Scicli, la città presepe della Sicilia Barocca

Articolo di Irene Novello    Foto di Henry Burrows

“La città di Scicli sorge all’incrocio di tre valloni, con case da ogni parte su per i dirupi, una grande piazza in basso a cavallo di una fiumara, e antichi fabbricati ecclesiastici che coronano in più punti, come acropoli barocche, il semicerchio delle altitudini…”, così Elio Vittorini ricorda la città, centro del barocco ibleo del Val di Noto, a circa ventotto chilometri da Ragusa. Scicli che ha le sembianze di un perenne presepe vivente, dove l’architettura monumentale sembra essere in perfetta armonia con la natura, è stata riconosciuta nel 2002, Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco, insieme ad altri sette centri del Val di Noto.


Con il terremoto del 1693 si trasforma da città tardo medievale a città tardo barocca, con un meraviglioso centro storico caratterizzato da una delle strade più belle della Sicilia orientale, la via Francesco Mormina Penna, il salotto degli sciclitani, ricco di palazzi nobiliari neoclassici e chiese scolpite nel calcare dorato in stile tardo barocco. La città ha origini antiche, uno dei suoi primi nuclei è il villaggio rupestre Chiafura che sorge nel lato sud-occidentale del costone di San Matteo, costituito da una serie di grotte abitate fino agli anni Sessanta del Novecento.
Uno dei monumenti più importanti della città è la Chiesa di San Bartolomeo, che in parte ha resistito alla terribile furia del terremoto del 1693. Risale al XV secolo, caratterizzata da un imponente prospetto barocco neoclassico, circondata dalle rocce di un canyon e definita dall’architetto Paolo Portoghesi “una perla dentro le valve di una conchiglia”.

Tra gli edifici nobiliari più importanti c’è il Palazzo Beneventano, una delle strutture barocche più interessanti della Sicilia, con i suoi prospetti riccamente decorati da mascheroni molto espressivi e ricchi di dettagli e i suoi balconi con ringhiere rigonfie in ferro battuto sostenuti da creature fantastiche che sembrano animate. Il tour in città è inoltre arricchito dalla Chiesa di San Giovanni Evangelista ricostruita dopo il terremoto, la vista della volta in stile barocco, con gli stucchi e gli affreschi ci lascia senza fiato. Molto più sensazionale è la presenza all’interno della chiesa di un dipinto insolito, il Cristo di Burgos, datato al XVII secolo, di origine spagnola, chiamato il Cristo in gonnella. Si tratta di un’iconografia particolare, che raffigura il Messia in croce con una veste bianca lunga dal bacino fino alle caviglie.


Scicli è una cittadina a misura d’uomo, un museo a cielo aperto, ricca di antiche tradizioni folcloristiche che rispecchiano un passato molto lontano e una lunga storia di dominazioni. Le feste religiose più importanti si svolgono in primavera: la Cavalcata di San Giuseppe, le celebrazioni della Settimana Santa e dell’Uomo Vivo, talmente suggestiva che lo stesso cantautore Vinicio Capossela ha dedicato una bellissima canzone e la festa della Madonna delle Milizie, patrona della città assieme a San Guglielmo.

Ma Scicli è anche un vero e proprio set cinematografico, in questa splendida cittadina si può vivere l’emozione di visitare i luoghi della fiction de Il Commissario Montalbano, in particolare all’interno del Municipio nella stanza del sindaco si trova l’ufficio del Questore. Il successo della fiction ha coinvolto l’intera provincia di Ragusa, dove negli ultimi anni si è sviluppato un vero e proprio itinerario turistico che porta alla scoperta del set televisivo.
Tutto questo e molto altro è Scicli, una città di ineguagliabile bellezza, tra vicoli e scorci inattesi che non chiedono altro di essere scoperti.

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