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Fiasconaro

Fiasconaro fra i protagonisti del Summer Fancy Food Show di New York

Si è appena concluso a New York il Summer Fancy Food Show, la Fiera dell’alimentare del Nord America, che ha visto il ritorno dell’Italia con un ruolo di primissimo piano, in qualità di Country Partner. E fra le aziende protagoniste della kermesse si è distinta Fiasconaro, l’eccellenza dolciaria Made in Sicily sempre più apprezzata come ambasciatrice della pasticceria italiana di alta gamma nel mondo. Una vera consacrazione per l’azienda di Castelbuono, che ha presentato una golosa anteprima delle novità di punta per il Natale in arrivo, accogliendo al suo stand illustri personalità, quali: Antonio La Spina, Direttore Ice di New York; Mariangela Zappìa Caillaux, Ambasciatrice italiana negli Stati Uniti; Fabrizio Di Michele, Console Italiano a New York.

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A conclusione della Fiera, nel corso di una cena esclusiva organizzata dall’Associazione dei Cavalieri O.M.R.I. del New Jersey, al Maestro Nicola è stata consegnata la prestigiosa “The Legion of Merit of Italy” da Monsignor Hilary FrancoNunzio Apostolico rappresentante permanente presso le Nazioni Unite, e da Fabrizio ParrulliGenerale C. A. dei Carabinieri rappresentante militare presso le Nazioni Unite a NY. Il riconoscimento gli è stato tributato per “il suo innato ingegno e la sua ormai celebre perseveranza, che saranno sempre una guida nel condiviso sogno di un domani migliore e cristallina ispirazione per chi vive all’estero”, come recitano le parole riportate sulla targa a firma del Presidente Giulio Picolli. 

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“Questo è soprattutto un tributo alla storia imprenditoriale mia e dei miei fratelli, alla vocazione che ci ha sempre spinto, con dedizione e passione, a difendere i valori e la tradizione che rendono unica la favola Fiasconaro nel mondo”, ha commentato il Maestro Nicola subito dopo aver ritirato la targa. “E proprio questo palcoscenico internazionale ha consacrato la nostra azienda come portavoce del settore dolciario nel mondo, con il sostegno e la fiducia delle nostre principali Istituzioni, a partire dall’Ice. Un comparto da difendere con forza, nella sua autenticità e unicità”.

Nata nel 1953 a Castelbuono (PA), nel cuore del parco delle Madonie, oggi l’azienda Fiasconaro, giunta alla terza generazione di Pasticcieri, ha raggiunto un fatturato di oltre 32 milioni di euro ed una presenza in 60 Paesi con una crescita del 20% su tutti i principali mercati: Italia, Canada, Francia, Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda e con un orizzonte strategico rivolto al mercato asiatico.

Il gelato alla manna. I gelati della tradizione siciliana

di Merelinda Staita, foto di Fiasconaro s.r.l.

Finalmente è arrivata la stagione estiva e possiamo tornare ad assaporare i nostri amati gelati tradizionali. Nessuno può resistere alla tentazione dei gelati siciliani preparati artigianalmente con cura e amore.

Il gelato può essere degustato in vari modi: in coppa o in coppetta, nel classico cono o dentro la brioche tipicamente siciliana, e con l’aggiunta di panna per chi la gradisce.

I gelati artigianali siciliani vengono preparati con prodotti della nostra terra e stupiscono per la molteplicità dei gusti a base di frutta di stagione o di frutta secca: pistacchio, nocciola e mandorla.

Inoltre, nella tradizione artigianale anche i gelati al gusto di caffè, stracciatella e zuppa inglese ottengono un buon riscontro da parte dei siciliani e dei turisti che vengono a visitare l’isola.

Ma non è tutto, perché il nostro territorio è fonte di innumerevoli ricchezze e tra queste c’è la manna che viene raccolta tra Castelbuono e Pollina, nel parco delle Madonie.

La manna, utile per le produzioni dolciarie, viene ricavata dai frassini ma non tutti sono produttivi. Proprio per questo motivo la manna delle Madonie è sotto tutela Slow Food.

I frassinicoltori incidono la corteccia del frassino, attraverso uno strumento chiamato mannaruòlu e raschiano quella che rimane sulla corteccia con la rasula. La sostanza di colore azzurrino e di consistenza resinosa esce e viene raccolta. La manna che esce dalla corteccia è considerata di prima scelta, mentre quella raschiata di seconda scelta. Viene lasciata al sole, in modo che possa addensarsi in stalattiti di colore bianco.

La manna viene chiamata “Nettare degli dei, grazie al suo leggero sapore dolciastro. Troviamo il buonissimo gelato alla manna e tanti altri dolci come: i cannoli di manna, i deliziosi biscotti alla manna e il morbidissimo budino di manna.

Il bassissimo contenuto di glucosio e fruttosio rende questi gelati e questi dolci ideali per quanti vogliono stare attenti alla linea.

La manna può anche essere aggiunta all’impasto del pane non solo per agevolarne la lievitazione, ma anche per renderlo più leggero e digeribile. Inoltre, è utilizzata anche nell’industria cosmetica.

Insomma, la nostra Sicilia non smette mai di stupirci e ci offre ingredienti unici per il palato.

foto copertina ritoccata  di

Il fascino senza tempo dei borghi delle Madonie

Articolo di Samuel Tasca Foto di Arianna Di Romano e Vincenzo Di Stefano

Quando l’estate cede il passo all’autunno, le coste iniziano a spogliarsi del loro fascino intriso di acque cristalline e spiagge memorabili. È quello che succede in molte isole, ma per fortuna la Sicilia, mamma amorevole, ha deciso tempo fa di non scontentare nessuno, mettendo a disposizione di tutti gli amanti della bellezza, una variegata offerta di luoghi incantevoli da visitare, spostandoci dal mare verso l’entroterra. È così che decidiamo di accompagnarvi in uno dei paesaggi più suggestivi della nostra isola, dove natura e opera umana si fondono insieme dando vita a uno scenario sospeso nel tempo. Si tratta delle Madonie, altopiani montuosi compresi all’interno dell’area palermitana che, partendo dalla costa tirrenica a Nord, si estendono verso i Nebrodi a Est, spingendosi fino al confine con il Libero Consorzio di Caltanissetta. Popolate da grandi boschi di ciliegi, frassini, querce e castagni, le Madonie accolgono nel loro scenario naturale i cosiddetti “borghi delle Madonie”, una serie di comuni dalla bellezza mozzafiato che si contraddistinguono per il fascino medievale e per i loro panorami.

Partendo quindi da Cefalù, iniziamo il nostro viaggio alla volta del Parco delle Madonie. La nostra prima tappa è Isnello, borgo di quasi millecinquecento abitanti. Qui ammiriamo subito i resti del Castello, eretto dai Bizantini nell’ottavo secolo e posto nella parte più alta della città. Da questo si sviluppò storicamente il borgo che oggi costituisce il comune di Isnello, una città nella quale alzando gli occhi è possibile ammirare la ripida parete della montagna Grotta Grande, che da sempre sorveglia attenta il suo piccolo borgo. È ancora presto, ma apprendiamo che con l’abbassamento delle temperature i tetti spioventi di Isnello si tingeranno di bianco, coperti dalla neve che è solita imbiancare la città creando un paesaggio che richiama i paesi montani del Nord.

Dopo esserci un po’ persi tra le stradine della città, decidiamo di continuare il nostro tour alla volta di Castelbuono. Buono di nome e di fatto, poiché il borgo dà i natali e ospita da generazioni l’azienda Fiasconaro, conosciuta in tutto il mondo per la bontà dei suoi panettoni. Ed è proprio risalendo verso l’ingresso della città che ammiriamo i grandi frassini dalla cui corteccia viene estratta la manna, dolcificante naturale utilizzato non solo nei panettoni, ma nell’intera gastronomia del territorio.


Entrati in città abbiamo subito la sensazione di essere piombati nel tredicesimo secolo, in pieno Medioevo, poiché ci ritroviamo nel cortile del Castello di Castelbuono, appartenuto alla famiglia dei Ventimiglia. Il castello, dalle sue torri, offre ai visitatori una stupenda veduta sulla città e su tutto il territorio circostante. Terminata la visita, varchiamo la porta ancora presente nelle antiche mura che cingevano il perimetro del castello e ci immettiamo nel corso principale della città. Qui si affacciano botteghe, ristoranti e negozi che animano il centro storico del borgo. Attirati dal buon profumo decidiamo, quindi, di concederci un pranzo caratteristico della cucina tipica locale fatta di funghi, arrosti, insaccati e dolci tipici. Sazi e soddisfatti facciamo due chiacchiere con la gente del luogo che ci informa della presenza di un grande festival dalla risonanza internazionale: l’Ypsigrock Festival, che ogni anno in estate attira migliaia di visitatori appassionati di musica indie-alternative rock.

Dopo aver soggiornato a Castelbuono partiamo alla volta di Gangi, proclamato Borgo più Bello d’Italia nel 2014. La città è degna del titolo conquistato e non delude le nostre aspettative: le sue stradine, le sue abitazioni in pietra ci ammaliano lasciandoci a bocca aperta. Si rimane incantati dalla pulizia e dalla bellezza di questa città, lo stesso incanto che qualche anno fa conquistò la fotografa sarda Arianna Di Romano, convincendola a trasferirsi qui. Tra una viuzza e l’altra veniamo rapiti dagli scorci di Sicilia che da qui s’intravedono: ampi panorami e distese, un vero e proprio balcone sulla nostra terra. Due le costruzioni che più spiccano nel centro storico: la Torre Ventimiglia e la Torre Saracena, a fianco alla quale si erge la Chiesa Matrice. Anche qui arte, architettura e natura si mescolano insieme per dar vita a un presepe a cielo aperto.

Il nostro tour volge al termine, bisogna rientrare, ma ci promettiamo di tornare poiché i tesori delle Madonie non sono finiti: restano da visitare altri borghi degni di nota quali Geraci Siculo, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina e altri ancora.
Il fascino di questa terra continua a sorprenderci cambiando ancora una volta i suoi connotati, quasi volendosi adattare allo scorrere delle stagioni, affascinando il turista e anche i suoi figli di Sicilia, intrappolandoli in un vortice di scoperte sensazionali che non ha mai fine, spingendoli di volta in volta a ritornare e a stupirsi ancora.

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Mario Fiasconaro, la sfida della terza generazione Fiasconaro

Articolo di Titti Metrico Foto di Studio Fotografico Di Stefano

Natale è ormai alle porte. La pandemia probabilmente renderà l’atmosfera della festa un po’ meno magica, ma questo sicuramente non ci impedirà di avere sulla tavola il dolce principe del Natale, il panettone e in particolare il panettone che profuma di Sicilia. Da tre generazioni a Castelbuono, un’incantevole cittadina medievale nel cuore del Parco delle Madonie, la famiglia Fiasconaro produce con sapienza artigianale il famoso dolce. Il capostipite di questa famiglia di pasticceri è stato don Mario, che fondò l’attività nel 1953. Allora, in mancanza dei frigoriferi, per realizzare le sue deliziose granite agli agrumi e alle mandorle, don Mario si recava in groppa al mulo a prendere il ghiaccio nelle “niviere” delle Madonie. La passione per la pasticceria venne tramandata ai figli Fausto, Martino e Nicola. Quest’ultimo, con grande umiltà, tra studio, ricerca e curiosità, ha fatto conoscere l’azienda Fiasconaro in tutto il mondo, permettendole di essere premiata da Intesa San Paolo come “Impresa Vincente 2020”.
Una breve narrazione per introdurre l’ultimo rappresentante della tradizione familiare, Mario, nipote dell’omonimo fondatore dell’attività.
A soli ventotto anni Mario Fiasconaro è già un talento della pasticceria Made in Italy.
Ha ricevuto l’attestato di pasticcere presso la Scuola di cucina di alta formazione CAST Alimenti di Brescia. In seguito ha affinato la sua formazione al La Pergola Rome Cavalieri, l’unico ristorante di Roma con tre stelle Michelin, assumendo il ruolo di addetto alla produzione dei dolci. Si è anche recato negli Stati Uniti per un’importante esperienza formativa al Bruno’s Bakery and Restaurant come Pastry Chef.
Dal 2017 è responsabile, nell’azienda di famiglia, della produzione di dolci tipici da ricorrenza, quali panettoni e colombe pasquali al fianco del padre Nicola, pluripremiato Maestro Pasticcere e Cavaliere del lavoro, dal quale ha ereditato una forte vocazione per la pasticceria tradizionale siciliana, per la costante ricerca delle migliori materie prime sul territorio e per le tecniche di preparazione più innovative.
È apparso anche in programmi televisivi come “Detto Fatto” condotto da Caterina Balivo su RAI2 e “Eat Parade” rubrica del TG2 con Bruno Gambacorta. Nonostante ciò Mario è rimasto un ragazzo umile e educato, quasi un giovane d’altri tempi. Scopriamo qualcosa di più.

Cosa ti appassiona?
«La mia passione più grande sono i dolci ovviamente, il mondo della pasticceria. Mi capita di trovarmi solo in laboratorio, quello è per me un momento in cui provo nuove ricette, sperimento nuove combinazioni e mi cimento nel realizzare dolci che solitamente non faccio, ma che immagino possano soddisfare i palati più esigenti. Nel tempo libero mi piace viaggiare, conoscere nuovi luoghi, scoprire culture e tradizioni».

Che cosa significa per te essere un Fiasconaro?
«Una grande responsabilità! Portare il nome di mio nonno m’inorgoglisce e mi spinge a fare sempre del mio meglio, come persona e come professionista. Lui era un uomo di forte personalità che ha saputo trasmettere ai suoi figli e a noi nipoti valori importanti, sia in ambito lavorativo sia nella vita di tutti i giorni. Il rispetto verso le persone e verso le materie prime, l’onestà e l’umiltà. Tutti principi che l’azienda ha sempre cercato di trasmettere ai propri collaboratori per crescere insieme e perseguire gli stessi obiettivi».

Hai mai pensato di lasciare la Sicilia?
«Andare via dalla Sicilia per un giovane come me che ha voglia di imparare, ha fame di conoscere è di fondamentale importanza. Andare via sì, per poi ritornare con tutto il bagaglio di esperienze e di informazioni che permettono di realizzare ciò in cui più si crede, cercando di adattare il proprio progetto alla realtà in cui si vive. Questo è un consiglio che mi sento di dare ai giovani».

Progetti per il futuro?
«L’azienda Fiasconaro sta investendo in nuovi progetti come il nuovo HUB agroalimentare, che prevede l’ampliamento del sito produttivo e l’incremento di nuove tipologie di prodotti lievitati da forno. Questa nuova avventura mi coinvolge in prima persona per la ricerca e lo sviluppo di prodotti nuovi che speriamo di poter lanciare presto sui mercati italiani e non solo».

Qual è il panettone che più ti rappresenta?
«Il panettone tradizionale è il panettone per antonomasia, il vero gusto della tradizione, il dolce lievitato da ricorrenza riconosciuto nel mondo. La nostra produzione è variegata e siamo alla continua ricerca di nuovi gusti per cercare di soddisfare e conquistare i palati più esigenti, ma non bisogna mai dimenticare il gusto della tradizione, l’originale».

Ecco alcuni dei riconoscimenti ricevuti da Mario:
Nuove Generazioni, la tradizione che si tramanda, VII edizione della Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro 2015 a Roma;
Premio Castelbuono Giovani emergenti 2018;
Giovani di Best in Sicily 2019 a Catania;
Medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Cucina 2020 a Stoccarda come Pastry Chef del Culinary Team Palermo.