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Una vita da fiaba: Domenica 31 Luglio ad Acireale la XIV edizione dello spettacolo che tra musica, danza e sfilata di moda premia il talento e l’impegno sociale

di Patrizia Rubino

“Una vita da fiaba” è il suggestivo titolo della manifestazione, giunta quest’anno alla sua XIV edizione, organizzata da L.I.F.E. Onlus, l’associazione che da oltre vent’anni s’impegna per migliorare la qualità della vita di persone con disabilità o che vivono in situazione di disagio, attraverso lo sport o con molteplici iniziative di carattere sociale.

La serata, che si terrà domenica 31 luglio alle 20,30 ad Acireale, nella magnifica cornice della piazza del Duomo, rientra nel cartellone estivo del Comune e sarà presentata da Emanuele Bettino insieme a Martino Florio e Agata Giudice, rispettivamente presidente e vicepresidente e responsabile settore danza di L.I.F.E onlus. Uno spettacolo vibrante e ad alto tasso di emozioni tra danza, performance teatrali, sfilata di moda e premiazioni. «Si tratta di un’iniziativa – spiega Martino Florio – nata per raccontare e omaggiare sia atleti che con grandissimo sacrificio e dedizione sono riusciti a raggiungere importanti traguardi nello sport, sia chi si è distinto per il suo impegno con opere ed iniziative tese ad abbattere le barriere fisiche e culturali che ancora oggi – aggiunge – limitano l’integrazione e la partecipazione nella vita sociale, di coloro che a prescindere dalle difficoltà vogliono con forza essere protagonisti della propria vita. Quest’anno premieremo atleti olimpici e paralimpici».

agata giudice che danza

Testimonianze, riflessioni e messaggi importanti che passeranno accompagnati da gioia, leggerezza e tanto divertimento. Promette grandissime emozioni l’esibizione di danza, in apertura di serata, di Agata Giudice e Roberto Finocchiaro del RoNart Ballet. Gli straordinari ballerini al ritmo di una travolgente salsa, dimostreranno che non esistono limiti e barriere, quando c’è passione e determinazione. Ad impreziosire lo spettacolo, inoltre, anche un pezzo tratto dalla commedia inclusiva “Rosso, la bottega dei bottoni”, a cura dell’associazione Guardastelle, in cui i giovani attori raccontano il valore della diversità, dell’accoglienza e della solidarietà come tanti bottoni di forme e colori differenti legati da un immaginario filo rosso, che altro non è che il sentimento che unisce sempre e comunque, gli esseri umani.

Grande attesa per il momento: “La bellezza non ha barriere. Tutti in passerella”, tra gli entusiasti modelli per una sera anche i ragazzi dell’associazione LIFE, che sfileranno con abiti casual, ma anche d’alta e moda e da cerimonia. Spazio anche al cabaret con Carlo Kaneba e alla musica con il cantante Nema e il sassofonista Cristiano Giardini.

Una vita da fiaba 2022

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57ª EDIZIONE DEL PREMIO ACI E GALATEA “FORIERI DI TALENTO”

Torna in piazza Duomo ad Acireale (CT) la serata di gala del PREMIO ACI E GALATEA giunto alla 57ª edizione

Sabato 16 luglio, nello splendido scenario barocco del centro urbano, verrà celebrato il Premio di Acireale ai Siciliani.

Un evento a cura della NoèComTraining del Dott. Salvo Noè e patrocinato dal Comune di Acireale e dalla Fondazione Carnevale di Acireale. Verranno puntati i riflettori sui “nostri” talenti incoraggiando i giovani a credere nelle loro potenzialità. Alla serata di gala saranno infatti presenti alcune scuole della città etnea e in particolare il liceo artistico “F. Brunelleschi”, che porterà sul palco una sfilata di abiti realizzati dagli stessi studenti.

Un Premio, organizzato per la prima volta nel 1965 dal Presidente del Cine foto club “Galatea” Salvatore Consoli che per moltissimi anni se n’è occupato nutrendolo con non pochi sacrifici e facendolo crescere sano e forte, e che il poeta, grecista e critico letterario Francesco Guglielmino avrebbe inserito tra i fiori spontanei che crescono “cantu cantu di li strati, ammenzu di li petri e li ruvetti, sutta l’irvuzza tennira ammucchiati”. Li si può impunemente calpestare ma non ignorare.

Un Premio che si distingue, tra i tanti che affollano i palcoscenici estivi dell’Isola, per le idee che diventano patrimonio comune. Sta proprio qui la chiave del successo della manifestazione. Molte le sue peculiarità, come quella di aver rifuggito dalle banalità, di non prevedere gettoni di presenza, di non avere padrini o secondi fini se non quelli di enfatizzare le eccellenze siciliane.

Svelati i nomi dei premiati d’eccezione nell’edizione 2022: la scrittrice Catena Fiorello; il giornalista e inviato del Tg1 Giuseppe La Venia; il giornalista Pietrangelo Buttafuoco; l’attore Totò Cascio, indimenticabile protagonista di Nuovo cinema Paradiso. Sono solo le ultime, in ordine cronologico, delle eminenti personalità della letteratura, del giornalismo, del cinema, del teatro, della musica, dello sport, che figurano nell’albo d’ro: un significativo elenco di oltre duecentocinquanta nominativi, che ricorda come la Sicilia sia anche e soprattutto una terra di spiriti eccelsi che la promuovono, ai quali Acireale esprime con questo Premio un tributo di riconoscenza.

premio aci e galatea

Durante la serata della 57ª edizione del Premio Aci e Galatea “Forieri di talento”, interamente dedicata alla pace nel mondo su diretta benedizione di PAPA FRANCESCO e presentata dall’impeccabile Ruggero Sardo, verrà premiata anche la start-up ragusana Reiwa Engine (robotica e intelligenza artificiale), per incoraggiare coloro che mettono in campo le proprie competenze per sviluppare impresa.

Uno degli obiettivi più importanti della gestione del Dott. Salvo Noè, da quando ha preso le redini della manifestazione, è infatti incentivare i giovani a credere maggiormente nelle proprie capacità, focalizzandosi sull’aspetto educativo della nuova generazione. A tal proposito, da alcuni anni è stato istituito un riconoscimento ad hoc proprio per i ragazzi talentuosi, a sottolineare come il Premio Aci e Galatea possa diventare anche un’occasione per spingere i giovani a credere in sé stessi e a coltivare al meglio le loro passioni e il loro talento.

Talento che viene ulteriormente declinato in “LIBRARCI – INCONTRANDO CHI SCRIVE”, la manifestazione letteraria con lo scopo di fare riscoprire il piacere per la lettura e il racconto. Anche quest’anno, per la seconda edizione, due ospiti d’eccezione. Catena Fiorello presenterà il suo ultimo libro “I cannoli di Marites” edito da Giunti e Totò Cascio con il libro “La gloria e la prova” edito da Baldini+Castoldi.

Moderata dal Dott. Salvo Noè, la presentazione si svolgerà sabato 16 luglio alle ore 18.00, presso il giardino di “Mirto”, il nuovo spazio eventi nel centro storico di Acireale, in corso Umberto, 82.

A seguire, l’appuntamento con la 57ª edizione del PREMIO ACI E GALATEA “FORIERI DI TALENTO”. Sabato 16 luglio, oltre all’evento che si svolgerà a partire dalle 20.30 in piazza Duomo, la serata sarà interamente ripresa televisivamente e trasmessa in differita su Video Mediterraneo e sui social network.

Info e contatti

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Il presepe settecentesco di Acireale: un capolavoro da scoprire e ammirare

Di Patrizia Rubino

Tra i riti e le consuetudini del Natale c’è anche la visita ai presepi artistici che, da tradizione antichissima, sono presenti un po’ ovunque in Sicilia. Ad Acireale, in provincia di Catania, nella Chiesetta di Santa Maria della Neve, situata lungo la strada che collega la cittadina barocca alle frazioni sul mare, è custodito un presepe davvero speciale, un gioiello di grande valore artistico e culturale.

Una scena suggestiva si presenta non appena si varca l’ingresso della chiesa: una grotta naturale a scorrimento lavico fa da cornice ad un presepe molto antico e assolutamente fuori dal comune: il “Presepio Settecentesco”. Le 34 statue che lo popolano sono tutte a grandezza naturale, con i volti finemente realizzati in cera e i corpi in legno. L’ambientazione è molto curata, attorno alla Sacra Famiglia ci sono i pastori e i contadini con i loro umili doni. I loro abiti e gli oggetti sulla scena si rifanno alla tradizione popolare siciliana di metà del Settecento e dell’Ottocento. Sontuosi, invece, nei loro preziosi costumi i tre Re Magi, che colpiscono per la profondità dello sguardo in contemplazione.

All’interno della chiesetta si trova anche un pregevole dipinto della Natività realizzato dall’artista Vito D’Anna, il più importante esponente del Rococò siciliano. Il sito dal dicembre del 2017 è gestito dall’associazione “Presepe Settecentesco di Acireale”, con Paola Riccioli e Giuliana Pistarà, rispettivamente presidente e vice presidente, fortemente impegnate nella valorizzazione e promozione del presepe durante tutto l’anno. «L’idea di intraprendere questa meravigliosa avventura – spiega Paola Riccioli – è nata in seguito alla visita ai presepi artistici di via San Gregorio Armeno a Napoli, veri e propri capolavori in mostra tutto l’anno. Da lì il pensiero è andato al nostro presepe della grotta che per rilevanza artistica, storica e culturale merita di essere ammirato a prescindere dalle festività natalizie. Ci siamo rimboccate le maniche – continua – e abbiamo innanzitutto reso fruibile l’intero sito e avviato un’intensa campagna di promozione che ha portato ad un aumento considerevole di visitatori. Ma la nostra più grande soddisfazione è quella di avere reso viva e palpitante la nostra straordinaria grotta, ad oggi, la realizzazione al suo interno di oltre 40 tra spettacoli ed eventi a carattere culturale e sociale, che hanno riscosso grande partecipazione, in cui sono stati coinvolti artisti e intellettuali entusiasti di una cornice così incantevole. Il ricavato di queste iniziative è sempre utilizzato per far fronte ai costi, molto onerosi, di manutenzione e restauro del sito e del presepe».

 Un cenno merita anche la storia della genesi del presepe nella grotta. «Il presepe fu allestito per la prima volta nel 1752 – racconta Giuliana Pistarà – ma le sue origini risalgono a circa dieci anni prima, quando Don Mariano e altri confratelli rientrando da un pellegrinaggio per ripararsi da un temporale si rifugiarono in un anfratto lavico, nel bosco di Aci, che si diceva fosse infestato dai demoni, ma in realtà era il rifugio di briganti. Il sacerdote non appena entrò nella grotta provò con stupore una grande sensazione di quiete e beatitudine e pertanto decise in seguito di fare allestire in quello che divenne poi un luogo di culto, un presepe molto originale. L’opera nel tempo fu realizzata da artisti locali specializzati nella lavorazione della cera e del legno».

Arrivato ai giorni nostri dopo alcuni restauri, nel 1979 la Sovraintendenza ai Beni Culturali di Catania, stabilì che il presepe della grotta nella Chiesa di Santa Maria della Neve, restasse allestito in maniera permanente, per evitare eventuali danneggiamenti negli spostamenti. «Il sito – afferma in conclusione Paola Riccioli – è una preziosa testimonianza delle radici della nostra comunità, da vivere, tutelare e custodire anche per le generazioni che verranno».

Informazioni e iniziative sono disponibili sulla pagina Facebook “Presepe Settecentesco di Acireale”.

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Il Carnevale dei fiori di Acireale

Articolo di Eleonora Bufalino   Foto di Enrico Coco

Un’ esplosione di gioia per grandi e piccini, il Carnevale di Acireale è famoso in tutta la Sicilia ed oltre. L’arte di realizzare opere in cartapesta su carri che sfilano per le vie della città è antica e ad oggi è un’attrazione divenuta tradizione e impronta culturale di Acireale, nel periodo che precede la Quaresima. Ogni strada e piazza della città delle “cento campane” in quel periodo dell’anno si trasforma in un tripudio di colori e le giornate sono arricchite da spettacoli, giocolieri, allestimenti realizzati da artisti e privati. Come una sorta di sospensione dalla realtà che poi ci riporta puntualmente coi piedi per terra, il Carnevale rappresenta un momento di svago e divertimento per ognuno; e così, indossando una maschera ci si allontana per qualche istante verso mondi liberi e inesplorati, fatti di risa, coriandoli e pensieri leggeri.

Da qualche anno, inoltre, la città realizza anche il “Carnevale dei Fiori”, in onore della primavera e della rinascita che porta con sé. I consueti carri sono addobbati con fiori coloratissimi, principalmente garofani, e su di essi vengono messe in scena delle vere e proprie opere d’arte con dei significati allegorici di forte spessore, che inducono gli occhi dei visitatori alla riflessione. Per farci raccontare come avverrà la festa in un momento così particolare, abbiamo sentito Valeria Castorina, Consigliere d’Amministrazione della Fondazione “Carnevale Acireale”, l’ente preposto a programmare e realizzare entrambe le manifestazioni. Dunque abbiamo appreso che l’edizione 2021 è dedicata al mito di Dante, dal momento che quest’anno ricorrono i 700 anni dalla sua morte. I festeggiamenti si apriranno giorno 25 marzo con la lettura del “Preludio” e dei 33 canti della “Divina Commedia” sulle scalinate del Municipio, nella scenografica piazza centrale, a cura di un esperto di drammatizzazione. La festa, grazie anche al contributo del Comune e delle quattro Associazioni dei Carristi, entrerà nel vivo il 24 aprile fino al 2 maggio, con una serie di eventi dedicati al padre della lingua italiana.

«Nonostante la difficoltà del momento che stiamo vivendo, saremo sotto i riflettori – dichiara Valeria Castorina – le radio e la tv saranno presenti durante le manifestazioni e abbiamo stretto un Protocollo d’Intesa con la Società Dante Alighieri di Roma. Siamo gli unici in Sicilia a realizzare delle opere in cartapesta, e ora anche infiorate, di questa portata». L’ entusiasmo e la voglia di fare sempre meglio sono la molla trainante, così come l’aiuto di tutta la comunità, orgogliosa del Carnevale che rende nota Acireale in tutta l’isola e oltre. Ma l’aiuto più prezioso arriva indubbiamente anche dall’Associazione culturale “Coriandolata”, nata quattro anni fa. Un’associazione internazionale di Arti Effimere che ha il grande pregio di comporre opere da coriandoli e sabbia vulcanica e assemblarli con apposita tecnica. La particolarità del loro lavoro è l’utilizzo esclusivo di materiali della tradizione acese, ovvero i coriandoli monocromatici e appunto la sabbia vulcanica del territorio etneo, che insieme esaltano le sfumature dei coriandoli stessi. L’Associazione partecipa a manifestazioni nazionali e di più largo respiro internazionale e s’impegna anche nell’organizzazione di laboratori didattici allo scopo di formare nuove figure professionali che possano tramandare la loro arte in futuro.

La città di Acireale non è solo una perla che si affaccia sul cristallino Mar Mediterraneo; tra i campanili delle sue maestose chiese vi è molto di più. C’ è l’energia e il sacrificio di intere generazioni dedite a una passione che si è trasformata nella punta di diamante di uno dei luoghi siciliani di per sé già incantevoli. Vale la pena visitare Acireale e ancor di più in quei momenti dell’anno in cui si trasforma in una frenesia ricca di suoni e colori carnevaleschi. E la festa dei fiori, che questa primavera diverrà esaltazione del mito dantesco, ne rappresenta un ulteriore tassello di ricchezza culturale.

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La Timpa di Acireale – Un gioiello naturalistico da esplorare e salvaguardare

di Patrizia Rubino

É una scarpata lavica che si staglia sulla costa di Acireale, in provincia di Catania, creando un abbagliante contrasto visivo tra il nero della pietra vulcanica e l’azzurro intenso del mare, “la Timpa di Acireale” paesaggisticamente rappresenta una fra le più importanti e suggestive testimonianze del territorio costiero della provincia etnea, ma sono le sue stratificazioni laviche, che raccontano i diversi periodi eruttivi del vulcano, a renderla unica e custode della storia geovulcanica della nostra isola. Al suo interno si possono ammirare caverne naturali, coste a insenatura e a strapiombo sul mare e piccole spiagge ciottolose con numerose sorgenti.

Particolarmente suggestivi gli alti colonnati basaltici, formati attraverso un processo di cristallizzazione della lava a contatto con l’acqua. Nella sua fitta vegetazione trovano rifugio rapaci, piccoli mammiferi, diversi rettili e numerose specie d’invertebrati.

Nonostante il suo alto valore geologico e faunistico, la sua preziosa vegetazione, la Timpa di Acireale è stata dichiarata Riserva naturale orientata soltanto nell’aprile del 1999. Quest’area protetta si estende su circa 8 km e ricade interamente nel territorio del comune di Acireale, tra le frazioni di Capomulini e Santa Maria Ammalati, la sua gestione è affidata al Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali, ma nei fatti la promozione, valorizzazione e tutela di questa straordinaria area protetta si deve all’opera meritoria dei volontari di Legambiente Acireale. «Il nostro impegno – spiega Sarah Leonardi, presidente di Legambiente Acireale – per restituire dignità e prestigio ad un sito tanto straordinario, ma non adeguatamente tutelato e valorizzato, parte da molto lontano nel tempo. Siamo molto orgogliosi di aver realizzato il sito internet www.riservalatimpa.it con i contenuti in cinque lingue e soprattutto di aver ridato nuova vita al Centro Visite della Riserva, con l’ampliamento e l’intensificazione delle attività e dei servizi di promozione turistica».

Ci si può addentrare all’interno della Timpa attraverso i suoi incantevoli sentieri Acquegrandi, Gazzena, Vecchio tracciato ferroviario, guidati dai volontari e dai giovani del Servizio Civile impegnati in Legambiente, che appositamente formati, ne forniscono le informazioni storiche e paesaggistiche. Particolarmente suggestivo è poi il sentiero Chiazzetta, percorrendolo ci s’imbatte nella “Fortezza del Tocco”, un bastione edificato nella prima metà del XVII, durante la dominazione spagnola, dal quale si sparavano colpi di cannone al fine di avvertire la popolazione acese delle incursioni dei pirati.

Oggi la Fortezza è la sede del Centro Visite della Timpa. «Abbiamo reso La Fortezza del Tocco il cuore pulsante della Riserva – sostiene Sarah Leonardi – oltre ad essere il punto informativo per i turisti è anche sede di eventi culturali, incontri, mostre e mercatini che hanno riscosso grande interesse e partecipazione. Stiamo lavorando, inoltre, per potenziare la nostra azione, entro la prossima estate, infatti, grazie ad un progetto finanziato dal Dipartimento delle Politiche Giovanili, realizzeremo il primo Centro di Educazione Ambientale della provincia di Catania, all’interno di un’ex scuola elementare di Acireale, aperto alle scuole e a tutta la comunità. Da qui sarà possibile realizzare tutta una serie d’iniziative didattico-formative, incontri, laboratori, seminari e tutto quanto potrà essere utile per promuovere una maggiore sensibilità verso le tematiche di sostenibilità e il rispetto e la salvaguardia del territorio. La nostra Timpa è un luogo ricchissimo di vita ma estremamente fragile – sostiene Leonardi in conclusione – un’ educazione ambientale permanente potrebbe ridurre, attraverso mirate e condivise azioni di prevenzione, le cosiddette e periodiche emergenze ambientali, come gli incendi estivi o i rischi idrogeologici che ne minano fortemente la biodiversità e di conseguenza il suo straordinario patrimonio naturalistico».

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Acireale, candidata tra le Città Tardo Barocche

Articolo di Angelo Barone   Foto di Fabio Consoli

La Città di Acireale ancora una volta si pone l’obiettivo di ampliare l’offerta culturale del “Tardo Barocco” in sinergia con le città inserite dall’Unesco nella World Heritage List.

Il primo passo importante si è compiuto a Noto, il 31 gennaio scorso, dove preso atto della volontà delle Città di Acireale, Ispica e Mazzarino di avviare l’iter per l’inserimento nella World Heritage List delle “Città Tardo-Barocche del Val di Noto” è stato firmato un importante documento dai sindaci delle otto Città (Noto, Catania, Ragusa, Caltagirone, Militello in Val di Catania, Modica, Palazzolo Acreide, Scicli), per l’allargamento del sito, condividendone le motivazioni dirette a completare l’itinerario storico e architettonico.

Il centro storico è il nucleo pulsante di Acireale, sulla piazza Duomo si affacciano gli edifici più rappresentativi: la Cattedrale, a pochi passi la Basilica di San Sebastiano, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo del Comune e il Palazzo Modò. Attraverso Acireale Living Lab, un laboratorio innovativo per la promozione dei beni culturali e la fruizione turistica della città realizzato dall’Associazione Ingegneri e Architetti Acesi in sinergia con l’Istituto per i Beni Culturali e Monumentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche, potete fare un tour virtuale, visitando la città e i suoi monumenti, le frazioni marinare lungo la Riserva Naturale della Timpa, assistere al Carnevale e alla preparazione della granita artigianale De.CO, figlia della tradizione secolare dei nevaroli. Preparatevi per godere di una visita vera che, appena possibile, vi invito a fare.

Qui il Mito, con la tragica storia d’amore tra Aci e Galatea, ha caratterizzato la toponomastica dei luoghi, e la cultura anima la vita sociale. Nel 1671, su richiesta del vicario del clero acese Sac. Giuseppe Cavallaro, il Vescovo di Catania Mons. Michelangelo Bonadies istituì l’Accademia degli Zelanti che continua a svolgere un ruolo importante nella città e oggi dopo varie fusioni con il nome di Accademia di Scienze Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici è la più antica accademia siciliana.

Nella preparazione del dossier da presentare alla commissione Unesco e nel far condividere il progetto a tutta la comunità, l’Amministrazione lavora con la Diocesi, come spiega Sonia Abbotto, presidente del Consiglio Comunale di Acireale, «Se si vuole condividere un bene, bisogna attribuirgli un valore. Le azioni che l’amministrazione acese, porrà in essere, in sinergia con la Diocesi, saranno concentrate per far crescere nella propria comunità la consapevolezza della valorizzazione del proprio patrimonio. Mettere in “rete” un’offerta culturale più ampia serve per evitare il lento processo di “perdita di valore” che le nostre comunità stanno subendo in termini di perdite anagrafiche e di valore del patrimonio immobiliare e naturale, e contrastare quel lento processo di desertificazione che sta minando sempre di più il territorio siciliano. Per noi la “non cristallizzazione” attraverso i confini puramente cittadini significa rafforzare la cultura della pace e della scienza. Acireale diventerebbe così il volano di questi valori: il suo immenso patrimonio architettonico settecentesco non sarebbe solo figlio del disastroso terremoto del 1693, ma genitore di una “ricostruzione” vivificante all’insegna del Barocco in un periodo, pesantemente provato dalla pandemia Covid – 19, in cui il crollo di ogni certezza potrebbe indurci all’abbandono della bellezza».

Non è la prima volta che Acireale tenta di ottenere questo prestigioso riconoscimento e sono ancora attuali le parole del Dott. Giuseppe Contarino, già presidente dell’Accademia degli Zelanti e autore di una bella pubblicazione sul barocco acese, che in un convegno del 2004 ebbe a dire «Se riusciremo a creare una presa di coscienza forte, un entusiasmo condiviso, una corresponsabilità di tutti il passo più importante è già stato compiuto e il riconoscimento dell’Unesco potrà tardare, ma non potrà mancare».

 

Casa prima

Cartera Aetna, un patrimonio da salvare

 

Articolo di Omar Gelsomino   Foto di Sergio Rotondi

A Piano D’Api, una frazione di Acireale, c’è una storia da raccontare. Una storia fatta di amore, passione e voglia di riscatto. A maggior ragione da quando il terremoto di Santo Stefano ha sconvolto, non poco, la realtà e le vite dei suoi abitanti. Parliamo della Cartera Aetna, una piccola cartiera in cui la lavorazione della carta viene fatta da sapienti mani, secondo vecchi procedimenti, che è andata distrutta. 

«Sono un figlio d’arte – dichiara Stefano Conti -. Mio padre (Franco, ndr), nato a Fabriano, nella patria della carta, venne in Sicilia nei primi anni ’60 e lavorò come direttore di stabilimento in varie industrie cartarie sul litorale jonico, prima di dedicarsi allo sviluppo delle carte speciali fatte a mano e creare una prima cartiera nel 1974 e poi nel 1990 si spostò in questo casale. Sin dalla mia infanzia, ho sempre vissuto tra i fogli e i miei più antichi ricordi sono sempre associati a questo mondo fatto di carta. Mio padre è morto quasi sette anni fa e da allora continuo il nostro lavoro. Per me è stata una naturale conseguenza vivere di carta, non è neanche un lavoro ma un modo di vivere, credo che non riuscirei a fare nessun’altra cosa perché ho sempre fatto solo questo. Il mio modo di produrre la carta riprende quello utilizzato dagli arabi 1.000 anni fa e ancor prima di loro dai cinesi 2.000 anni fa, unendo la tradizione all’ausilio di qualche macchinario più moderno – continua Conti -.

Adopero come materie prime soltanto pura cellulosa di cotone, acqua delle falde dell’Etna, che ha una composizione particolarmente adatta alla produzione di carte di pregio, e un giusto dosaggio di colle e pigmenti naturali, che danno alle mie carte delle caratteristiche uniche. Il differente dosaggio di questi “ingredienti” mi consente di realizzare varie tipologie di carta adatte a tutti i tipi di interventi artistici: acquerello, incisione d’arte, disegno, edizione d’arte, stampa fotografica, ecc. La produzione a mano mi permette facilmente di creare fogli di diversi formati, dimensioni e grammature difficili da reperire altrove, come ad esempio 1,10 mx1,70m, oppure 2mx3m.

La mia cartiera è sempre stata un punto di riferimento per tanti artisti italiani e stranieri». Una carta così pregiata tanto che, fra gli anni ‘80 e ‘90, è stata utilizzata dalla Regina Elisabetta e dal Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, per i quali fu creata un’apposita carta intestata con filigrana personalizzata, dal Vaticano e da Papa Wojtyla, che commissionarono la carta per realizzare l’Evangelario moderno. «Da un momento all’altro mi sono ritrovato senza una casa in cui vivere e senza il mio amatissimo lavoro. Nonostante ciò, devo essere grato alla vita in quanto io e la mia compagna siamo vivi soltanto perché quella notte non eravamo in casa – conclude Conti -. Adesso bisogna capire cosa si è salvato della cartiera, perché ancora è coperta dalla macerie, i tempi della macchina burocratica si muovono a rilento. Bisogna ricostruire in quel posto perché lì c’è la mia vita, i miei ricordi, la presenza di mio padre sempre con me, ho la mia casa perché vivevo e lavoravo lì, tutta la mia vita è lì. Se poi ci saranno delle situazioni pratiche che non permetteranno di ricostruire li allora si troverà qualche altra soluzione, per questo ho cercato aiuto, andando in tv, di sensibilizzare quante più gente possibile, per accorciare i tempi, perché semmai arriverà qualche fondo arriverà fra qualche anno e io non posso aspettare».

Già, la Cartera Aetna, rappresenta una delle ultime realtà in cui si produce carta a mano in puro cotone, ed è un gioiello della tradizione artigianale italiana, un patrimonio artistico e culturale che non deve assolutamente andare perduto così come “il sapere” di Stefano Conti, uno degli ultimi mastri cartai d’Italia, che a pieno titolo potrebbe essere iscritto nel Libro dei Tesori Umani Viventi. È necessario il sostegno di tutti, soprattutto delle Istituzioni, contribuendo alla raccolta fondi lanciata su Facebook “Sosteniamo la ricostruzione della Cartera Aetna” per fare in modo che questa tradizione possa continuare.

“Sosteniamo la ricostruzione della Cartera Aetna”

per fare in modo che questa tradizione possa continuare