Senior Social House

di Samuel Tasca

Cosa rappresenta per noi l’anziano? È davvero una figura marginale della società? Oppure, come spesso accade in Sicilia, è il custode della memoria storica, del patrimonio di miti e antiche credenze, della lingua siciliana e di tutta la conoscenza legata a cure e rimedi naturali?

Come spesso accade, però, la gestione dei “nonni” in un contesto familiare può diventare difficile, specialmente quando questi non sono più totalmente autosufficienti e necessitano di particolari attenzioni. È proprio in questi momenti che è bello incontrare persone come Rodolfo, Natascia e Martina della Cooperativa Volta Pagina che hanno dato il via alla realtà della Senior Social House, residenza per anziani a Vittoria (RG). Come potrete notare, già il nome è tutto un programma, anzi, una filosofia che parte da una mission ben precisa: «esorcizzare lidea che lanziano vada parcheggiato perché non ha più le facoltà di un tempo», ci spiega Natascia.

La loro passione per il sociale inizia già da ragazzi quando Suor Carolina Iavazzo fu mandata a Vittoria dopo aver collaborato a stretto contatto con Don Pino Puglisi. Fu lei a introdurre Rodolfo al concetto di solidarietà e di volontariato nel rispetto dei più deboli. Quell’esperienza, oggi divenuta una professione, non ha mai perso la vocazione altruistica che da sempre l’aveva caratterizzata, infatti, alla Senior Social House, gli ospiti non solo ricevono cure e attenzioni, ma sono coinvolti in attività che mirano ad attivare la memoria rievocando i ricordi di una vita vissuta

 

«Non mi piace vedere gli anziani fare i lavoretti da bambini perché trattarli come tali significa sminuire la loro figura – ci racconta Natascia, responsabile delle attività –. Miro, quindi, a delle attività che riprendano qualcosa che già facevano e che a loro piace fare, come la marmellata. Un ultranovantenne che dice me la faceva la mamma è davvero una cosa straordinaria». Ma qui gli ospiti non si cimentano solo in cucina: raccolgono le olive, imbottigliano l’olio, leggono e commentano Italo Calvino, senza ovviamente dimenticare quelle attività motorie fondamentali per la loro età, supportate da personale specializzato.

«Siamo un po alternativi…», scherza Natascia raccontandoci dell’ultimo aperitivo organizzato prima dell’esplosione della pandemia con ospiti e nipoti in occasione della Festa dei Nonni, perché convivialità e contatto con i parenti sono tra gli aspetti fondamentali della struttura. «Crediamo tanto nel concetto di apertura, infatti, da noi non ci sono orari di visita. Anche se come tutti ci siamo dovuti adattare alle nuove misure di sicurezza anti-Covid, il fatto di sapere che si può andare a trovare un parente in qualunque momento è fondamentale».

A sostenere Natascia, troviamo Martina Farruggio, Amministratore Delegato che condivide in pieno questa visione: «Ho imparato che la vera forza è nel servizio. Bisogna custodire ogni persona e averne cura con amore. Pensare solo alla loro felicità ci fa stare meglio e dà colore alle nostre giornate. Si può vivere una vita felice solamente quando lavoriamo per coloro che amiamo, a quel punto ci rendiamo conto che possiamo solo amare quello in cui crediamo e per cui lavoriamo».

La struttura, oltre all’ampio spazio esterno, offre all’interno diversi soggiorni dove potersi incontrare e svolgere le attività. Ogni camera è, inoltre, dotata di bagno personale.


Agli ospiti della Senior Social House (che si sono anche cimentati nella recitazione prestandosi per i divertenti spot di promozione della struttura) sembra non mancare proprio nulla, ma quello che più ci ha convinti è l’atmosfera familiare che si avverte appena entrati: un sentimento di passione e generosità che traspare dagli occhi di Natascia e Martina.

Cosa ci aspetta nei prossimi 40 o 50 anni non c’è dato saperlo, sicuramente ci auguriamo di poter trovare un posto come la Senior Social House, ma soprattutto di incontrare persone come loro che credono ancora nel valore dell’individuo.

 

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