Articoli

A MARETTIMO LA 2^ EDIZIONE DEL MARETTIMO ITALIAN FILM FEST UN APPUNTAMENTO D’ECCEZIONE TRA CINEMA, AMBIENTE E MUSICA

Comunicato stampa

Prende il via domani, martedì 20 luglio, a Marettimo la seconda edizione del Marettimo Italian Film Fest – We love the sea, il festival dedicato al cinema italiano e al mare che si svolgerà sull’isola fino a sabato 24 luglio. L’appuntamento, che si avvale della direzione artistica di Pupi Avati, è organizzato dall’Associazione culturale SoleMar-Eventi con il sostegno del PO FSE Sicilia ed è patrocinato dal Ministero della cultura, dall’Area Marina Protetta e dal Comune di Favignana. Domani il via al festival alle ore 11 allo Stabilimento Florio di Favignana cui seguirà il varo del primo gozzo elettrico delle isole EgadiEv-ita, alimentato ad energia solare, che solcherà il mare dell’arcipelago in modo sostenibile.

Protagonista il cinema, con le proiezioni di documentari, film e cortometraggi a cielo aperto tra cui anche 9 produzioni messe a disposizione dal National Geographic, ma anche incontri dedicati all’ambiente e al mare. Palcoscenico d’eccezione l’isola di Marettimo che, con i suoi 53.992 ettari, è la più grande Riserva marina d’Europa. Il festival, grazie alla collaborazione di Gabriella Carlucci, vice presidente dell’Associazione SolemarEventi, ha stretto prestigiose partnership con i festival internazionali di Formentera, Palma di Maiorca, Minorca, Malta, Ortigia, Alghero, Trani, Malta e Montenegro.

“Tutela dell’ambiente e il grande cinema italiano sono il cuore di questo evento che accende i riflettori sull’isola di Marettimo  spiega Cettina Spataro, presidente dell’Associazione Solemar-Eventi  e sul suo incredibile patrimonio naturalistico. Si tratta di un appuntamento importante e innovativo che porterà sulla nostra isola i maggiori protagonisti italiani del grande schermo e che, al tempo stesso, punta ad una fruizione e valorizzazione sostenibile del territorio di Marettimo”.

Ogni sera al porto di Marettimo si potrà assistere alle proiezioni dei film in concorso: The Armstrongs docufilm di Arthur Neumeier, Nour di Maurizio Zaccaro, L’uomo Delfino di Richard Lowenstein, Burraco Fatale di Giuliana Gamba, Padre  Nostro di Claudio Noce, Mediterraneo di Gabriele Salvatores. In gara anche una selezione di cortometraggi e documentari dedicati all’ambiente e alla valorizzazione dell’ambiente marino. Momento centrale dell’evento la cerimonia di consegna del Premio Stella Maris, in programma sabato 24 luglio, condotta dall’attrice e conduttrice televisiva Giulia Arena, ex miss Italia 2013.

Tra gli ospiti Roy Paci, Sasà Salvaggio e Agostino Penna, il cantante vincitore del “Tale e Quale Show” 2019. La giuria tecnica del concorso – presieduta da Luciano Sovena, produttore cinematografico ed ex presidente di Lazio Film Commission e composta da Michele Placido (attore e regista italiano), Fabrizio Romano (attore), Nicoletta Romanoff (attrice), Federica Luna Vincenti (produttrice cinematografica), Ester Pantano (attrice) e Gigi Marzullo (giornalista) – assegnerà premi ai lungometraggi, ai cortometraggi e ai documentari di produzione italiana che raccontano il mare in ogni sua sfaccettatura, ma anche agli attori più votati.  Ogni giorno il programma del festival darà spazio ad incontri e dibattiti dedicati al mare, alla sua valorizzazione, alla sostenibilità ambientale. Non mancheranno i momenti di intrattenimento con il concerto del maestro Vince Tempera (domani, martedì 20 luglio, alle 20:30 al porto di Marettimo), lo spettacolo comico-musicale “Ciak si canta” (mercoledì 21 luglio), il concerto della band Ottoni Animati (giovedì 22 luglio) e la presentazione, in anteprima, del nuovo film di Michele Placido alla presenza del regista (venerdì 23 luglio).

FINANZIATA LA RIQUALIFICAZIONE DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI LEONTINOI (SR) : NUOVO ALLESTIMENTO PER L’ANTIQUARIUM DI MEGARA HYBLAEA

Comunicato stampa

Finanziato con 1.426.000,00 euro il progetto relativo agli interventi per il completamento dei lavori di sistemazione e allestimento dell’Antiquarium di Megara Hyblaea e di miglioramento dei servizi nelle aree archeologiche di Leontinoi, Monte San Basilio, nel Museo Archeologico di Lentini, dove è anche prevista la realizzazione e l’allestimento del laboratorio di conservazione e restauro.

Il Parco archeologico di Leontinoi, che ricade nei territori dei comuni di Augusta, Carlentini e Lentini, tutti in provincia di Siracusa, è stato istituito nell’anno 2019. L’Antiquarium raccoglie materiale di scavo proveniente dalla zona archeologica di Megara Hyblaea, una delle più antiche colonie greche della Sicilia fondata nell’VIII secolo a.C., distrutta nel 483 a.C. da Gelone di Siracusa, rifondata nel IV secolo a.C. e distrutta una seconda volta, dai romani, nel 213 a.C.

Il progetto esecutivo – curato dal Dipartimento Tecnico dell’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità – è stato affidato ad un raggruppamento temporaneo di professionisti, che ha come capogruppo l’arch. Pedro Spinnato, della Cascone Engeenering di Catania e da Spada e Associati di Milano, nonché dai professionisti ing. Rea di Roma e arch. Suraci di Reggio Calabria.

Il gruppo di progettazione ha già svolto alcuni sopralluoghi finalizzati all’attuazione dei lavori insieme al direttore Lorenzo Guzzardi e ai tecnici del Parco Archeologico di Leontinoi, nonché agli archeologi della missione francese che stanno effettuando gli scavi a Megara Hyblaea.

Con il completamento dei lavori dell’antiquarium megarese – sottolinea l’Assessore dei Beni cuturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – si potrà, finalmente, riaprire ai visitatori l’importante struttura nel complesso del Faro Cantera sulla rada di Augusta. Il percorso di visita includerà sia l’esposizione di reperti archeologici degli scavi della città e delle necropoli, sia la fruizione dei resti messi in luce all’interno dello stesso edificio museale. Si tratta di un’altra importante opera – aggiunge l’assessore Samonà – che valorizza il contenuto dell’area archeologica di Megara e arricchisce la complessiva offerta culturale della Sicilia. Un intervento che rientra tra le opere di ammodernamento e miglioramento dell’offerta dei Musei e dei Parchi della Sicilia su cui il Governo Musumeci sta orientando molte delle proprie risorse”.

Il percorso museale di Megara – evidenzia Lorenzo Guzzardi, Direttore del Parco – comprenderà anche una sala multimediale che introdurrà i visitatori ad una migliore comprensione dell’area archeologica ed alla più compiuta fruizione delle sale espositive’’.

Il progetto prevede, in particolare la realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che riguardano l’Area Archeologica di Megara Hyblaea e l’Antiquarium, l’Area Archeologica Leontinoi, il Museo archeologico di Lentini, l’Area Archeologica Monte San Basilio. Le opere da realizzare, origuarderanno: il rispristino dei camminamenti e delle passerelle, la realizzazione delle recinzioni e degli impianti di illuminazione, l’installazione degli impianti di video sorveglianza ed antincendio.

La colonia greca di Megara Hyblaea, che si trova nel comune di Augusta, fondata nel 728 a.C. dai Megaresi e rasa al suolo due volte, nel 483 a.C. da Gelone, tiranno di Gela, e nel 213 a.C. dai Romani, offre la possibilità di una interessante escursione attraverso le trasformazioni urbanistiche di un antico impianto coloniale. Dalla prima suddivisione in lotti uguali fra i coloni che ottennero dal re siculo Hyblon, per la nuova città, una porzione di costa presso la foce del fiume Cantera (l’antico Alabon) alla formazione dei quartieri di età arcaica (caratterizzati da orientamenti diversi ma organizzati intorno ad un’agorà e suddivisi da un impianto regolare di strade ortogonali), è possibile seguire lo sviluppo della città fino alla distruzione geloniana, alla successiva ricostruzione, su un’estensione più ridotta, nella seconda metà del IV sec. a.C., all’affrettata edificazione, infine, delle mura all’avvicinarsi della minaccia romana e alla definitiva scomparsa. Le esplorazioni, avviate tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 ad opera di Cavallari e Orsi, e riprese sistematicamente, dopo il 1949, dall’École Française de Rome, hanno portato alla luce la grande area dell’agorà arcaica, contornata da imponenti edifici pubblici, intorno alla quale si articolano i diversi quartieri di abitazione.

 

BLOCKS | Storie di dialoghi oltre i limiti, a Palermo

Comunicato stampa

Palermo | ALBERGO DELLE POVERE

6 giugno 2021 – 31 luglio 2021

 a cura di Daniela Brignone (storica dell’arte) e Daniela Brignone (storica)

 

Comitato scientifico: Gaia Bellavista, Francesco Miceli, Elena MotisI, David Palterer, Maria Gabriella Pantalena, Davide Sarchioni 

 

La parola “block” in inglese significa “masso”, “interruzione”, “muro” ma anche “insieme” e “tassello”. Ovvero, allo stesso tempo: “limite” e “opportunità”, “separazione” ed “elemento di connessione”. Un termine duale che ben riesce a sintetizzare il tempo che viviamo, fatto di limiti e ridefinizione di insiemi, relazioni, conoscenze, strumenti.

Blocks, la collettiva curata da Daniela Brignone – storica dell’arte – e Daniela Brignone – storica – traccia un percorso che tocca storie e coscienze ovunque nel mondo attraverso 54 opere di 28 artisti contemporanei provenienti da varie parti del mondo che con le proprie creazioni denunciano “limiti” e cercano la via per superarli. Un progetto promosso dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana insieme al Museo Riso, alla Fondazione e all’Ordine degli Architetti di Palermo e al Rotary eclub Colonne d’Ercole di Palermo. 

La mostra, visitabile sino al 31 luglio, è il primo grande evento internazionale d’arte in Sicilia a segnare la #ripartenza e il ritorno in presenza nei luoghi d’arte. Ad accompagnare la collettiva anche un calendario di eventi collaterali: talk, spettacoli, laboratori e visite didattiche dal vivo e online. 

Cuore dell’evento sarà l’Albergo delle Povere di Palermo, trasformato per l’occasione in spazio espositivo multidisciplinare per ospitare: quadri, sculture, fotografie, installazioni, video e performance che affrontano da angolazioni diverse e con linguaggi creativi personali il tema dei “blocchi”, dei muri fisici, mentali e sociali. Grazie alla partnership con l’Istituto dei Ciechi di Palermo e con l’Unione Italiana Ciechi, la mostra sarà fruibile con visite guidate anche a ipovedenti e non ciechi (info: 091.540324). Sarà, inoltre, messo a disposizione uno scoiattolo, gentilmente concesso dal Rotary,  per consentire le visite alle persone con disabilità motoria. 

«Se un tempo la separazione e i muri avevano un significato eminentemente geopolitico – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – il mondo, a causa dell’emergenza pandemica, ha oggi scoperto un nuovo “blocco”, che ha costretto tutti entro mura e confini domestici, spingendo ciascuno in una dimensione nella quale l’individualismo e il “distanziamento sociale” si sono sostituiti progressivamente all’uomo e alla sua naturale propensione alla socialità. “Blocks” è il manifesto di un’umanità che può tornare a vivere secondo dimensioni normali, consapevole della propria essenza e dei conflitti che hanno contrassegnato la storia, ma rinata, rigenerata dall’aver imboccato la via per superare quest’ultimo, drammatico, limite».

«L’anno che ci lasciamo alle spalle – spiegano le curatrici – dimostra che l’idea stessa di “limite” ha bisogno di essere aggiornata. Che serve accendere i riflettori su cosa oggi significhi e come questo concetto vada reinterpretato rispetto alle urgenze dell’epoca in cui viviamo e agli equilibri geopolitici del nostro tempo». 

«Riapriamo le porte dell’Albergo delle Povere con una mostra internazionale che ci spinge alla riflessione oltre che alla contemplazione delle opere. Quello di cui c’è più bisogno dopo questo periodo difficile e surreale determinato dal Covid 19», aggiunge il direttore del Museo Riso, Luigi Biondo

Lungo un percorso che comprende 4 sezioni conflitti, controllo e potere, pregiudizi, dialoghi – gli artisti selezionati esprimono il proprio punto di vista, quello di chi ha vissuto o conosciuto in modo diretto o indiretto il “muro”, lanciando così con forza un messaggio di superamento dei conflitti. 

Le quattro tappe diventano dunque una sorta di percorso catartico verso il superamento dei blocchi, verso una nuova prospettiva di libertà e condivisione. Si parte dalla storia e dai “limiti” che hanno radici nel Novecento – le “due Germanie”, il conflitto israelo-palestinese, il Kazakistan post sovietico, il nazismo, la guerra in Iraq, la guerra fredda e la corsa agli armamenti nucleari, la ribellione all’autorità in Cina – per arrivare al controllo e potere esercitato dagli Stati ma anche dal sistema capitalistico e consumistico, fino alle barriere create dai pregiudizi. Temi che oggi assumono anche un significato nuovo e ulteriore, a causa dei limiti e delle chiusure determinate dalla pandemia che ha colpito il mondo intero e dal lockdown. Tutto per giungere al livello più ambito dall’arte: il dialogo.

Sguardi sulla storia che diventano riflessioni contemporanee attraverso l’elaborazione creativa di artisti figli di conflitti atavici come il palestinese Steve Sabella e l’israeliano Eyal Ben Simon, ma anche con la fotografa e video-artist kazaka Almagul Menlibayeva che denuncia l’esecuzione di centinaia di test nucleari nei territori dell’ex cortina di ferro. Analogo valore documentale hanno le testimonianze di Mario Rizzi sull’identità femminile nel mondo arabo, sulla persecuzione delle donne yazide e sul campo profughi di Idomeni. E ancora, il lavoro degli artisti tedeschi, di nascita o adozione, Julia Krahn, Philip Topolovac, Thomas Lange e Uli Weber; le opere della pakistana Maryam Jafri con le sue creazioni-denuncia contro le guerre coloniali di tutti i tempi; o gli scatti del cinese Liu Bolin che fotografa la violenza della globalizzazione; mentre l’italiano Paolo Canevari si scaglia contro i giochi di potere generati dal progresso. Passato e presente si fondono nei racconti del fotografo israeliano Adi Nes, perché ciò che era, permane nella nostra dimensione del vivere, diventano installazioni metafisiche nei lavori di Mateusz Choróbski per raccontare la povertà della sua Polonia, creazioni ipertecnologiche nell’arte dell’italiano Donato Piccolo, o distopiche con l’americano Jon Kessler che si interroga sul futuro. Opere che diventano specchi di un presente sospeso, interrogativi sul valore dell’umanità, inchieste-denuncia contro il potere dei Signori della Rete come nel lavoro di Paolo Cirio. Ma anche un grandangolo su Paesi poco raccontati dai media come la Croazia nelle sue parti più interne e isolate dove restano segni della guerra e dell’abbandono, fotografati da Igor Grubić. Sotto altre forme, il tema del dominio è ancora evidenziato dal lavoro dell’artista americano William E. Jones che testimonia i macabri esperimenti sulla psiche dei cittadini americani autorizzati dalla Cia. 

E poi i video, le installazioni sui fanatismi, blocchi cognitivi forti quanto i blocchi della storia. Differenze che diventano conflitti da parte dell’uomo contro l’uomo, in grado di segnare individui e intere generazioni e che in Blocks vengono declinati nei linguaggi dell’arte per diventare elemento di confronto e discussione: dal tema delle migrazioni e delle differenze tra popoli – nelle immagini struggenti dell’artista albanese Adrian Paci come nelle installazioni video del duo artistico serbo Doplgenger e dell’artista israeliana Sigalit Landau – alle questioni di genere – affrontate dal sudanese Hassan Musa con opere che raccontano la condizione femminile nel suo Paese. 

All’interno dell’Albergo delle Povere le tappe si fanno dunque percorso di osservazione, provocazione, riflessione ma anche anelito di speranza, invito al dialogo con le opere che chiudono la collettiva: installazioni di alcuni degli artisti già citati ma anche di altri nomi internazionali come la brasiliana Andrea de Carvalho, la georgiana Sophie Ko, l’italiana Valentina Palazzari, e il cubano Osvaldo Gonzáles.

La vita è fatta di momenti di incertezza e di instabilità, rileva Renato Ranaldi, di spazi mutevoli, terreni fertili dove tutto può sconfinare o prendere vita in modo indipendente. E così, i muri casalinghi di Vittorio Corsini, piccolo atomo di un più vasto sistema, diventano il simbolo di tutti i simboli di questa mostra che racchiude la memoria, la cultura, la dimensione etica e gli affetti.

 

Dichiarazioni_Note dal catalogo

 

Alberto Samonà

Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana 

(…) Se un tempo la separazione e i muri avevano un significato quasi esclusivamente geopolitico, oggi, a causa dell’emergenza pandemica, abbiamo scoperto una forma più claustrofobica di “blocco” che, costringendoci spesso dentro le pareti domestiche, annullando l’incontro e il confronto, imponendo coprifuoco e copie surrogate di rapporti sociali, ha spinto ciascuno verso una dimensione individuale in cui vige una sola regola, quella del “distanziamento sociale”, espressione infelice che rende però l’idea di una umanità relegata alla sua brutta copia, sia pure per far fronte, mediante comportamenti concludenti, a una situazione emergenziale. Una sensazione di prigionia, quella provata, che potrebbe portare al convincimento che la realtà sia una muraglia,  ormai invalicabile. Per fortuna, però, a consolarci arriva la l’arte, che ci ricorda il gusto per la libertà. E per il recupero della sua dimensione universale. “Blocks”, alla luce di quanto detto, può essere inteso come il manifesto di un’umanità che può e deve tornare a vivere.

 

Luigi Biondo

Direttore Museo Riso

(…) Lo spirito di Blocks, grande mostra che arricchisce gli spazi dell’Albergo delle Povere di Palermo, credo debba essere questo. La voglia di affermare la bellezza, l’arte, la ricerca di esperienze nuove per i nostri sensi, con l’aiuto delle meraviglie che artisti cosmopoliti e consapevoli del loro tempo ci regalano.

Una sfida dura ma utile, una prova per la nostra mente, per il nostro sentire affranto, provato da uno stato di atarassia troppo lungo che deve essere respinto prima che possa travolgerci e turbarci.

Dipinti, sculture, istallazioni, video che diventano stati dell’anima preziosi per una rinascita attesa da troppo tempo e mai così utile. Ricaveremo sicuramente contattati, nuove esperienze, conoscenze inaspettate che dovranno farci crescere e permetterci di ripartire per un nuovo viaggio più ricco e consapevole alla ricerca dell’essenza di una personalità intesa come sinonimo di spirito e di io dell’età moderna e contemporanea.

Un grazie di cuore a chi ha continuato a credere in questo processo e che non ha mai voluto deporre le armi della pace, della bellezza e della cultura.   

 

Francesco Miceli, presidente Consiglio Nazionale Architetti 

Maria Gabriella Pantalena, vicepresidente Fondazione Ordine degli Architetti Palermo

 

(…) I muri esistono ed incrementano la loro presenza in ogni parte del mondo, a volte in maniera visibile a volte in maniera occulta, i muri fisici sono visibili e rendono esplicita l’immane tragedia che la loro presenza procura. Altri, i muri invisibili, li troviamo nelle leggi, negli accordi tra gli Stati, nelle politiche che regolano i rapporti tra territori, nei divieti e nelle barriere ideologiche che alimentano costantemente la vita contemporanea. 

I muri sono compatti, solidi, maestosi, spessi, pesanti, imponenti a volte solenni, comunque invalicabili. I muri, però, a volte possono essere scavalcati o oltrepassati è quello che l’uomo ha sempre cercato di fare rischiando la vita per conquistare la libertà. 

 

(…) Ogni volta che si costruiscono muri è importante chiedersi il motivo, l’effettiva utilità e le conseguenze per sé e per altri. È importante munirsi del coraggio di cercare soluzioni alternative e se ciò non è possibile cercare almeno di aprire una finestra nel muro.

La ricerca del muro come elemento positivo è lo sforzo compiuto dall’Architettura nella sua evoluzione storica. Il senso della costruzione muraria riconduce al valore della solidità (firmitas) come elemento della forma costruttiva e come carattere dell’Architettura.

 

Marcello Sanzo

Presidente Rotary eClub Colonne d’Ercole

 

(…) Il Rotary eClub Colonne d’Ercole ha fortemente voluto sponsorizzare “BLOCKS” perché ci permette di trasmettere alla collettività i valori su cui si fonda il nostro agire. Ci permette di rendere accessibile un bene fondamentale come l’Arte a chi come me ha delle difficoltà oggettive. E ci permette di fare la nostra parte per migliorare la qualità della vita di tutti perché una società che fruisce liberamente dell’Arte è una società migliore.

A Mistretta due pannelli illustrativi valorizzano i resti dell’antica Amestratos

Comunicato Stampa

I resti dell’antica Mistretta  – Amestratos – saranno dettagliatamente illustrati ai cittadini e ai turisti grazie a due pannelli informativi installati nei pressi del sito archeologico, emerso durante gli scavi in Largo del Progresso. 

I due pannelli, il cui fine è la ricostruzione storico-topografica della città in un arco cronologico di quasi due millenni, sono stati realizzati dalla Italgas grazie alla sinergia con la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Messina, che ha svolto l’attività di vigilanza preventiva, e l’amministrazione comunale di Mistretta.


Il sito di Amestratos è stato rinvenuto nel 2018 durante i lavori Italgas per la realizzazione della rete cittadina del metano. Secondo la prassi operativa, infatti, nel corso delle attività di scavo è presente un team di archeologi che opera sotto la direzione scientifica della Soprintendenza del luogo in cui si svolge il cantiere.


“Ancora un importante ritrovamento emerso grazie all’attività di vigilanza preventiva operata dalle Soprintendenze dei BB.CC. che conferma la bontà di una norma posta a salvaguardia del patrimonio culturale. È importante evidenziare – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità siciiana, Alberto Samonà – la collaborazione e la disponibilità mostrata dalla Italgas attraverso la realizzazione dei pannelli descrittivi che ci consentono di dare immediatamente visibilità all’area di scavo. Molti sono stati in questi ultimi mesi i ritrovamenti frutto della collaborazione tra pubblico e privato; tra queste le più significative sono la necropoli di Messina e quella di Marsala che ci hanno riconsegnato tombe ancora inviolate, gli scavi di via Di Bartolo a Gela che ci hanno consegnato una necropoli che sarà musealizzata “a cielo aperto”, ancora la Villa rurale Romana a Vallelunga Pratameno o la via romana che collegava Palermo a Catania nel territorio di Caltavuturo; tutte opere che ci permettono di aggiungere significativi tasselli all’importante quadro storico della nostra Terra”.


L’area di scavo, nella quale si è evidenziato uno spaccato storico caratterizzato da stratificazioni databili dal VI sec. a.C. all’età aragonese, si trova nei pressi della Chiesa della Santissima Trinità. I livelli archeologici che risultano conservati in buone condizioni, raggiungono una profondità di circa 3 metri rispetto al piano di calpestio della piazza e sono in gran parte costituiti da strutture murarie oltre che da una porzione di necropoli probabilmente connessa alla chiesa normanna di San Vincenzo, demolita alla fine del XIX secolo.


La realizzazione dei due pannelli in metallo, delle dimensioni di 1 metro per 1,70, testimonia l’impegno della Italgas nella tutela e valorizzazione dei beni storico-archeologici ritrovati nel corso delle attività di scavo. Il posizionamento dei pannelli è avvenuto alla presenza della Soprintendente, Mirella Vinci, di funzionari dell’Amministrazione comunale e di rappresentanti di Italgas. 

 

Il mare tra Trapani e Favignana restituisce reperti di anfore puniche e greco-italiche del III secolo a.C.

Comunicato stampa

Un’anfora punica del tipo Maña D del III sec. a.C., numerosi altri frammenti di anfore greco-italiche databili al III sec. a.C. e frammenti ceramici sono stati recuperati nel tratto di mare tra la costa trapanese e l’isola di Favignana.


Il ritrovamento da parte della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana è avvenuto a seguito di una segnalazione da parte di Giuseppe Curatolo, della Soc. Coop. Atlantis, che individuava i reperti sul fondale durante il monitoraggio della condotta idrica.

Il recupero è stato effettuato dal nucleo subacqueo della Soprintendenza del Mare che ha operato unitamente al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e al Nucleo Subacqueo dei Carabinieri.

“Il mare di Trapani – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – continua a rivelarsi ricco di testimonianze che, di volta in volta, ci restituiscono la mappatura di quelli che dovevano essere i traffici commerciali nel Mediterraneo e accrescono la misura delle relazioni esistenti tra la Sicilia e le altre civiltà, sottolineandone indirettamente la centralità. Un patrimonio di conoscenze che diventa prezioso tesoro per rendere sempre più vivida e piena di dettagli un’immagine della nostra Terra come luogo di scambi”.


L’area è risultata ricca di emergenze archeologiche – dice la direttrice della Soprintendenza del Mare, Valeria Li Vigni – e apre a nuove possibili indagini da effettuare in modo estensivo e sistematico. A seguito di questo ritrovamento, infatti, stiamo già predisponendo una campagna di ricerca estensiva dell’area con la collaborazione del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e del Nucleo Subacqueo dei Carabinieri”.


L’attività ha visto la collaborazione dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi che ha messo a disposizione la vasca di desalinizzazione per i reperti recuperati.

Silvia Salemi torna in radio e in digitale con il nuovo brano “I sogni nelle tasche”

Comunicato stampa

Dopo il successo di “Chagall“, con un occhio sempre rivolto alle sonorità attuali e senza mai rinunciare alla profondità tipica del cantautorato, SILVIA SALEMI torna sulle scene con “I SOGNI NELLE TASCHE” (etichetta Dischi Dei Sognatori / distribuzione Artist First), il nuovo brano in radio e in digitale da venerdì 2 luglio.

 

I Sogni Nelle Tasche“, scritto da Silvia Salemi insieme a Marco MasiniBarbara MontecuccoValerio Carboni e Marco Rettani, è una ballad che racconta di un percorso interiore che porta ad affrontare le proprie paure e trovare il coraggio per vivere a pieno la vita inseguendo i sogni.

«“I Sogni Nelle Tasche” è il percorso di vita, un passo dopo l’altro, in cui piano piano si porta alla luce la parte migliore di ognuno di noi – dichiara Silvia Salemi – Nella vita serve coraggio. “I sogni nelle tasche” non sono zavorre, ma al contrario, sono la voglia di leggerezza, la voglia di liberarsi dalle paure per vivere il domani con più consapevolezza, liberandoci delle parti più buie che abbiamo dentro di noi. A volte siamo noi a crearci degli ostacoli, a buttarci giù da soli. Ma per una volta abbiamo pensato di avere nelle tasche non dei pesi, ma dei sogni. “I Sogni Nelle Tasche” è questo: un inno alla consapevolezza».

 

Silvia Salemi è una cantautrice, conduttrice televisiva e radiofonica e scrittrice italiana. Nel 1995 vince il Festival di Castrocaro con il brano “Con questo sentimento” e da quel momento non si ferma più, partecipando, prima nella sezione Nuove Proposte e poi da Big, a quattro edizioni del Festival di Sanremo dove nel 1997 viene premiata dalla critica, e al Festivalbar del 1998. Alla carriera di cantautrice affianca un percorso da conduttrice radiofonica su Rai Radio 2, percorso ormai consolidato che la vede quotidianamente ai microfoni di Rai Isoradio Rai Radio 2. Dopo una pausa dalla musica, torna sulle scene discografiche nel 2017 e contemporaneamente pubblica il suo primo romanzo autobiografico, “La voce nel cassetto. Nel 2017 è alla conduzione di “Piccole luci” su Rete 4 e conduce la rubrica “A casa di Silvia all’interno del programma “La vita in diretta Estate” su Rai 1Nel 2019 è a teatro con Giuseppe Zeno con “Non si uccidono così anche i cavalli” e partecipa ad “Ora o mai più”, la trasmissione di Rai 1 condotta da Amadeus dove presenta il singolo “Era Digitale. A settembre 2020 pubblica il singolo “Chagall“.

 

Giuseppina Torre in concerto

Comunicato stampa

Sulla scia del successo ottenuto sabato scorso a Milano, con il concerto all’Università Statale per Piano City Milano, GIUSEPPINA TORRE si esibirà lunedì 5 luglio a BORMIO (Sondrio) per la rassegna LA MILANESIANA, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, con lo spettacolo dedicato a Leonardo Sciascia “A ciascuno il suo…Life Book” (Piazza del Kuerc – ingresso libero fino a esaurimento posti – inizio serata ore 21.00).

La serata de La Milanesiana, realizzata in collaborazione Rotary Club Bormio Contea, si intitola Leonardo Sciascia. A futura memoria (se la memoria ha un futuro). Si aprirà con le letture da Leonardo Sciascia di Sabrina Colle e le letture illustrate con Vittorio Sgarbi e Pietrangelo Buttafuoco, alle quali seguirà il concerto di Giuseppina Torre.

Elisabetta Sgarbi farà gli onori di casa introducendo l’appuntamento insieme a Paola Romerio Bonazzi.

La pianista e compositrice siciliana eseguirà le composizioni tratte dal suo ultimo album “Life Book“, pubblicato da Decca Records e distribuito da Universal Music Italia, disponibile in tutti i negozi, in digital download e sulle piattaforme streaming (https://udsc.lnk.to/CNP8Ab8S).

«Sono onorata di esibirmi in una prestigiosa rassegna come La Milanesiana. Ringrazio di cuore Elisabetta Sgarbi per avermi dato questa opportunità – afferma Giuseppina Torre – Mi esibirò nel corso di una serata in onore di Leonardo Sciascia, scrittore siciliano che amo particolarmente. Ispirandomi a uno dei suoi romanzi gialli più celebri, ho deciso di intitolare il mio concerto “A ciascuno il suo…life book”. Attraverso le composizioni del mio album “Life book”, vorrei aiutare chi mi ascolta a trovare la chiave di lettura che più si adatti al proprio libro di vita. Il concerto inizierà con la traccia “Dove sei”, un omaggio alla Sicilia, terra di Sciascia e anche terra mia».

 

Giuseppina Torre continuerà a far vivere live la magia delle sue composizioni il 10 luglio a PALMANOVA (Udine), con il concerto del risveglio per la rassegna ESTATE DI STELLE (Piazza Grande – ingresso libero – inizio concerto ore 7.30), e il 15 luglio a CAMALDOLI (Arezzo) in apertura del festival NATURALMENTE PIANOFORTE (Foresteria del Monastero – ingresso libero, previa prenotazione – inizio concerto ore 19.00).

 

Prodotto da Giuseppina Torre e Davide Ferrario, missato e masterizzato da Pino “Pinaxa” Pischetola e registrato presso Griffa & Figli e Frigo Studio, l’album “Life Book” racchiude 10 composizioni inedite, con musiche composte ed eseguite da Giuseppina Torre, che raccontano le suggestioni, i pensieri e il vissuto dell’artista negli ultimi anni, come un vero e proprio “racconto di vita” in musica: “Rosa tra le rose“, “La promessa“, “Gocce di veleno“, “Dove sei“, “The golden cage“, “Siempre y para siempre“, “Mentre tu dormi“, “My miracle of love“, “Un mare di mani“, “Never look back“.

Di quest’ultimo brano il video, girato da Umberto Romagnoli con la direzione artistica di Stefano Salvati nella meravigliosa cornice delle valli di Comacchio (Ferrara), è visibile al seguente link: www.youtube.com/watch?v=0C7wa6XFSPU.

 

Giuseppina Torre si è contraddistinta negli anni con la sua musica conquistando anche il pubblico americano. Una carriera che ha le sue origini a Vittoria, provincia di Ragusa, dove Giuseppina Torre è nata, cresciuta e ha intrapreso gli studi musicali.

 

Negli Stati Uniti si è aggiudicata numerosi premi: Los Angeles Music Awards (“International Artist of the Year” e “International Solo Performer of the Year“), Akademia Awards di Los Angeles (“Ambiental/Instrumental“) e 5th I.M.E.A. Awards 2018.

 

Ha tenuto concerti in Italia e all’estero, suonando anche per Papa Francesco in occasione del Concerto dell’Epifania andato in onda su Rai 1 (2014) e in Vaticano presso la Casina di Pio IV – Pontificia Accademia delle Scienze alla presenza del Cardinale Lorenzo Baldisseri (2017). Opening act del concerto de Il Volo all’Arena di Verona (24 settembre 2019) e protagonista delle ultime edizioni di Piano City Palermo (2019), Piano City Napoli (2020) e Piano City Milano (2021).

 

Ha all’attivo 2 album: “Il Silenzio Delle Stelle” (Sony Music Italia, 2015) e “Life Book” (Universal Music Italia, 2019). È autrice delle musiche del docu-film “Papa Francesco – La mia Idea di Arte” (Walkman Records, 2018), distribuito in tutto il mondo in versione cofanetto contenente il CD con la soundtrack e il DVD del documentario, un viaggio attraverso la galleria ideale del Pontefice tratto dall’omonimo libro scritto da Papa Francesco (a cura della giornalista e scrittrice Tiziana Lupi).

 

Il 3 maggio 2021 a Giuseppina Torre è stata conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su segnalazione della Prefettura di Ragusa, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito Della Repubblica Italiana“.

 

Presentato il Caltagirone Film Festival

Comunicato stampa

La produzione vinicola d’eccellenza e i prodotti di qualità a chilometro zero.

Il Caltagirone Film Festival è anche questo: degustazioni da fare emozionare il palato.

Il Cerasuolo di Vittoria docg, il Nero d’Avola doc di Vittoria e ancora il Frappato doc di Vittoria, il Rosato doc di Sicilia, la grappa di Cerasuolo di Vittoria. Vini d’autore e film d’arte.

Tutto pronto, quindi, per il Caltagirone Film Festival che abbina il passato del cinema siciliano con i sapori e
le emozioni del territorio: due storie di eccellenze, la prima da riscoprire, la seconda da proiettare nel
futuro. La manifestazione è stata presentata a Catania, nel prestigioso Palazzo Mannino, dagli organizzatori
e da alcuni dei qualificati protagonisti, presenti in video, come l’autore di celebri colonne sonore, il maestro
Paolo Vivaldi, che con il suo concerto ad agosto, chiuderà l’evento culturale, e il regista Nello Correale,
autore del documentario “I ragazzi della Panaria”, che racconta l’epoca pionieristica della cinematografia
del dopo guerra con quattro giovani aristocratici che fanno parte della storia mondiale del grande
schermo.

Il Caltagirone Film Festival  è prodotto e ospitato dalla tenuta Valle delle Ferle, rappresentata da Claudia
Sciacca, che ha sottolineato: “Il nostro progetto nasce dal profondo desiderio di promuovere e raccontare
la nostra terra. La Sicilia vanta, infatti, delle eccellenze straordinarie nell’ambito del cinema ed in quello
vitivinicolo; basti pensare che Caltagirone si trova lungo la più antica strada del vino d’Europa mai
storicamente documentata.  Quello che faremo durante le cinque serate che compongono il Festival non è
tanto parlare di queste eccellenze quanto farle “vivere”: ripercorreremo la storia del cinema in Sicilia
insieme ai suoi protagonisti e conosceremo i vitigni storici siciliani degustandoli. Assaporeremo il Cerasuolo
di Vittoria, l’unica docg che abbiamo in Sicilia, assaggeremo i prodotti della nostra terra e lo faremo in una
cornice direi “magica”, la Valle delle Ferle, in un paesaggio dominato da vigneti ed alberi d’ulivo. Insomma
ciò che faremo durante questo Festival è mostrare tutta la bellezza della nostra Sicilia, per cui cos’altro dire
se “non mancate”!”.

“E’ un’iniziativa culturale di grande valore per la promozione della cultura, delle attività economiche e del
patrimonio turistico del Calatino, ma non solo – ha aggiunto il sindaco di Caltagirone, Gino Ioppolo -.
L’iniziativa privata, coraggiosa e lungimirante, deve essere sostenuta dal pubblico e come Ente locale, ma
soprattutto come siciliani orgogliosi della propria terra e impegnati nella valorizzazione delle tante
potenzialità. Con il Caltagirone Film Festival si esalta la Sicilia migliore, quella della cultura e dell’economia, che vuole andare avanti, emergere, affermarsi e lasciarsi alle spalle questo lungo periodo di pandemia”.
Sergio d’Arrigo, storico del cinema e direttore artistico del CFF, ha illustrato, nel particolare, le quattro
serate.

 

Si inizia il 2 luglio con Origini del cinema anni ’10, con la storia dell’ Etna Film, una delle più
importanti case cinematografiche dell’Europa e quindi del mondo, nata dal collasso dell’impero siciliano dello
zolfo il più importante dell’epoca per volume d’affari. L’Etna film produrrà, avvalendosi delle migliori
maestranze sul mercato, importanti film del cinema muto tra i quali il colossal “La sfinge dello Jonio” che
assieme a “Cabiria” rappresentano uno sforzo finanziario impressionante per il cinema d’allora. L’Etna Film
disponeva di locali e di una filiera completa di produzione come nessun’altra e nel museo del Cinema di
Torino si conservano due invenzioni che semplificarono negli anni a venire il lavoro dei produttori, due
regoli per la perforazione delle pellicole brevettati da Francesco Margiunti – ha ricordato d’Arrigo -. Quando
dopo la fine della seconda guerra mondiale la casa chiuderà i battenti il governo fascista comprerà i locali
che serviranno da esempio per la realizzazione di Cinecittà”.

Nella seconda serata “Il cinema degli anni ’40-50”.  La Panaria Film raccontato attraverso il documentario di
Nello Correale ed il film “Vulcano”. Il documentario “I ragazzi della Panaria” è stato scelto dal Ministero degli Affari Esteri per rappresentare l’Italia nel mondo nel 2021 assieme ad altri 14 film realizzati dai migliori
produttori, registi, sceneggiatori,  vincitori di numerosi premi Oscar. La Panaria del Principe Francesco
Alliata di Villafranca ebbe il merito di inventare la cinematografia subacquea e di confrontarsi con i più
grandi nomi del cinema italiano e non solo. “Vulcano” con Anna Magnani duellò  con “Stromboli” di Rossellini e la Bergman in quella che fu definita “la guerra dei Vulcani”.

Saranno presenti il regista Nello Correale e la principessa Vittoria Alliata di Villafranca, intellettuale di fama mondiale e figlia del principe Francesco ed erede della Panaria.

Terza serata: Cinema anni ’70, “I Baroni” di Giampaolo Lomi. Questo film girato tra Palazzo Biscari, a Catania, e la tenuta dei Marchesi Sangiuliano e il castello dei Principi Ruspoli a Vignanello, rappresenta un unicum nelle produzioni cinematografiche siciliane, paragonabile solo al Gattopardo di Visconti sebbene di contenuto letterario completamente diverso.

È un film girato nella temperie culturale dell’aristocrazia siciliana con vene di humor e sarcasmo. Saranno presenti il celebre regista Giampaolo Lomi ed il produttore il marchese Andrea di Sangiuliano capofamiglia della secolare
famiglia dei Paternò Castello.

Quarta serata. Il cinema contemporaneo.  “I Figli del Set“; di Carlotta Bolognini
per la regia di Alfredo Lo Piero, presente alla conferenza stampa. Una importante produzione di Carlotta
Bolognini, figlia di Manolo e nipote di Mauro Bolognini, il primo produsse a Catania “L’arte di arrangiarsi”
con Alberto Sordi, il secondo diresse “Il bell’Antonio” con Marcello Mastroianni. La regia è del catanese
Alfredo Lo Piero, fondatore della Scuola di cinema di Catania, con importanti riconoscimenti e
collaborazioni con registi del calibro della Wertmüller, Dario Argento ed altri ancora.

Il Caltagirone Film Festival si concluderà, ad agosto, con il concerto “Il suono dell’immagine” di Paolo
Vivaldi, Importante compositore di musiche per il cinema e per Rai e Mediaset, è considerato uno dei più
importanti musicisti italiani. Ha composto tra le altre le colonne sonore per film e serie tv: “Adriano
Olivetti” con Luca Zingaretti, “Mennea la freccia del sud”; con Michele Riondino, “Luisa Spagnoli”,
“Boris Giuliano”, “Rino Gaetano”, “La Baronessa di Carini” e moltissimi altri.

Il direttore della Direzione Cultura del Comune di Catania, Paolo Di Caro, ha portato il saluto dell’assessore
Barbara Mirabella e dell’Amministrazione Comunale etnea: “Siamo lieti di dare un cenno di sostegno al
Festival, che coniuga due espressioni di cultura del territorio che si incontrano: il cinema e il vino, con un
programma di eventi che si svolgeranno nello scenario di Valle delle Ferle, sede dell’omonima Azienda
vitivinicola.  Un esempio virtuoso di contaminazioni culturale che speriamo presto di poter sostenere anche
con iniziative congiunte, utilizzando la Film Commission di Catania e gli straordinari palcoscenici naturali del
nostro patrimonio museale”.

Il 2 luglio il primo appuntamento, nella Tenuta Valle delle Ferle, con inizio alle 18,30. Prima con la
degustazione del Cerasuolo di Vittoria e di prodotti a chilometro zero, poi con la parte cinematografica
dedicata all’Etna, con due proiezioni: “Hollywood sul Simeto” e “Un amore selvaggio”.
La diretta della conferenza stampa è visibile su facebook sulla pagina @valledelleferle e @Città di
Caltagirone.

I riferimenti social:
valledelleferle per Instagram
sito web www.valledelleferle.it
Hashtag dell’evento #caltagironefilmfestival
Link per acquisto biglietti a costo agevolato in prevendita www.valledelleferle/cff

L’arte del carretto siciliano fra i nove nuovi riconoscimenti di eredità immateriali della Sicilia

Comunicato Stampa

È ricominciata l’attività di valutazione delle richieste di riconoscimento e iscrizione del patrimonio
immateriale della Sicilia ai fini dell’inserimento all’interno del REIS – Registro delle Eredità
Immateriali della Sicilia.

La ripresa dei lavori è stata determinata dalla nomina della nuova
Commissione di Valutazione, istituita dall’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana.
Le Eredità Immateriali – definite dall’UNESCO Intangible Cultural Heritage – sono “l’insieme delle
pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e tecniche nella forma di strumenti, oggetti,
artefatti e luoghi ad essi associati, che le comunità, riconoscono come parte del loro patrimonio
culturale”.

Riguardano le “tradizioni orali ed espressioni, compreso il linguaggio come veicolo del
patrimonio culturale immateriale, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali e rituali, gli eventi
festivi, le conoscenze e pratiche concernenti la natura e l’universo, i saperi legati all’artigianato
tradizionale”.

“Sono molto felice per questi primi riconoscimenti della Commissione che hanno lo scopo di
raccogliere e custodire – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto
Samonà – parte del nostro patrimonio che, trasmesso di generazione in generazione, assicura il
senso di continuità storica e rappresenta un elemento essenziale dell’identità culturale della nostra
Regione. Il patrimonio immateriale è caratterizzato da una grande vulnerabilità che oggi, nel
rapporto con i mezzi di comunicazione di massa, vive un rapporto complesso: da un lato il rischio
della conformazione espressiva e della globalizzazione culturale, dall’altro vede nei nuovi media
uno strumento di divulgazione che consente la possibilità di esaltare la conoscenza di realtà
altrimenti destinate all’oblio. La ripresa delle attività di recupero dell’ enorme patrimonio di saperi
che la Sicilia custodisce, trova nell’attività della Commissione – precisa l’assessore Samonà – uno
strumento competente e funzionale per l’identificazione e la registrazione delle Eredità Immateriali
meritevoli di azioni di salvaguardia, promozione e valorizzazione”.

Il Registro si compone di sei libri così distinti:

1)Celebrazioni, Feste e Pratiche Rituali,

2) Mestieri, Saperi e Tecniche,

3) Dialetti, Parlate e Gerghi,

4) Pratiche Espressive e Repertori Orali,

5) Tesori Umani Viventi,

6) Spazi simbolici.

Nella seduta del 12 maggio scorso sono state approvate 9 istanze di iscrizione, che hanno
riconosciuto come patrimonio immateriale le seguenti attività:

Nel “Libro Mestieri, Saperi, Tecniche”
L‘Arte del Carretto Siciliano. La richiesta è stata formulata dal Museo Regionale di Palazzo
d’Aumale, presso cui è custodita la collezione pubblica più importante di carretti siciliani.
L’iscrizione al REIS è il giusto riconoscimento di questa icona dell’Identità siciliana, oggetto-
simbolo e sintesi di saperi.
Antonio Rigoli, Scalpellino di Ucria. La richiesta è stata accolta per la particolare competenza nel
settore dell’intaglio della pietra. La tradizione di Ucria, comune nella provincia di Messina, è
mantenuta viva grazie all’instancabile lavoro di questo mastro scalpellino che è autore di manufatti
in arenaria, la pietra locale estratta dalle cave presenti nel contesto territoriale.


Nel “Libro dei Tesori Umani Viventi”
Letterio Alessandro, detto Lillo Alessandro. Poeta e scrittore di Messina viene riconosciuto come
tesoro umano vivente per l’attività di recupero e trascrizione del patrimonio etnomusicologico
siciliano, con particolare riferimento alla provincia di Messina. Poeta annoverato tra i “canterini peloritani” ha sottratto all’oblio musiche e parole che nei secoli hanno scandito la vita profana e
religiosa di un popolo.

Nel “Libro degli Spazi Simbolici”
“Borgo Pantano”. Origini e tradizioni: ArcheoAgriCultura e ArcheoSofia. Il riconoscimento
scaturisce dalla specificità di questo antico insediamento ebraico, un piccolo borgo rurale nel
territorio del comune di Rometta (ME), che è espressione di una particolare tipologia abitativa. Il
Borgo è testimonianza degli insediamenti ebraici rimasti dopo l’editto di espulsione del 1492.
Ancora oggi viene praticata la lavorazione alchemica delle specie botaniche medicinali secondo i
principi della “spagirica”.

Nel “Libro dei Mestieri, Saperi, Tecniche”
I “Cuddrireddra” di Delia. Si tratta di un’antica tradizione della pasticceria di origine islamica. La
“cuddura”, originale nella fattura e negli ingredienti, è un dolce tipico che è stato gelosamente
tramandato di generazione in generazione, con una ricetta segreta che ha reso il prodotto di
esclusiva fattura deliana.
La ricamatrice “Maria Anna Bonaffini” di Caltanissetta. Si tratta di un’espressione di eccellenza
nell’ambito di un’attività a salvaguardia di un antico sapere: l’arte del tombolo, del macramè
attraverso cui possiamo dire che passa “il filo della storia”.

Nel “Libro delle Celebrazioni, Feste e Pratiche Rituali”
Festa di San Calogero/”Sagra dei pupi del pane” di Campofranco (CL). È una delle feste
patronali più rappresentative in Sicilia; questa celebrazione è nata come forma di ringraziamento
verso il santo patrono per l’abbondanza del raccolto annuo. Ha radici greco-bizantine e si lega alle
antichissime feste equinoziali di origine pagana.
Festa Patronale del “Santissimo Salvatore” di Militello Val di Catania. Si tratta di una festa
altamente rappresentativa di origine bizantina, tramandata nei secoli, che si svolge il 18 agosto a
Militello Val di Catania. L’effige del Salvatore scolpita dallo scultore Girolamo Bagnasco e
arricchita da un prezioso fercolo, costituisce un’icona simbolo identitario per la comunità locale.
Tappeti di arte effimera, di fiori, sale, sabbie e altri elementi naturali – Noto. Il riconoscimento
scaturisce dalla componente esclusiva di questa arte capace di accrescere il valore e la bellezza
dello scenario barocco netino.

“In qualità di direttrice del Centro per l’Inventario la Catalogazione e la Documentazione della
Regione – dice Laura Cappugi – ringrazio l’Assessore Samonà per avere dato nuovo impulso
all’implementazione del Catalogo delle espressioni della cultura immateriale, istituito nel 2005 e di
cui il Centro ha curato negli anni il coordinamento e le azioni di promozione e pubblicazione sul
web. Un modo per assicurare la piena valorizzazione delle eccellenze del nostro patrimonio
culturale”.

 

Librino: dalla Porta della Bellezza alla Porta delle Farfalle

Comunicato stampa

“U rispettu è misuratu. Cu u porta l’avi purtatu”. Sono passati più di quindici anni da quando la
“Porta della Bellezza”, opera monumentale donata da Antonio Presti al quartiere di Librino
(Catania), ha innescato nelle coscienze di chi vive la periferia il valore della condivisione. «Quella
stessa Porta è sempre stata rispettata da tutti gli abitanti e i bambini del quartiere, proteggendo e
custodendo la Bellezza – spiega il mecenate e presidente di Fiumara d’Arte Antonio Presti – a
questo rispetto voglio restituire rispetto, continuando e completando un’opera che oggi è diventata
simbolo d’identità e di orgoglio, rigenerando così un atto d’amore che non conosce mai
fine. Quando l’abbiamo inaugurata tutti si preoccupavano per il suo futuro, oggi la Porta è nostra:
guai a chi la tocca».

Perché la “Porta” – realizzata sul muro di cemento dell’Asse attrezzato, alto 8 metri e lungo 500,
che divide come una ferita il quartiere – non è un’opera d’Arte ma è una vera e propria agenzia
educativa del cuore. La più grande scultura in bassorilievo ceramico di arte contemporanea al
mondo, realizzata con 9mila formelle in terracotta da 15 artisti, in collaborazione con 2000 mamme
e 2000 bambini, che oggi continua a essere luce tra le ombre; riparo sicuro tra quelle strade a
scorrimento veloce che celano trappole e pericoli di questa contemporaneità; simbolo identificativo
di una vita che può cambiare Anima grazie alla Bellezza.

«Tutti i bambini che allora parteciparono al progetto – continua il presidente della Fondazione
Fiumara D’Arte – incontrandomi oggi, da ragazzi maturi, continuano a ringraziarmi per questa
grande esperienza, perché hanno percepito il valore di quel pezzo di terracotta condiviso con tutta la
comunità. La Porta, quindi, è stata una grande agenzia educativa e spirituale, oltre che
manifestazione di bellezza di chi l’ha condivisa in maniera corale. E la coralità dell’innesto creativo
ha manifestato una Bellezza estetica, ma soprattutto una Bellezza dell’anima che parla al cuore
della gente di Librino. Dopo questo grande risultato, ho voluto donare al quartiere un’altra opera
fotografica immensa e monumentale, il Cantico delle Creature – realizzata in nome delle parole di
San Francesco – con le fotografie abbiamo dato nuova luce ai volti di tutti gli abitanti, che con le
parole del Santo d’Assisi si nutrono oggi di un respiro universale».

«Io amo Librino – continua Antonio Presti – amo la gente del quartiere, mi sento amato e rispettato,
vedo la gioia negli occhi di chi partecipa ai progetti, scorgo sincerità e quella gratitudine che
riempie la mia esistenza. Io a Librino ho trovato solo cuore. E quando il cuore parla al cuore, il
cuore risponde. E allora, così come tutti gli abitanti hanno protetto la Bellezza di questa grande
opera, adesso questi stessi abitanti meritano rispetto. Il rispetto porta rispetto. E questo pensiero lo
voglio affermare completando l’Asse dei Servizi con un’Opera colossale che si chiamerà “Porta
delle Farfalle”.  Un’opera in terracotta di oltre un chilometro, per valorizzare il percorso maieutico e
spirituale iniziato nelle nove scuole di Librino quindici anni fa, che perdura nel tempo e restituisce
futuro. Sommando la nuova Porta con quella già preesistente avremo oltre 1,5 km di Bellezza, una
vera muraglia dedicata all’anima. Un’operazione che ho intrapreso non senza paure, soprattutto per
il momento che stiamo attraversando, in piena pandemia. Ma credo che il Covid non sia solo
emergenza sanitaria, ma anche e soprattutto un’emergenza culturale e spirituale, dove le prime
vittime sono i nostri figli. L’infanzia paga il prezzo più caro di questo tempo sospeso. E oggi mentre
tutto il mondo cerca un vaccino per il virus, a Librino, dentro le scuole, si sta iniziando un grande
processo di condivisione contro il pandemonio. In questo periodo io non mi sono mai fermato,
nonostante le incertezze, nonostante la mancanza di energie, nonostante il pericolo di cadere nella
depressione dell’anima. Ho sentito la necessità di continuare a innestare Bellezza, con i primi
portatori di purezza: i bambini».

LA PIÙ GRANDE SCULTURA DI ARTE CONTEMPORANEA AL MONDO

Le scuole e i Licei Artistici della Sicilia s’incontrano nuovamente a Librino per un cammino verso
un valore comune e universale: il futuro. Un futuro da costruire nel nome dell’etica.
«L’arte ritorna così al suo processo spirituale di azione e condivisione di valori, innestando una
nuova coscienza etica e civile – dice Presti – Le migliaia di persone coinvolte e il pensiero di legarle
al futuro, rappresentano di fatto un’altra risposta Politica di come l’Arte riesca a restituire una
riappropriazione del territorio, una nuova identità, attraverso la fruizione dell’opera stessa. Ancora
una volta un pezzo di muro anonimo si trasformerà̀ in una Porta nel grembo della Grande Madre
Sicilia».

Ecco i numeri della nuova Porta delle Farfalle: un chilometro di muro di cemento armato,
oltre 5.000 studenti dei Licei artistici siciliani, circa 10.000 bambini delle nove scuole di Librino e
le relative famiglie, più̀ di 50 tra artisti e architetti selezionati dalla Fondazione Fiumara d’Arte, in
collaborazione con una rete di giovani curatori.

Grazie al sostegno del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo sono stati realizzati i laboratori
didattici, con il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole elementari e medie del quartiere di Librino:
laboratori attraverso i quali gli studenti hanno potuto approfondire lo studio teorico e la scelta dei
valori della vita, avendo così la consapevolezza di diventare guerrieri di luce, e successivamente la
pratica della lavorazione dell’argilla. Gruppi di tutor ed esperti hanno così formato gli studenti a
creare dei manufatti di terracotta con i quali hanno potuto rappresentare i loro pensieri e il senso del
lavoro teorico svolto. «L’intervento del Fondo Beneficenza – afferma Giovanna Paladino,
Responsabile della Segreteria Tecnica di Presidenza della Banca che gestisce il Fondo – rientra
nell’attività di sostegno offerta ai bambini e ai ragazzi in condizioni di maggiore difficoltà
attraverso esperienze didattiche e formative non tradizionali, ma in grado di fornire una nuova
prospettiva di vita e di rafforzare la loro determinazione nel continuare a studiare».

In questo anno sono stati realizzati i laboratori, gli architetti e gli artisti hanno già incontrato i
ragazzi delle scuole e i licei artistici hanno iniziato a realizzare le loro opere nonostante le difficoltà
dettate dal Covid. Il progetto è attualmente in corso nelle scuole di Librino e a breve partirà la
condivisione con tutti gli abitanti, con la previsione di inaugurare l’opera monumentale i primi mesi
del 2022.

«La “Porta delle Farfalle” – continua Antonio Presti – rimanda alla visione di un bambino che può
attraversare un momento cupo, buio, proprio come il bruco. Che, però, può sempre scorgere la luce
e in un istante può trasformarsi in farfalla: vorrei trasmettere questa visione di sospensione e sogno
contro la pesantezza di questa contemporaneità, per restituire leggerezza a uno stato dell’anima che
rischia d’implodere nella sua gravità. Da una parte ci saranno tutti gli abitanti che proseguiranno il
processo di condivisione con gli artisti, dall’altra i bambini, in un percorso di crescita in cui
dovranno assumere impegni etici, politici e culturali. Perché il potere è sapere, l’ignoranza è
schiavitù. E con la Bellezza possiamo far crescere cittadini liberi, cittadini educati non più a
chiedere, ma a fare».