A cura di Angelo Barone  Testo: Dott.ssa Erika Montalto (Componente Equipe Medico Specialistica della U.O.C. di Oncologia
Ospedale “Gravina e Santo Pietro” di Caltagirone)

L’arrivo dell’estate risveglia il desiderio di esporsi al sole o fare una vacanza, anche per chi si sottopone a terapie oncologiche.
Il trattamento farmacologico dei tumori nella pratica clinica, prevede l’uso di farmaci chemioterapici convenzionali ad uso sistemico, che possono attivamente distruggere le cellule tumorali ma tuttavia colpire anche le cellule sane, da cui derivano alcuni effetti collaterali che preoccupano i pazienti tanto quanto la diagnosi e altri approcci di cura che prevedono trattamenti locali come la radioterapia, soprattutto dopo un trattamento locale chirurgico. Con l’aumento della temperatura estiva aumentano gli effetti collaterali per i pazienti sottoposti ai svariati trattamenti: nausea, diarrea, anemia, senso di debolezza e stanchezza. È possibile andare al mare, godersi qualche giorno di vacanza e normalità anche per chi sta seguendo una terapia oncologica purché ascolti i consigli dell’oncologo. Esistono alcuni farmaci impiegati durante la cura che hanno effetto fotosensibilizzante, in quanto diffondono attraverso la circolazione su tutti i tessuti, inclusa la pelle, per cui il contatto prolungato con le radiazioni solari e l’esposizione non protetta può causare arrossamenti anche severi, scottature e macchie cutanee permanenti; durante la chemioterapia è sconsigliata l’esposizione diretta e prolungata al sole, è raccomandato l’impiego di creme solari ad alta protezione. È possibile trascorrere qualche giornata al sole, meglio dopo circa 10 giorni dall’ultima seduta per permettere di smaltire una parte degli effetti collaterali, a patto che si seguano importanti accorgimenti: la testa e gli occhi vanno sempre protetti dal sole. Bisogna evitare le ore più calde della giornata, dalle 10 alle 18, la crema solare ad alta protezione va utilizzata almeno ogni ora anche se si sta all’ombra. L’esposizione diretta è sconsigliata, meglio godersi un po’ di sole sotto l’ombrellone; fare movimento per mantenere la circolazione in moto, con una passeggiata nelle prime ore del mattino o meglio la sera, al calar del sole; per chi ha subito la caduta dei capelli viene suggerito di coprire la testa con dei foulard; utilizzare indumenti che garantiscano diversi livelli di protezione, meglio indumenti lunghi e asciutti. Per quanto riguarda i pazienti che si sono sottoposti a trattamenti locali di radioterapia coprire le parti irradiate con indumenti scuri di cotone a trama fitta, è consigliato interfacciarsi sempre con l’oncologo di riferimento soprattutto per le donne che da poco hanno subito un intervento al seno e hanno eseguito sedute recenti di radioterapia, in quanto le aree trattate chirurgicamente o radiotrattate devono essere tenute a riparo dai raggi solari per i successivi sei mesi dall’ultimo trattamento. L’idratazione è fondamentale in quanto i liquidi e i sali minerali persi vanno reintegrati attraverso l’alimentazione (acqua, frutta, verdura) e l’uso di creme idratanti e lenitive. Lo “spirito combattivo” verso la malattia è un’eccellente risorsa per il paziente, la scienza sottolinea i benefici delle attività fisiche sia sul corpo che sulla mente. Il consiglio di proteggersi dal sole è sempre valido anche in città, campagna o montagna.

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