in copertina un PIRAta adirato e molto brutto”. 

L’autore ha voluto dedicare il libro a quello che definisce un suo cugino-fratello Ugo Grillo scomparso a soli cinquanta anni, stroncato da un terribile male.

Il Libro

 

PIRATERIE 2 LA Vendetta riprende idealmente il percorso lasciato che Pira aveva temporaneamente concluso nel 2018.  E che non si tratti di una replica, ma di un’analisi verticale e multifattoriale lo evidenziano le sette sezioni, in cui il libro è stato suddiviso. Secondo il professor Francesco Pira: “Sfogliando le pagine potrete poi rendervi conto di come questo testo parli di noi. Da diversi anni subiamo la fragilizzazione del sistema informativo Questo ha prodotto il risultato che i media si stanno, di fatto, trasformando in mero specchio della società anche nei suoi aspetti più deteriori. Una deriva che l’avvento dei Social ha acuito e che la crisi generata dalla pandemia da Covid-19 ha ulteriormente complicato”. Si è così è generata un’ulteriore pandemia, quella della disinformazione, capace di acuire le dinamiche della polarizzazione, che per loro natura si oppongono ai processi di partecipazione democratica. 

Così, a dispetto del numero “infinito” di informazioni cui ognuno di noi può avere accesso, si stanno riducendo gli strumenti e gli spazi che consentono una reale e continuativa partecipazione dei cittadini allo sviluppo della democrazia.

“I Social Network sono diventati il mezzo più usato. Con nuovi codici e nuovi linguaggi, è vero. Ma ormai le relazioni in presenza sono davvero relative. E se la prima speranza era quella che saremo migliori dopo il Covid 19, al momento il dato certo è che le difficoltà  sono tantissime. Di certo bisogna sfuggire alla semplificazione – sostiene l’autore – alle distorsioni del determinismo tecnologico: questa è la grande sfida per andare oltre l’era della post-verità e i modelli di costruzione identitaria che essa sta imponendo. Ed è questo quello che voi, seppure in forma leggera, suscitando il sorriso, quel riso amaro di chi sa – purtroppo comprende – e vorrei sentisse la responsabilità etica di intervenire”.

Come spiega nella sua prefazione Antonello Piraneo, direttore del quotidiano “La Sicilia” dove vengono ospitate le PIRATERIE tutte le domeniche nelle pagine culturali: “le istantanee di vita vissuta che Francesco Pira propone nei suoi “pezzi sembrano scene di un film in cui ciascuno di noi si rivede di certo soprattutto per quanto riguarda il rapporto disfunzionale con le nuove tecnologie e i Social. È una satira talora velata, talora sagace e pungente, ma mai dissacrante, in quanto ha un fine didascalico”. 

 

Nella post fazione la docente e giornalista Cristina Graziano sottolinea come: “oggi più che mai bisogna promuovere il valore della persona, di cui ci impegniamo a prenderci cura per concorrere alla costruzione condivisa di paradigmi aperti alla novità e dare vita a cose nuove, ad un linguaggio di verità, oltre gli stereotipi… Ed il Prof. Pira, da sociologo e giornalista, questo lo fa quotidianamente anche con le sue PIRAterie, che fanno leva sul potere terapeutico della parola, con la convinzione che a fare la differenza debba essere questa rinnovata consapevolezza agita e parlata nella quotidianità di ciascuno, perché da adulti di riferimento abbiamo l’obbligo morale e la responsabilità sociale di non sostituirci ai giovani, ma di dare loro gli strumenti per affrontare da protagonisti il divenire, divenendone volutamente e caparbiamente artefici”.

L’ Autore

 

Francesco Pira, è professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, dove è Delegato del Rettore alla Comunicazione e Coordinatore Didattico del Master in “Esperto in Comunicazione Digitale per la Pubblica Amministrazione e l’impresa”. È visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid e docente Erasmus presso le Università di Wroclaw e Lublino (Polonia).

Insegna Giornalismo e Comunicazione e svolge un’intensa attività di ricerca. Saggista e giornalista firma la Rubrica PIRATERIE, dedicata alle nuove tecnologie, nelle pagine culturali del quotidiano “La Sicilia” la cui seconda raccolta è contenuta in questo libro. La prima ha avuto un notevole successo. Columnist del quotidiano statunitense La Voce di New York, collabora con testate nazionali e regionali. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica e giornalistica, è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e ha ricevuto numerosi Premi nazionali e internazionali. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli scientifici. È coautore della biografia del popolare telecronista Bruno Pizzul. Con Medinova ha già pubblicato PIRATERIE e FAKE NEWS con Raimondo Moncada.

 

 

PER CONTATTARE L’EDITORE

Dott. Antonio Liotta Presidente Medinova Edizioni

+39 3387406341 antoniliotta@gmail.com

PER CONTATTARE L’AUTORE

Prof. Francesco Pira+39 3477119148

Mail franz.pira@gmail.com

Francesco Santocono

Il nuovo romanzo di Francesco Santocono è in libreria

È disponibile in libreria e negli store digitali con Algra Editore “Una specie di magia. Io e Freddie“, il nuovo romanzo di Francesco Santocono.

 

Il protagonista è Andrea, uno studente dal carattere irruento che lo porta spesso a scontrarsi con la madre e il fratello di cui non accetta l’omosessualità. Frequenta una ragazza all’apparenza perfetta e amici poco affidabili che lo coinvolgono in risse e aggressioni. Ma, ben presto, tutte le sue certezze e le sue sicurezze crollano. A sostenerlo, nel ruolo di coscienza, è il fantasma della rockstar Freddie Mercury che, attraverso i suoi consigli, aiuterà il giovane a sconfiggere le sue paure e i suoi demoni interiori.

 

Una specie di Magia. Io e Freddie tratta con estrema naturalezza temi come l’omofobia, il bullismo, l’HIV, la violenza sulle donne e il cattivo uso dei social network. Una storia che prende ispirazione dalle vicende reali di cui spesso si sente parlare al giorno d’oggi e casi che affollano la cronaca.

 

«La storia è inventata, seppur ispirata a personaggi esistenti; scritta innanzitutto per eliminare il luogo comune del binomio omosessualità-AIDS – afferma Francesco Santocono – Un romanzo in cui si dimostra che una malattia trasmissibile non è pericolosa in quanto tale, ma perché si muove in un contesto e vive nel contesto. Di conseguenza, dal punto di vista sociale, tutto ciò che ne fa da corollario diviene parte della malattia stessa. Mercury non è altro che la coscienza interiore del protagonista del libro, il quale inizia un percorso di resilienza guardando dentro se stesso».

 

Al seguente link è visibile il video di presentazione del libro https://youtu.be/30q0dfB1RGs.

 

Il libro “Una specie di magia. Io e Freddie” è tratto dall’omonimo cortometraggio, scritto e diretto dallo stesso giornalista e regista catanese nel 2019, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio Massimo Troisi (sezione “emergenti”).

Il film, che ha visto tra gli interpreti Alessandro HaberStella Egitto, Gabriele Vitale, Luca Villaggio e Mario Opinato, è stato presentato in tutte le scuole superiori della Sicilia lo scorso 1 dicembre, in occasione della giornata mondiale contro l’AIDS, nelle scuole superiori della Repubblica di San Marino, proiettato nel carcere minorile Bicocca di Catania e, nei prossimi mesi, in programma anche nell’Istituto di pena minorile di Caltanissetta.

 

 

Il romanzo e il cortometraggio fanno parte della Campagna di sensibilizzazione contro il virus dell’HIV promosso dal Centro Studi delle Professioni Sanitarie per la Giustizia, presieduto dallo stesso Francesco Santocono e curato dall’agenzia di relazioni pubbliche Ajs Connection.

 

Francesco Santocono, nato a Catania (classe 1967), è giornalista, scrittore, regista e docente universitario. Ha iniziato la sua carriera occupandosi di arte, cultura e spettacolo. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche delle relazioni internazionali, da anni dirige l’unità operativa di Comunicazione Istituzionale dell’Arnas Garibaldi di Catania, uno dei più importanti enti ospedalieri siciliani. Per l’impegno profuso nel settore dell’informazione sanitaria, nel 2006 ottiene il prestigioso riconoscimento internazionale riservato ai giornalisti “La Giara d’Argento“. Docente a contratto in alcune università italiane, conduce attualmente l’insegnamento di diritto sanitario presso l’Ateneo “Giustino Fortunato” di Benevento. Studioso appassionato di egittologia, nel 2017 scrive il dramma teatrale “Il loto e il papiro” con la prefazione del grande egittologo Zahi Hawass, testo che gli vale l’incarico di redigere il libretto dell’opera lirica “Tutankhamon“, con le musiche del Maestro Lino Zimbone, che il 4 novembre 2022 inaugurerà il Grande Museo Egizio al Cairo.

Amore Cinnirella Salonia e Rabbito

Momenti irripetibili del Caltagirone Calcio nei ricordi di Maurizio Rabbito

Dopo il libro “Il mio Caltagirone” di Giacomo Randazzo, “Amarcord Biancorosso – Storia di una passione, il calcio a Caltagirone dal dopoguerra alla fine del ‘900“, di Mario Amore e Giovanni Salonia, arriva una nuova antologia dedicata ai tifosi e curiosi dalla fede biancorossa.

Ricordi del Caltagirone Calcio 1970 – 2020” è il libro fotografico di Maurizio Rabbito. Quest’ultimo testo, a cui hanno collaborato gli ex calciatori Giuseppe Rosciglione, Vincenzo Marino, Giovanni Salonia e Mimmo Guarino, seppur potrebbe sembrare una semplice raccolta di fotografie, articoli di giornali e curiosità, riesce amabilmente a ripercorrere cinquant’anni di storia, tra altri e bassi, tra risultati brillanti e sonore sconfitte, della gloriosa squadra del Caltagirone.

 

«L’idea del libro è nata durante il lockdown quando ho raccolto in una cartella tutte le foto ricordo del Caltagirone Calcio attraverso ex calciatori, allenatori e tifosi, per cui dopo è stato spontaneo mettere su carta i ricordi, le impressioni e le emozioni di un periodo indimenticabile e momenti irripetibili della storia del Caltagirone Calcio. Una raccolta di immagini e date memorabili per rivivere e condividere con i tifosi e gli appassionati cosa abbia rappresentato e rappresenti la fede biancorossa – spiega l’autore del libro Maurizio Rabbito -. Ricordo come nella mia infanzia con i miei fratelli tutte le domeniche andavamo a vedere le partite di calcio, anche in trasferta. La passione per il Caltagirone calcio è sbocciata negli anni ’70, quando iniziai a giocare nella squadra degli allievi allenata da Umberto Bizzini e Mimmo Mazzio. Ricordo Riccardo Franceschini, Francesco Bauccio, Massimo Parisi, Guido Gasparotti, Vincenzo Marino. Per non parlare di grandi allenatori Zelindo Bisi, Memmo Prenna, Chico Cacciavillani, Evaristo Malvasi, Antonio Logozzo, Mario Possama e Carlo Cesarato. Oltre ad essere grandi campioni eravamo buoni amici, come Enzo Rondinelli e Enzo Bulgarelli miei clienti al Super Market. Così è nato l’amore per i colori bianco-rossi. Erano gli anni in cui il Caltagirone Calcio era conosciuto in tutta Italia, tanti giocatori di Modena, Bologna, Rovigo Carpi, ecc. hanno indossato la maglia biancorossa. Proprio perché mi sento più legato alla squadra di calcio del 1970, ho voluto inserirla nella copertina del libro».

Momenti vissuti anche da semplici tifosi, ma che rimangono nella mente per sempre a testimonianza di periodi gloriosi che non ritorneranno più oppure non saranno più gli stessi. E come tutti tifosi anche Maurizio Rabbito non si perde d’animo e nutre sempre quella speranza che la sua squadra del cuore possa tornare a regalare emozioni.

«L’ho chiamato “Ricordi del Caltagirone Calcio” perché è una raccolta di foto che immortalano i bei momenti quando negli anni ’80 vinse il campionato e sfiorò persino la Serie C e tanti altri, l’ho voluto dedicare ai tifosi e agli appassionati del Caltagirone Calcio, per non dimenticare quei bei periodi. In questi anni il Caltagirone Calcio ha vissuto molte vicissitudini, dal fallimento alla rinascita, registrando tanti momenti buoi per il calcio calatino. Il calcio rappresenta per me una passione e un amore che nutro anche verso la città di Caltagirone. Adesso mi auguro un nuovo futuro per il Caltagirone Calcio, cominciando con lo stadio, perché avendo una struttura tutto il resto viene da sé: i giocatori possono allenarsi, c’è un campo dove poter disputare le partite, i tifosi possono assistere alle partite. Penso che una volta riqualificato l’Agesilao Greco qualche imprenditore possa farsi avanti e far continuare il sogno del Caltagirone Calcio». 

 

foto copertina

Storie in pigiama di Marilisa Iacono: la pandemia come occasione per un nuovo tipo di didattica.

Di Samuel Tasca

 

Marilisa Iacono, insegnante di scuola primaria originaria di Modica (RG), è l’insegnante che tutti noi avremmo voluto avere da piccoli. Marilisa ha fatto della recente esperienza della pandemia un’occasione per trasformare la didattica a distanza in un momento inclusivo e creativo che potesse coinvolgere anche le famiglie presenti a casa in quel momento. Questo meraviglioso progetto, che porta il nome di “Storie in pigiama”, si è recentemente concretizzato in un libro edito da Gruppo Albatros Il Filo, presentato ufficialmente il sette novembre a Modica. 

Maestra Marilisa, cosa ti spinge a creare questi progetti così innovativi?

«La mia formazione è prettamente pedagogica, sia per quanto riguarda i miei studi che per ciò che faccio assieme ai miei alunni. Mi piace insegnare in modo attivo seguendo i principi della pedagogia attiva del ‘900. Da Montessori ad Agazzi e ovviamente Freinet».

 

 

Proprio a quest’ultimo è dedicato il tuo primo progetto editoriale realizzato presso una scuola per l’infanzia…

«Esattamente, “Le tecniche educative di Freinet nella scuola dell’infanzia”, edito da Grafiche Santocono, è uscito nel 2016 e parla del percorso pedagogico intrapreso presso il Circolo Didattico Piano Gesù, plesso Montesano, nel quale la mia classe era formata da soli sette alunni di età compresa dai due anni e mezzo ai sei anni. Il progetto era mirato alla produzione di un giornalino mensile della scuola che si occupava di attualità e delle attività didattiche. Seguendo le tecniche di Freinet abbiamo dato vita ad una vera a propria redazione scolastica nominata “La redazione dei balocchi”».

E poi cosa è successo?

«In quella prima esperienza ipotizzavo già la possibilità di utilizzare le teorie di Freinet anche a livello multimediale. Organizzare dei gruppi distanti, ma che potessero lavorare su un unico progetto comune. La DAD mi ha fornito l’occasione ideale per poter realizzare questo progetto».

 

Come avete vissuto tu e i tuoi alunni l’esperienza del lockdown? 

«Io insegnavo ad una classe prima elementare plesso l’I.C. Antonio Amore di Pozzallo quando esplose la pandemia. Mi sono ritrovata con un numero di ore ridotte per cui ho dovuto escogitare un modo per poterli sentire vicini. Così nacque questo appuntamento digitale del venerdì nel quale ci riunivamo sulla piattaforma scolastica per leggere delle storie. Ci incontravamo tutti i venerdì pomeriggio alle 18.30, tutti in pigiama, ognuno nel suo salotto. La prima storia fu “Pezzettino” di Leo Lionni. A seguito della lettura venne spontaneo creare un circle time multimediale dove sia alunni che genitori tiravano fuori emozioni e paure legate a quel momento. Questa iniziativa è andata avanti da aprile sino a giugno. Abbiamo lavorato anche il primo maggio. […] Eravamo tutti collegati come un’unica grande famiglia». 

Come si è arrivati alla creazione del libro “Storie in Pigiama”?

«Avendo iniziato da quelle letture ho pensato di applicare le teorie di Freinet suddividendo tutti in piccoli gruppi e assegnando incarichi diversi. I bambini dovevano dividere in quattro sequenze le varie storie raccontate e rappresentarle graficamente. Quando abbiamo completato questo lavoro ho pensato di racchiudere tutto in un libro a misura di bambino che i genitori potessero scaricare. Poi, però, qualcosa mi ha spinto ad andare oltre e ho inviato questo materiale ad una serie di case editrici, tra le quali il Gruppo Albatros Il Filo che, con mia grande sorpresa, ha deciso di seguirmi in questo percorso pubblicando il libro lo scorso 22 luglio. Inoltre, questo diventerà anche un audio libro altamente inclusivo per tutti quei bambini che hanno delle difficoltà e che potranno ascoltare le storie narrate da personaggi famosi, oltre a vedere le immagini dei loro coetanei perché metà del libro è proprio composto dai disegni prodotti dai bambini». 

Cosa speri possa nascere da questa esperienza?

«Mi auguro che tanti colleghi possano prendere spunto da questa esperienza perché la didattica oggi ha bisogno di uscire fuori dalle pareti scolastiche. In questo modo diventa generativa e capace di stimolare idee negli altri. Vorrei, con questo progetto, gridare al mondo intero che: “La scuola è bella!” quando si parte dai bambini, dai loro bisogni e dalle loro esigenze. “Storie in pigiama” diventa anche un documento storico che fotografa questo periodo particolare immortalando su carta le varie impressioni, paure e pensieri dei bambini che come noi hanno vissuto questo momento unico nella storia. Inoltre, è un libro fatto da bambini per i bambini dimostrando come i mezzi multimediali siano qualcosa che non serve solamente a giocare o a farne un utilizzo passivo. Con esperienze come questa hanno potuto sperimentare e trovare il lato bello e utile della tecnologia».  

“Storie in Pigiama” è stato recentemente presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2021, mentre il 7 novembre a Modica ha avuto luogo la presentazione ufficiale durante la quale i bambini che hanno preso parte al progetto sono stati resi protagonisti, unitamente agli allievi dell’Accademia del Musical “Gli Armonici” e della Scuola di Danza “Tersicore” che si sono occupati di rappresentare in musica e danza le storie narrate nel libro.

India Galassie

Al Museo Riso di Palermo dal 15 dicembre in mostra le “Sfere di luce” di Emanuele India

È stata inaugurata mercoledì 15 dicembre alle 17 al Museo di Arte Contemporanea di Palermo – Palazzo Riso, “Sfere di Luce” la personale di Emanuele India attraverso cui la Regione intende valorizzare e divulgare la conoscenza dei metodi, delle tecniche e dei materiali utilizzati per creare un libro secondo le antiche regole d’arte.

L’espressione artistica che si potrà ammirare nelle sale della Foresteria del Riso è una sintesi, ricca e originale, di tecniche e saperi che attingono a una sapienza antica e che affondano le origini in una cultura millenaria che in Sicilia si è fusa in una forma d’arte che si esprime attraverso la potenza simbolica di contenuti filosofici e sacri.

Tesoro Umano Vivente iscritto nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana, Emanuele India è custode di un patrimonio tecnico che trascende la realizzazione dell’oggetto “libro” in sé per diventare espressione d’arte attraverso cui realizza in una dimensione quasi sacra, quel rapporto unico tra uomo e materia che diventando azione creativa rende unico e riconoscibile il tratto dell’artista. 

Attraverso questa mostra, che si inserisce nell’ambito del progetto “Identità e futuro”, – sottolinea l’assessore regionale dei beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – abbiamo voluto dare corpo e visibilità a un’arte antica fortemente compenetrata nella nostra tradizione culturale, tanto da essere stata inserita nel registro delle Eredità Immateriali della Regione perché non se ne perdesse la memoria e se ne consentisse la conoscenza. La mostra è un modo attraverso cui trasmettere la tradizione identitaria della nostra Isola nell’ambito delle arti manuali applicate al patrimonio culturale. La realizzazione di volumi bibliografici con l’uso di antiche tecniche è anche un’occasione per rinsaldare legami antichi e fecondi con le comunità Arberesche della Sicilia dove è presente una tradizione molto ricca nell’ambito delle arti applicate ai beni culturali”. 

Proprio la trasmissione delle tecniche lavorative sarà oggetto dell’esperienza laboratoriale che lo stesso Emanuele India, tesoro umano vivente del REI, ha programmato per tutta la durata della mostra e che serve a tramandare la memoria di un’esperienza di alto artigianato artistico altrimenti destinata all’oblio. Nel corso del laboratorio sarà ideato e realizzato un manufatto di legatoria artistica “Liber Amicorum” che verrà donato al Direttore del Museo Riso, Luigi Biondo, come simbolo e testimonianza della Sapienza umana. Il percorso didattico-formativo è destinato alle scuole di ogni ordine e grado che insistono nel territorio  e a tutti gli interessati che ne facciano richiesta. Il laboratorio produrrà un “Liber amicorum” che resterà nella disponibilità del Museo Riso come simbolo e testimone culturale di sapienza.

“La mostra – dice Emanuele India – è anche un’occasione per ammirare preziosi testi manoscritti di rara bellezza presenti nella Biblioteca della Regione e di rinsaldare antichi rapporti con il Centro di Conservazione e Restauro del Libro Antico di Mezzojuso, diretto dal prof. Matteo Cuttitta, autorevole punto di riferimento in materia, attraverso cui possiamo approfondire le peculiarità espressive delle tecniche e delle tradizioni artistiche custodite dalle comunità Arberesche della Sicilia”.

La Mostra, curata dalla storica dell’arte Francesca Mezzatesta e promossa dalla Città metropolitana di Marineo attraverso il sindaco Francesco Ribaudo, è frutto anche di un’importante collaborazione con l’Eparchia di Piana degli Albanesi che, per l’occasione, metterà a disposizione alcuni volumi antichi e di raro pregio che saranno esposti nelle sale del Museo, oltre a icone bizantine appartenenti alla chiesa del Monastero basiliano.

“Un’occasione – evidenzia l’assessore Samonà – per consolidare rapporti di sistema tra enti diversi che hanno un unico denominatore comune: la valorizzazione dei Beni culturali e delle sapienze antiche che esprime la Sicilia attraverso la prosecuzione nella tradizione e la declinazione al futuro di competenze che trascendono l’artigianato artistico per diventare arte pura. Una preziosa azione di recupero di un’attività di nicchia che può dar luogo a quell’impresa “creativa” che il contemporaneo ci chiede nell’ambito dei beni culturali”.

La mostra rimarrà aperta dal 15 al 30 dicembre negli orari di apertura del museo (da lunedì a sabato ore 9.00-18.20 – domenica e festivi ore 9.00-13.00. Lunedì chiuso). La visita si inserisce all’interno del percorso museale. La visita della sola mostra è a ingresso gratuito nel rispetto delle norme anti-covid (green pass, uso della mascherina, rilevazione della temperatura e distanziamento).