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Elisa Bonacini, la rivoluzionaria della cultura

Articolo di Omar Gelsomino,  Foto di Gianni Polizzi

Assegnista di ricerca all’Università di Catania, archeologo e consulente per la comunicazione. Al suo attivo Elisa Bonacini vanta diverse pubblicazioni riguardanti i beni archeologici e non solo, all’archeologia ha aggiunto la passione per la comunicazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile a tutti. Lei ama definirsi come «Una rivoluzionaria che ama i processi partecipati di democratizzazione culturale, che usa il digitale e i social media come “grimaldello” contro i sistemi ingessati. Un’archeologa non più “praticante”, ma quella disciplina regola il mio operato».

Una passione per i beni culturali che in realtà «Non ha una data di nascita: i concetti di tutela e valorizzazione mi scorrono nel sangue. All’archeologia si è aggiunta la passione della comunicazione: ho svecchiato i miei studi attraverso una seconda laurea, un dottorato, un biennio da assegnista di ricerca, attivando processi virtuosi come #InvasioniDigitali e izi.TRAVEL per promuovere il patrimonio culturale della Sicilia, terra dove sono felice, nonostante le difficoltà, d’essere rimasta per contribuire a migliorarla».

Nonostante le difficoltà conviene continuare a spendersi in questo settore perché «Non farlo significa arrendersi e distruggere quanto ereditato. La Convenzione di Faro dice che siamo una comunità di eredità, con un ruolo attivo nel riconoscere i valori di questo patrimonio e l’obbligo morale, civile e sociale di trasmetterlo alle future generazioni». Elisa Bonacini nelle sue pubblicazioni spiega quanto siano importanti internet ed alcune applicazioni «Nel volume del 2012 La visibilità sul web del patrimonio culturale siciliano ne analizzavo il quadro desolante. Aspettiamo ancora il progetto MuSiVi commissionato a Sicilia e-Servizi, senza vederne traccia. Se rimangono sul web “relitti digitali”, la qualità della comunicazione è migliorata grazie ai social media: basti pensare al Museo “Antonino Salinas” di Palermo, brand riconosciuto di qualità della comunicazione.  Oggi c’è il progetto Sicilia Beni Culturali su izi.TRAVEL, che rilancio come #iziTRAVELSicilia: un “processo” unico al mondo per scala (regionale), portata (centinaia di persone), risultati raggiunti (oltre 80 audioguide multimediali), un’esperienza collettiva e partecipata di valorizzazione del patrimonio comune, attraverso questa piattaforma globale, che consente di scoprire i luoghi della cultura via web e via app, attraverso guide museali e itinerari multimediali gratuiti. Grazie a una Convenzione fra il Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e l’Università di Catania e al sostegno di izi.TRAVEL, ho coinvolto direttori di musei, poli e parchi, Reti museali, Comuni, Associazioni culturali, studenti di ogni ordine e grado, anche degli Atenei di Catania, Palermo e persino Macerata. In modo partecipato, democratico e corale, tutti insieme “Ciceroni digitali” stiamo colmando il gap della comunicazione e valorizzazione del nostro patrimonio. Le voci sono quelle di chi lo vive, lo cura, lo conosce e vuole trasmetterli. Sulla stessa piattaforma sono presenti, senza distinzione di proprietà e grandezza, musei e itinerari differenziati sul territorio».

Numerose e apprezzatissime per i contributi culturali sono le sue ricerche «Ho pubblicato svariati articoli e 6 monografie, fra cui anche Il museo contemporaneo, fra tradizione, marketing e nuove tecnologie; Nuove tecnologie per la fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale (2011); Dal Web alla App (2014). Ho curato alcuni progetti, come quello pilota su Google per il Museo Archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa e un catalogo multimediale dell’Etna di prossimo lancio, entrambi realizzati dal fotografo Gianfranco Guccione di AirWorks, presentati in sedi internazionali come Bangkok e Pechino. Qui il tradizionale virtual tour è aumentato da contenuti aggiuntivi, testi, video, virtual tour di oggetti a 360° o aerei. Dal 2013 sono Ambassador per la Sicilia delle #InvasionIDigitali, progetto cui ho partecipato sin dalla stesura del Manifesto. Il “termometro” della voglia di cambiamento sono state proprio le #InvasioniDigitali, 160 in tutta la regione: la mentalità è cambiata lì, invadendo i musei con smartphone e tablet per condividere le foto sui social promuovendo con un tag il nostro patrimonio».

Elisa Bonacini ci anticipa anche i suoi progetti futuri «Sono coinvolta nel progetto “Scuola e Comunicazione per i Siti UNESCO della Sicilia” del CRICD di Palermo, che si concluderà a giugno 2018, ma il mio sogno è che questo processo non si interrompa. Purtroppo le dotazioni economiche dell’Università non hanno consentito il rinnovo dell’assegno. Il mio impegno scadrebbe a fine aprile 2017, ma ho chiesto una proroga al Dipartimento Regionale del ruolo di coordinatore del progetto, sperando di trovare chi finanzi ancora questo grande processo partecipato».

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Il developer agrigentino famoso nel mondo

di Omar Gelsomino  Foto di Rosario Bevilacqua

Creare delle app partendo dalle proprie esigenze personali. È questo il leitmotiv che muove ogni sua creazione per nuove applicazioni per smartphone e pc. Lui è Fulvio Scichilone, un ventiseienne agrigentino, ex studente di ingegneria informatica ed oggi uno dei più bravi developers, cioè sviluppatori per dispositivi della Apple, che da anni crea delle applicazioni per App Store che riscuotono tantissimo successo in tutto il mondo.

“Sin da piccolo ho avuto la passione per l’informatica, – dichiara Fulvio Scichilone -. Dopo essermi iscritto alla Facoltà di Ingegneria informatica capii sin da subito che avrei ottenuto il classico risultato. Per aprirmi nuovi orizzonti e rendermi conto che se c’è la possibilità di fare oggi una cosa è meglio non perdere tempo, piuttosto che rinviarla,  mi è bastato seguire un workshop ed imparare da autodidatta”.

Le sue applicazioni sono innumerevoli: da IDrummer Pro, un simulatore di batteria per iPhone, a Reflex Camera, un’applicazione che trasforma cellulari e tablet in una vera e propria macchina fotografica professionale (la più scaricata in Italia, fra le prime cinque in Europa e Giappone e ad oggi è in prima posizione in India, Indonesia e Messico) già evoluta e adattata al formato Raw risultando l’app più scaricata nel 2016 in due paesi del mondo; da Dog Walking, utile a monitorare le condizioni di salute, le attività sportive e i luoghi visitati con il proprio amico a quattro zampe al suo terzo videogioco “Save Mars”, a tema spaziale, gratuito per Iphone ed Ipad.

“L’idea per ogni nuova applicazione – continua Fulvio Scichilone – si basa su due principi fondamentali: quando ho bisogno di un affermativo e non trovo nulla che sia utile per le mie esigenze lavorative, di svago ed i miei hobbies comincio a fare una ricerca di mercato per verificare se ci sono dei possibili concorrenti e delle alternative e parto con lo sviluppo. fondamentalmente parte da un mio bisogno e poi costruisco l’idea”. Ovviamente le idee non gli mancano e di continua ne elabora diverse lanciandosi in nuovi progetti riguardanti la “realtà aumentata” e la valorizzazione del suo territorio. “Agrigento City – spiega Fulvio Scichilone – è un’app gratuita valida per Iphone e Android e sviluppata in maniera autonoma, in cui sono state caricate tutte le informazioni sulla mia città, i punti di interesse con fotografie e descrizioni bilingue, con un navigatore interno che ti porta nel punto desiderato, aggiornata in base agli eventi e alle proposte dei locali, insomma un modo per semplificare la vita non solo ai cittadini agrigentini ma anche ai turisti che, in tempo reale, sono continuamente informati”.

L’ultima arrivata è Logomatic, uscita a settembre, consente di creare un proprio logo oppure importare un’immagine all’interno dell’app, inserendo una filigrana o il copyright in una o più foto prima che siano pubblicate, quindi in un solo passaggio è possibile avere il proprio logo sulle foto. Un’app che va a completare la suite di Reflex Camera, ma che si trova anche singolarmente. E tra i suoi progetti futuri Fulvio Scichilone ha quelli di “espandere Agrigento City e farla diventare una vera e propria start up in modo da far crescere il turismo, rendendo fruibili non solo la Valle dei Templi ma tutto il nostro patrimonio culturale, facilitare l’accesso informatico a tutte le strutture locali senza dover ricorrere a siti privati con investimenti cospicui e rendere Agrigento più smart e gratuita, poiché non è necessario spendere somme eccessive per avere dei servizi. Amo la mia terra e preferisco vivere qui facendo ciò che più mi piace”.