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Tinca Timpa Festival

Raccolta fondi per finanziare il Tinca Timpa Festival

Tinca Timpa Festival, il primo festival musicale internazionale nei Monti Sicani, tra Prizzi e Santo Stefano Quisquina, che si terrà il fine settimana del 28-29-30 luglio 2023. Tre giorni  ricchi di attività ed eventi. Un palco con vista lago che accoglierà artisti e dj italiani ed internazionali, un’area campeggio per un’esperienza vera a contatto con la natura.  Esperienze, sapori siciliani e benessere, nel cuore dell’entroterra siciliano. Aperta la raccolta fondi della durata di quattro mesi per finanziare il progetto.

 

Il Tinca Timpa Festival prende vita dall’idea di un gruppo di giovani nati e cresciuti nell’entroterra sicano. Vogliono dimostrare che anche nelle zone più remote della Sicilia è possibile pensare in grande e le grandi idee possono essere realizzate.

 

 “Perchè sognare in grande è possibile anche qui, nel cuore nascosto della Sicilia”.

Tinca Timpa Festival

 

Connessione con se stessi, con gli altri e con la natura, yoga e meditazione, escursioni naturalistiche e visite nei borghi. Le ricette dell’entroterra siciliano per raccontare la vera essenza dei Monti Sicani attraverso i suoi sapori. Un festival sostenibile con la possibilità di creare un bosco, la “Forestimpa”.

 

La raccolta fondi per finanziare il Tinca Timpa Festival è attiva per 120 giorni a partire dal 1 ottobre. Se non sarà possibile finanziare il progetto, le donazioni ricevute verranno restituite. È possibile fare una donazione libera o scegliere tra i pacchetti stabiliti e ricevere il biglietto d’ingresso al festival come ricompensa. Privati, aziende, associazioni o enti che vogliano contribuire alla realizzazione di quest’idea unica nel suo genere possono donare sulla piattaforma Eppela: https://www.eppela.com/projects/9031, dove trovate tutti i dettagli, o contattare il team per eventuali sponsor, collaborazioni e partecipazioni all’evento. 

Instagram: https://www.instagram.com/tincatimpa/ 

Facebook: https://www.facebook.com/tincatimpafestival/ 

Crowdfunding: https://www.eppela.com/projects/9031

piazza scammacca catania

PIAZZA SCAMMACCA APRE LE PORTE ALLA CITTÀ

Un sogno lungo tre anni, una pandemia in mezzo e tutte le difficoltà che ogni grande progetto porta con sé: a nove mesi dall’inizio dei lavori nell’ex Chiesa della Madonna del Rosario, Piazza Scammacca, primo mercato urbano della città, apre le porte il prossimo 23 luglio.

Una data che è un traguardo condiviso con gioia e festa dall’intero quartiere di Piazza Scammacca, cuore della città di Catania e dai tanti partner che hanno lavorato a più mani per rendere quel sogno una realtà. I cinque giovani fondatori Lucia Caruso, Nicola, Stefano e Gabriele Vitale e Marco La Piana taglieranno il nastro inaugurale sabato 23 luglio alle 20,30, aprendo le porte del primo mercato urbano cittadino. “Piazza Scammacca è per noi mercato, persone e cultura- spiegano i fondatori-; fin dal primo momento abbiamo pensato a questo progetto non solo come un’attività economica, ma come un vero e proprio progetto di dialogo con la città, di incontro per le persone e di espressione culturale”.

Il progetto Piazza Scammacca è il frutto di un’ampia collaborazione con alcuni partner di lavoro: Gaetano Fiamingo, Paola Polimeni e Andrea Polimeni di Gap Food, la cooperativa Team; numerosi anche i partner tecnici: Electrolux, La Cook Agency Gourmet Identity, Matteo Raciti artist, Proposta Vini e Sullaluna Video Marketing.

 

Chi volesse scoprire prima del 23 luglio il format, può partecipare alle cene private che saranno allestite dal 14 al 21 luglio, acquistando i ticket sul sito www.piazzascammacca.com.

piazza scammacca catania

L’EVENTO

L’inaugurazione prevede momenti destinati a pubblici diversi. L’incontro con la stampa di settore avverrà a pranzo, mentre nel pomeriggio si terrà un momento di confronto su imprenditoria giovanile e territorio insieme a Invitalia; due delle attività di Piazza Scammacca, infatti, nascono anche grazie al supporto della misura agevolativa “Resto al Sud”, che ha rappresentato per i cinque giovani un’importante risorsa.

A seguire passeggiata per conoscere meglio il quartiere e, dopo un piccolo brindisi riservato agli stakeholder del settore dell’accoglienza e ospitalità ci sarà il momento aperto a tutta la città dalle 20,30 con l’accensione del Vulcano, musica e videomapping.

 

MERCATO, PERSONE, CULTURA: IL PROGETTO

Il concetto di “piazza” è al centro dell’idea progettuale di Piazza Scammacca. La piazza è dal punto di vista storico il luogo di incontro e scambio per eccellenza, oltre che, dal punto di vista urbanistico, uno spazio libero, dove spesso coesistono elementi molto diversi per funzioni e significato. “La trasformazione in mercati è una delle evoluzioni più comuni che manifesta la partecipazione e il ruolo delle persone nelle dinamiche sociali ed economiche della città- raccontano i cinque-; fin dal primo momento piazza Scammacca è stato per noi un luogo di evoluzione e cambiamento della città, che parte dalla proposta gastronomica, ma si sviluppa in tanti temi collaterali: da quello culturale alle iniziative sociali, dal confronto imprenditoriale alla promozione delle eccellenze italiane”.

piazza scammacca catania

I SEI FORMAT ENOGASTRONOMICI

L’enogastronomia italiana attraverso le sue portate principali: i sei format che ospiterà Piazza Scammacca sono dei veri e propri centri di produzione dedicati ai pezzi forti del Made in Italy. Attraverso la pasta, la carne, il pane, il pesce, i dolci e il beverage (drink e vino), Piazza Scammacca racconterà l’Italia della buona tavola. Decisamente innovativo il progetto, che riprende la convivialità dei mercati urbani, innovandola con la possibilità di ordinare allo stesso tavolo da attività diverse e poter condividere il pasto negli stessi tempi. “Un’idea che all’inizio sembrava un po’ folle e su cui abbiamo lavorato tanto- racconta il team di Piazza Scammacca- ma che per noi rappresenta un tratto distintivo della nostra offerta per garantire a gruppi di amici e famiglie il massimo della scelta. Vogliamo che Piazza Scammacca sia quel luogo dove ognuno può gustare il suo momento di felicità preferito”. Questi i sei format:

 

  • Panem- Il viaggio nel panino Italiano. Venti panini, uno per ogni regione Italiana più il km zero. Insalate, crostini e piatti unici. 

 

  • Zio Enki- La carne italiana che strizza l’occhio al gusto internazionale

Il format BBQ con tagli internazionali, lunghe cotture e processi di frollatura: un prodotto di natura internazionale, utilizzando materia prima italiana. 

  • Ella- La pasta della tradizione e la pasticceria moderna

Tradizioni e ricette regionali dei primi piatti da tutta Italia con pasta fresca e abbinamenti inediti.

  • Illum- La pasticceria moderna

Una proposta di pasticceria moderna, con deliziosi dolci al cucchiaio e frolle leggerissime, il tutto guarnito con frutta mediterranea e ingredienti del nostro territorio.

  • Mareide – Il pesce, crudo, fritto e affumicato

Mareide esalta il pesce nelle versioni crudo, fritto e affumicato con abbinamenti di  frutta tropicale prodotta in Sicilia attraverso la maestria e la creatività dello chef Joseph Micieli.

  • Clara Bow- Drink per appassionati

Una proposta giovane e dinamica, con cocktail essenziali e freschi ma anche raffinati ed eleganti, oltre a rivisitazioni di cocktails classici, con l’utilizzo di frutta fresca e disidratata. 

 

A servizio di tutti i format ci sarà inoltre una cantina, ricavata da quello che un tempo fu l’accesso privato dei frati domenicani per entrare in chiesa. Il mercato avrà anche uno spazio dedicato alla cultura, che sarà inaugurato il 23 con una piccola esposizione d’arte.

 

piazza scammacca catania

 

Piazza Scammacca è il primo mercato urbano di Catania nato dalla visione di cinque giovani che hanno deciso di scommettere sulla propria città. Lucia Caruso, Nicola, Stefano e Gabriele Vitale e Marco La Piana, i cinque giovani fondatori del progetto.

Piazza Scammacca accoglierà sei attività ristorative: Panem, giro d’Italia in 20 panini, Mareide, il pesce, crudo, fritto e affumicato, Zio Enky- La carne italiana che strizza l’occhio al gusto internazionale, Ella, la pasta della tradizione, Illum, la pasticceria moderna, Clara Bow, cocktail. Il progetto si configura con una spiccata volontà di affiancare alle attività economiche quelle di tipo sociale e culturale, con l’allestimento di appositi spazi dedicati all’interno e l’organizzazione e partecipazione a eventi.

suddivisioni festival teatro

IL FESTIVAL SUDdiVISIONI A VIAGRANDE STUDIOS: IL TEATRO PER LE NUOVE GENERAZIONI

Dal 20 giugno al 13 luglio, negli spazi aperti di Viagrande Studios, in via Baracca, a Viagrande, si svolgerà il Festival SuddiVisioni, una kermesse di teatro per le nuove generazioni. 14 giorni di spettacoli e laboratori, che coinvolgerà tutte le famiglie dai figli più piccoli ai nonni. Tre compagnie teatrali del Sud, La Casa di Creta Teatro Argentum Potabile per la Sicilia, TeatroP per la Calabria e Molini d’Arte per la Puglia, hanno deciso di fare sinergia tra loro per dare vita a questo grande Festival.

Sarà una vera e propria festa per il teatro che si svolgerà contemporaneamente in tre regioni. Il nome della rassegna nasce dall’esigenza di stravolgere il suo significato iniziale “Suddivisioni” che caratterizza la nostra terra per leggerlo in una chiave diversa, cioè un Sud di Visioni, che alza la testa e lavora per ricostruire una poetica nuova.

Antonella Caldarella e Steve Cable, de La Casa di Creta Teatro Argentum Potabile (compagnia specializzata da 25 anni nel Teatro per le Nuove Generazioni), sono stati promotori di questa iniziativa, nata durante il periodo di pandemia, a cui hanno lavorato per più di un anno. “Con questa grande Festa del teatro, sottolinea la Caldarella, vogliamo dare un messaggio importante perché attraverso la collaborazione tra i teatri privati si può crescere e andare a colmare quei vuoti lasciati dalle istituzioni, che molte volte dimenticano come la cultura sia la panacea dell’anima. Questa iniziativa la dedichiamo, continua Steve Cable, a tutte le nuove generazioni che in questi due anni hanno particolarmente sofferto, chiusi in casa senza relazioni. È un’opportunità per stare insieme e nutrirsi di teatro, per confrontarsi e sperimentarsi”.

Un programma fitto, 11 spettacoli dedicati ai più piccoli, dai 3 anni ai 10 anni, e 4 rivolti a adolescenti e adulti, 12 laboratori che spazieranno dalla costruzione dei burattini al gioco teatro, dall’animazione teatrale al teatro in inglese. Antonella Caldarella sottolinea “d’aver pensato a degli abbonamenti a piccoli prezzi per rendere fruibile a tutte le famiglie il teatro. È questo un modo per riappropriarsi del proprio tempo con spensieratezza, lasciando agli spettatori dei messaggi positivi”.

suddivisioni festival teatro

Il 23 giugno andrà in scena, alle ore 20,30 la compagnia Ortoteatro di Pordenone con “Al di là del mare”, uno Spettacolo di burattini “a guanto”, “a mano vera”, marionette da tavolo e da palco, pupazzi ed attore, seguirà il 24, sempre della stessa compagnia “La strega dell’acqua e il Bambino di Ciccia”, un percorso di fiabe popolari narrate e cantate. Invece, il 25 giugno, alle ore 21,00  si esibirà in “Vuoti”, la compagnia Microteatro di Perugia, è un’allegoria della condizione contemporanea dei trentenni, il giorno dopo, alle ore 20,30 saranno in scena con “Il soldatino”. La compagnia aretina Nata Teatro porterà in scena il 28 giugno, “Il brutto anatroccolo”, invece, il 29 si esibirà con “L’elefante scureggione”. Il 4 e 5 luglio, Arterie Teatro di Molfetta porterà in scena  “Marcovaldo – funghi in città” e “Ubu Re”. E ancora, il 7 luglio ci sarà lo spettacolo “Esperanto” della compagnia Errare persona di Frosinone. Seguirà l’8 e il 9 luglio, le performances de i Cattivi maestri di Savona con “Il gigante egoista” e “Il sogno di Frida”. L’ 11 luglio, il team de il Teatro Bertolt Brecht di Formia si esibirà ne “Il mago di Oz”. Grande evento, il 12 luglio, alle ore 18,30, con un’anteprima nazionale, “Eccomi” scritto e diretto da Antonella Caldarella, prodotto da La Casa di Creta, uno spettacolo rivolto ai bambini da 1 a 4 anni e ai loro genitori. Sempre nella stessa data, alle ore 20,30, la compagnia Effimero meraviglioso di Cagliari allieterà i più piccoli con “Bianca come la neve”. Infine, giorno 13 luglio, la troupe sarda si esibirà con “Uffa”. 

È una sorta di filo di Arianna che unirà tutti gli operatori del settore teatrale dal Nord al Sud per riprendere quello che si era lasciato prima della pandemia. Adesso, è il momento della festa, del divertimento, lasciando un messaggio positivo sia agli adulti che godranno dello spettacolo che ai giovani spettatori di OGGI.

Per prenotazioni e informazioni: 353.4304936 – 338.2044274

 
copertina stefano vaccaro

Stefano Vaccaro, tra scrittura e amore per la sua terra

di Alessia Giaquinta   Foto Vaccaro di Carmelo Dipasquale  Foto libro di Samuel Tasca

Si avvicina, sorride e, dopo pochi istanti, iniziamo una conversazione “di sostanza”. Scorgo in quel ragazzo, classe ’93, un’ eleganza atipica nel porsi, una capacità di ascolto e commozione notevole, quasi surreale.
“Piacere Stefano Vaccaro”, dice. E si rivela uno degli incontri più sorprendenti mai fatti.
Stefano concentra la sua attività di ricerca sulla letteratura italiana otto-novecentesca con particolare riguardo alla produzione femminile siciliana, dopo aver conseguito la laurea in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano discutendo una tesi in Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea. È autore di saggi e ricerche. La sua ultima fatica, insieme ad Andrea Guastella, sostenuta dalla deputata Stefania Campo, è un meraviglioso viaggio negli Iblei seguendo le orme di chi questa terra l’ha vissuta, attraversata o sognata.
Ho rincontrato, a distanza di tempo, Stefano: dovevo farvelo conoscere!

Fare lo scrittore talvolta è considerato un mestiere anacronistico e lontano dalla realtà…
«Penso che “fare lo scrittore” sia certamente un mestiere, occorrono impegno, studio e dedizione ma muterei la dimensione nella quale lo scrittore agisce che non è (solo) il piano dell’azione, del “fare”, ma più quello dell’essere. Credo che scrittori si è. Chi scrive plasma, modella, come fosse un artigiano, evoca, riporta in vita, come fosse un negromante. Per quanto riguarda me, non credo di essere uno scrittore, ma piuttosto un ragazzo che scrive. Mi avvalgo della parola per raccontare storie, atmosfere e suggestioni che in prima battuta hanno colpito me. La scrittura per me è un grande spazio, è il laboratorio di un alchimista, nel quale posso muovermi a mio agio ed ha un grandissimo potere, può trasfigurarsi in “mestiere anacronistico” ed anche il suo contrario».

Parlaci di “Viaggio negli Iblei”.
«“Viaggio negli Iblei” è una pubblicazione connessa al progetto culturale “Tour letterario ibleo”, una piattaforma che ci permette di indagare il nostro territorio ripercorrendo i luoghi attraversati da grandi scrittori, giornalisti, poeti e narratori che da questo angolo di Sicilia sono stati emozionati e di cui hanno scritto. Un percorso che consta di più itinerari e numerose chiavi di lettura, tante quante sono le dimensioni in cui si estendono gli Iblei. Ingrediente fondamentale è stato il gruppo di lavoro con cui mi sono confrontato, Andrea Guastella, coautore del volume, e Stefania Campo, deputata all’ARS, ideatrice e prima firmataria di una legge volta a istituire i “Percorsi letterari di Sicilia”, insieme abbiamo portato avanti le ricerche poi confluite nel libro, con loro ho avuto modo di dialogare, di accrescere il mio bagaglio d’esperienze e culturale, e con loro ho il piacere di condividere questo “Viaggio” per tappe che ci vede coinvolti nel confronto con i lettori e ospiti nei comuni del comprensorio».

Se potessimo osservarti mentre scrivi, cosa vedremmo?
«Bella domanda! Dipende dai giorni e dai periodi, il più delle volte vedreste una scrivania in ordine, qualche libro mal riposto, quelli che ho consultato o sto leggendo, tanta cancelleria di cui amo il profumo, agende e diari dove ho appuntato pensieri o parole. In altri periodi confesso un disordine maggiore, credo che le cose vadano di pari passo con i miei pensieri, più sono confusi più la scrivania è in disordine. Mi vedreste poi camminare per tutta la stanza o per tutta la casa. Potrei definirla, la mia, una scrittura itinerante, poiché dopo un numero indefinibile di battute sento la necessità di alzarmi dalla sedia, di muovermi».

Cosa ti è necessario quando scrivi?
«Mi affido tanto alle suggestioni che i luoghi e le persone, nel bene o nel male, mi trasmettono. Per “Viaggio negli Iblei” sono andato di persona nella maggior parte dei posti di cui scrivo, questo mi aiuta a coglierne il senso, a leggere tra le righe quello che temo potrebbe sfuggirmi ad una lettura superficiale. I luoghi credo siano la chiave di tutto. Quando non trovo le parole giuste, stacco tutto e vado al mare, mi dà sempre risposte impressionanti».

Taormina Festival Internazionale Taobuk Il professor Francesco Pira a Taobuk con il libro Figli delle App

Taormina, anche il professor Francesco Pira tra gli scrittori ospiti del Taobuk Festival 2021

di Merelinda Staita 

Anche il saggista Francesco Pira,  professore associato di sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Messina, tra gli scrittori ospiti del Festival Internazionale Taobuk di Taormina edizione 2021. Nella giornata di ieri, alle ore 17, presso la sala B di Palazzo Ciampoli, conversando con il giornalista Emilio Pintaldi, ha presentato il suo ultimo lavoro “Figli delle App” (Edizioni Franco Angeli – Collana di Sociologia).

«Sono felice di partecipare – ha dichiarato il professor Pira – a questo prestigioso evento che si svolge in una città magica. Sono stato già ospite del Festival nel 2019. Ringrazio il Direttore Artistico Antonella Ferrara per questa opportunità di parlare delle nuove tecnologie e di pre-adolescenti e adolescenti in una società in continuo mutamento. Converserò con il giornalista Emilio Pintaldi che ringrazio per la disponibilità. Taobuk è una vetrina internazionale di grandissimo prestigio e sono felicissimo di partecipare».

Il volume è disponibile dall’8 marzo in tutte le librerie e in pochi mesi ha già ottenuto un enorme successo da parte del pubblico e della critica. Infatti, il prof. Pira è stato invitato a parlare del suo libro, e delle sue importanti ricerche, sia in incontri nazionali sia in incontri internazionali. Un susseguirsi di inviti a Webinar autorevoli e importanti.

Il prof. Pira ha avuto modo di parlare di come è nato questo saggio, affrontando un percorso che si snoda tra generazioni che si sono evolute all’interno di ambienti sempre più tecnologici, spesso da soli, e che oggi sono gli adulti appena diventati genitori, tutti accomunati nell’evidente dicotomia tra connessione e relazione. Un uso della tecnologia che ci mostra come l’intuitività, l’immediatezza siano gli aspetti prevalenti che di fatto sembrano annullare quasi del tutto lo spazio per comprendere il contesto prima di agire. Così, l’azione viene prima della riflessione, che genera una risposta emotiva immediata e mediata dallo schermo.

Inoltre, il terzo capitolo del libro contiene un importante survey online dal titolo: “La mia vita ai tempi del Covid”. Condotta nel periodo aprile – maggio 2020, ha coinvolto in totale 1.858 ragazze e ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori che hanno risposto ad un questionario online composto da diciassette domande. I dati evidenziano come questi adolescenti rappresentino a tutti gli effetti la prima generazione digitale. Praticamente il 100% (96,6%) degli intervistati possiede uno smartphone e oltre l’80% (88,8%) ha un computer. Uno degli aspetti di maggiore interesse emerso è quello relativo alla tendenza a isolarsi rispetto all’ambiente familiare. Sempre più dipendenti dal gruppo di pari, hanno vissuto una forte sensazione di isolamento, paura e scoraggiamento, con oltre il 60% degli intervistati che dichiara di avere provato questo sentimento. C’è poi un dato che più di tutti gli altri offre spunti di approfondimento, ed è quello relativo all’eventuale possesso di un profilo social falso. Su 544 risposte ottenute, il 69% ha dichiarato di averlo. Vivono su Instagram e Whatsapp. Appare evidente, una volta di più, come nell’era liquido-moderna l’inganno sia diventato centrale nei processi di comprensione del reale, e la distinzione tra vero e falso non sia più percepita.

Inutile nascondere che la notizia della partecipazione del prof. Pira al Taobuk Festival mi ha resa davvero felice e orgogliosa per la stima che nutro nei suoi confronti come uomo e come professionista.

Il prof. Pira è un sociologo credibile e di estrema competenza che ha raggiunto un enorme successo e traguardi importantissimi nel panorama della sociologia contemporanea. I suoi progetti ottengono risultati grandiosi, perché la chiave di tutto è racchiusa nella sua totale abnegazione al lavoro di ricerca e ai profondi valori umani che lo contraddistinguono.

Auguro al prof. Pira numerosi e prestigiosi riconoscimenti con l’assoluta certezza che a questa partecipazione ne seguiranno tantissime altre ed io potrò gioire ancora per lui.

Il grande Cesare Pavese scriveva che: “Le belle persone si distinguono, non si mettono in mostra. Chi può le riconosce“.  E lui è proprio questo. Si vede, si sente e si percepisce.

Malia Tetti Santa Caterina  e

Malìa Vibes – La magia di Palermo che ha incantato Marta e Giulia

di Samuel Tasca

Una, romana. L’altra, milanese d’adozione. Dalla scorsa estate la città di Palermo (e non solo) le conosce come le Malìa Vibes: Marta e Giulia, trasferite in Sicilia dopo essere rimasta incantate da Palermo. Oggi raccontano la città attraverso i loro occhi (come scrivono sul loro profilo Instagram), ma cerchiamo di conoscerle meglio.

Nome?

M: «Marta Bison».

G: «Giulia Proietti Timperi».

 

Marta, provieni dalla città più metropolitana d’Italia e Giulia, invece, dalla Città Eterna… perché Palermo?

M: «Avevo bisogno di un cambiamento. Ero a Milano già da cinque anni, che per me sono tanti da trascorrere nella stessa città. Avevo assorbito tutti gli stimoli che aveva da darmi […] e Palermo è arrivata mentre ero in questo mood. Sono una persona molto istintiva, seguo le cose come vengono, e fin dai primi giorni mi sono innamorata dell’atmosfera e della dimensione umana che ha Palermo, quindi ho deciso di fare questa prova e oggi ne sono molto felice».

G: «Palermo perché, nonostante la nostra azienda non abbia sedi fisiche, molti dei nostri colleghi vivono qui, così, uno di loro, durante il lockdown, mi propose di passare l’estate a Palermo, sia per lavorare insieme agli altri colleghi e sia per coniugare un po’ le vacanze estive. Io lo proposi a Marta e siamo arrivate insieme in questa città che per me è stato amore a prima vista. Tempo tre giorni e iniziavo a sentire di non voler più tornare».

 

Insomma… Palermo vi ha un po’ stregate.

M: «Decisamente sì. Il nostro nome viene anche da lì. Malia Vibes: ‘malìa’ è sia l’unione dei nostri nomi (MArta + giuLIA) e anche la malìa, intesa come quella magia buona, quell’incantesimo che secondo noi ci ha fatto Palermo».

Hanno iniziato quasi per gioco, Marta e Giulia, a raccontare quella vacanza estiva sui loro profili social. “Aggiornamento da Teatro Massimo”, così iniziavano le loro stories su Instagram che narravano l’evolvere della loro avventura siciliana.  «Sin dall’inizio abbiamo riscontrato un sacco di interesse, sia per i luoghi che facevamo vedere, soprattutto da persone che non conoscevano la Sicilia e nemmeno Palermo, e sia per il tipo di relazione che abbiamo avuto subito io e Giulia» – ci racconta Marta. «Venivano fuori delle gag molto apprezzate in maniera assolutamente naturale. Quando abbiamo deciso di trasferirci, in quei venti minuti nei quali ci siamo guardate e abbiamo detto: “Facciamolo!”, abbiamo subito pensato: “Questa storia la dobbiamo raccontare, non possiamo tenercela per noi”. E così abbiamo aperto il profilo».

«A poco a poco ci siamo rese conto – aggiunge Giulia – che congiungendo le nostre capacità lavorative e creative (entrambe si occupano di digital marketing, nda), riuscivamo a creare qualcosa che portava valore a chi ci seguiva. Così il profilo ha preso quasi da subito la finalità di promozione del territorio e l’enorme seguito che in pochissimo tempo abbiamo avuto ci ha mostrato che, in fondo, questa era la strada giusta».

Così Marta e Giulia hanno affittato un appartamento per dodici mesi, che potrebbero rinnovare per tre anni o addirittura in maniera definitiva (“Guarda…poco ce manca”, ci confida Giulia nel suo accento romano). La città e i suoi abitanti le hanno conquistate, dentro e fuori dai social. «É stato uno degli elementi che ci ha fatto capire che volevamo restare perché, anche in poco tempo, avevamo conosciuto un sacco di persone» continua Marta. «Ci siamo trovate da subito in una serie di gruppi di persone. L’apice l’abbiamo raggiunto con noi che imbuchiamo una nostra amica palermitana alla laurea di una persona del luogo!».

Una storia che sembra avere dell’incredibile e un grande insegnamento per tutti noi: «Può essere molto facile dare per scontato il luogo in cui si vive, succedeva anche a me quando stavo a Roma», ci dice Giulia. «Ma amate di più quello che avete. La Sicilia è speciale sotto tanti punti di vista […]», le fa eco Marta, rispondendo alla nostra domanda su cosa volessero dire ai siciliani.

Oggi le Malìa Vibes continuano a promuovere la città dal loro profilo, entrando anche in collaborazione con l’Associazione Le Vie dei Tesori che da anni promuove la cultura e la bellezza del territorio siciliano. Eccole, infatti, nelle ultime settimane, protagoniste di alcune dirette streaming nelle quali hanno permesso agli utenti di seguirle alla scoperta di alcuni dei luoghi più incantevoli di Palermo.

Non sappiamo con certezza se Marta e Giulia resteranno per sempre in Sicilia, o se prima o poi la malìa di Palermo che le ha incantate finirà, ma una cosa è certa: finché potremo, continueremo a seguirle e a riscoprire l’affascinante “regina dell’Isola” attraverso i loro occhi!

Isnello Luminaria  e

A Isnello anche il Natale diventa social!

Articolo di Samuel Tasca

Dopo l’esperienza positiva di Sapori d’Autunno Social Edition, nella quale l’Amministrazione comunale di Isnello (PA), in collaborazione con la Pro Loco e con la Consulta Giovanile, aveva organizzato un’edizione speciale della memoria per rimediare all’impossibilità di realizzare delle manifestazioni per via delle restrizioni anti-Covid, la città torna a scommettersi in versione social anche per le festività natalizie. Così prende il via la “Isnello Luminaria 2020 Christmas Social Edition”: una serie di condivisioni sul tema del Natale che appariranno per tutto il periodo delle festività sui canali social di “See Isnello“.

In un momento in cui tutti possono risentire dell’effetto di isolamento sociale di questo Natale un po’ atipico, la città di Isnello sceglie di puntare, invece, proprio sul senso di comunità e di condivisione, applicando alla lettera la regola ormai nota a tutti del “distanti ma vicini”.

«Quest’anno […] vogliamo che Isnello sia il borgo del Natale per eccellenza, con le sue atmosfere uniche e i suoi scorci incantevoli – dichiara il sindaco Marcello Catanzaro -. Ovviamente, a causa della pandemia, quest’anno abbiamo dovuto rinviare tutto quello che avevamo pensato di organizzare ma non per questo sarà meno bello e intenso. Non potendo permetterci di ritrovarci tutti insieme sotto il nostro albero o attorno alla nostra tradizionale luminaria, che ha sempre riscaldato e illuminato la notte di Natale, attraverso la “Isnello Luminaria 2020 Christmas Social Edition”, continueremo lungo il solco della condivisione social, secondo dei format originali ormai consolidati e ben riusciti, rendendo partecipi quanti ci seguono nelle nostre tradizioni. In attesa di un anno migliore».

Diverse le iniziative messe in campo, ognuna contraddistinta dal proprio hashtag personalizzato. Sarà così possibile condividere disegni, racconti illustrati, lavoretti degli alunni di tutte le scuole che raccontano Isnello e le sue tradizioni “sotto Natale” (#raccontiAMOisnello); addobbi natalizi, tradizionali, originali, dall’albero di Natale al presepe, alle decorazioni in generale (#illuminiAMOisnello e #addhobbyAMOisnello).

E infine, visto che non sarà possibile allestire il tradizionale falò della Vigilia in piazza Mazzini, il 24 dicembre la luminaria risplenderà della luce di tutte le sue edizioni precedenti condividendo foto e ricordi con l’hashtag #luminaria2020.

È vero, questo sarà sicuramente un Natale diverso, ma di sicuro a Isnello nessuno si sentirà lasciato solo.

Team  DPI scaled

Elena Militello: l’innovazione sociale e territoriale grazie al South Working

Articolo di Omar Gelsomino   Foto di Mario Mirabile

È partita pian piano e la diffusione del lavoro in remoto è esplosa durante la pandemia. In questi mesi di lockdown non abbiamo sentito altro che il termine smart working, cioè il lavoro agile, magari da spazi di coworking. Sta cambiando il mercato del lavoro, aprendo scenari prima impensabili. Così Elena Militello, una ventisettenne palermitana, nei mesi scorsi è potuta ritornare, per qualche mese, nella sua città natale pur continuando a lavorare per l’Università del Lussemburgo. Così è nato il South Working, per permettere ai giovani e non solo di poter lavorare dalle loro città, soprattutto meridionali, evitando la fuga al Nord e all’estero.

Elena Militello ci parla del suo progetto e dei suoi benefici. «Sono andata via dalla Sicilia dopo il liceo, dieci anni fa. In questi anni di studio e lavoro tra Milano, Como, Stati Uniti, Germania e, da ultimo, Lussemburgo ho sempre desiderato tornare a Palermo per poter lavorare dalla mia terra. Nei mesi del lockdown, mentre avevo un contratto di ricerca all’Università del Lussemburgo, ho ideato il progetto ‘South Working – Lavorare dal Sud’ e oggi sono presidente dell’omonima associazione di promozione sociale (www.facebook.com/southworking; www.southworking.org). ‘South Working – Lavorare dal Sud’ è nato come progetto in collaborazione con la comunità Global Shapers. In questi mesi è diventata un’associazione di promozione sociale volta in ultima analisi a una maggiore coesione economica, sociale e territoriale e minori diseguaglianze tra Nord e Sud d’Italia e d’Europa. Lo strumento scelto in questa prima fase è la promozione di contratti di lavoro agile a distanza in via principale da dove si desidera e, in particolare, dalle regioni del Sud. L’idea alla base del progetto è che nell’era post-Covid sarà possibile per molti lavoratori immaginare ipotesi di contratti di lavoro primariamente a distanza (possibilmente in lavoro agile, cosiddetto ‘smart working’) che permettano alle lavoratrici e ai lavoratori di lavorare dal luogo in cui preferiscono risiedere». 

Per i giovani del Sud una vera possibilità che potrebbe arginare la loro ‘fuga’ verso destinazioni lavorative lontane da casa. «L’innovazione è tradizionalmente legata a luoghi specifici capaci di attrarre capitali economici, culturali e tecnologici. Il digitale, però, ci permette di poter lavorare da qualsiasi luogo provvisto di una (buona) connessione Internet. Questa condizione dovrà essere sfruttata per poter rendere sempre più decentrato il processo di produzione dell’innovazione per portarla anche in territori lontani dalle città. Ricordiamo sempre, però, che le condizioni essenziali per lavorare in South Working sono le infrastrutture digitali e quelle di mobilità».

Cosa accadrà al mercato del lavoro una volta debellato il Coronavirus? «Il cambiamento innescato in termini di ripensamento delle modalità lavorative non si potrà arrestare quando – si spera il più presto possibile – il virus sarà debellato. Alcuni lavoratori hanno percepito di poter lavorare per un’alta percentuale slegati dalla sede dell’ufficio. Anche dal punto di vista dei datori di lavoro, molti sono gli studi di scienza dell’amministrazione che evidenziano i potenziali vantaggi del lavoro agile, cioè per obiettivi, senza limitazioni spaziali: per il datore di lavoro, in termini di incremento di produttività, riduzione dei costi, degli straordinari e dei fenomeni di assenteismo nelle pubbliche amministrazioni, miglioramento delle competenze digitali dei lavoratori e della loro motivazione, ottimizzazione dei costi, riflessi sulla ‘reputation’ e sulla responsabilità sociale d’impresa».

Insomma, all’orizzonte si prospetta un futuro più roseo rispetto al passato. «Nonostante si prospettino tempi difficili, con una grave recessione, si aprono possibilità di tornare o venire a vivere nelle regioni meridionali. Ciascuno di noi può portare le competenze maturate e le esperienze vissute per contribuire a creare innovazione sociale e territoriale».

Sapori dAutunno Social Edition

Isnello non si ferma: arriva Sapori d’Autunno 7 Social Edition

Comunicato Stampa

L’attuale quadro epidemiologico e il divieto di manifestazioni pubbliche su tutto il territorio nazionale hanno costretto tutte le Amministrazioni Comunali a cancellare gli eventi in programma.
Il Comune di Isnello, tuttavia, anche quest’anno riuscirà a celebrare i suoi “Sapori d’Autunno”, una delle migliori sagre dei sapori madoniti, apprezzata da migliaia di visitatori e di largo richiamo per
tutto il comprensorio.
Dal 9 al 15 novembre, torna, dunque, “Sapori d’ Autunno 7’ Social Edition”. Da sempre organizzata dalla Consulta Giovanile e dalla Pro Loco di Isnello, quest’anno giunge alla 7’ edizione, arricchendosi del contributo di See Isnello, il progetto di promozione turistico-culturale del Comune di Isnello, e si ripropone in una veste del tutto nuova ed originale, assolutamente
rispettosa delle vigenti misure anti-contagio.

“L’anno che stiamo vivendo non verrà archiviato facilmente. – dichiara il Sindaco Marcello Catanzaro – Le limitazioni di questo periodo potranno, se vissute responsabilmente e con la lucidità
necessaria, lasciare spazio a maggiore serenità. Occasioni di condivisione possono essere create attraverso un uso saggio e proficuo dei canali social, come abbiamo già brillantemente sperimentato durante il periodo del lockdown nazionale attraverso le campagne social “Iorestoacasaeleggo” e “Iorestoacasaecucino” e, da ultimo, con le iniziative di Comunità #sosteniAMOisnello e #IsnelloasPORTO. A tal fine, quest’anno, abbiamo pensato di non rinunciare a quello che è sempre stato un evento molto atteso dalla nostra comunità e che è si è saputo contraddistinguere in tutte le Madonie, crescendo ogni anno sempre più.Grazie alla sinergia tra il team di See Isnello, la Consulta Giovanile e la Pro Loco daremo vita a “Sapori d’Autunno 7’ Social Edition”, una vera kermesse social col meglio delle precedenti edizioni e delle belle sorprese. Siamo certi che ritrovarsi l’anno prossimo, tutti insieme, per un’ottava edizione in grande sarà, così, ancora più emozionante.” L’appuntamento tanto atteso si sposta, dunque, sui social e intratterrà il pubblico per un’intera settimana.

Come spiega Anna D’Angelo, Presidente della Consulta Giovanile di Isnello: “Negli ultimi sei anni abbiamo sempre trascorso queste ultime settimane dedicandoci all’organizzazione di Sapori
D’Autunno, un evento al quale siamo molto affezionati, e non solo come organizzatori, ma anche come fruitori della sagra e come comunità.
Ed è per questo che, nonostante il periodo così critico, dove tutto sembra girare intorno al coronavirus, abbiamo scelto di non restare a guardare, ma con spirito dinamico, abbiamo pensato
un m odo che ci permetta di stare insieme anche se lontani. Cercheremo di ricreare momenti di svago, di ricordare le edizioni precedenti e di raccogliere idee e proposte per il prossimo anno, cosi
da rendere partecipi tutti quanti. Questo anche grazie al team di See Isnello, una nuova realtà con la quale collaboriamo per la prima volta e con la quale constatiamo che insieme, con positività e voglia di fare, tutto cambia e come per magia le idee diventano realtà. Allo stesso tempo, in attesa che passi la fase critica, il nostro intento è quello di proiettarci verso una ripresa che possa essere utile a tutta la comunità e in modo da essere più carichi e grintosi già per il prossimo anno.”

Sulla Pagina Fb ufficiale di Sapori d’Autunno Isnello, sull’account Instagram della Consulta Giovanile di Isnello e sui canali social di See Isnello, per tutta la prossima settimana, verranno
ricondivisi ricordi, foto, video delle scorse sei edizioni e ci sarà spazio per dirette, contenuti esclusivi e tante sorprese e novità.
Siete tutti invitati a partecipare, comodamente da casa vostra. Non fate mancare le vostre emozioni, le vostre idee e i vostri suggerimenti.

Restate connessi!
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Alice Mangione e il sogno delle Olimpiadi di Tokyo

Articolo di Omar Gelsomino     Foto di Victor Deleo

Impegno, sacrifici e determinazione. Tanta determinazione per inseguire i propri obiettivi. Queste sono le caratteristiche di Alice Mangione, ventitreenne di Niscemi (CL) da tempo trasferitasi a Roma. Nonostante la giovane età ha già vinto due titoli nazionali nel 2013 e nel 2014, è stata medaglia d’argento al Cus di Palermo e detiene altri record. È fresca di vittoria sui 400 metri piani ai Campionati Italiani Assoluti di Padova con un tempo di 52,70.
Alice Mangione ci racconta come è nata la passione per l’atletica. «I miei professori di educazione fisica delle scuole medie hanno notato che ero portata per l’atletica leggera. Ho vinto le fasi regionali dei campionati studenteschi in Sicilia e poi sono volata a Roma per le finali classificandomi seconda. In quel periodo non seguivo alcuna preparazione specifica per l’atletica leggera e ho capito che potevo essere effettivamente portata per questo sport. Mi sono, quindi, buttata su questa attività sportiva abbandonando il mio precedente sport, ovvero la danza classica. Inizialmente mi hanno coinvolto nelle corse campestri che tuttavia non mi hanno mai convinto più di tanto. Poi ho scoperto la velocità e mi sono totalmente innamorata dell’atletica leggera. Dagli 80 metri ai 300 metri fino a specializzarmi sui 200 e 400 metri».

Gare ed emozioni che rimangono impresse nella mente. «Ogni esordio lo ricordo sempre con emozione. Ricordo ancora oggi l’eccitazione che provai quando corsi le finali dei Giochi della Gioventù allo Stadio dei Marmi di Roma: fu un’esperienza veramente affascinante. Tuttavia l’esordio più emozionante è stato sicuramente quello in Diamond League; correre accanto a velociste già affermate a livello europeo è stato veramente avvincente».

E poi quando arrivano delle vittorie come quella di Padova Alice Mangione è stata ripagata di tutti i suoi sacrifici e allenamenti. «La soddisfazione è massima. Ho avuto la conferma che il lavoro paga. Appena ho attraversato il traguardo ho avuto un flash di tutti i sacrifici e le rinunce che ho fatto per raggiungere quel risultato. Ne è valsa la pena, ma voglio che sia un punto di partenza e non di arrivo. È un risultato di cui sicuramente sono felice ma voglio puntare più in alto senza montarmi la testa. Voglio migliorare passo dopo passo e arrivare al massimo delle mie possibilità».
Praticare lo sport da sempre fa bene al corpo e alla mente. «L’atletica rappresenta per me molto più di uno sport; la considero uno stile di vita. Ti insegna ad impegnarti al massimo, a rialzarti più forte quando ci sono problemi, a spingerti oltre. Probabilmente è l’attività sociale più meritocratica che esista. Soprattutto per quanto riguarda gli sport di prestazione: dietro quel breve lasso di tempo espresso in gara ci sono giorni, settimane, mesi e addirittura anni di lavoro dietro. In una società moderna, dove molto spesso l’apparire prevale sull’essere, il consumismo ci spinge ad acquistare costantemente beni superflui, l’atletica ti insegna a raggiungere risultati con sacrificio e lavoro costante».

La sua carriera sportiva l’ha portata lontana dalla Sicilia, ma la sua isola è sempre nel suo cuore. «La Sicilia è la mia terra, mi manca moltissimo. Così come la mia famiglia, il mio nipotino, il clima; è un mondo diverso rispetto a Roma. Purtroppo ho scelto questo percorso che mi tiene molto lontana dalla mia terra natia, ma è un sacrificio che faccio volentieri».
Alice Mangione adesso corre per un altro traguardo, perché sia un nuovo punto di partenza senza fermarsi mai. Inseguendo un sogno. «Voglio dare il massimo e migliorarmi sempre. L’ obiettivo a breve termine è scendere sotto i 52:70, il mio record personale, ed entrare in un gruppo sportivo militare. L’anno prossimo si svolgeranno le Olimpiadi a Tokyo e lavorerò sicuramente per parteciparvi». Da Niscemi al Giappone, non possiamo che augurare ad Alice Mangione di realizzare il suo sogno e raggiungere tanti altri nuovi traguardi.