Scrivi per iniziare la ricerca

Bianca Magazine N.22 Bianca Talent

Roberto Strano «Racconto me stesso attraverso le foto»

 

Articolo di Omar Gelsomino   Foto di Laredo Montoneri

«Nascere in Sicilia, come sostiene anche l’amico Scianna, è un privilegio e forse anche una maledizione. E come tale, te la porti dentro, te la porti nel modo di guardare, di pensare, di fotografare e contemporaneamente cresci con la consapevolezza che quando sarai adulto, per avere fortuna, probabilmente dovrai andar via». Scrive così Roberto Strano, fotografo professionista, nel suo libro “Compagni di viaggio. Fotografi siciliani sparsi nel mondo” per Postcart. La sua sensibilità gli permette di raccontare realtà particolari sconosciute o lontane dal “nostro mondo”. Pur vivendo e lavorando a Caltagirone, Roberto Strano è un cittadino del mondo, predilige la fotografia sociale con i suoi fotoreportage collaborando con le più grandi agenzie fotografiche internazionali, è anche un docente e curatore della fotografia di film e protagonista del docufilm di Piero Sabatino “La pelle della bellezza. Viaggio attraverso la fotografia dell’essere”.
Roberto Strano ama definirsi “un artigiano della fotografia” perché «La fotografia si occupa di istanti di vita, li registra e li racconta, e io ogni istante di vita che mi ispirava, ormai lo immortalavo. Allora, come oggi, fotografavo quasi sempre in pellicola… E ancora oggi fotografo innanzitutto con gli occhi, perché devo prima penetrare la realtà che osservo, come a voler tratteggiare nella mia mente quella che sarà poi la mia foto». Questo libro nasce dalla sua esperienza professionale e dall’importanza delle interazioni di colleghi/amici incontrati lungo il suo percorso artistico. «Negli anni passati, più scattavo immagini sui fotografi di origine siciliana nel mondo e più prendeva piede dentro di me l’idea di realizzare un libro con un obiettivo preciso: raccontare me stesso attraverso le foto, raccontare i miei e i loro sogni, ma soprattutto le loro storie, anche di emigrazione. Nella mia mente si delineava un gran mosaico; riuscivo a intravedere i differenti pezzi, a collocarli nell’ordine corretto, esattamente come penso accadesse a Giacometti per una scultura o a Mirò per un quadro, o ancor più per un arazzo».
Per il giornalista Gaetano Savatteri, “I fotografi fotografati da Strano svelano così questa sorta di patologia: siciliani che hanno inventato la Sicilia con le loro immagini. Dove l’invenzione sta per scoperta o rinvenimento. Possiamo dire che Roberto Strano ha riallacciato i fili, elaborando un catalogo di esploratori e viaggiatori che hanno attraversato in lungo e largo l’isola letteraria per formarne una nuova, più reale di quella reale, più duratura di quella di pietra e di vento. Un gioco di specchi, di rimandi, di rinvii, di affinità e di citazioni come un album di famiglia. Di una famiglia immaginata, immaginaria e visionaria”.
“Un viaggio che racconta storie e persone con fotografie di prim’ ordine – lo definisce così il libro, il fotografo Ferdinando Scianna -. Non un semplice repertorio: un racconto. Un racconto di scoperta e di amicizia, un’iniziazione di appartenenza”. Fotografie e testi che ritraggono i fotografi siciliani più importanti, rapporti di lavoro diventati amicizia: Scafidi, Sellerio, Leone, Scianna, Battaglia, Zecchin, Minnella, D’Amico, Chiaramonte, Glaviano, Giaccone, Caleca, D’Agata, Palazzolo, Roma, Zacchia, Pasqualino, Leonardi, Giglio, Tornatore e Gentile. «Così, negli anni, è cresciuto il mio personale album di famiglia, composto da coloro che considero fratelli, amici, cugini, la mia “famiglia allargata” con cui condivido la mia vita professionale e spesso anche quella personale». Per quanto possa sembrare anacronistico con gli scatti in bianco e nero, Roberto Strano dimostra la sua scelta stilistica, una sua filosofia personale: a differenza del colore che mostra l’attinenza alla realtà con il bianco e il nero esprime il suo mondo interiore, dà allo scatto una profondità e un fascino tutto particolare, rendendolo eterno, fuori dalla concezione temporale e invitando chi osserva a immaginare e vedere oltre.

Tags:
Articolo precedente
Articolo successivo

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *