Roberto Toro

Articolo di Angelo Barone e Foto di Tyson Sadlo

Al G7 di Taormina i leader mondiali non hanno trovato soluzioni condivise sui temi in agenda. A cominciare dal rispetto dell’accordo sull’ambiente di Parigi sino alle questioni relative ai migranti nel Mediterraneo. Su due cose tutti i leader partecipanti al vertice si sono trovati concordi: la bellezza di Taormina e la bontà della cucina siciliana interpretata da Roberto Toro, Executive Chef del Belmond Grand Hotel Timeo.

Lo scrittore Guy de Maupassant in “La via errante”, dove riassume il suo viaggio in Sicilia nel 1883, scrive di Taormina: “È solamente un paesaggio, ma un paesaggio che possiede tutto quello che sulla terra serve per sedurre gli occhi, la fantasia e la mente”.

A completare la seduzione ci ha pensato lo chef Roberto Toro con i sapori e gli odori che ci sono negli ingredienti della nostra cucina. Lo chef, nella cena offerta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella agli illustri ospiti di Casa Italia, ha sedotto tutti con un menù che racconta della Sicilia, del suo mare, della sua terra, delle sue produzioni e delle sue tradizioni: tortelli ripieni di basilico e pecorino siciliano in salsa di gambero rosso di Mazara, trancio di dentice con pomodorini, capperi e basilico accompagnato da un cestino di verdure e patate al vapore, selezione di dolci siciliani: cannolo, cassata e sette veli. Il successo è stato strepitoso, i commensali hanno gradito, i commenti sono stati positivi, lo chef diventa una celebrità e anche noi lo andiamo a trovare.

Abbiamo incontrato Roberto Toro al Grand Hotel Timeo, dove lavora come Executive Chef dal 2012 e subito mi ha colpito la semplicità, la pacatezza e la serenità di chi sa che, anche in questi momenti di successo, la vita è fatta di lavoro e di valori.

Casa è la parola chiave per descrivere la sua filosofia di cucina: osservando le donne di casa ai fornelli nasce l’ispirazione della sua arte. “Quando rientravo a casa da piccolo, sentivo il profumo più buono al mondo: quello del pane appena sfornato da mia madre – afferma Roberto – e oggi nei miei piatti cerco sempre di proporre quegli odori e sapori che mi riportano alla mia infanzia”.

Cresciuto in una famiglia contadina del nostro territorio, a Palagonia, dopo la scuola alberghiera a Giarre decide di viaggiare per conoscere il mondo e la cucina internazionale. Sono anni di nuove conoscenze e sperimentazioni all’estero nei ristoranti di Danimarca, Francia e Germania.

Nel 2006 Roberto decide di tornare nella sua Sicilia “per riavvicinarmi alle radici della cucina migliore al mondo e perché era forte il desiderio di costruire qualcosa di buono a casa mia”.

Oggi è felice di poter ripagare i tanti sacrifici fatti dai genitori che con un piccolo agrumeto a Palagonia hanno potuto fare studiare e dare un futuro positivo a tutti i quattro figli.

Proprio il ritorno alle origini e la riscoperta della semplicità della cucina siciliana sono le chiavi del suo successo di chef: “La nostra terra, come poche al mondo, può vantare prodotti straordinari e quando si ha a disposizione un’ottima materia prima, non serve snaturare gli ingredienti ma basta saperli accompagnare bene esaltandoli nel giusto modo”. La cucina di Roberto si basa, infatti, sull’equilibrio e l’armonia tra sapori semplici e prodotti genuini in una mescolanza tra le più antiche ricette siciliane e sue interpretazioni. Ciò che non manca mai nel suo personale menù è il suo piatto preferito: spaghetti al pomodoro, preparazione tanto essenziale quanto il mondo di emozioni di bambino che si porta dietro.

Nello scegliere Taormina per il G7, l’obiettivo del Governo era quello far vedere al mondo la bellezza della Sicilia, l’umanità, la sapienza e lo spirito di accoglienza dei siciliani. Con orgoglio oggi possiamo affermare che l’obiettivo è stato raggiunto e Roberto Toro è una delle immagini positive della Sicilia: sarà Ambasciatore della Cucina Italiana nel Mondo in occasione della 2a edizione della Settimana della Cucina Italiana negli USA, dal 13 al 19 novembre a Washington. Un evento straordinario promosso dal Ministero degli Esteri e dal Ministero delle Risorse Agricole, che nella scorsa edizione aveva visto protagonista lo chef Massimo Bottura.

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