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Si punta a includere altri 5 Comune nel sito Unesco “Le città tardo barocche del Val di Noto”

di Omar Gelsomino

Con le sue otto città della Sicilia orientale il sito Unesco “Le città tardo barocche del Val di Noto” punta a includere cinque nuovi comuni che presentano caratteristiche, valori e motivazioni comuni: Acireale, Grammichele, Ispica, Mazzarino e Vizzini. Come ente appaltante del Progetto finanziato dal MiBACT a valere sulla Legge 77 del 2006 e co-finanziato dalle Regione Siciliana sui siti Unesco del Sud Est il Comune di Noto ha affidato a Civita Sicilia l’incarico di realizzare uno studio di fattibilità sui requisiti storici, culturali e monumentali per la presentazione all’Unesco di un nuovo dossier di candidatura.

L’iniziativa è stata presentata nel Palazzo comunale di Noto alla presenza dei sindaci dei comuni candidati, del sindaco di Noto, dei deputati regionali Nello Di Pasquale e Angela Foti, dell’Amministratore Delegato di Civita Sicilia Renata Sansone. Tutti hanno prima partecipato a un tavolo tecnico con Paolo Cipollini, responsabile del settore promozione e innovazione del territorio di Civita che ha illustrato gli aspetti operativi dello studio. “Oggi avviamo un percorso complesso e affascinante – afferma Cipollini – avremo una prima fase per identificare i beni che per ciascuno dei nuovi Comuni possono contribuire alla richiesta dell’allargamento del sito Unesco e una seconda per avviare il percorso di preparazione del dossier di Candidatura vero e proprio”.

Visibilmente soddisfatto il Sindaco di Noto Corrado Bonfanti che già da tempo pensa al Val di Noto come territorio unico, protagonista di un percorso inclusivo: “Dopo un lungo periodo di preparazione abbiamo raggiunto un primo importante passo che resterà nella storia moderna del Val di Noto. Collaborazione, condivisione, visione. Sono tutti ingredienti che faranno ancora più grande questa comunità di persone, arte, cultura e natura. Non certo un punto di arrivo, sicuramente una tappa intermedia di un percorso ancora tutto da scrivere e non privo di difficoltà”.

Per Civita Sicilia un impegno che prosegue dopo l’incarico, appena concluso, dell’aggiornamento in contemporanea dei piani di gestione dei siti Unesco Le città tardo barocche del Val di Noto, Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica e Villa Romana del Casale, un’esperienza realizzata per la prima volta nel panorama internazionale dell’Unesco. “Il nostro recente intervento nell’aggiornamento del Piano di Gestione del sito Unesco Le città tardo barocche del Val di Noto – dichiara l’Amministratore Delegato di Civita Sicilia Renata Sansone – ha reso ancora più evidente che, quella che una volta era stata considerata un’opportunità, oggi è diventata una necessità. Una completa riuscita della crescita culturale, sociale ed economica del Val di Noto non può avvenire a scapito di porzioni di territorio che sono espressione di quella identità storica, culturale e umana che si arricchisce nella varietà delle forme, dei colori, delle architetture e dei contesti naturali che caratterizzano questa porzione di Sicilia. L’allargamento diventa quindi inclusione e co-partecipazione ai processi di sviluppo territoriale del Val di Noto”.

Ispica nel sito UNESCO

di Angelo Barone   Foto di Salvatore Brancati

Nella riunione per il Piano di Gestione del sito Unesco “Le città Tardo Barocche del Val di Noto” i sindaci di Catania, Caltagirone, Militello Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreaide, Ragusa e Scicli hanno espresso il sì formale all’ingresso nel sito delle città di Acireale, Ispica e Mazzarino condividendone le motivazioni dirette a completare l’itinerario storico e architettonico, avviando così la procedura di allargamento del sito esistente ad altri comuni per i quali sarà riconosciuta l’uniformità culturale, urbanistica e architettonica che si espresse dopo il terremoto del 1693.
Questa può essere una grande occasione per completare e ridisegnare il territorio delle Città del Tardo Barocco del Val di Noto e porre rimedio all’insipienza e indifferenza dei comuni che allora non seppero cogliere questa opportunità.
Il sito “Le Città Tardo Barocche del Val di Noto” viene iscritto dall’Unesco nella World Heritage List nel giugno del 2002, a Budapest, nel corso della 26a sessione del Comitato Scientifico Internazionale con queste motivazioni: “Le otto Città del Sud-Est della Sicilia: Noto, Palazzolo Acreide, Scicli, Modica, Ragusa, Militello Val di Catania, Caltagirone e Catania furono ricostruite dopo il 1693, nello stesso luogo o vicino alle città esistenti al tempo del terremoto di quell’anno. Esse rappresentano una considerevole impresa collettiva, portata con successo ad alto valore di architettura e compimento artistico. Custodite all’interno del Tardo Barocco, esse descrivono pure particolari innovazioni nella progettazione urbanistica e nelle costruzioni delle città”.

Di questo importante evento ne parliamo con uno dei protagonisti, Gianni Stornello – il vice sindaco di Ispica con la delega Unesco: «Oggi, a vent’anni di distanza, stiamo riprendendo il cammino interrotto, affermando il valore e la valenza di un riconoscimento che non consideriamo un premio, ma il naturale sblocco di una condizione, di un assetto architettonico, di un’appartenenza geografica. Con questa convinzione abbiamo chiesto l’assistenza della Fondazione Unesco della Sicilia e siamo entrati in contatto con gli altri comuni che intendono farne parte, come Acireale e Mazzarino, e con quelli che ricadono nel sito. L’aver ottenuto dal Ministro dei Beni Culturali e dall’Unesco la possibilità di allargare il sito è già un fatto rilevante, così com’ è stato importante l’assenso degli altri otto comuni già ricadenti nel sito, che hanno dimostrato una lungimiranza e un’apertura fondamentale».

L’arrivo di altri comuni che condividono l’ “unicum” culturale nell’ambito del Val di Noto, è sicuramente una ricchezza, anche nella prospettiva di un Piano di Gestione che guarda al rilancio architettonico, urbanistico, culturale e turistico dell’intera area.
«Ispica è nel cuore del Val di Noto: lo dice la geografia, lo dicono i particolari architettonici degli edifici, lo dicono le nostre tradizioni. Abbiamo dei gioielli tardo-barocchi che testimoniano quest’appartenenza: la basilica di Santa Maria Maggiore, l’antistante loggiato del Sinatra, parti significative della basilica della Santissima Annunziata, la chiesa di Santa Maria di Gesù del Convento dei Frati minori. Siamo determinati a lottare fra le obiettive difficoltà, facendo valere ciò che c’è e che si vede, senza inventarci nulla» dichiara il vice sindaco Gianni Stornello in merito ai punti di forza della richiesta di riconoscimento della città.

Noi di Bianca Magazine continueremo a seguire con attenzione l’evoluzione di questo processo e visiteremo anche gli altri due Comuni di Acireale e Mazzarino.