Segesta

 

Articolo di Irene Novello   Foto di Andrea Raiti

La Sicilia è una terra ricca di bellezze artistiche e di paesaggi naturali unici al mondo. L’Isola racchiude ben sette siti riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, a testimonianza del valore storico, culturale e naturale che ha da sempre caratterizzato la più grande isola del Mediterraneo. Come raccontava nel 1885 Guy de Maupassant nel suo Viaggio in Sicilia: “Ma quel che ne fa, innanzi tutto, una terra necessaria a vedersi ed unica al mondo è il fatto che, da una estremità all’altra, essa si può definire uno strano e divino museo di architettura”. Ed è proprio per la sua bellezza architettonica e paesaggistica che è diventato noto in tutto il mondo, il Parco Archeologico di cui parliamo: Segesta. Fu una delle principali città degli Elimi, un popolo di origine peninsulare, che la tradizione antica vuole di discendenza troiana. La città, fortemente ellenizzata, divenne uno dei centri più importanti della Sicilia e del Mediterraneo; la sua storia è caratterizzata dalle secolari controversie con Selinunte. Conquistata e distrutta nel 307 a.C. da Agatocle, tiranno di Siracusa, che le impose il nome di Diceòpoli, città della giustizia. Riprese il suo nome e durante la prima guerra punica passò ai Romani con i quali visse un nuovo periodo di prosperità. Le indagini archeologiche hanno messo in luce anche un villaggio di età musulmana e un insediamento normanno-svevo, dominato dall’alto dal castello costruito sulla sommità del Monte Barbaro.
Il Parco si trova a 40 Km da Trapani, nel territorio di Calatafimi Segesta, noto per il tempio dorico datato alla metà del V secolo a.C., costruito sulla cima di un colle che sembra dominare le terre circostanti tra colline di colore bruno e varie tonalità di verde che creano una quinta scenografica naturale e per il teatro costruito sul Monte Barbaro intorno alla seconda metà del II secolo a.C.
Il Tempio dorico costruito su una collina, è noto in tutto il mondo per l’ottimo stato di conservazione. È un tempio incompiuto, la costruzione fu probabilmente interrotta nel 409 a.C. quando Segesta passò sotto il dominio cartaginese. Infatti, l’edificio presenta le colonne prive di scanalature ed è inoltre privo della cella, il vano che si trova all’interno di ogni tempio greco e che custodisce il simulacro della divinità tutelare; sicuramente la cella faceva parte del progetto, infatti, gli scavi archeologici hanno messo in evidenza alcuni tratti delle fondazioni che testimoniano la sua imminente costruzione. Non si hanno notizie del culto cui il tempio era dedicato. Il Teatro guarda verso il Golfo di Castellammare, incorniciato da un panorama che toglie il fiato, dove mare e terra s’incastrano, creando delle emozioni uniche. Vi si accedeva attraverso un’ampia strada lastricata, costruito in calcare locale, con la classica cavea circolare, sostenuta e costruita da un possente muro di contenimento. Tutt’oggi sono presenti nella cavea i sedili per gli spettatori della costruzione originale; ne poteva ospitare circa quattromila. Oggi, durante la stagione estiva, è possibile rivivere la magia antica del teatro grazie alle rappresentazioni classiche e moderne, spettacoli di danza e concerti di musica lirica interpretati da importanti artisti.
Segesta è uno dei Parchi Archeologici più importanti e più belli della Sicilia, la cui preziosità è stata quest’anno ulteriormente confermata dalla Regione Siciliana, riconoscendolo come ente autonomo e quindi indipendente per quanto riguarda la ricerca scientifica, la gestione, l’amministrazione e il settore finanziario. Il Parco Archeologico di Segesta si aggiunge a quelli già esistenti della Valle dei Templi, Naxos-Taormina e Selinunte Cave di Cusa, a seguito della Legge Regionale 2000 con cui sono stati istituiti nell’Isola i Parchi Archeologici. Tra le intenzioni del governo c’è quella di istituirne altri diciassette con l’intenzione di valorizzare al meglio le bellezze artistiche della nostra bella Sicilia.

 

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