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panettone fragolina e ciliegia fiasconaro

Fiasconaro fra i protagonisti di SIAL 2022 Paris

 

Fiasconaro, eccellenza dolciaria di Castelbuono (PA), nel cuore del Parco delle Madonie, sarà fra i protagonisti di SIAL 2022 Paris, la Fiera internazionale dell’Alimentazione che si svolgerà a Parigi dal 15 al 19 ottobre. L’azienda sarà presente al Padiglione 1 – Stand 1G 021 con una golosa anteprima di Natale, che porterà sotto ai riflettori le sue novità più attese.

 

Il Panettone Ciliegia e Fragolina

A Natale Fiasconaro prende per la gola i veri Gourmet (e non solo…) con il nuovo Panettone alla Ciliegia e Fragolina, una creazione dolciaria di alta pasticceria che esalta i sapori più autentici del Territorio. La fresca essenza della menta si sposa con le note fruttate delle fragoline semi-candite per dare vita ad un panettone speciale, ricoperto con confettura di ciliegie di Liccia, eccellenza tipica di Castelbuono, e cioccolato rosa. Un vero e proprio viaggio sensoriale, che trasporta, sin dal primo assaggio, nella Terra di Sicilia.

panettone fragolina e ciliegia fiasconaro

Il Panettone al Cioccolato e i Torroncini della Linea Dolce&Gabbana

Dal sodalizio ormai consolidato fra la Pasticciera siciliana di Fiasconaro e lo stile di Dolce&Gabbana nascono le due nuove prelibatezze nel segno della tradizione e del coraggio di sperimentare.

Il Panettone al Cioccolato sposa due delle sue varianti più amate, il cioccolato fondente e quello al latte, impreziosite dalla pasta di arancia. Con la caratteristica scarpatura a croce che ne adorna la superficie, il dolce è racchiuso in una latta dall’inedita creatività, ispirata ai colori caleidoscopici delle maioliche siciliane.

Ci sono poi gli immancabili Torroncini morbidi alle Mandorle di Avola e al Pistacchio di Sicilia, ricoperti di cioccolato fondente, al latte, all’arancia e al limone, piccole delicatezze perfette

per assaporare tutto il gusto dell’isola in un solo morso. I Torroncini sono racchiusi in splendide latte di tre diversi formati (150g, 250g e 500g), arricchite dai decori tipici del carretto siciliano e da geometrie ispirate ai mosaici bizantini di Palermo.

panettone al cioccolato dolce e gabbana fiasconaro

Sapori, profumi e alchimie della Sicilia sono la suggestiva cornice della storia e della tradizione dell’azienda dolciaria Fiasconaro, nata nel 1953 a Castelbuono, nel cuore del parco delle Madonie, in provincia di Palermo. Oggi l’azienda, giunta alla terza generazione di Pasticcieri è un’eccellenza del made in Italy, con un fatturato di oltre 30 milioni di euro, un organico di 180 lavoratori – fra stagionali e dipendenti, ed una presenza in 60 Paesi con una crescita del 20% su tutti i principali mercati: Italia, Canada, Francia, Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda e con un orizzonte strategico rivolto al mercato asiatico. Fiasconaro è totalmente made in Sicily e anche il suo indotto segue la territorialità. Il panettone e la colomba Fiasconaro rappresentano il core-business dell’azienda, ma è in continua crescita anche l’incidenza della linea di prodotti continuativi: torroncini, cubaite, creme da spalmare, mieli, marmellate, confetture e spumanti aromatici. I suoi dolci sono stati serviti sulle tavole di tre Papi, del Presidente della Repubblica cinese, dagli astronauti dello Shuttle, nelle corti regali di tutta Europa.

Editoriale n.37

di Emanuele Cocchiaro

Care lettrici e cari lettori

Sono assai felice di introdurvi alla lettura di un numero di Bianca “eccellente”!

E non uso questo aggettivo tanto per dire. Il concetto di eccellenza, che da sempre è alla base delle nostre storie, lo trovate, infatti, particolarmente concentrato nelle pagine che leggerete a seguire.

Con tutta la redazione abbiamo lavorato per regalarvi un numero che, ancora meglio, saprà farvi innamorare della nostra straordinaria Sicilia, terra di record, specialità e talenti apprezzati in tutto il mondo.

A partire dall’Etna, vivo e palpitante Patrimonio UNESCO, all’architettura barocca siciliana che per la sua unicità è anch’essa annoverata quale Patrimonio dell’Umanità. Vi racconteremo la nostra Sicilia da record: è qui, infatti, che si trovano alcune delle cose più uniche al mondo: dalla casa più stretta al cannolo più grande, al primo bikini della storia!

E poi ancora l’intervista a Salvatore Martorana che con i suoi capi veste i potenti di tutto il mondo; a Peppino Castello, uno degli ultimi cantastorie che continua ad affascinare le piazze con le sue storie di sicilianità; Maria Grammatico, la famosa pasticciera di Erice, apprezzata fuori i confini nazionali. E tanto, tanto altro ancora!

Sono certo che, leggendo le storie che vi abbiamo proposto in questo numero, riuscirete a sentire l’emozione e l’orgoglio siciliano che risiede in ciascuno di noi, talvolta assopito o mai considerato abbastanza. Perché, forse, ci manca la consapevolezza dell’unicità, delle potenzialità e di tutto ciò che di esclusivo la nostra terra ci offre, ogni giorno. Una consapevolezza di cui dobbiamo appropriarci e che deve costituire il legame di amore con la nostra meravigliosa terra.

Lo scrittore Goethe, dopo aver visitato la nostra isola, disse: “È in Sicilia che si trova la chiave di tutto. La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… Chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita”.

Quanto siamo fortunati!

Buona lettura

L’ editore

Emanuele Cocchiaro

I piaceri della tavola a “La Ruota” di Vizzini

di Alessia Giaquinta

   foto di Samuel Tasca

 

Se Verga fosse nato in quest’epoca probabilmente avrebbe dedicato a “La Ruota” uno dei suoi scritti più accattivanti. Questa affermazione non deriva solo dal fatto che il ristorante-pizzeria si trova a Vizzini – città natìa del celebre scrittore – ma perché gli squisiti piatti proposti, uniti all’accoglienza del personale, sono motivo di grande ispirazione e coinvolgimento, anche emotivo. Ti senti nel posto, giusto, insomma.

L’intellettuale vizzinese avrebbe saputo certamente esprimere in maniera eccellente, con la sua alta scrittura, la sinfonia di colori e sapori che fanno de “La Ruota” un locale di eccellenza.

Perché? Di seguito vi diamo solo alcuni dei motivi che ci permettono di annoverare questo locale tra i posti dove fare un’esperienza di gusto piacevole a 360°.

Siate pronti a mangiare con gli occhi. Ogni piatto, infatti, si presenta curato nei dettagli e i guizzi creativi dello chef certamente meritano di essere immortalati con uno scatto.

Gusterete la tradizione, con innovazione. Che ne dite di un buon piatto di spaghetti al macco di fave, guanciale e caciocavallo? Oppure di spaghetti con crema di ricotta, sanapo e acciuga? Per non parlare dei secondi: che siano a base di carne o pesce, sapranno conquistarvi e stupirvi al tempo stesso.

Apprezzerete la qualità. Dalle materie prime di eccellenza locali, ai prodotti “oltre confine”, ai tagli di carne estera. Ciò che conta, per i titolari de “La Ruota” è garantire ai clienti la qualità in tutti i loro piatti e nel servizio, puntuale e mai approssimato. Inoltre dispone di un’ assortita carta dei vini che abbraccia il panorama vinicolo siciliano con qualche etichetta estera.

Pizza rigorosamente cotta nel forno a legna. Cosa fa di una pizza un’ ottima esperienza di gusto? Sicuramente l’impasto, gli ingredienti e la cottura nel forno a legna! Il menù pizza de “La Ruota” offre una scelta varia e mantiene la promessa: impasto leggero, prodotti di qualità, cottura perfetta per un’esperienza di gusto ai massimi livelli di piacere!

C’è spazio per tutti. Una grande sala all’interno e un ampio spazio esterno fanno de “La Ruota” il locale perfetto dove organizzare feste, rimpatriate e ricorrenze di ogni genere.

È facilmente raggiungibile. Situato nei pressi di Vizzini Scalo, in contrada Corvo, il ristorante-pizzeria “La Ruota” può considerarsi un vero e proprio punto di riferimento del territorio calatino, ragusano e catanese.

Una realtà storica, in crescita. Il locale nasce negli anni ’70, inizialmente in una vecchia rimessa per carretti. Ma è nel 1986 che viene acquisita dagli zii e dal padre di Giacomo e Roberto Russo, i due fratelli attualmente titolari. «È da dodici anni che, con dedizione e passione, curiamo la gestione de La Ruota – dichiarano soddisfatti –. Ci entusiasma l’idea di porci traguardi sempre nuovi che possano far crescere questa nostra realtà e alimentare l’attenzione verso il nostro territorio».

È per questo che, ci rivelano: «A breve daremo avvio ad un nuovo progetto. Si tratta di promuovere l’offerta turistica del territorio attraverso l’istituzione di un Ciclo-Hotel, un luogo dove pernottare, gustare i nostri piatti e avere la possibilità di avere in dotazione una bicicletta utile ad esplorare, con una guida o in piena autonomia, il territorio e le sue bellezze paesaggistiche e architettoniche».

Insomma: bontà, qualità, servizi e novità a “(La) Ruota”.

Sicilia da record

di Alessia Giaquinta,

foto di Lorenzo Monaco, Samuel Tasca, Luca Triptico

Unica, bellissima e con attrazioni da record. La Sicilia è terra di profumi e colori unici, è la patria dell’antico filosofo Empedocle, è la terra del geniale Archimede, è il luogo dove – secondo leggenda – Plutone rapì Proserpina alla madre e così nacquero le stagioni. È in quest’isola, piena di contraddizioni, che mito, arte e storia si incontrano ad ogni passo, fondendosi con la poesia degli incantevoli paesaggi e regalando, quotidianamente, emozioni e suggestioni da guinness.

E visto che parliamo di primati, eccovene alcuni:

 

L’AREA ARCHEOLOGICA PIÙ GRANDE AL MONDO

Costellata da possenti mandorli e ulivi centenari, la Valle dei Templi di Agrigento è un luogo unico per storia, ricchezza di reperti e dimensioni. Coi suoi 1300 mq di estensione è l’area archeologica più grande al mondo e una delle testimonianze meglio conservate dell’antichità. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997, è sede di uno straordinario complesso di templi dorici, risalenti al V secolo a.C., di santuari rupestri, fortificazioni, necropoli, agorà e opere idrauliche dell’antichità, capaci di regalare al visitatore un’atmosfera suggestiva senza pari.

 

IL PIÙ GRANDE E COMPLESSO OROLOGIO MECCANICO

Si trova a Messina, in piazza Duomo, ed è incorporato nel maestoso campanile che affianca la Cattedrale. Fu costruito dalla ditta Ungerer di Strasburgo nel 1933 e, tutt’oggi, costituisce la principale attrattiva della città. Allo scoccare di mezzogiorno, infatti, il complesso meccanismo si attiva consentendo alle statue automi, in bronzo, che si trovano sulla facciata di muoversi sullo sfondo sonoro dell’Ave Maria di Schubert. Lo spettacolo, che ogni giorno richiama centinaia di turisti, dura complessivamente 12 minuti.

LA CASA PIÙ STRETTA AL MONDO E IL BALCONE PIÙ LUNGO

Anche l’architettura civile presenta delle peculiari unicità. A Petralia Sottana si trova la cosiddetta “Casa du currivu” (casa del dispetto) che ha la fama di essere la casa più stretta al mondo. Pensate che è larga solamente un metro ed è stata costruita, a metà del secolo scorso, con lo scopo di fare sfregio al proprietario dell’abitazione dirimpettaia, oscurandogli la vista del panorama. Insomma: un dispetto da guiness!

Il balcone barocco più lungo, invece, si trova a Palazzolo Acreide. Sorretto da 27 buffi mascheroni – ognuno con un’espressione diversa dall’altra e aventi la funzione di allontanare la sfortuna e gli spiriti maligni – e coi suoi 30 metri di lunghezza, la balconata di Palazzo Judica – Cafici (oggi Caruso) è un altro record da attenzionare.

 

IL CANNOLO PIÙ LUNGO

Ne è stata comunicata l’ufficialità da pochissimo: a Caltanissetta, l’11 settembre scorso è stato prodotto il cannolo più grande al mondo. Pensate che la sua lunghezza era di 21 metri e 43 centimetri ed è stato farcito “solamente” con settecento chili di ricotta. Ho utilizzato i verbi al passato perché, come potete intuire, il cannolo da guinness è stato immediatamente consumato dalle migliaia di persone presenti all’evento che è stato patrocinato dalla Regione Sicilia, Sac Società Aeroporto Catania, dalla ProLoco e dalla Camera di Commercio di Caltanissetta.

 

IL PRIMO BIKINI DELLA STORIA

Proprio così. In Sicilia il celebre due pezzi era già in voga tra il I e il II secolo d.C. A testimoniarcelo sono i meravigliosi mosaici della Villa Romana di Piazza Armerina. Insomma il moderno bikini, la cui invenzione si fa risalire al sarto francese Louis Réard, nel 1946, in Sicilia era già una vecchia storia!

Capo Peloro. La spiaggia più bella d’Italia secondo National Geographic

di Rosamaria Castrovinci, foto di Marco Alvaro 

La prestigiosa rivista National Geographic, nella sezione viaggi, ha dedicato di recente un articolo alle 12 spiagge più belle d’Italia.

Quale orgoglio trovare ben tre spiagge siciliane su 12 in classifica! Ma ancora di più trovarne una al primo posto: la spiaggia di Capo Peloro a Messina, una riserva naturale che potrebbe scomparire se si decidesse di costruire il tanto discusso Ponte sullo Stretto. Ecco, questo primo posto dovrebbe invitarci a riflettere.

“Il bellissimo Stretto di Messina, che separa la Sicilia dall’Italia continentale, è un luogo leggendario, tant’è che Omero vi ha ambientato parte dell’Odissea. Capo Peloro, all’estremità nord-orientale della Sicilia, si trova nel punto in cui i mari Ionio e Tirreno finiscono l’uno dentro l’altro in un continuo turbinio. La spiaggia che si riversa davanti al villaggio – una riserva naturale – è un’ampia e piatta distesa di sabbia, che si snoda sotto un mastodontico traliccio dell’elettricità, che un tempo era il più alto del mondo (ce n’ è un altro, speculare, in Calabria, oltre lo stretto). I delfini si divertono nelle acque cristalline e il pesce spada attraversa lo stretto in estate, mentre la costa calabrese si staglia all’orizzonte”.

Sono queste le parole che si leggono nell’articolo del National Geographic in riferimento alla spiaggia di Capo Peloro, chiamata anche “Faro” dai messinesi proprio per via dell’importante faro che si trova lì vicino.

Due mari che si incontrano, lo Ionio e il Tirreno, sono già di per sé uno spettacolo che vi stupirete di poter notare incredibilmente sotto i vostri occhi nel dislivello che spesso si forma nel punto d’incontro per via delle correnti opposte, due mari di un azzurro un po’ diverso l’uno dall’altro che ad un certo punto si baciano. E poi i delfini, che da sempre, nuotando nelle acque dello stretto, allietano coloro che hanno la fortuna di incrociarli con le loro acrobazie. E ancora il pesce spada, che d’estate attraversa lo stretto in banchi, la cui pesca a Messina è un’arte antichissima che si tramanda di padre in figlio. È più una sorta di caccia quella al pesce spada, che avviene a bordo delle feluche, imbarcazioni tipiche usate nello Stretto di Messina, una tradizione millenaria che rappresenta tutt’oggi un’attività di sostentamento per alcuni villaggi dediti principalmente alla pesca e che è stata anche oggetto di ricerche etnologiche.

Un ecosistema unico e straordinario quello di Capo Peloro, che va valorizzato e protetto, oltre ad un panorama mozzafiato che le ha fatto guadagnare il primo posto in classifica.

La seconda spiaggia siciliana che troviamo nella classifica del National Geographic è quella di Cala Rossa, a Favignana. Classificata al quinto posto, è indicata come “la migliore spiaggia per fotografi” e si trova nell’isola principale dell’arcipelago delle Egadi, fra Marsala e Trapani. Anche questa scenario di leggende, il nome Cala Rossa sarebbe dovuto al fatto che in passato Romani e Cartaginesi si scontrarono in queste acque in una battaglia sanguinosa che le tinse di rosso. La spiaggia si trova all’interno di splendide cave di tufo, che la rendono ancora più suggestiva e affascinante, ed è caratterizzata da un mare cristallino e da particolari scogliere.

Infine, al settimo posto di questa classifica troviamo la spiaggia dei Conigli a Lampedusa, indicata come la migliore per starsene un po’ isolati. La spiaggia dei Conigli è infatti accessibile solo su prenotazione e può ospitare un numero limitato di persone al fine di tutelare lo straordinario e vulnerabile ambiente costiero. La spiaggia fa parte della Riserva Naturale Isola di Lampedusa ed è caratterizzata da scogliere rocciose, sabbia bianca e acque di un particolarissimo blu pavone. Collegato alla costa da un istmo di sabbia che si forma solo in alcuni periodi vi è l’Isolotto dei Conigli, che sorge al centro di un’ampia baia nella parte Sud-Ovest dell’isola di Lampedusa.

Fiasconaro

Fiasconaro fra i protagonisti del Summer Fancy Food Show di New York

Si è appena concluso a New York il Summer Fancy Food Show, la Fiera dell’alimentare del Nord America, che ha visto il ritorno dell’Italia con un ruolo di primissimo piano, in qualità di Country Partner. E fra le aziende protagoniste della kermesse si è distinta Fiasconaro, l’eccellenza dolciaria Made in Sicily sempre più apprezzata come ambasciatrice della pasticceria italiana di alta gamma nel mondo. Una vera consacrazione per l’azienda di Castelbuono, che ha presentato una golosa anteprima delle novità di punta per il Natale in arrivo, accogliendo al suo stand illustri personalità, quali: Antonio La Spina, Direttore Ice di New York; Mariangela Zappìa Caillaux, Ambasciatrice italiana negli Stati Uniti; Fabrizio Di Michele, Console Italiano a New York.

Fiasconaro

A conclusione della Fiera, nel corso di una cena esclusiva organizzata dall’Associazione dei Cavalieri O.M.R.I. del New Jersey, al Maestro Nicola è stata consegnata la prestigiosa “The Legion of Merit of Italy” da Monsignor Hilary FrancoNunzio Apostolico rappresentante permanente presso le Nazioni Unite, e da Fabrizio ParrulliGenerale C. A. dei Carabinieri rappresentante militare presso le Nazioni Unite a NY. Il riconoscimento gli è stato tributato per “il suo innato ingegno e la sua ormai celebre perseveranza, che saranno sempre una guida nel condiviso sogno di un domani migliore e cristallina ispirazione per chi vive all’estero”, come recitano le parole riportate sulla targa a firma del Presidente Giulio Picolli. 

Fiasconaro

“Questo è soprattutto un tributo alla storia imprenditoriale mia e dei miei fratelli, alla vocazione che ci ha sempre spinto, con dedizione e passione, a difendere i valori e la tradizione che rendono unica la favola Fiasconaro nel mondo”, ha commentato il Maestro Nicola subito dopo aver ritirato la targa. “E proprio questo palcoscenico internazionale ha consacrato la nostra azienda come portavoce del settore dolciario nel mondo, con il sostegno e la fiducia delle nostre principali Istituzioni, a partire dall’Ice. Un comparto da difendere con forza, nella sua autenticità e unicità”.

Nata nel 1953 a Castelbuono (PA), nel cuore del parco delle Madonie, oggi l’azienda Fiasconaro, giunta alla terza generazione di Pasticcieri, ha raggiunto un fatturato di oltre 32 milioni di euro ed una presenza in 60 Paesi con una crescita del 20% su tutti i principali mercati: Italia, Canada, Francia, Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda e con un orizzonte strategico rivolto al mercato asiatico.

premio a Cappadonia

GELATO: CAPPADONIA UNICO SICILIANO A RICEVERE I “TRE CONI” DEL GAMBERO ROSSO

Il maestro Antonio Cappadonia, originario di Cerda, è l’unico siciliano ad essere stato insignito, per il quarto anno consecutivo, dei Tre Coni del Gambero rosso, ovvero il massimo riconoscimento attribuito dall’edizione 2022 della guida “Gelaterie d’Italia”.

Il gelato più buono della Sicilia, secondo il giudizio della guida che seleziona le migliori realtà artigiane d’Italia, si può assaggiare nelle due gelaterie che il maestro Cappadonia gestisce a Palermo e che portano il suo nome: a piazzetta Bagnasco e in via Vittorio Emanuele 401.

Cappadonia riceve il premio

“Sono grato per questo riconoscimento – commenta Cappadonia – che premia gli sforzi profusi nel mio lavoro e la passione che lo anima. Ne sono onorato ma allo stesso tempo il mio lavoro continua con entusiasmo e rinnovato impegno, puntando sempre in alto.”

Il maestro Cappadonia, la cui filosofia è un’accurata selezione delle materie prime e il rispetto della loro stagionalità, vanta un’esperienza più che trentennale nell’arte della gelateria. Il suo gelato nasce dai prodotti d’eccellenza della Sicilia come il limone di Cerda, il mandarino tardivo di Ciaculli, la fragola dei monti Sicani e la pesca gialla di Leonforte e ne valorizza al massimo tutte le proprietà, nel pieno rispetto delle loro caratteristiche. L’ingrediente segreto è la passione del maestro per il suo mestiere che lo spinge a migliorarsi sempre, a continuare a studiare, ad alzare sempre più l’asticella per raggiungere risultati sempre più lusinghieri. Tanti i premi e i riconoscimenti ricevuti nella sua carriera. Recentemente il suo sorbetto al mandarino tardivo di Ciaculli ha anche deliziato il palato del maestro Placido Domingo durante la tappa palermitana del celebre tenore.

Premiazione Cappadonia a Rimini

“Il gelato deve trasmettere emozioni – continua Cappadonia – le stesse che provo io, anche dopo oltre trent’anni di attività, le stesse del primo giorno. E questo stesso sentimento è quello che mi spinge a migliorarmi, crescere, imparare cose nuove, andare sempre avanti anche a costo di continuare a fare tanti sacrifici, quelli che mi hanno portato fino a qui”.

ELIO

“Conversazione in Sicilia”, a 55 anni dalla scomparsa di Elio Vittorini

Articolo di Eleonora Bufalino

Quale miglior periodo per dedicarsi alla lettura di autori e autrici della nostra terra, che sono come perle preziose in un oceano ricco di talento e genio. Tra questi vi è Elio Vittorini, scrittore, traduttore e critico letterario, di cui a febbraio ricorre il 55esimo anniversario della sua scomparsa. Vittorini nacque a Siracusa e della sua Sicilia iniziò ben presto a conoscerne i luoghi grazie al lavoro del padre, ferroviere. Incline sin da giovane alla letteratura e al giornalismo, fu definito fascista “di sinistra”, dal momento che non si piegò mai del tutto al regime, ma anzi in seguito partecipò attivamente alla Resistenza. La passione per la scrittura non lo abbandonò né durante i periodi più movimentati della sua vita, né alla fine, quando colpito da un male incurabile, si spense a Milano nel 1966.

L’ eredità lasciata da Elio Vittorini è tra le più originali del secolo scorso; uno stile letterario che oscilla tra il reale e il simbolico e in cui si mescolano vari toni, le espressioni ermetiche ma anche quelle del parlato semplice. “Conversazione in Sicilia” è il romanzo che ingloba tutto questo; memoria e fantasia, gli elementi del treno e del viaggio che tornano a evocare i ricordi dell’infanzia, umorismo e tragedia. Il romanzo si compone di cinque parti e venne prima pubblicato a puntate dalla rivista letteraria “Letteratura” e nel 1941 in un unico volume per la Bompiani. Lo scrittore siracusano descrive una Sicilia che appare come una fotografia: le terre aride, l’odore di zolfo delle miniere dell’ entroterra, i fichi d’India ai lati dei binari del treno, le rappresentazioni teatrali nella sala d’aspetto di una piccola stazione ferroviaria, deserta la notte.

Il protagonista del romanzo, stabilito ormai da anni nel Nord Italia, decide di mettersi in viaggio verso la sua terra d’origine, la Sicilia appunto, mosso da una lettera del padre in cui gli rivela di aver lasciato la madre, andando via di casa. Per Silvestro Ferrauto, tipografo e intellettuale, inizia il viaggio verso Sud, tra ricordi, nostalgia e un vago senso di inquietudine. Riguardo l’identità del viaggiatore è lo stesso autore a precisare che il racconto non è autobiografico. Inoltre, la stessa Sicilia che Vittorini dipinge «è solo per avventura Sicilia; perché il nome Sicilia mi suona meglio del nome Persia o Venezuela». Il viaggio attraversa tutto lo stivale e così gli odori, i sapori, le luci, i paesaggi si fanno sempre più vividi; il titolo del romanzo prende forma e comincia quella conversazione che dà un senso alle pagine. Il protagonista s’imbatte in una serie di incontri, alcuni così strani e surreali, che lo rallegrano, stupiscono, commuovono. Finalmente Silvestro riabbraccia la madre ed è subito un ritorno alle origini, a una memoria lontana che scuote le corde dell’anima ma allo stesso tempo riporta alla realtà. Il protagonista resta in Sicilia tre giorni e “conversa” con molte persone; ciascuna di loro porta con sé storie, errori e contraddizioni. Tutte umanità sofferenti, alla ricerca del senso profondo dell’esistenza: l’arrotino, il proprietario della taverna, il venditore di stoffe.

Sono possibili due diverse chiavi di lettura dell’ opera: la prima è quella che fa pensare a un sogno o un’allucinazione; interpretazione che spiegherebbe la mancanza di un filo conduttore tra gli incontri del protagonista, i dialoghi ripetitivi, le situazioni bizzarre ed estranee da ciò che il mondo della letteratura aveva proposto fino ad allora. Un’altra interpretazione invece vede nel romanzo una critica celata al fascismo, attraverso simboli ed immagini mascherate, in modo da non incorrere alla censura. Un significato, quindi, in cui personaggi e luoghi hanno significati che vanno oltre l’apparenza.

Gli umili che l’autore fa parlare nel suo libro non sono più solo specchio della Sicilia povera e arretrata, in puro stile verghiano, ma di tutti coloro che soffrono ma non si arrendono e proprio per questo sono più umani e sensibili degli altri.