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i racconti della domenica

“I Racconti della domenica” diretto da Giovanni Virgilio

Uscirà il 10 novembre ‘I Racconti della domenica’, lungometraggio diretto da Giovanni Virgilio (La bugia biancaMalarazza), con protagonisti Alessio Vassallo, Stella Egitto, Paolo Briguglia, Emmanuele Aita e per la prima volta sullo schermo il bambino, Raffaele Cordiano. Il film è interpretato anche da Rita De Donato, Francesco Foti, Irene Maiorino, Plinio Milazzo, Cosimo Coltraro, Federica de Benedittis e Francesca Della  Regione. Sceneggiato dallo stesso regista con Marco Spagnoli, Manuela Gurgone e Luca Arcidiacono, il film si avvale della direzione della fotografia di Gianni Mammolotti, dei costumi di Laura Costantini, dei VFX di Nicola Sganga.

Le riprese si sono tenute in una prima fase in Calabria, a Serra San Bruno (Vibo Valentia) e in una seconda fase a Castiglione di Sicilia (CT), e nel catanese.  ‘I Racconti della domenica’ è prodotto da Movieside Cinematografica con Rai Cinema, con il contributo del MiC – Ministero della Cultura e con il sostegno della Sicilia Film Commission.

i racconti della domenica

Il film, che uscirà in sala con Movieside Distribution, abbraccia quarant’anni di Storia Italiana e siciliana, dal 1934 alla morte di Aldo Moro, attraverso la storia di Francesco – uomo onesto, amante della vita e dei diritti e dei doveri –  che racconta la propria vita scrivendo lunghe lettere al padre, partito per l’America che lui era bambino. Ma, fra dollari che il padre stesso manda alla famiglia in Sicilia, non c’è alcuna risposta. Dalla giovinezza durante la guerra, alla candidatura a sindaco del proprio paese, la vita di Francesco è uno spaccato della Storia d’Italia e della Sicilia. La storia di un uomo che, cresciuto senza un padre, è diventato il Padre di tutti i suoi cittadini.

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La Cuba di Castiglione di Sicilia, uno dei monumenti più insoliti e affascinanti del Medioevo siciliano

Articolo di Irene Novello     Foto di Andrea Raiti

 

Ci troviamo nella Valle dell’Alcantara, sul versante nord dell’Etna, a Castiglione di Sicilia, collocato su una collina ricca dei tipici colori siciliani. Qui la vista spazia tra paesaggi mozzafiato e antiche colate laviche. La cittadina, inserita nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, è stata dominata dagli Arabi ed è divenuta città regia sotto i Normanni e gli Svevi. È un borgo dal tipico impianto medievale, con le stradine strette che si arrampicano sulla collina, tra importanti bellezze architettoniche e bellissime chiese con preziosi campanili.

In cima alla rupe domina dall’alto il Castello dei Lauria, abitato fino agli anni Novanta, una delle bellezze architettoniche e storiche di Castiglione di Sicilia, che però riserva anche altre sorprese: il comune, grazie alla produzione di un particolare vino dal colore scuro e dal sapore forte, rappresenta una delle più prestigiose tappe dell’itinerario “Strada del Vino dell’Etna”.

Il territorio di Castiglione di Sicilia è anche punto di arrivo e di partenza di diversi itinerari dell’Alcantara ed è proprio qui che si può ammirare una delle cube più importanti della Sicilia orientale: la Cuba di Santa Domenica. Si trova, a un centinaio di metri dal fiume Alcantara, tra sentieri fatti di muretti in pietra lavica, distese di vigneti, uliveti, noccioleti e ruderi di antichi mulini per la macinazione del grano. Fu scoperta da Paolo Orsi nel 1909 e per la sua bellezza architettonica è stata dichiarata monumento nazionale. Costruita in basalto lavico e roccia calcarea, è stata per molti anni riparo per greggi, poi fortunatamente è stata restituita alla fruizione pubblica grazie ad un importante restauro strutturale. Le cube avevano una funzione religiosa, spesso erano annesse a dei monasteri; oggi rappresentano delle tracce materiali della dominazione bizantina in Sicilia, un periodo che durò circa tre secoli, in cui l’isola visse un importante splendore artistico e culturale, in particolar modo nella zona orientale, con capitale Siracusa.

Il termine cuba ha un’ origine incerta ed è stato oggetto di diversi studi: alcuni studiosi sostengono che deriverebbe dal latino cupa (botte); per altri dall’arabo kubbah (fossa, deposito) o qubbah (cupola); per altri ancora deriverebbe dalla forma cubica dell’ edificio. Anche oggi nel dialetto siciliano le chiesette di campagna spesso vengono chiamate cubole. Il territorio dell’Alcantara è ricco di cube, probabilmente per via della particolare posizione geografica: doveva essere un territorio di rifugio per coloro che sfuggivano alle razzie dei popoli giunti dall’Europa centrale o dal Mediterraneo orientale.

Alla Cuba di Santa Domenica si arriva dopo aver superato una serie di labirintici muretti a secco rigorosamente in pietra lavica, di cui lo stesso monumento è circondato. Fu forse abbandonata durante il basso Medioevo quando scoppiò la malaria, oppure a seguito di qualche terremoto. La chiesa all’interno era decorata da bellissimi affreschi, oggi purtroppo andati perduti. Dal punto di vista architettonico presenta una struttura particolare, frutto della mistione di più stili: dagli influssi bizantini si passa a quelli islamici, ma anche normanni, che rendono questa cuba uno dei monumenti più originali del Medioevo siciliano. La costruzione attira da decenni l’ interesse di molti studiosi che cercano di capire i motivi della sua presenza in una posizione isolata al centro della Valle dell’Alcantara e di risalire all’ epoca in cui fu costruita. Un edificio molto interessante e misterioso reso ancora più suggestivo dal contesto naturalistico in cui si trova.