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il sogno di un pierrot

Grande successo al Teatro Alfeo per la stagione ragazzi

Siracusa, 6 novembre 2022 – Grande successo, al Teatro Alfeo di Siracusa, per la prima, innovativa stagione di Teatro per ragazzi, ideata dal direttore artistico dell’associazione “La Compagnia dei Pupari Vaccaro-Mauceri”, Alfredo Mauceri, pioniere e veterano del teatro siracusano. Tre spettacoli andati in scena, tre tematiche e tre autori differenti hanno caratterizzato questa prima edizione che ha visto il tutto esaurito quasi ad ogni replica, quattro per ogni titolo in programma.

Ad aprire la rassegna è stata “I vestiti nuovi dell’Imperatore”, fiaba tratta dal capolavoro di Andersen, che ha ricordato a grandi e piccini quanto possa rivelarsi scomodo indossare l’unico abito in grado di metterci a nudo: la verità. Alla corte dell’imperatore, vanitoso e pieno di sé, giunge un imbroglione, che lo convince di poter realizzare per lui splendidi abiti con uno speciale tessuto invisibile agli sciocchi. Pur di non farsi additare come tale, l’imperatore fingerà di adorare i suoi nuovi abiti e lo stesso faranno i suoi cortigiani…

Poi è stata la volta di un testo scritto a quattro mani da Alfredo Mauceri e Arianna Vinci, ispirato dal soggetto originale omonimo del compianto puparo Alfredo Vaccaro, “Il sogno di un Pierrot”, una favola magica fatta di sogno e realtà. Il figlio di una coppia di acrobati da circo si perde in una foresta incantata dove sogni e incubi prendono vita. Un viaggio dall’oscurità verso la luce alla scoperta di quanto valga il valore di una famiglia. Lo spettacolo ha commosso grandi e piccini.

il sogno di un pierrot

Ha chiuso la rassegna la favola di “Ranocchino” tratta dalle opere del conterraneo Luigi Capuana. La storia parla di una famiglia costretta alla fame e del sacrificio di un bambino di nome Beppe e di come una strega ribalti totalmente la sua vita, trasformandolo in una creatura misteriosa, amata da tutto il popolo, fin quando una principessa non decide di tenerlo tutto per sé. Una storia apparentemente triste ma ricca di humor e… incantesimi.

Soddisfatto Alfredo Mauceri, che dichiara: «Sono davvero felice della risposta degli spettatori, sia grandi sia piccini, tanto che stiamo già lavorando alla prossima stagione. Un plauso a tutta la compagnia dell’Alfeo: Arianna VinciSalvo CantoSara Cilea e Massimo Tuccitto. Ognuno di loro ha dato vita, con anima, corpo e voce, ai tanti personaggi che hanno popolato le tre storie».

Non è mancata la commistione con il teatro di figura tramite la realizzazione di pupazzi e oggetti di scena; le scenografie realizzate da Karromatto hanno sottolineato ancor di più le atmosfere, mentre i costumi, ideati e realizzati da Alfredo Mauceri, hanno ulteriormente colpito l’immaginario dei bambini. A gestire l’allegria e la vitalità dei bambini scalpitanti al botteghino, Alessandra Mauceri, figlia di Alfredo, e la madre, Katia Di Giovanni, amministratrice del teatro.

E forte di questo successo, Alfredo Mauceri, assieme al suo gruppo, sta già definendo gli ultimi dettagli per il prossimo San Martino Puppet Fest, in programma l’11, il 12 e il 13 novembre e la nuova mega-produzione teatrale di “A Christmas Carol”, ispirata all’opera di Dickens e che, a dicembre, vedrà l’interazione di pupi e attori.

racconti di bianca

Perdere la testa in Sicilia, una storia di passione, vendetta e disonore.

I RACCONTI DI BIANCA a cura di Alessia Giaquinta

Stretti in un abbraccio da togliere il fiato, erano i due amanti. Una passione così improvvisa li legava da quel giorno in cui, per la prima volta, si erano incontrati: lei, giovane palermitana, e lui, un Moro (erano chiamati così gli Arabi) giunto a Palermo. Era il IX secolo, periodo dell’invasione musulmana in Sicilia.

Stava innaffiando le piante del suo giardino, lei. Il padre la teneva segregata in casa a causa della sua bellezza, capace di far perdere la testa a chiunque la guardasse. Fu in quell’attimo di svago casalingo che la giovane incrociò gli occhi scuri del soldato arabo che, incantato dall’estatica visione, le dichiarò immediatamente il suo amore.

Una cosa, però, il Moro l’aveva omessa: nella sua terra, in Oriente, moglie e figli lo attendevano. Intanto, immemore del suo vincolo, si godeva le bellezze e le attenzioni della giovane palermitana. La ragazza non appena scoprì ciò che l’amante le aveva nascosto, accecata dalla gelosia – la voglia era di averlo solo per sé – ed infuriata per l’offesa ricevuta, agì con la stessa prontezza che l’aveva fatto cedere tra le braccia del suo Moro: prese una lama affilata e gli tagliò la testa, mentre questi dormiva al suo fianco.

Non lo aveva solo ucciso, no. Lo aveva soprattutto tenuto con sé, per sempre.
Tra le piante del suo giardino scelse un ramoscello di basilico e lo piantò all’interno della testa dell’amante ucciso, trasformata così in una sorta di vaso. Ad innaffiare quella pianta, che così cresceva rigogliosa, erano le lacrime della ragazza, che ogni giorno se ne prendeva cura. Le vicine, invidiose del profumo e della rigogliosità di quella pianta, cresciuta in quel vaso a forma di testa (per loro era così), si fecero foggiare dei vasi aventi la stessa forma che esposero, così, sui balconi. Erano teste di moro, per l’appunto.
Si racconta pure che il padre della ragazza li sorprese insieme, mentre i due godevano del loro amore. Il legame, non autorizzato, portò l’uomo a sacrificare la figlia e l’amante per dare esempio visibile delle conseguenze del disonore subito. Le teste dei due giovani, per l’appunto, furono esposte sul balcone del palazzo, divenendo icona di una Sicilia che è capace di amare ed accogliere ma che poco tollera tradimenti e disonori. Erano altri tempi, sicuramente.

Quando si dice: attenzione a perdere la testa!

 

 

i racconti di bianca

La Sicilia delle acque, l’incanto di Fata Morgana

I RACCONTI DI BIANCA a cura di Alessia Giaquinta

In fondo al mar… Nelle acque profonde dello Stretto di Messina è ubicato un meraviglioso castello di cristallo: è la dimora di Fata Morgana, sorellastra del leggendario re Artù.
E, come ogni donna, possiede la capacità di ammaliare chi la osserva.
Perché sì, Fata Morgana, di tanto in tanto – soprattutto nei mesi estivi – ama mostrarsi e confondere chi, dalle coste calabre, osserva lo Stretto di Messina.
«Che meravigliosa terra: come fare a raggiungerla?» disse il re barbaro che, da Reggio Calabria, guardava con interesse la Sicilia.
Sprovvisto di imbarcazioni e, al tempo stesso, desideroso di raggiungere l’Isola, il re sostò davanti alle acque in attesa di soluzioni.
Fu allora che apparve la bellissima Fata Morgana che, utilizzando i propri poteri, fece apparire la Sicilia sulla superficie marina, a pochi passi da lui. Non solo: i monti, le case e gli abitanti dell’ Isola erano riflessi nell’acqua, testimonianza concreta che quella terra fosse realmente vicinissima. Il re barbaro, allora, si illuse di raggiungerla con facilità e si lanciò dal cavallo, convinto di approdare in Sicilia nuotando pochi metri.
Ebbene, lanciatosi in acqua, quello che aveva visto scomparve e, dopo poco, morì annegato.
Cosa era accaduto? La bella Fata Morgana, manifestandosi, aveva fatto il suo incantesimo e tramite un gioco di luce aveva illuso il re barbaro. E non solo lui: ancora oggi, tanti rimangono incantati da questo strano fenomeno di rifrazione delle onde luminose, visibile quando il mare è completamente calmo e la temperatura dell’aria vicina al suolo è minore di quella sovrastante.
Quando approdate in Sicilia, dunque, fateci caso! La Fata Morgana potrebbe accogliervi e mostrarvi, sulle acque dello Stretto, l’anteprima di una terra che è tutta un incanto!

 

 

Il segreto di un matrimonio da favola

Il segreto di un matrimonio da favola

     

Articolo di Alessia Giaquinta   Foto di Foto Umberto

“C’era una volta…” É così che iniziano le favole.
Ci sono favole, però, che i libri non raccontano perché per leggerle basta incontrare lo sguardo di chi trova l’anima gemella, di chi, al di là dei castelli e delle magie, vive la bellezza dell’amare e dell’essere amati, ogni giorno. Il matrimonio diventa, così, un passo importante, una scelta fondamentale, da preparare con cura e nel dettaglio.
Non è semplice scegliere l’abito giusto, la location adatta, il cibo migliore, la bomboniera più bella.

Per non parlare degli intrattenimenti: cosa preferire?
Sofia e Davide sono due giovani che, il 18 giugno, davanti a Dio – nella splendida cornice del Santuario della Madonna del Piano, a Grammichele – alla presenza di parenti e amici, e della piccola Bianca, hanno coronato il loro sogno d’amore, scrivendo il “per sempre” alla loro favola.

Loro hanno scelto di fare del loro giorno più bello, un giorno di festa.
Dall’arrivo della sposa con l’elegante Maserati Ghibli di Alex Guccione, alle promesse innanzi all’altare, ai volti gioiosi dei partecipanti alla cerimonia, agli abbracci – e anche ai simpatici capricci – della piccola Bianca.

Il vero calore, al di là della giornata afosa, è stato sprigionato dall’incontenibile gioia di Sofia e Davide, dei loro familiari e di chi, presente in quel momento, ha condiviso con loro l’emozione del fatidico “sì”.
A fare da sfondo per i festeggiamenti una location immersa nel verde, con piscina, alberi secolari e raffinati decori.
Per festeggiare, però, è necessario condividere. Dal cibo, fatto di connubi fra sapori tradizionali e gusti ricercati, al banchetto condiviso tra sposi e invitati, alla musica allegra e coinvolgente. Il tempo, mai monotono e lento, scorreva tra una delizia per il palato, un ballo sulle note dello street jazz e continui brindisi agli sposi.

“Non alla tua e neanche alla mia, ma a Davide e Sofia” ripetevano gli amici brindando alla nuova famiglia.
Una festa, organizzata con cura e amore. Ecco cosa è stato il matrimonio di Sofia e Davide. Un giorno da ricordare, non solo per gli sposi…
Un evento esemplificativo per chi, come loro, vuole organizzare un matrimonio originale, raffinato e soprattutto gioioso.
Pianificare in tempo ogni cosa e affidarsi a professionisti di ogni settore (dalla ristorazione alla musica, all’animazione per bambini, agli addobbi) è stato sicuramente uno dei tasselli fondamentali per l’ottima riuscita dell’evento. Nelle favole, quelle scritte sui libri, il “felici e contenti” si riferisce solo agli innamorati.
Nelle vere favole, quelle reali, la gioia viene condivisa: Sofia e Davide hanno, infatti, scelto una bomboniera fatta di sorrisi per i bambini meno fortunati, devolvendo a “Save The Children” la somma destinata al classico ricordino del matrimonio.

Il vero ricordo della festa è sicuramente quel clima di gioia condivisa che ha reso tutti protagonisti insieme agli sposi. Per amare, infatti, non si può essere soli. L’amore nasce in un contesto fatto di persone, si nutre delle allegre esperienze con gli amici, del sostegno dei familiari, della quotidiana presenza dei colleghi di lavoro…
Una festa, una vera festa dell’amore è stata, al di là dei fronzoli, degli eccessi e degli sfarzi. A regnare è stata l’eleganza semplice e raffinata ma soprattutto lo sguardo innamorato di Sofia e Davide riflesso nella piccola Bianca, frutto meraviglioso della loro unione.
Nessun matrimonio sarà perfetto se manca l’amore. Questo è il segreto che sta alla base di ogni preparativo per il giorno più bello di una coppia.
Non un “c’era una volta…” bensì un “ancora c’è…” chi crede nell’amore, chi condivide la propria gioia, chi, come Sofia e Davide, vive quotidianamente il “per sempre”.
Dal loro “sì” nasce una nuova ispirazione per Bianca Magazine: una rubrica sui matrimoni che possa essere da supporto e stimolo per chi è pronto a compiere il grande passo.
Sofia e Davide sono felici e contenti. E anche noi, colleghi, amici e parenti, che dalla nascita della piccola Bianca, abbiamo trovato l’incoraggiamento necessario per dar luce a questo meraviglioso progetto editoriale. Anche per questo abbiamo deciso di omaggiare i nostri sposi dedicando quest’articolo al loro giorno più bello brindando ancora una volta alla loro felicità.
“Non alla tua e neanche alla mia, ma a Davide e Sofia”