La scoperta che da speranza

A cura di Angelo Barone

Al meeting dell’American Society of Clinical Oncology, svoltosi a Chicago, lo studio che ha suscitato più interesse tra i 39 mila oncologi presenti e nei mass-media è quello dell’oncologa americana Sara Hurvitz dell’Università di Los Angeles. Il risultato dello studio, che ha coinvolto anche dei centri italiani, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato che il farmaco Ribociclib associato a una cura ormonale standard, può aumentare la sopravvivenza delle donne giovani ammalate di tumore al seno metastatico. Questo risultato è stato definito straordinario, perché se è vero che la maggioranza delle donne grazie alla mammografia riesce a diagnosticare e intervenire precocemente e guarire, molte ancora con tumore metastatico hanno la vita spezzata. Il tumore della mammella metastatico rappresenta tra le malattie cancerose, la principale causa di morte nelle donne tra i 29 e i 59 anni di età. Il 70 per cento delle donne giovani con meno di 59 anni di età seguite dallo studio sono vive a 42 mesi dal trattamento nonostante le metastasi, riducendo il rischio di morte del 29 per cento. Per le giovani donne con tumore metastatico al seno sapere che un trattamento già approvato ha dimostrato di poterle aiutare a vivere più a lungo è molto importante e dà speranza. Il farmaco è già stato sottoposto alle nostre autorità sanitarie per avere l’autorizzazione necessaria a essere usato con lo schema terapeutico previsto. Mentre lo studio della dr.ssa Sara Hurvitz dà una speranza di continuare a vivere normalmente a donne giovani con metastasi al seno a Caltagirone ci si preoccupa di assistere al meglio le persone affette da malattie evolutive in fase avanzate e S.E. Mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, ha voluto esprimere il proprio sostegno a quest’iniziativa incontrando domenica 30 giugno i pazienti e gli operatori dell’Hospice “G. Fanales”: una struttura residenziale-territoriale a carattere socio – sanitario, rivolta ai pazienti affetti da malattie evolutive in fase avanzata (in primo luogo malattie oncologiche, ma anche neurologiche, respiratorie, cardiologiche), che abbisognano di cure finalizzate al controllo dei sintomi, al miglioramento della qualità della vita, al sostegno psicologico e spirituale. Dotato di dieci posti letto, l’Hospice è l’unica struttura residenziale territoriale integrata nella Rete locale di cure palliative. È diretta dalla dr.ssa Angela Fiumara, Direttore del Distretto sanitario di Caltagirone mentre il governo clinico è assegnato alla dr.ssa Dora Mazzarino. La visita del Vescovo è stata molto gradita dai pazienti, dal personale e dai volontari che vi operano. Mons. Peri ha avuto parole di speranza e di affetto per tutti: «In questo luogo in cui con tanto cuore e professionalità, giorno per giorno, si tenta di dare spazio alla speranza, s’incontrano degli angeli che anche senza le ali, offrono la loro solidarietà e circondano le persone di attenzione e cura. A loro e a tutti quelli che condividono e condivideranno questo spazio assicuro la mia preghiera e il mio affetto. Con il sostegno degli altri anche quello che è doloroso risulta più leggero».


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