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Il MareFestival Salina 2019 ricorda Massimo Troisi

Articolo di Omar Gelsomino   Foto di Giovanni Isolino

 

Si è conclusa con un grandissimo successo e la piazza di Santa Marina gremita di pubblico l’ottava edizione del MareFestival Salina, nel venticinquennale della scomparsa dell’indimenticabile attore Massimo Troisi, protagonista insieme alla bellissima Maria Grazia Cucinotta, madrina della manifestazione, de “Il Postino”. La kermesse, diretta dal giornalista Massimiliano Cavaleri e organizzata da Patrizia Casale e Francesco Cappello e svoltasi dall’11 al 14 luglio nell’isola eoliana ha previsto proiezioni di lungometraggi, corti e documentari in anteprima, incontri e interviste con personaggi dello spettacolo, esibizioni live, spazio ai talenti emergenti e alla moda legata al grande schermo nelle serate presentate dalle giornaliste Nadia La Malfa e Marika Micalizzi e lo spettacolo dell’esilarante comico palermitano Sasà Salvaggio. Il MareFestival Salina accoglie anche artisti musicali, scrittori, presentazioni di libri ed eccellenze sportive, tanto che questa edizione è gemellata con il Club Panathlon Messina e la Rassegna cinematografica internazionale SportFilmFestival. A ricevere il riconoscimento in ricordo del regista e comico napoletano sono stati: lo storico tastierista dei Pooh Roby Facchinetti che ha ritirato il premio per la sezione musica; Attilio Fontana, cantante, attore di fiction, spettacoli teatrali e musical; l’attrice e cantante Clizia Fornasier che ha presentato il suo romanzo “È il suono delle onde che resta” (edizioni Harper Collins Italia); Rossella Brescia, ballerina, insegnante di danza, conduttrice radiofonica e televisiva, attrice; il talentuoso re del trasformismo internazionale Arturo Brachetti; l’attesissima attrice catanese Miriam Leone, protagonista di successo al cinema e in Tv; l’attore di numerosi film e fiction tv, Giorgio Tirabassi interprete di Paolo Borsellino e neo regista de “Il grande salto”; Anna Mazzamauro, iconica attrice cinematografica e teatrale con una carriera cinquantennale, interpretando tra l’altro la signorina Silvani nei film di Fantozzi. Per la sezione emergenti il Premio Troisi è stato consegnato al regista Piergiorgio Seidita e all’attore Jacopo Carta che hanno presentato in anteprima “L’Inizio”. Le Targhe Argento 2019 sono andate: all’attrice Barbara Bacci; ai registi Alessandro Genitori ed Elis Karakaci per il documentario “Stromboli”; a Giuseppe Moschella per il corto “Una signorina con sesamo”, interpretato da Emanuela Mulè e Mario Pupella; al documentarista Stefano Salvatori per “TartaNet”, a cui ha collaborato Monica Blasi della Filicudi Wildlife Conservation; alla stilista siciliana Tina Arena che ha vestito l’attrice Ieva Lykos all’ultimo Festival di Cannes; al costumista Pippo Miraudo, direttore del Museo del Costume e della Moda siciliana di Mirto, per la lunga e ricca carriera cinematografica. Ezio Greggio ha ricevuto il Premio MareFestival Salina, realizzato dallo scultore Sergio Santamarina. La statuetta è stata assegnata anche alla soubrette e modella Romina Pierdomenico, al fianco di Greggio nella conduzione de “La Sai l’Ultima”, per il “miglior debutto in tv”. L’attore siciliano Tony Sperandeo ha ricevuto il premio CRAL Provincia di Messina mentre il Club Panathlon Messina ha consegnato un premio al campione pongista paraolimpico Massimo Girolamo, due volte Medaglia di bronzo ai giochi mondiali “Special Olympics” di Abu Dhabi 2019. I riflettori sono stati puntati sulla madrina della kermesse Maria Grazia Cucinotta, reduce dal red carpet del Festival di Shangai in Cina e del Taormina Film Fest, ricevendo il premio speciale per l’impegno profuso a fianco dello sport paraolimipico, ha ricordato anche il legame con Salina: «Il postino rappresenta quella che sono oggi, se non avessi fatto quel film, forse non ce l’avrei mai fatta o avrei fatto qualcosa di completamente diverso. Mi ha dato una popolarità che dura da venticinque anni e mi ritengo fortunata». In uno splendido scenario mozzafiato il MareFestival Salina dà appuntamento alla prossima edizione.

 

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Leonardo Sciascia, la voce della coscienza

Articolo di Angelo Barone   Foto di Giuseppe Leone

«Credo che sia arrivato il momento di rifondare la Fondazione Sciascia, pur lasciandola a Racalmuto. Occorre un intervento forte della Regione, con una ridefinizione dello statuto e della struttura organizzativa della Fondazione affinché diventi un’istituzione di rilievo nazionale. Sciascia è lo scrittore che maggiormente ha contribuito a formare l’idea della Sicilia nel mondo: la sua Fondazione deve avere un posto centrale nel paesaggio culturale siciliano». Con un articolo pubblicato su Repubblica il 31 maggio, lo scrittore Gaetano Savatteri ha avuto il merito di avviare un dibattito e una riflessione sulla Fondazione Leonardo Sciascia in preparazione del trentennale della scomparsa dello scrittore. «A trent’anni dalla morte di Sciascia, la Fondazione di Racalmuto è sempre sul colle più alto del paese. Una bella struttura che custodisce la pinacoteca dello scrittore, una parte della sua biblioteca e dodicimila lettere. Un patrimonio notevole. Eppure qualcosa non va. La catalogazione delle lettere, dopo tre decenni è ferma alla lettera M, il materiale è quasi inaccessibile agli studiosi. Il sito della Fondazione non riporta alcun documento e nemmeno i titoli dei libri custoditi nella biblioteca: non viene aggiornato dal 2012. Nella ricorrenza del trentennale della scomparsa nessuna iniziativa è stata ancora varata, né a Racalmuto né altrove».
Che la Fondazione attraversi una fase d’impasse è evidente e lo ammette anche Salvatore Fodale, uno dei generi designato dallo stesso scrittore componente a vita del Cda della Fondazione: «La crisi attuale è innegabile, ma la ritengo e spero passeggera». Anche Antonio Di Grado, direttore letterario della Fondazione Sciascia, ammette il ritardo nella catalogazione, incomprensioni e dissensi nella Fondazione ma rivendica la pubblicazione di molti carteggi, ultimo quello fra Sciascia e Consolo e anticipa diverse iniziative che si terranno in occasione del trentennale, lamenta la mancanza di risorse finanziare e condivide la necessità di esportare alcune iniziative in centri di maggiore visibilità.
Nel dibattito sono intervenuti anche il vice presidente della Regione Gaetano Armao e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando annunciando la disponibilità a collaborare con la Fondazione.
Ci auguriamo che i buoni propositi espressi si concretizzino con il rilancio della Fondazione e la divulgazione del grande patrimonio culturale della Sicilia che Leonardo Sciascia ha lasciato a tutto il Paese e con delle iniziative adeguate per celebrare il grande scrittore.
«La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini» il pensiero e gli scritti di Sciascia sono sempre attuali e finalmente anche il Miur ha utilizzato una delle opere più famose dello scrittore, “Il giorno della civetta”, pubblicato da Einaudi nel 1961, quale traccia della prova scritta agli esami di maturità. Fino ad allora non esisteva ancora un’opera letteraria che descrivesse i sistemi mafiosi e le modalità di azione dell’organizzazione criminale.
«La presenza di Sciascia è stata fondamentale, è stata la voce della coscienza, un uomo impegnato moralmente e culturalmente, ricordo ancora il nostro primo incontro da Sellerio mentre lavoravo nel 1977 al volume “La pietra vissuta”. Da allora è nata un’amicizia e una collaborazione con Enzo Sellerio, Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino e Vincenzo Consolo che hanno proiettato Ragusa al centro dell’attenzione culturale siciliana». Giuseppe Leone ricorda con nostalgia quei tempi raccontati e fotografati in “Storie di un’amicizia” (Postcart Edizioni), «allora c’era un grande fermento culturale e gli anni ottanta furono per me il periodo più rigoglioso grazie alla conoscenza di queste personalità, oggi purtroppo con la cultura non si mangia è tutto a forfait: per i lavori fatti alcuni complimenti, pochi o nessun compenso e alcune volte manco Grazie. Questa la decadenza della Cultura siciliana che non risparmia nemmeno un grande come Leonardo Sciascia».

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Ritorna il Vittoria Jazz Festival, pronti per la XII edizione

Articolo di Salvatore Genovese   Foto di Oliver Kendle

E siamo a 12! Un bel traguardo per il Vittoria Jazz Festival e Cerasuolo Wine, una manifestazione, organizzata dall’associazione Sicily Jazz Music, cresciuta nel tempo e che costituisce oggi una delle più qualificate session di musica jazz, ed è concreta espressione, ad alto livello, di quel genere musicale di origine afro-americana, nato nei bordelli, dove addirittura si ballava, ma che si è evoluto fino a diventare musica colta, quasi di nicchia, destinata a chi ama sonorità particolari e forme ritmiche pulsanti; ma è soprattutto nell’improvvisazione che il jazz trova la sua migliore e più singolare caratteristica.
Ad esprimerla a livelli altissimi è Francesco Cafiso, nato a Vittoria, ma diventato oggi cittadino del mondo. Solo per dare un’idea, la sua ultima tournée ha suonato ad Abu Dhabi, Dubai, Berlino, Parigi, Lisbona.Ed è facile pensare che all’origine del Vittoria Jazz Festival ci sia lui, Francesco Cafiso, che ne è il direttore artistico.
Quest’anno la manifestazione si snoderà in tre weekend, dal 1° al 16 Giugno, con performance di notevole livello. Solo per citarne qualcuna: Domenica 2 giugno si esibirà il sassofonista portoghese Ricardo Toscano; poi Domenica 9, con l’Italian Songbook proposto dal trombettista Luca Aquino; a chiudere il festival, l’esordio della Vittoria Jazz Festival Orchestra, formata tutta da musicisti siciliani, con special guest Francesco Cafiso. Ma anche le altre proposte musicali che compongono questa edizione sono delle vere e proprie chicche.
Festival che, oltre alla tradizionale location di Piazza Enriquez, troverà accoglienza anche nel Chiostro del Convento delle Grazie, per un concerto di musica/teatro tratto da “L’inseguitore” di Julio Cortazar, e a Piazza San Giovanni, per una jam session, iniziativa che ritorna dopo alcuni anni di assenza.
Ad affiancare ed arricchire la manifestazione, le degustazioni di Cerasuolo di Vittoria Docg proposte da cantine vinicole locali.
Spettacolo nello spettacolo, il pubblico: una marea di gente che segue, che partecipa, che si emoziona; e che prende consapevolezza di un genere musicale del quale, altrimenti, avrebbe avuto scarse possibilità di avere contezza ed apprezzare.
Che il festival cominci!

Chiediamo al direttore artistico Cafiso in quale contesto si consolida e cresce questo Festival.
«Un contesto, ovviamente, diverso da quello che possono rappresentare città dove il jazz trova precisi punti di riferimento. Non faccio paragoni con città come Roma, Milano o New York, nelle quali esistono luoghi e ritrovi dove questa musica viene suonata, respirata, mangiata. Altre dimensioni, altre realtà. Dico solo che la città ha accolto molto bene il Festival e molti si sono avvicinati al jazz; mi riferisco, in particolare, a giovani musicisti che stanno orientando le loro scelte professionali verso il jazz».

Sono in programma altre iniziative, oltre a quella dell’organizzazione annuale di questa rassegna? Non sarebbe opportuno fosse affiancata da altre progettualità?
«L’idea di tale affiancamento esiste, ma non dimentichiamo che qualsiasi idea, anche la più valida, necessita di condizioni generali favorevoli dove possa attecchire. Stiamo valutando l’opportunità di dar vita ad un Circolo del Jazz, con incontri cadenzati, non necessariamente settimanali, con incontri e concerti di tanti bravi musicisti Jazz che, in particolare, operano nella nostra isola e che potrete, ad esempio, valutare e sicuramente apprezzare a chiusura del Festival, con il debutto della Vittoria Jazz Festival Orchestra. Ma tutto ciò non è facile: e la temporanea chiusura del Teatro Comunale non favorisce certo progetti di questo tipo».

Dal punto di vista organizzativo, questa impostazione sarà mantenuta anche in futuro?
«Non voglio dare risposte di circostanza; dico solo che quest’anno non è stato facilissimo organizzare il Festival e che abbiamo idee precise per il futuro, ma non mi sento di anticipare nulla. In ogni caso, sono scelte e decisioni appannaggio dell’Associazione Sicily Jazz Music, cui fa capo l’organizzazione della manifestazione».

E per il maestro Cafiso? Quali prospettive?
«In giro per il mondo…»

Ricordi quando, non ancora decenne, una troupe de “La Vita in diretta”, che io accompagnai in quanto aveva contattato l’Ufficio Stampa del Comune per un supporto logistico, venne a casa tua per un servizio speciale su questo giovane fenomeno? Il sassofono era alto quasi quanto te, ma rimasi di stucco quando ascoltai il brano che hai eseguito per la trasmissione Rai.
«Ricordo solo che non ero molto emozionato… sicuramente l’incoscienza della giovanissima età…».

O forse la consapevolezza, già allora, di avere doti veramente eccezionali…

 

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Il presepe vivente di Giarratana, un incanto d’interesse internazionale

Articolo di Alessia Giaquinta    Foto di Salvo Gulino

Un viaggio nel tempo che abbraccia storia, cultura, tradizioni e fede: ecco cos’ è il Presepe Vivente di Giarratana, uno degli eventi più importanti e suggestivi del territorio.
Giunto ormai alla 28esima edizione, vanta un’escalation di premi e riconoscimenti fino a giungere alla menzione di Presepe Vivente d’Interesse Internazionale.
Questo traguardo, ottenuto durante la sua 26esima e 27esima edizione, è unico: nessun’altra rappresentazione ha mai conquistato tale onorificenza.
“Miglior Presepe Vivente di Sicilia” per il 2013-2014 e poi ancora per due anni di seguito, nell’edizione 2014-2015 e nella successiva 2015-2016, quello di Giarratana è stato il “Miglior Presepe Vivente d’Italia”.


Rintracciare in qualche dettaglio il segreto di tanta bellezza è veramente difficile. L’evento della nascita di Gesù Bambino è già motivo di stupore e meraviglia anche nelle umane rappresentazioni. Se a questo, però, si unisce la bellezza di un paesaggio incontaminato, più di trenta antichi mestieri che riprendono vita nel suggestivo quartiere del Cuozzu, si può già percepire l’incredibile fascino di questo evento che, ogni anno, coinvolge più di 100 figuranti e richiama migliaia di visitatori da ogni dove. C’è ‘u cirnituri che setaccia il grano, ‘u caliaru che tosta i ceci nella sabbia rovente, le ricamatrici che tessono come si faceva una volta e poi ancora ‘u scarparu, ‘u falegnami, ‘u varbieri, ‘u scalpellino, ‘a pastara…
Insomma i mestieri del passato, che costituiscono la nostra identità, tornano a rivivere nella magica cornice del Presepe Vivente di Giarratana. Ogni cosa è curata nei dettagli dall’Associazione “Gli Amici ro Cuozzu”, giovani volontari giarratanesi che lavorano con impegno e dedizione tutto l’anno per far sì che la tradizione del Presepe Vivente non svanisca ma soprattutto perché essa possa diventare l’occasione per riscoprire e mantenere vive le nostre radici.


Ambientato tra fine dell’800 e gli inizi del ‘900, le scene caratteristiche accompagnano il visitatore lungo un percorso che culmina al Campo Grotta dove si rivive l’incanto della Natività.
Spettacolare è anche il panorama che si staglia davanti agli occhi del visitatore: la Grotta, infatti, si trova in un sito sopraelevato, nei ruderi del vecchio Castello dei Settimo, dove si ha la percezione di essere avvolti dal manto stellato, allietati dai dolci flauti che intonano ninna nanne per Gesù Bambino.
Difficile da raccontare: il Presepe Vivente di Giarratana è un’esperienza da vivere e rivivere perché ogni anno si arricchisce di suggestioni sempre nuove.
Per accedere al Presepe bisogna munirsi di un biglietto che garantisce un ordine d’ingresso in base alla numerazione. La biglietteria è a disposizione dei visitatori a partire dal pomeriggio dei giorni di apertura. Il 26 e 30 Dicembre 2018, e poi ancora l’1, il 5 e il 6 Gennaio 2019 è possibile fruire delle emozioni autentiche che il Presepe Vivente di Giarratana sa dare.

 

 

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Taormina Gourmet 2018, uno spettacolo per il palato

 

Articolo di Angela Failla

Si è svolta, dal 26 al 29 ottobre all’Hotel Diodoro di Taormina, la settima edizione del Taormina Gourmet, l’evento che coinvolge cantine italiane ed estere insieme a prodotti alimentari di nicchia. Vini pregiati abbinati a eccellenti prelibatezze culinarie: il tutto nella splendida cornice della Perla dello Ionio dove cooking show, degustazioni, masterclass e verticali l’hanno fatta da padrone. Oltre tre sale con maxi degustazione, dove, grazie al banco d’assaggio si possono non solo conoscere le cantine e degustare i vini, ma anche assaggiare i prodotti artigianali. “Giochi senza frontiere” è il tema scelto per i cooking show di questa edizione, perché in cucina non esistono barriere, né confini culturali e geografici. Il cibo si trasforma, diventa contaminazione, fusione di culture, sapori e profumi tra le mani di chef capaci di dialogare con la tradizione e renderla contemporanea. Accanto ai vini le birre artigianali provenienti da varie parti d’Italia: Sicilia, Puglia, Calabria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Val D’Aosta, Veneto.
Percorsi sensoriali inediti che hanno messo a confronto territori, varietà e annate diverse per esplorare il mondo del vino e della birra artigianale.
Dalla sala dei vini a quella delle birre artigianali, passando per i prodotti agroalimentari.
Presenti il Consorzio del Parmigiano Reggiano, il Consorzio del pomodoro di Pachino; il Consorzio dei limoni di Siracusa, i formaggi e le mozzarelle, le conserve, gli oleifici, dolci e dolciumi. E ancora carni e salumi, senza dimenticare le farine e sale e aromi. Uno spettacolo per gli occhi, ma soprattutto per il palato.
Presenti quest’anno le cantine di: Alto Adige (Alois Lageder; San Michele Appiano), Calabria (Spiriti Ebbri), Campania (Michele Perillo), Friuli (Le Vigne di Zamò; Lis Neris Agricola), Lombardia (Andrea Picchioni; Arpepe; Cascina Maddalena; Cavalleri); Marche (Umani Ronchi; Velenosi); Piemonte (Borgogno, Broglia; Ca’ del Baio; Cascina Ca’ Rossa; Elvio Cogno, Fontanafredda; Marchesi di Barolo; Mongioia; Socrè, Travaglini; Vigneti Massa), Puglia (Giovanni Aiello-Enologo per amore; Masseria Li Veli; Masseria Trullo di Pezza; Torrevento), Sardegna (Tenute Dettori), Sicilia (Alcantara; Aldo Viola; Alessandro di Camporeale; Alessandro Viola; Baglio Monsignore; Baglio del Cristo di Campobello, Baglio di Pianetto, Baglio Oro; Barone di Serramarocco; Barone di Villagrande; Barraco; Benanti; Bioviola; Cambria; Camporè; Caravaglio; Candido; Cantine Coppola 1971; Cantine di nessuno; Cantine Russo; Catalano Viticoltori; Cos Agricola; Cottanera; Curto; Cusumano; Destro; Edomè; Enza La Fauci; Feudi del Pisciotto; Feudo Arancio; Feudo Cavaliere, Feudo Disisa; Feudo Maccari; Feudo Montoni; Firriato; Fondo Antico; Funaro; Graci; Gulfi, Gurrieri; Judeka; Lisciandrello; Longarico; Madaudo; Magaddino; Masseria Setteporte; Milazzo; Occhipinti, Palari; Palmento Costanzo; Pietradolce; Poggio di Bortolone; Possente; Principe di Spatafora; Rallo; Rapitalà; Riofavara; Salvatore Tamburello; Sentieri Siciliani; Tenuta Le Terre Chiare, Tenuta Monte Gorna; Tenuta Valle delle Ferle; Tenute Bosco, Tenute di Giurfo; Tenute Gatto; Tenute Lombardo; Tenute Mannino di Plachi, Tenute Orestiadi; Terrazze dell’Etna; Terre di Gratia; Terre di Shemir; Tornatore; Valle dell’Acate; Vigna Nica; Xeravuli), Toscana (Antinori; Casanova di Neri; Castellare di Castellina; Castello Banfi; Collemassari; I Giusti & Zanza Vigneti; La Rasina; La Regola; Le Ragnaie; Moris Farms; Querciabella; Rocca di Frassinello; Sassotondo; Tenuta Bastonaca; Tenuta di Ghizzano; Tenuta di Valgiano; Tenute Piccini; Tenuta Sette Ponti; Terenzuola; Varramista), Trentino Alto Adige (Ferrari; Mezzacorona), Umbria (Famiglia Cotarella); Veneto (Gini: Mazzi; Serafini & Vidotto; Suavia).
Non solo Italia, ma anche: Francia, Germania e Slovenia.

 

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Anthony Peth, l’Ambasciatore del Gusto nel Bel Paese

Articolo di Angelo Barone    Foto di Mirko Sperlonga e Samuel Tasca

In occasione della registrazione della puntata di Gustibus, trasmissione di La 7, dedicata alla valorizzazione dell’uva da tavola IGP di Mazzarrone e del suo territorio ricco di tanti altri prodotti agroalimentari di qualità, incontriamo Anthony Peth, noto presentatore televisivo e radiofonico. È stato piacevole dialogare con lui e apprezzare lo stile e la passione che mette nel ruolo di Ambasciatore del Gusto in giro per il Bel Paese per farci scoprire luoghi e sapori che rappresentano la bellezza dei nostri territori e la vera qualità delle eccellenze enogastronomiche simbolo del Made in Italy tanto amato in tutto il mondo. Impegno e professionalità premiati per il 2018 con il prestigioso Premio “David di Michelangelo per la Tv” alla trasmissione Gustibus con le seguenti motivazioni: “Nell’anno del gusto la trasmissione Gustibus si è distinta per l’impegno nell’esaltazione delle eccellenze italiane, valorizzando i prodotti della nostra Penisola e le tradizioni culinarie”.

Per Anthony questo è il terzo David per la Tv che riceve nella sua carriera iniziata prestissimo a Roma dove, all’età di diciotto anni, si trasferisce dalla Sardegna per studiare, laurearsi e specializzarsi in Lettere con indirizzo nello Spettacolo e successivamente in Beni Culturali. Maurizio Costanzo, intuendo le sue capacità, lo sceglie per il programma “Voglia” (Mediaset) e da allora si cimenta con successo in diversi ruoli dal teatro al musical, dalla televisione alla radio, dalla conduzione alla regia. Anthony, oltre a lavorare per la tv, è regista di due importanti manifestazioni cinematografiche benefiche: “Sorridendo Film Festival” in collaborazione con Rai Cinema e il “Galà dell’Arte per la Ricerca” in collaborazione col Ministero della Salute. Ha collaborato con il Tg3 e Tg2 per la promozione del Made in Italy con servizi d’intrattenimento e cultura all’interno delle testate giornalistiche Rai.

Siamo ospiti dell’OPAS (Organizzazione dei Produttori Agricoli Siciliani), mentre gustiamo i frutti dell’associazione, i buoni prodotti di Barocco Food e i dolci preparati dalle brave signore di Mazzarrone, Anthony ci tiene a ricordare che tre anni fa l’ha tenuta a battesimo ed è felice che quest’organizzazione, presieduta da Nunzio Busacca, sia cresciuta nello spirito associativo e nella quantità di prodotto commercializzato, nella qualità e nella varietà della produzione e che vuole continuare a crescere e migliorare con la collaborazione delle Università siciliane nella ricerca scientifica per mettere a dimora i frutti del futuro. Queste sono le storie che a lui piace raccontare, storie di imprenditori agricoli che con le loro produzioni di qualità fanno apprezzare l’Italia nel mondo e ci anticipa le novità per il 2019 di Gustibus, ogni domenica in onda alle ore 11,00 su La 7: «Posso dirvi in esclusiva che ci sarà il primo premio in Tv legato al gusto. Dodici fra le storie più belle di questi otto anni di Gustibus, divise per ogni comparto, saranno premiate e si rivivranno insieme al pubblico a casa le immagini degli anni passati e di quello che sono diventate oggi le realtà agroalimentari, concludendo col premio ufficiale televisivo di Ambasciatore del Gusto».


Chiudiamo questo incontro con una sua dichiarazione d’amore verso la Sicilia: «Conoscere le eccellenze di Mazzarrone e delle zone limotrofe è stata una vera scoperta, un sogno ad occhi aperti attraverso una natura ricca di tradizioni e cultura come quella che sa offrire questa regione attraverso scenari naturali incontaminati e la ricca qualità che offrono i suoi prodotti. Ritornare e dedicare uno speciale all’uva da tavola per la puntata sulla Sicilia è stato un grande piacere, l’ospitalità indiscussa e unica che in questa regione ritrovo mi fa sentire a casa».

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L’uva da tavola di Mazzarrone, perla della terra siciliana

 

Articolo di Samuel Tasca   Foto di Biagio Tinghino

A Mazzarrone, il Festival dell’Uva da Tavola IGP si conferma un successo. Una dodicesima edizione strepitosa che ha richiamato migliaia di visitatori da tutta la Sicilia.
Il nome non vi suonerà nuovo, lo avrete visto più volte ai lati delle cassette di uva o sui cartellini dei banchi frutta dei supermercati. Stiamo parlando di Mazzarrone, il piccolo comune della provincia di Catania, situato proprio al confine col territorio ragusano, che negli anni si è fatto apprezzare e conoscere per la produzione dell’uva da tavola, fiore all’occhiello del territorio, insignita del prestigioso marchio I.G.P. (Identificazione Geografica Protetta).


Una realtà laboriosa e orgogliosa dei propri frutti, che ogni anno a settembre richiama migliaia di visitatori per il prestigioso Festival Internazionale dell’Uva da Tavola IGP di Mazzarrone (6-9 settembre 2018), un appuntamento fisso che ogni anno coniuga insieme promozione del territorio, spettacolo, intrattenimento e cultura.
Il Festival è iniziato giovedì 6 settembre dedicando la sua serata di anteprima al mondo della moda e degli abiti da sposa, con la sfilata “Fashion Day in Tour” Arte e Moda.
Il venerdì, ad aprire ufficialmente i festeggiamenti, il consueto taglio del nastro con l’inaugurazione della fiera espositiva e, novità di quest’anno, il “Villaggio del Gusto” che, oltre agli stand, ha ospitato anche chef del calibro di Joseph Micieli e Marco Failla con i loro show cooking.


La serata è stata poi dedicata al mondo del cinema e del sociale col Festival Cinematografico “Ciak Si Cresce” a cura dell’Associazione Vivalavida e della Dott.ssa Sandra Meli. Un’iniziativa che permette ai giovani di cimentarsi nella produzione di cortometraggi incentrati su tematiche sociali importanti per l’adolescenza quali il bullismo, il cyberbullismo, la sessualità e le dipendenze. A partecipare alla manifestazione ospiti importanti come: il regista Alessandro Varisco, gli attori Cinzia Clemente e Giuseppe Brancato, i ragazzi dell’Ass. MABASTA e il MoIGe, oltre all’allegria del comico siciliano Roberto Lipari. Sabato, la serata è stata dedicata al Premio Grappolo d’Oro che da anni, ormai, valorizza i personaggi siciliani che si sono distinti nel loro settore per capacità personali e professionali.

Tra i premiati, il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e il chitarrista Placido Salomone. Inoltre, sono state riconosciute anche personalità importanti per il territorio: l’imprenditore Emanuele Bellassai e il Dott. Salvatore Cariola, oltre a tutta la squadra del Mazzarrone Calcio, che da un anno fa rivivere nuovamente i sogni degli sportivi di Mazzarrone. A completare la serata, l’orchestra Good Time, il duo comico de I Soldi Spicci, il violinista Maurizio Scaparro e la voce straordinaria di Deborah Iurato. Infine, a chiudere questi quattro giorni di Festival, le voci storiche di Roby Facchinetti e Riccardo Fogli che per due ore hanno incantato le centinaia di persone presenti con i loro più grandi successi.


In realtà il Festival di Mazzarrone quest’anno è stato molto di più. A far da contorno agli eventi principali, altrettanti hanno accompagnato le migliaia di visitatori che hanno potuto apprezzare la Street Art di Davide Ingallina che per il secondo anno ha decorato la piazza principale con i suoi murales, regalarsi emozioni e adrenalina con un lancio in bungee jumping o di un’escursione in quad e jeep. Tra le novità, anche la Waky Race, la corsa con le auto senza motore realizzate e decorate dai partecipanti. E ancora esibizioni itineranti, tornei sportivi, conferenze e degustazioni di prodotti tipici. Insomma, un programma davvero ricco e intenso che ha lasciato tutti soddisfatti a partire dall’Amministrazione Comunale, dalla Pro Loco e da quanti hanno collaborato per mesi all’organizzazione e alla buona riuscita di questo Festival.
«Archiviamo questa edizione con un grande successo, frutto della collaborazione di tutti – dichiara Salvatore Guastella, Presidente della Pro Loco di Mazzarrone -. Stiamo già lavorando ad un programma ricco di eventi e vi aspettiamo numerosi il prossimo anno».

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Il Festival del Cinema di Marzamemi abbatte ogni frontiera

Articolo di Samuel Tasca    Foto di Valentino Cilmi

Accompagnati da ospiti di riguardo come Pif (il cui vero nome è Pierfrancesco Diliberto) ed Elit Iscan, la piazza di Marzamemi si trasforma in una sala sotto le stelle, puntando a eliminare le barriere politiche e interiori attraverso la magia del cinema.

Marzamemi. Arrivati nella bellissima Piazza Regina Margherita abbiamo l’impressione di essere finiti all’interno del set di “Nuovo Cinema Paradiso”, in quella scena indimenticabile nella quale Alfredo e Totò facevano sognare i loro compaesani trasformando la piazza in un cinema sotto le stelle. Ed è proprio quello che succede ormai ogni anno a Marzamemi, in occasione del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera, che quest’anno arriva alla maggiore età con la sua diciottesima edizione, svoltasi dal 12 al 15 Settembre.

Ed è proprio in questa piazza dal fascino antico, definita appunto “la sala a cielo aperto più grande e più a sud d’Europa”, e in altri punti della città, che sono stati proiettati i film partecipanti al concorso, provenienti da tutto il mondo.
Il tema scelto per questa diciottesima edizione è stato la Linea d’Ombra, spiegata così da Nello Correale, ideatore e direttore del Festival: «Aldilà della politica, dell’economia o delle ideologie politiche alla fine è la coscienza che decide. […] Le storie raccontate sullo schermo di Marzamemi lo dimostrano: la “frontiera” più difficile da superare per tutti noi è quella “interiore”».
Ad aggiudicarsi il premio come miglior film è stato “La Mélodie” di Rachid Hami (Francia 2017). “Una commedia leggera ma con un messaggio serio che […] riesce a proporre importanti temi sociali di attualità, l’attraversamento delle frontiere e il superamento dei pregiudizi, attraverso il linguaggio universale della musica”.


“Idris” di Kassim Yassin Saleh (Italia 2017) si aggiudica il premio come miglior cortometraggio; il Premio Speciale della Giuria è andato invece a “Salveger” di Angelica Germanà Bozza (Italia 2018), e per la prima volta, la Presidenza della Camera dei Deputati ha concesso un premio che è andato al film “Due piccoli italiani” di Paolo Sassanelli (Italia/Islanda 2018).
Anche in questa edizione non sono mancati nomi importanti provenienti dall’ambito nazionale e internazionale: la giuria dei lungometraggi composta dai registi Daniele Ciprì, Mohammed Soudani, Roland Sejiko e dall’attrice Lucia Sardo; la giuria che ha esaminato i corti, composta invece dalla produttrice Linda Di Dio, dall’attrice Elit Iscan, anche madrina della manifestazione, e da Giuseppe Gambina dell’Anec. Tra gli ospiti inoltre, la regista ungherese Lili Nargy, l’attrice Donatella Finocchiaro e l’attore e regista Pif. «In un periodo in cui si pensa di fare comunità stando seduti in casa davanti a un computer, i Festival come questi hanno qualcosa di miracoloso. Stare seduti in una piazza a ridere, scherzare, commuoversi insieme è davvero strepitoso».

Queste le parole di Pif davanti al pubblico di Piazza Regina Margherita e poi ancora ai microfoni dei giornalisti, rivolto ai ragazzi che vorrebbero fare cinema: «È fondamentale in questo lavoro capire se si ha qualcosa da dire, se si ha un punto di vista diverso rispetto agli altri. […] I miei primi cortometraggi erano bruttissimi perché mi rendo conto che non avevo un mio punto di vista del mondo. Quindi prima di gettarsi in quest’avventura è fondamentale farsi questa domanda». Parlando della sua Sicilia invece conclude dicendo: «Io sono cautamente ottimista, guardo i fatti. Se faccio un paragone tra quando io avevo dieci anni e un bambino di oggi, siamo due mondi completamente diversi. A quel tempo Palermo era completamente in mano alla mafia. Oggi, se vuoi aprire un negozio puoi farlo senza pagare il pizzo. Io, e non solo io, ho girato un film senza pagare il pizzo. Sono momenti di libertà di cui dovremmo fermarci e godere. Questo è profumo di libertà… quindi sono ottimista. Il vero problema è che la mafia verrà sconfitta quando i siciliani decideranno di sconfiggerla. È arrivato, secondo me, il momento di girare il dito e di puntarlo verso di noi stavolta».

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24° Premio Ragusani nel mondo

 

Articolo di Alessia Giaquinta    Foto di Samuel Tasca

Se dovessi esprimere in poesia quello che rappresenta il Premio Ragusani nel Mondo potrei direi: “ovunque un ragusano sia, mai scorderà la terra natia”.
Ecco il punto di partenza del Premio Ragusani nel Mondo, giunto ormai alla 24esima edizione, che è diventato sicuramente uno degli eventi di punta del sud-est siciliano che mira a riconoscere l’eccellenza della ragusaneità nel mondo. Questa edizione del Premio, magistralmente presentata dai giornalisti e conduttori Caterina Gurrieri e Salvo Falcone, ha visto numerosi premiati: a partire dai due fratelli pozzallesi Claude e Angelo Gulino, uno manager di Sistemi informatici e l’altro leader in Ingegneria e Tecnologia Globale, entrambi affermati negli Stati Uniti; al sindacalista modicano Enzo Savarino, al vertice di un’importante sigla sindacale tedesca.


E poi ancora: il giarratanese Bruno Cultrera, titolare a Melbourne di una fiorente azienda di commercio e distribuzione di prodotti alimentari; il mecenate della cultura iblea negli States, l’avvocato Giuseppe Rollo e poi, ancora, l’imprenditore Giancarlo Licitra che è il secondo produttore al mondo di farine di carrube.
A ricevere il premio c’è anche il giovane designer modicano Carmelo Giannone, poco più che trentenne, che ha lavorato al design esterno del primo suv del marchio Alfa Romeo, Stelvio.
In campo fotografico hanno ricevuto il premio, il pedalinese Toni Campo, fotografo di Vogue e il comisano Toni Gentile, fotogiornalista noto per aver immortalato i giudici Falcone e Borsellino. Figli di questa terra, insomma, che attraverso un riconoscimento pubblico possono sentire il calore di una Ragusa premurosa, accogliente, materna!


Ad allietare la serata, tenutasi in piazza Libertà sabato 4 Agosto, ci ha pensato l’abile imitatore e cabarettista Andrea Barone, unitamente a la Peppe Arezzo Orchestra e agli attori della Compagnia G.o.D.o.T. Applauditissimi Lorenzo Licitra e Nico Arezzo, entrambi eccellenze canore ragusane.


Una serata ricca di talenti esplicati nelle diverse forme artistiche e d’eccellenza professionale. L’abbigliamento della presentatrice e delle vallette è stato curato dal giovane Fabrizio Minardo, stilista ragusano che vanta qualificate esperienze nel campo della moda, tra queste la collaborazione nello staff di Dolce&Gabbana. A sfilare, anche un abito disegnato dalla stilista Marisa Fossato, indossato da Annalisa Basso, che sarà donato al Museo Americano dell’Emigrazione.
Un riconoscimento è stato assegnato anche a Turi Occhipinti e Gaetano Scollo, videomakers e realizzatori di cortometraggi e a Emanuele Cavarra, scrittore di romanzi e art director (tra l’altro ideatore del logo della 24esima edizione del Premio Ragusani nel Mondo) per essere stati selezionati al 68esimo Festival Internazionale dei Cortometraggi di Montecatini.
Madrina della serata, ospite d’onore, è stata Orietta Berti che ha chiuso l’importante evento con alcuni dei suoi intramontabili pezzi.
Il Premio è stato inoltre seguito in diretta streaming da più di 15mila webspettatori da tutto il mondo. Anche i social protagonisti di questa edizione: la bellissima modella e presentatrice Eleonora Incardona grazie alle sue dirette dietro le quinte ha creato “un modo per offrire, a chi ci ha seguito, delle chicche interessanti sui premiati”.


Cresce già l’attesa e i preparativi per il traguardo d’argento del Premio Ragusani nel Mondo che vedrà anche la presenza della prestigiosa Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, per la prima volta in Sicilia nella storia.
Il direttore dell’Associazione Ragusani nel Mondo, Sebastiano D’Angelo, aggiunge: “Sarà un’edizione che non mancherà di rinnovare nuove e vecchie emozioni, richiamando sul palco di Ragusani nel Mondo tutti i premiati delle precedenti edizioni. Un impegno organizzativo non comune che si spera di portare al termine grazie al coinvolgimento degli Enti locali e al mecenatismo di alcune primarie aziende del territorio”.
Nell’attesa del prossimo grande evento, l’Associazione Ragusani nel Mondo, insieme al Presidente Franco Antoci e al direttore Sebastiano D’Angelo ringraziano tutti coloro che hanno collaborato all’ottima riuscita del Premio.

bm

Lo sviluppo del Sud Est Sicilia parte da Vittoria e Comiso

Articolo di redazione   Foto di Emanuele Canzonieri

Eccellenze, reti, sistemi e logistica per lo sviluppo del Sud-Est Sicilia. È il tema dell’incontro, molto proficuo e partecipato, svoltosi presso la Sala Congressi del Consorzio Promoter Group e sede del Distretto orticolo del Sud-Est. L’iniziativa, la prima di una serie finalizzata a stimolare sinergie, creare reti e fare sistema per essere competitivi sui mercati nazionali europei e internazionali, è stata promossa dalla nostra rivista e dal Consorzio Promoter Group, con il patrocinio della Camera di Commercio del Sud Est.
«Perseguendo l’obiettivo di valorizzare il patrimonio e le bellezze siciliane – spiega Angelo Barone, coordinatore editoriale e moderatore dei lavori – abbiamo organizzato il primo di una serie di incontri volti mettere in luce le nostre eccellenze, un obiettivo che si potrà raggiungere solo attraverso delle strutture logistiche, un sistema aeroportuale e una viabilità adeguati per la creazione di una rete efficiente. Ecco perché abbiamo voluto iniziare da Vittoria, città in cui è presente il mercato di produzione ortofrutticola tra i più importanti d’Europa, per programmare insieme lo sviluppo del Sud Est».
Determinante l’intervento del presidente della Camera di Commercio del Sud Est, Pietro Agen, secondo cui «è importante privatizzare l’Aeroporto di Comiso per renderlo più efficiente, migliorare la viabilità e i collegamenti con porti ed aeroporti. Solo attraverso un unico sistema aero-portuale è possibile sviluppare un turismo per le grandi aree del Sud Est, attraverso la creazione di diversi percorsi capaci di sfruttare al meglio le nostre risorse».
Il presidente del Distretto Orticolo del Sud Est Sicilia, il capitano Salvatore Cannizzo, sottolinea che «con il patto etico delle aziende aderenti si gioca una partita diversa attorno al valore che garantisce la legalità nella filiera del prodotto. Sono necessari la rimodulazione degli assetti normativi, un miglior coordinamento e il riconoscimento degli enti che sostengono gli associati».
Due punti del tema dell’incontro, reti e sistemi, sono stati ben approfonditi da Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, che ha parlato dell’importanza della cultura di rete, «creare strategie per condividerle nell’internazionalizzazione dei prodotti e fronteggiare così la concorrenza esterna. Abbiamo chiesto al Ministero la modifica del protocollo con la Cina per quanto riguarda il “cold treatment” (trattamenti a freddo, ndr). Dobbiamo smetterla di piangerci addosso, la funzione pubblica di orientamento può fare la differenza sostenendo le reti e i sistemi ma necessitano i collegamenti viari e aeroportuali».
«Nonostante i concorrenti stranieri siamo in grado di offrire un prodotto eccellente e genuino con la caratteristica unica del sapore di Moscato e dal colore giallo con la nostra uva Italia. – ha dichiarato Giovanni Raniolo, Presidente Consorzio Igp Uva da tavola di Mazzarrone – È necessario il coinvolgimento delle istituzioni per migliorare la nostra situazione solo così potremmo fare arricchire il nostro territorio e non la grande distribuzione».
Rosario Dibennardo, presidente di Federalberghi Ragusa e Consigliere SAC, ha spiegato le potenzialità dell’Aeroporto di Comiso, «ha una pista intercontinentale, bisogna riconoscere una tariffa unica di atterraggio ai due aeroporti e completare il sistema di collegamento, privatizzare Comiso, organizzare la logistica ed uniformare i servizi».
Sono state avanzate delle richieste da parte del presidente del Consorzio Promoter Group e direttore del Doses, Gianni Polizzi, come il riconoscimento da parte della Regione Siciliana, «vogliamo la Camera di Commercio vicina per far prosperare le nostre aziende, gli investimenti in infrastrutture e il sostegno alle imprese attraverso le somme non spese per i distretti, bandi ad hoc e il potenziamento dell’Ufficio Distretti».
L’incontro, oltre a permettere il dialogo sulle istanze e le criticità rilevate dagli operatori del settore, ha raccolto anche la partecipazione dell’on. Orazio Ragusa, presidente della III Commissione Attività produttive all’Ars, che dopo aver ascoltato gli interventi e ringraziato gli imprenditori «per quello che fanno, poiché sin dalla culla i nostri genitori ci educano al lavoro» ha preso l’impegno di «rivederci insieme agli assessori competenti e al dirigente alla programmazione per aiutare i distretti e fornire loro una cabina di regia, attualmente mancante».