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Articolo di Titti Metrico    Foto di Cosmo Ibleo

Continuiamo a raccontarvi piccole storie della nostra Sicilia ignota, ci fermiamo a Comiso, un comune situato sulle prime colline dei monti Iblei, e per popolazione è il quarto municipio della provincia di Ragusa. Città conosciuta dai turisti per la sua storia, la sua cultura, i suoi monumenti e per la sua pietra.
Al tramonto con lo sguardo volto verso la collina di Canicarao, vieni catturata da un luccichio come se fosse una palla d’oro in mezzo agli alberi, parliamo della Pagoda della Pace e del reverendo Morishita.
Erano gli anni ‘80 quando Morishita con il suo abito color arancio andava in giro per le vie di Comiso con il suo tamburello a predicare la pace e la gente sembrava che vedesse un extraterrestre.
La decisione del governo italiano, il 7 agosto 1981, di localizzare presso l’ex aeroporto una base Nato che ospitasse ben 112 missili con testata nucleare pose Comiso al centro degli interessi della politica internazionale e richiamò tanti esponenti politici nazionali.
Un anno dopo fu organizzata la più grande manifestazione per la pace, arrivarono a Comiso più di centomila movimenti pacifisti provenienti da ogni parte dell’Italia.
I membri dei movimenti pacifisti si rifugiarono sulle colline, in quegli anni furono organizzate tantissime marce per la pace: qui, da ogni parte d’Europa, giunsero moltissime persone per protestare pacificamente contro l’imminente e reale pericolo di una guerra nucleare.
I primi 225 militari americani arrivarono il 5 maggio 1983, in quell’estate, si acuì la tensione tra forze dell’ordine e pacifisti, che si erano accampati nei terreni attorno all’aeroporto, decine di manifestanti rimasero feriti, altri arrestati, sono anni di manifestazioni e scontri, fino al 1986 quando i pacifisti iniziarono a smantellare i loro campi.
Con la fine della Guerra Fredda, nel 1991, ebbe inizio lo smantellamento della base militare. L’aeroporto è stato riconvertito all’aviazione generale civile e cargo essendo inserito nel piano regionale del trasporto aereo siciliano, dal 30 maggio 2013, l’Aeroporto di Comiso “Pio La Torre”, è aperto al traffico civile.
Morishita che decise di restare a Comiso, e come simbolo di quegli anni il 24 maggio 1998 fece erigere la bellissima Pagoda della Pace in cima ai monti Iblei, una delle pochissime pagode realizzate in Europa. La Pagoda è situata, infatti, in un luogo molto significativo: è al centro del Mediterraneo e a metà strada fra il Sud e il Nord. È considerata tra le più belle al mondo. Il tempio buddista è alto 16 metri ed ha un diametro di 15 metri, ha l’aspetto classico dello stupa indiano, e la sua cupola è rotonda con un pinnacolo finale, interamente rivestita di pietra locale di colore bianco ed è per questo che è visibile a chi guarda verso la collina di Canicarao.
Dopo vent’anni Morishita, dell’Ordine Internazionale Buddista recita il suo mantra: “Namu myo ho ren ge kyo”, che vuol dire pace, grazia, lode, benvenuto, molti sono i visitatori, è importante che persone di culture diverse s’incontrino e interagiscano tra loro sempre nel rispetto reciproco, nella pacifica convivenza, nell’armonia.
Una volta arrivati davanti alla Pagoda lo sguardo viene rapito dalla figura del grande Buddha dorato, si vive un’atmosfera magica, dove si respira davvero la pace, per chi vuole ritrovarsi, per gli amanti di questa spiritualità o filosofia, per chi crede nella pace nel mondo, o anche solo per conoscere il monaco, può recarsi ogni giorno alle 5 del mattino o alle 16,30, per meditare e ascoltare il rito insieme al grande reverendo Morishita.

 

Articolo di Irene Novello   Foto di Samuel Tasca

Comiso, cittadina sulle pendici dei Monti Iblei, cellula vitale del territorio, è famosa per la lavorazione della pietra calcarea, tipica del territorio, che nel tempo ha assunto l’aspetto di una vera e propria industria. Ma è anche città ricca di storia e di cultura, fu un villaggio greco; nel territorio sono state individuate tracce di epoca romana e bizantina. Nel 1571 diventò Contea dei principi Naselli che costruirono il castello ancora presente in città, e si arricchì di chiese e monasteri, vivendo un bel periodo di sviluppo economico e urbanistico. La gran parte degli edifici fu distrutta dal terremoto che l’11 gennaio del 1693 sconvolse la Sicilia orientale e in particolare il Val di Noto, e la città, come le altre del circondario, venne ricostruita assumendo l’attuale stile barocco. Comiso, come tanti altri centri siciliani, ha sedimentato nel tempo le culture dei popoli che l’hanno dominata, fino a forgiare una cultura tutta propria. Città che ha dato i natali al famoso archeologo Biagio Pace e al noto scrittore Gesualdo Bufalino. In città, tra i vari monumenti di interesse storico e culturale si distingue il Museo Civico di Storia Naturale, inaugurato nel 1991, con una superficie espositiva di oltre 1000 mq; è un’Istituzione Scientifica riconosciuta dal segretariato CITES Ministero dell’Ambiente. Il museo è articolato nella sezione Paleontologica e Zoologica e nel laboratorio scientifico specializzato nella preparazione e conservazione paleontologica, tassidermica e osteologica. Il Museo, per chiunque lo visiti, è una vera sorpresa: con più di quindicimila reperti di fossili di diverse ere geologiche e oltre novemila preparati zoologici e la più importante collezione cetologica dell’Italia meridionale, è il settimo museo italiano in ordine di importanza.

La direzione scientifica è affidata al dott. Gianni Insacco che ha arricchito il Museo con la sua collezione paleontologica privata costituita da oltre settemila reperti. Molto dinamica è anche l’attività di ricerca del museo, oltre alle missioni, viene pubblicata la rivista scientifica annuale “Natura Rerum”. L’esposizione dei reperti è stata curata ed organizzata seguendo un ordine cronologico, utile al visitatore per poter capire la nascita e lo sviluppo delle varie ere geologiche.  Dai primi organismi, ai pesci corazzati del Paleozoico, alle ammoniti, ai grandi rettili del Mesozoico fino ai mammiferi del Quaternario compreso l’uomo. Il Museo raccoglie reperti provenienti da tutto il mondo, tra questi a creare un forte impatto visivo è lo scheletro integro dello Psitacosauro, dinosauro erbivoro del Cretaceo inferiore proveniente dalla Mongolia. Tra i pezzi di maggior importanza scientifica i resti del famoso “elefante nano”, che è stato rinvenuto dallo stesso dott. Insacco circa quindici anni fa, in una zona nei pressi di Comiso e che testimonia la presenza di elefanti in Sicilia in epoca preistorica. Nelle sale della sezione zoologica si possono ammirare diversi insetti siciliani e tropicali, un’importante raccolta di crostacei, tra questi il Granchio gigante del Giappone. Nella sezione ittiologica sono presenti diversi pesci del Mediterraneo e tropicali. Tra i rettili sono da ammirare due tartarughe giganti marine rinvenute in Sicilia.

Il Museo si distingue anche per l’attività di censimento e recupero dei cetacei spiaggiati, grazie alla partecipazione ai programmi del Servizio Certificazione Cites del Corpo Forestale dello Stato. Questa attività di ricerca ha permesso di non perdere molte specie di carcasse di cetacei, in alcuni casi anche rari, e di musealizzarli.

Un’Istituzione Scientifica riconosciuta a livello nazionale, oggi arricchita dalla biblioteca personale con più di duemila e cinquecento titoli di Sebastiano Italo Digeronimo, professore di Paleontologia presso l’Università di Catania, la cui attività di ricerca è documentata da oltre centocinquanta pubblicazioni.

 

 

 

 

Foto e Articolo di Samuel Tasca

Al giorno d’oggi, dove tutto è istantaneo, dove un ricordo dura al massimo ventiquattro ore per poi sparire, dove anche il lavoro è visto sempre più come qualcosa a tempo determinato, credere in un progetto e far sì che questo possa durare ben cinquant’anni, attraversando addirittura tre generazioni, sembra davvero qualcosa d’irrealizzabile. Invece, è proprio quello che è successo quest’anno a Comiso, il 25 e 26 maggio scorso, quando Punto Mat, azienda diretta dalla famiglia La Rosa che propone soluzioni innovative per l’edilizia, ha celebrato, nella sua sede in Via degli Aragonesi 18, i suoi cinquant’anni di storia dando vita al primo Punto Mat Expo 50°.
Tanti gli obiettivi portati a termine, primo tra tutti il confronto e lo scambio intergenerazionale. La presenza delle quinte classi del Liceo Artistico di Comiso ha sicuramente contribuito a creare un clima dove i giovanissimi hanno avuto modo di confrontarsi con chi, invece, naviga all’interno del sistema lavoro da ormai molto tempo. Un vero e proprio campo pratico dove testare le numerose competenze acquisite in questi anni di liceo. Fondamentale per tutti è stata la presenza degli espositori, rappresentanti di dieci aziende leader del settore, che con la loro esperienza e professionalità hanno arricchito il confronto, oltre ad offrire ai numerosi visitatori incredibili opportunità e promozioni.
La formazione è stata un altro elemento fondamentale. All’interno dell’Expo sono stati, infatti, tenuti due workshop formativi, uno dedicato ad architetti e ingegneri e l’altro alle imprese. La preparazione dei formatori ha fatto sì che i partecipanti avessero una possibilità concreta di arricchimento formativo sui diversi sistemi che ruotano attorno alle rispettive professioni.
Altro fondamentale tassello dell’Expo 50° è sicuramente stato la tradizione e la memoria. Proprio così, perché l’iniziativa, nata appunto per commemorare la fondazione dell’azienda, si poneva come primo obiettivo quello di celebrare questo meraviglioso viaggio che dura ormai da cinquant’anni. Non poteva, infatti, mancare il riconoscimento concesso a Don Sariddo, patriarca della famiglia e fondatore di questa bella realtà. A contorno di tutto ciò, anche alcuni clienti storici dell’impresa edile hanno preso parte all’evento rimarcando il concetto secondo il quale, quando si lavora con passione, impegno e rispetto reciproco si riesce a trasformare anche le relazioni lavorative, in rapporti di amicizia consolidati che durano nel tempo.
Al termine dell’Expo, tanta la soddisfazione e l’emozione che ha coinvolto tutti i partecipanti e, più di tutti, i titolari e la straordinaria squadra della Punto Mat. Un esempio d’eccellenza, d’impegno e di continuità quello a cui abbiamo assistito nei due giorni dell’Expo. Una realtà dove, a partire dal nonno, passando per il titolare Salvatore La Rosa, fino ai figli Rosario e Guglielmo, si cerca di tramandare non un’arte o un mestiere, ma qualcosa di più importante e duraturo che è la passione per il proprio lavoro. Una passione che in cinquant’anni non si è mai affievolita e che continua ad animare, giorno dopo giorno, tutti coloro che credono in questa realtà che è la Punto Mat a Comiso.

 

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Articolo di Angelo Barone, Foto di Cristian e Alberto Carobene

Il 2018 sarà l’anno del cibo italiano e l’anno europeo del patrimonio culturale. Per la Sicilia che vanta una grande ricchezza sia enogastronomica, sia artistico-culturale questi eventi possono essere occasioni di crescita per l’export agro-alimentare e il settore turistico. Per raggiungere risultati positivi tutto il nostro sistema istituzionale, produttivo, culturale e turistico deve lavorare in sinergia e fare rete.

In quest’ottica, il sistema aeroportuale del Sud-Est, con gli aeroporti di Catania e Comiso, svolge, per la Sicilia centro-orientale, un ruolo strategico importante per la mobilità delle comunità e lo sviluppo del territorio.

Definiti gli assetti istituzionali della Regione e della Camera di Commercio del Sud-Est, occorre rafforzare la sinergia tra i due aeroporti e far crescer ancora di più i numeri positivi, in termini di passeggeri, raggiunti nell’anno precedente.

Il 2017 è stato un anno record per l’Aeroporto di Fontanarossa che ha superato i nove milioni di passeggeri con un trend di crescita annuale costante del 16 per cento, un valore che vale il secondo posto, dopo la scalo di Napoli, in termini di crescita a livello nazionale.

Dal sito della SAC apprendiamo d’investimenti per migliorare la qualità dei servizi ai passeggeri e per essere più attrattivi con le compagnie che vogliono investire a Catania. Continueranno anche gli investimenti di co-marketing per le rotte internazionali.

Anche Comiso vuole essere partecipe della crescita. Lo scorso novembre è stata firmata, infatti, la convezione tra la SOACO, società che gestisce l’Aeroporto “Pio La Torre” e gli undici Comuni di Ragusa, Modica, Scicli, Ispida, Vittoria, Santa Croce Camerina, Acate, Monterosso Almo, Giarratana, Chiaramonte Gulfi e Palazzolo Acreide, per incrementare i flussi turistici nello scalo con un investimento di 4 milioni 900 mila euro (art.1 Legge Regionale 24/2016) ai quali si aggiungeranno il co-finanziamento di un milione 600 mila euro (fondi ex Insicem) del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e 380 mila euro della Camera di Commercio Sud-Est. L’importo complessivo di circa 7 milioni di euro sarà destinato a un bando rivolto alle compagnie aree interessate a promuovere programmi di co-marketing territoriale.

Nei prossimi numeri approfondiremo, intervistando i protagonisti, come il sistema aeroportuale del Sud-Est può fare decollare lo sviluppo del territorio.

foto e articolo di Samuel Tasca

Il successo è un viaggio non una meta e il viaggio merita di essere raccontato…
Era il 14 febbraio 1987 quando Gianni e Gabriella ancora giovanissimi hanno unito le loro forze per concretizzare un sogno fatto di lavoro bellezza e autenticità creando uno spazio dove l’immagine di ogni cliente si concretizza con la loro esperienza professionalità e ricerca del dettaglio.

I Latino Parrucchieri oggi, offre un grande spazio, dotato di 15 postazioni-lavoro Uomo/Donna e 3 cabine Estetica, unico ed accogliente, dove la nostra creatività e l’innovazione nell’arte dell’Hairstyling, si esprimono attraverso l’accuratezza e la precisione dei tagli e trova massima espressione nella realizzazione del colore per garantire servizi Sartoriali, secondo la nostra filosofia.
I capelli si fanno quindi materia d’arte degna delle stesse cure riservate a un tessuto capace di essere modellati sulla testa di ogni cliente,seguendo le linee del proprio essere, sprigionando la bellezza del proprio “Caractere”, aperti sempre al confronto, all’innovazione e a investire energie e risorse per la nostra crescita professionale e dei nostri collaboratori, per garantire il meglio sotto l’aspetto tecnico creativo e d’immagine seguendo la filosofia del gruppo Mitu (By Wella Professionals) di cui Gianni è attualmente il Coordinatore per la Sicilia orientale.

Via Marzabotto,

97013, Comiso (Ragusa)

Tel. 0932. 721290

Articolo e Foto di Samuel Tasca

Scegliere di vestire una casa attraverso tendaggi, tappezzerie e quant’altro è un lavoro arduo finché non si trova l’azienda giusta che riesce, con professionalità, a valorizzare ogni angolo della vostra casa con accessori di qualità e all’avanguardia.

Egò Progetto Tenda è, a questo proposito, il posto giusto dove poter trovare ciò che serve a rendere più bella la propria abitazione: tende, zanzariere, carte da parati e tappezzeria delle migliori marche leader nel settore come Dedar, Zimmer e Rohde, Elitis, Fischbacher, Ciesse, Tao Everest, Casamance, Mottura, CasaValentina, Silent Gliss;  e ancora accessori e strutture per esterni, pergole bioclimatiche e tende a bracci che si avvalgono di prestigiose firme quali Pratic, Bat, Shadelab e Corradi.

Nuccio Brafa, titolare di questo ambizioso progetto, negli anni ha perfezionato e maturato la sua formazione professionale attraverso corsi, stage e fiere nel settore del design di interni e dell’arredamento. La costanza e la determinazione gli hanno permesso lo scorso anno di veder finalmente “decollare” il suo sogno: uno show room di circa 300mq nell’affascinante città casmenea. Un’ampia esposizione di arredi per interni e un’arricchita e potenziata sezione esterna, così da poter offrire ai propri clienti una vasta scelta, dettagliata e completa.

Così Nuccio Brafa, accompagnato e supportato nella vita così come nel lavoro dalla moglie Tiziana, prima sostenitrice del sogno di Egò Progetto Tenda, si avvale di una squadra preparata e consolidata composta, oltre che dalla moglie, dai collaboratori Miriana e Sebastiano rispettivamente responsabili delle vendite e del montaggio.

Il team di Egò Progetto Tenda riesce pertanto a rispondere ai diversi gusti e alle diverse esigenze offrendo una vasta gamma di prodotti innovativi e originali, nuove tecnologie, sistemi motorizzati e non, regalando alla propria clientela un supporto valido e professionale, una consulenza che si pone come primo obiettivo quello di accompagnarvi e consigliarvi per vestire al meglio la vostra casa.

Nuccio, Tiziana e il loro team vi aspettano quindi da Egò Progetto Tenda per dar vita alla vostra casa.

Via Cechov, angolo via F.lli Cervi

97013 Comiso

Tel. 0932 967906

Fb : Egò Progetto Tenda 

di Alessia Giaquinta  Foto Meli

Sintetizzare il periodo pasquale – insieme ai riti, processioni, simboli e usanze – della città di Comiso, è un lavoro arduo per molteplici aspetti: da una parte la difficoltà di riassumere i numerosi eventi che la caratterizzano, dall’altra riuscire ad assegnare alla scrittura l’alta missione di rendere la solennità e la bellezza di una tradizione che affonda le radici nel periodo della dominazione spagnola in Sicilia e che, nel tempo, è rimasta inalterata.

La Pasqua a Comiso, infatti, è uno di quei momenti in cui ogni aspetto quotidiano acquista un ritmo diverso. A scandire le giornate dei comisani, durante la Settimana Santa, sono numerose celebrazioni, riti e processioni, oltre alla preparazione dei tradizionali cibi pasquali come le ‘mpanate o i pastieri ripieni di carne d’agnello o ancora i cassateddi ri ricotta.

La domenica che dà avvio alla Settimana Santa è quella delle Palme in cui si celebra l’arrivo di Gesù a Gerusalemme. Per l’occasione si organizza la benedizione delle palme e dei ramoscelli d’ulivo presso il sagrato della Chiesa dei Cappuccini e successivamente, attraverso una processione, si giunge alla Basilica dell’Annunziata ove si svolge la Solenne Celebrazione Eucaristica. Nel contempo, il comitato dei festeggiamenti, gira per le vie della città accompagnato dalla banda musicale per raccogliere i doni che la gente del luogo offre per la tradizionale cena, vendita all’asta dei prodotti offerti.

Il lunedì, il martedì e il mercoledì Santo sono caratterizzati da esercizi spirituali e incontri di preparazione alla Santa Pasqua.

Il Giovedì Santo, dopo la Messa in Coena Domini, inizia la visita dei fedeli agli Altari della Reposizione comunemente conosciuti come Sepolcri, allestiti nelle varie Chiese.

Il Venerdì Santo si svolge la Celebrazione della Passione del Signore e a seguire vi è la processione del Simulacro dell’Addolorata con il Cristo nell’urna organizzato, a seconda degli anni pari o dispari, dalle rispettive Chiesa dell’Annunziata o Chiesa Madre. Per l’anno corrente, questa sarà a cura della Chiesa Madre.

Il Sabato Santo, la mattina viene organizzata la benedizione delle uova pasquali (l’atto dello schiudersi simboleggia la nuova vita promessa con la Resurrezione) e la sera, durante la Veglia, la liturgia ripercorre il passaggio dalle tenebre alla luce simboleggiato dal buio che caratterizza l’interno della chiesa prima della proclamazione del Vangelo: in questo momento avviene la svelata dell’Altare dove cade a Taledda (la tela)posta durante la Quaresima, si riaccendono le luci mentre le campane iniziano festosamente a suonare. A seguito della Messa e della discesa dei simulacri, si effettua la Notturna ossia il giro del comitato per le vie della città sparando mortaretti per annunciare la gioia del Cristo Risorto.

Il momento clou è, però, la Domenica di Pasqua. La giornata inizia con lo sparo dei fuochi d’artificio e il giro di tre bande musicali per la città. Alle ore 10.00 la Messa Solenne è caratterizzata dalla processione del parroco verso l’Altare accompagnato da due bambini vestiti da angioletti che, nella processione a seguire, saranno posti rispettivamente accanto ai simulacri dell’Annunziata e del Risorto. Questi, di età compresa tra i 7 e i 9 anni, indossano abiti confezionati per l’occasione e hanno il compito di intonare il Regina Coeli. A questo punto avviene l’incontro frontale tra i due Simulacri che dà vita a paci, la pace.  Il movimento dell’incontro viene ripetuto per tre volte per poi culminare nel battito delle mani tra i portatori apri-fila di entrambi i simulacri.

A paci viene ripetuta davanti ad ogni chiesa. Particolare è l’incontro davanti la Chiesa Madre conosciuta come paci ro strittu, così chiamata per il restringersi della via che la precede.

La processione termina sempre oltre la mezzanotte.

Il giorno successivo, il Lunedì dell’Angelo, si chiudono i festeggiamenti con uno spettacolo pirotecnico e dopo la mezzanotte si spengono le bellissime luminarie che hanno illuminato le strade della città durante il periodo pasquale.

Nel cuore di ciascuno, dopo i festeggiamenti, resta a paci, quella data dall’incontro con Cristo e celebrata trionfalmente con una delle processioni più belle e caratteristiche della nostra terra.

di Sofia Cocchiaro

Villa Orchidea, da sempre, è la cornice ideale, con le sue luci, le sue sale, il suo personale altamente qualificato, la raffinatezza della sua cucina, per celebrare il giorno più bello della vita: il matrimonio.

È difficile resistere alla magia unica che solo Villa Orchidea riesce a regalare, offrendo agli sposi e ai loro ospiti, un mix di atmosfere e delizie per il palato, per rendere davvero unico il giorno del matrimonio, non scadendo mai nella banalità o nel grigiore, ma sempre attenti ad offrire l’eccellenza ad ogni pietanza e in ogni momento dei festeggiamenti in sala.

Il personale è a completa disposizione per fornire un’assistenza personalizzata, valutare la migliore soluzione logistica e curare ogni minimo dettaglio, dalle attrezzature al catering, accontentando così ogni vostra richiesta.

La Cucina

Gli chef di Villa Orchidea e i loro validissimi collaboratori, sono pronti ad esaudire qualsiasi desiderio, con menu flessibili alle esigenze e ai gusti più diversi: piatti di pesce o di carne, piatti della tradizione isolana rivisitate, ma senza mai abbandonare la filosofia della leggerezza e il carattere della “mediterraneità”. La cucina si basa su prodotti tipicamente di stagione, quali ortaggi e pesce fresco locale, accuratamente selezionato dai nostri fornitori di fiducia.

Catering

Villa Orchidea effettua anche il servizio di Catering, curando con serietà e professionalità ogni minimo particolare del vostro MATRIMONIO per renderlo un “Evento Unico ed Indimenticabile”.

Le Sale

La nostra struttura dispone di tre sale: l’Orchidea Garden, completamente immersa nel verde, è l’ideale per trattenimenti estivi a bordo piscina permettendo di ospitare sino a 500 posti; la Sala Centrale, imponente ed elegante allo stesso tempo, è l’ideale per grandi ricevimenti con i suoi 1000 posti ed infine la Sala Azzurra, con il suo ambiente raffinato, suggestivi giochi di luce, e grande attenzione ai particolari per un ricevimento intimo ed elegante, attrezzata per oltre 300 posti.

Villa Orchidea rimane a disposizione per soddisfare ogni vostra esigenza attraverso il nostro staff, professionale e competente, che saprà consigliarvi le migliori soluzioni per rendere ancora più magico il giorno più bello della vostra vita.

 

Villa Orchidea,

Contrada Boscorotondo, 97019 Vittoria (Ragusa)

Tel. 0932 879108

www.villaorchidea.it

di Alessia Giaquinta   Foto di Samuel Tasca

«Ho sempre desiderato avere un ristorante tutto mio, da gestire insieme alla mia famiglia, coinvolgendo mia moglie Melania, che mi affianca in questa avventura – dichiara il titolare Biagio Caggia -. Il Carpaccio rappresenta larealizzazione di un mio sogno. Questo progetto è nato quando ho conosciuto Nunzio Pace,un famoso pizzaiolo comisano, e da lì ha cominciato a prendere concretezza: dopo aver rilevato la gestione del locale ho avviato la ristrutturazione secondo i racconti di Tito, così col mio designer, partendo dai suoi racconti, abbiamo cercato di tirare fuori la storia del palmento, utilizzando delle serigrafie fotografiche».

A raccontarci la storia dell’antico palmento è Tito Campo «un mio antenato, Salvatore Campo, acquistò a Comiso dei terreni in Contrada Deserto, dove nel 1806 vi costruì: un palmento a ddù spaddi (due spalle) che permetteva di pigiare contemporaneamente l’uva di due diversi clienti, un forno, dei contenitori in cemento della capacità di 25 mila litri, una stalla per i cavalli e gli asini che portavano sul dosso i canciddi (ceste) contenenti l’uva che veniva messa in un vecchio tornio in pietra».

Tito Campo racconta che, a volte, si usava il metodo ventiquattro ore cioè, il mosto pigiato veniva messo insieme alle bucce per un giorno intero, per finire sotto pressa ottenendo una qualità superiore.

«All’imbrunire il mosto, posto dentro leotre e caricate sui carri, si portava verso Comiso. La vendemmia durava da metà settembre a metà ottobre e di notte sentivo i carretti passare dalla strada e il calpestio degli animali, mentre in inverno iniziava la potatura delle viti – continua Tito Campo -In occasione della festa di San Martino si doveva fare a tramùta, per cui si svuotavano le botti, si toglievano i residui dal fondo e si vendevano. Si faceva anche a sulfata cioè con una ciotola si prendeva dello zolfo per far asciugare la botte».

Oggi laddove c’erano vigneti, botti di vino e stalle, c’è un ristorante che nell’arredamento ha mantenuto la semplicità e l’essenzialità dei materiali, richiamando l’antico palmento. Lo stesso avviene per la mise en place. Col restyling eseguito si è dato vita ad una veranda esterna, sfruttabile anche in inverno, permettendo di avere più posti a sedere. Lo spirito del Carpaccio è di far sentire i clienti a casa loro preparando delle pietanze con prodotti freschi, acquistati quotidianamente dal fruttivendolo, macellaio, pescivendolo di fiducia. Tutta la merce è fresca, genuina e locale.

«Il mio obiettivo – spiega Biagio Caggia – è quello di offrire un locale bello, accogliente, caldo, spazioso ma soprattutto familiare, rispettando la storia del Carpaccio, dove i clienti potranno trovare ottime pizze cotte esclusivamente nel forno a legna in pietra».

Anche in occasione delle festività natalizie al Carpaccio sarà possibile godere di un’atmosfera familiare in cui i clienti possano trovarsi a loro agio, in compagnia degli affetti più cari.

Il Carpaccio
Via Biscari, 24
Comiso
Tel. 0932-1865459
fb: Il Carpaccio Ristorante e Pizzeria

 

grani antichi

di Omar Gelsomino

La riscoperta della biodiversità a tutela della ricchezza culturale del territorio ha fatto si che tornasse il crescente interesse per i grani antichi, sia da parte dei consumatori che dei produttori, delle varietà del passato che sono rimaste autentiche cioè che non hanno subito modificazioni genetiche da parte dell’uomo per aumentarne la resa. Diverse sono le aziende che stanno puntando sui grani antichi, fra queste l’Azienda Agricola Damigella.

A spingere l’imprenditore Giovanni Leonardo Damigella è stato un ricordo legato alla sua infanzia, in particolare quando la madre, donna Angela, lo mandava a comprare al mulino la farina di grano Margherito. Così rimanendo fedele alle sue radici e riscoprendo la storia dei grani antichi di Sicilia l’Azienda Agricola Damigella ne ha fatto la sua mission, guardando sempre alla salute dell’uomo poichè l’importanza di un’alimentazione equilibrata e varia è tipica e ben radicata nella nostra tradizione gastronomica. Inoltre il consumo di farine integrali e dei loro prodotti oltre a garantire un apporto energetico rappresenta dei vantaggi per la dieta e mantengono lo zucchero e l’insulina nel sangue a livelli bassi, proteggendo così il cuore, difendono l’organismo e prevengono anche alcuni tipi di tumore.

L’Azienda Agricola Damigella intende valorizzare i grani antichi per le loro innumerevoli qualità, quali la naturale presenza di glutine e proteine e la spontanea resistenza ai parassiti. L’Azienda utilizza grani coltivati con metodi naturali interamente prodotti all’interno della propria azienda, senza diserbanti o sostanze chimiche, con avvicendamento colturale e personale qualificato controlla tutte le fasi del ciclo produttivo interamente biologico per garantire la qualità e la quantità naturale di glutine, proteine e vitamine. Macinare lentamente evita la cosiddetta cottura delle semole preservandone integre le qualità organolettiche e nutrizionali. Un sistema avanzato di controllo qualità ne garantisce l’igiene assoluta.

Le loro farine e semole integrali per pane, pizza e dolci sono sapientemente composte dalla miscela di alcuni grani antichi, varietà come Timilia, Senatore Cappelli, Margherito, Perciasacchi, Russello, Maiorca e Bufala Nera. Scelti appositamente per le loro proprietà organolettiche, sono caratterizzate da una struttura compatta e da un profumo intenso che conferisce un gusto. È necessario lavorare le semole lentamente per mantenerne intatte le proteine e le fibre. Inoltre l’Azienda Agricola Damigella non si limita a produrre solo farine e semole ma è specializzata anche nella pasta dove l’impasto è composto da semola e acqua e avviene lentamente all’interno di una vasca sottovuoto. È necessario mantenere l’impasto ad una temperatura controllata. Segue la trafilatura al bronzo che conferisce alla pasta la giusta rugosità e il giusto colore, odore e sapore, per giungere all’essiccazione in celle statiche con temperature comprese fra i 24 e i 36 gradi.

Le ricerche compiute dal Policlinico di Palermo GOLDEN GRAIN STUDI dimostrano i benefici che derivano dall’uso dei grani antichi: regolarizzano la motilità intestinale, riducono il gonfiore addominale e stabilizzano l’indice glicemico. Una ragione in più quindi per consumare non solo prodotti genuini per la nostra salute ma anche perchè provenienti dal nostro territorio.