Storie in pigiama di Marilisa Iacono: la pandemia come occasione per un nuovo tipo di didattica.

Di Samuel Tasca

 

Marilisa Iacono, insegnante di scuola primaria originaria di Modica (RG), è l’insegnante che tutti noi avremmo voluto avere da piccoli. Marilisa ha fatto della recente esperienza della pandemia un’occasione per trasformare la didattica a distanza in un momento inclusivo e creativo che potesse coinvolgere anche le famiglie presenti a casa in quel momento. Questo meraviglioso progetto, che porta il nome di “Storie in pigiama”, si è recentemente concretizzato in un libro edito da Gruppo Albatros Il Filo, presentato ufficialmente il sette novembre a Modica. 

Maestra Marilisa, cosa ti spinge a creare questi progetti così innovativi?

«La mia formazione è prettamente pedagogica, sia per quanto riguarda i miei studi che per ciò che faccio assieme ai miei alunni. Mi piace insegnare in modo attivo seguendo i principi della pedagogia attiva del ‘900. Da Montessori ad Agazzi e ovviamente Freinet».

 

 

Proprio a quest’ultimo è dedicato il tuo primo progetto editoriale realizzato presso una scuola per l’infanzia…

«Esattamente, “Le tecniche educative di Freinet nella scuola dell’infanzia”, edito da Grafiche Santocono, è uscito nel 2016 e parla del percorso pedagogico intrapreso presso il Circolo Didattico Piano Gesù, plesso Montesano, nel quale la mia classe era formata da soli sette alunni di età compresa dai due anni e mezzo ai sei anni. Il progetto era mirato alla produzione di un giornalino mensile della scuola che si occupava di attualità e delle attività didattiche. Seguendo le tecniche di Freinet abbiamo dato vita ad una vera a propria redazione scolastica nominata “La redazione dei balocchi”».

E poi cosa è successo?

«In quella prima esperienza ipotizzavo già la possibilità di utilizzare le teorie di Freinet anche a livello multimediale. Organizzare dei gruppi distanti, ma che potessero lavorare su un unico progetto comune. La DAD mi ha fornito l’occasione ideale per poter realizzare questo progetto».

 

Come avete vissuto tu e i tuoi alunni l’esperienza del lockdown? 

«Io insegnavo ad una classe prima elementare plesso l’I.C. Antonio Amore di Pozzallo quando esplose la pandemia. Mi sono ritrovata con un numero di ore ridotte per cui ho dovuto escogitare un modo per poterli sentire vicini. Così nacque questo appuntamento digitale del venerdì nel quale ci riunivamo sulla piattaforma scolastica per leggere delle storie. Ci incontravamo tutti i venerdì pomeriggio alle 18.30, tutti in pigiama, ognuno nel suo salotto. La prima storia fu “Pezzettino” di Leo Lionni. A seguito della lettura venne spontaneo creare un circle time multimediale dove sia alunni che genitori tiravano fuori emozioni e paure legate a quel momento. Questa iniziativa è andata avanti da aprile sino a giugno. Abbiamo lavorato anche il primo maggio. […] Eravamo tutti collegati come un’unica grande famiglia». 

Come si è arrivati alla creazione del libro “Storie in Pigiama”?

«Avendo iniziato da quelle letture ho pensato di applicare le teorie di Freinet suddividendo tutti in piccoli gruppi e assegnando incarichi diversi. I bambini dovevano dividere in quattro sequenze le varie storie raccontate e rappresentarle graficamente. Quando abbiamo completato questo lavoro ho pensato di racchiudere tutto in un libro a misura di bambino che i genitori potessero scaricare. Poi, però, qualcosa mi ha spinto ad andare oltre e ho inviato questo materiale ad una serie di case editrici, tra le quali il Gruppo Albatros Il Filo che, con mia grande sorpresa, ha deciso di seguirmi in questo percorso pubblicando il libro lo scorso 22 luglio. Inoltre, questo diventerà anche un audio libro altamente inclusivo per tutti quei bambini che hanno delle difficoltà e che potranno ascoltare le storie narrate da personaggi famosi, oltre a vedere le immagini dei loro coetanei perché metà del libro è proprio composto dai disegni prodotti dai bambini». 

Cosa speri possa nascere da questa esperienza?


«Mi auguro che tanti colleghi possano prendere spunto da questa esperienza perché la didattica oggi ha bisogno di uscire fuori dalle pareti scolastiche. In questo modo diventa generativa e capace di stimolare idee negli altri. Vorrei, con questo progetto, gridare al mondo intero che: “La scuola è bella!” quando si parte dai bambini, dai loro bisogni e dalle loro esigenze. “Storie in pigiama” diventa anche un documento storico che fotografa questo periodo particolare immortalando su carta le varie impressioni, paure e pensieri dei bambini che come noi hanno vissuto questo momento unico nella storia. Inoltre, è un libro fatto da bambini per i bambini dimostrando come i mezzi multimediali siano qualcosa che non serve solamente a giocare o a farne un utilizzo passivo. Con esperienze come questa hanno potuto sperimentare e trovare il lato bello e utile della tecnologia».  

“Storie in Pigiama” è stato recentemente presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2021, mentre il 7 novembre a Modica ha avuto luogo la presentazione ufficiale durante la quale i bambini che hanno preso parte al progetto sono stati resi protagonisti, unitamente agli allievi dell’Accademia del Musical “Gli Armonici” e della Scuola di Danza “Tersicore” che si sono occupati di rappresentare in musica e danza le storie narrate nel libro.

guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments