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Forza d’Agrò, perdersi nella bellezza di un borgo sospeso nel tempo

di Samuel Tasca

Abbandonando il litorale ionico, dopo aver attraversato le note località marittime di Giardini Naxos e Letojanni, se iniziate a salire verso l’entroterra giungerete in un piccolo borgo del Messinese che tanti anni fa incantò persino il regista americano Francis Ford Coppola.

No, non stiamo parlando di Savoca, bensì del comune di Forza d’Agrò, piccolo centro abitato della provincia di Messina che offre ai suoi visitatori una meta affascinante da molti punti di vista.

La posizione rialzata rappresenta sicuramente uno dei suoi principali elementi d’attrazione: dalla città, infatti, è possibile godere di una vista privilegiata sulla costa orientale della Sicilia, riuscendo a scorgere persino Siracusa nelle giornate più limpide. Non a caso alcuni dei ristoranti più rinomati si trovano per l’appunto all’ingresso della città, il punto migliore per poter godere di questa vista e assaporare dell’ottimo pesce pescato giù sulla costa.

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Addentrandosi ancora più al suo interno, Forza d’Agrò cattura i suoi visitatori attirandoli con i suoi vicoli stretti, le scalinate e i suoi monumenti in pietra che rappresentano un patrimonio architettonico risalente per la maggior parte all’XI secolo. Non è un caso, infatti, che il regista del film “Il Padrino”, scelse proprio la Chiesa della Santissima Annunziata per girare la celebre scena del matrimonio tra Michael Corleone e Apollonia Vitelli. E sembrerebbe che la caratteristica facciata della chiesa abbia ispirato anche i disegnatori della Disney Pixar: all’interno del film d’animazione “Cars 2”, infatti, le simpatiche macchine animate giungono in una piazza nella quale spicca una chiesa dall’aspetto praticamente identico a quella della città (guarda il video).

Tappa fondamentale della visita a Forza d’Agrò è inoltre il peculiare Arco Durazzesco: posto al culmine di una scenografica scalinata semicircolare in pietra, l’arco, ricavato all’interno di un muro merlato che rimanda la memoria al periodo medievale, dà accesso ai suoi visitatori all’interno della piazzetta antecedente la Chiesa della Santissima Trinità, altro monumento d’interesse storico della città.

 

La visita per la città continua passando da un vicoletto a un altro senza mai preoccuparsi di controllare la mappa perché il modo migliore per apprezzare questo borgo dall’aspetto sospeso nel tempo è proprio quello di lasciarsi catturare al suo interno e di perdersi tra le sue stradine, scoprendo scorci che in nessun altro modo potreste vedere. Così, se siete fortunati, vi capiterà, com’è successo a noi, di imbattervi anche in uno dei circa novecento abitanti del paese. Lasciate che siano loro a raccontarvi l’essenza di quel borgo con la loro spontaneità e la voglia di condividerne la bellezza con chi, come noi, non avrebbe mai immaginato che arroccato su quel monte potesse sorgere uno scrigno di pietra colmo di così tanta meraviglia.