Articolo e foto di Samuel Tasca

Giovane, intraprendente, preparata e con molta esperienza sulle spalle; stiamo parlando della psicoterapeuta familiare Sandra Meli che a partire dal prossimo numero troverete su questa rivista con una rubrica interamente dedicata a tutti noi e a quei piccoli problemi che quotidianamente affrontiamo. «In realtà, il termine esatto sarebbe ‘psicoterapeuta sistemico relazionale’, – ci dice scherzando – ma per tutti è molto più chiaro psicoterapeuta familiare. In pratica mi occupo di relazioni e sistemi relazionali tra le persone, che si tratti di una coppia, di una famiglia o di un singolo individuo».
Già dalle prime battute capiamo subito che la Dott.ssa Meli sa il fatto suo. Dopo essersi formata all’Università La Sapienza di Roma, ha continuato la Scuola di Specializzazione presso il Centro Studi di Terapia familiare e relazionale di Roma, dopo il quale ha iniziato subito a lavorare e a rimboccarsi le maniche. Sì, perché le prime esperienze lavorative, già a 23 anni, non sono certo state una passeggiata: «Ho lavorato tanto nelle strutture per minori, prima in una casa famiglia, la Comunità Felix, che ospitava adolescenti provenienti dal circuito civile e penale. È stato un lavoro che mi ha fatto crescere tantissimo. Ho conosciuto storie che mi hanno segnato non solo professionalmente, ma anche in maniera personale; si tratta di ragazzi che spesso non hanno avuto scelta. Questo mi ha dato la grinta per continuare, lavorando anche nelle scuole e occupandomi soprattutto di tematiche di prevenzione per le dipendenze e per la sessualità. Lavorare con i minori è un lavoro che svolgo ormai con passione ormai da quasi 13 anni, essendo preparata anche sui disturbi dell’apprendimento e i bisogni educativi speciali. I bambini sono coloro che ti permettono di vedere di più i risultati del cambiamento: se non credi nel cambiamento non puoi fare questo lavoro».
Ma di cosa si occupa in realtà uno psicoterapeuta sistemico relazionale? «Saper leggere le relazioni tra gli individui intervenendo quando queste diventano disfunzionali – ci spiega con naturalezza -. Ciò che rende più difficile la relazione è la dissonanza che si crea tra la comunicazione verbale e non verbale». Problemi e difficoltà che il terapeuta può contribuire a risolvere tenendo conto, non solo del disagio del singolo individuo, ma intervenendo sull’intero sistema, familiare o lavorativo che sia. «Il problema di un membro porta comunque delle conseguenze come effetto domino anche sugli altri, poiché il sintomo è espressione di una difficoltà dell’intero sistema che però viene espressa dal singolo individuo come portavoce».
A questo punto ci addentriamo un po’ di più nella vita quotidiana della Dott.ssa Meli, quando per tutti diventa semplicemente Sandra. Una separazione, quella tra vita privata e lavoro, sulla quale – ci confida – «Ogni giorno, mi alleno per migliorare. Per il lavoro che faccio con il tempo ho dovuto necessariamente porre dei confini tra la vita privata e quella professionale. A casa, infatti, non puoi essere la psicoterapeuta, non puoi valutare tutto in maniera tecnica cercando risposte ad ogni domanda, poiché non sempre si riesce ad avere il distacco emotivo necessario».
Al termine della nostra intervista, abbiamo più chiara l’importanza del ruolo di un professionista come la Dott.ssa Meli in un contesto familiare e le chiediamo quindi cosa dovremmo aspettarci dalla sua prossima rubrica. «Sicuramente un contributo reale alle problematiche quotidiane, situazioni nelle quali io per prima potrei trovarmi. Delle piccole pillole che possano servirci a relazionarci in contesti comuni con cui spesso non sappiamo confrontarci. Ma non mancherà certo un pizzico di spensieratezza e di ironia, poiché la cosa più importante è capire che la psicologia non serve soltanto a risolvere i disturbi mentali, ma principalmente può essere una risorsa nell’affrontare la vita di tutti i giorni».

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