Articolo di Gaetano Cutello    Foto di Biagio Tinghino

Dai quartieri di Palermo ai palcoscenici delle più importanti emittenti televisive nazionali, la strada è lunga.
Ne sa qualcosa il comico Roberto Lipari, classe ‘90, che vanta oramai un percorso artistico degno di nota, dovuto principalmente alla vittoria della prima edizione del talent show comico “Eccezionale veramente” in cui è riuscito a farsi amare dal pubblico del piccolo schermo.
Oggi Roberto, oltre ad essere un idolo sui social, fa parte del cast dello storico laboratorio Zelig e gestisce un Lab al Convento Cabaret insieme ai comici Matranga e Minafò, con i quali ha collaborato per i testi del programma di Rai 2 “Made in Sud”.

Roberto quando hai sentito l’esigenza di comunicare attraverso la comicità?
«In realtà, essendo molto timido, attraverso questo strumento riesco a dire cose che altrimenti non riuscirei a esprimere. Quindi, più che una scelta è una vera e propria esigenza che ho sempre sentito nella vita di tutti i giorni, sin da bambino».

Tu dici che la comicità è un veicolo… ma quanto è difficile trattare tematiche molto spesso spinose attraverso la comicità?
«Molto. Esistono, infatti, due possibilità: la prima è di essere troppo scontati e quindi il rischio di dire qualcosa che il pubblico ha sentito migliaia di volte, la seconda, invece, è infastidire qualcuno che magari la prende più sul personale.
L’esempio perfetto è il film “La vita è bella” di Benigni, nel quale è riuscito a inserire, all’interno della cosa più brutta della storia dell’umanità, un corpo comico, riuscendo a far arrivare il messaggio a tutti. Ovviamente è molto rischioso, ma se riesce il risultato che ne viene fuori è strabiliante».

Com’è cambiata la tua vita dopo la vittoria di Eccezionale Veramente?
«La cosa più preziosa che ho ottenuto da questa vittoria è senza ombra di dubbio l’affetto della gente.
Si è creato, infatti, una sorta di legame fra me e il pubblico che tifava per me, un po’ come accade per le squadre di calcio».

Che consigli dai ai giovani di oggi?
«A parte che io sono ancora giovane (ride, n.d.a.), ai giovani consiglio di inseguire i propri sogni proprio come me che volevo fare questo mestiere, anche se la società ci dice che questo non è un vero lavoro, soprattutto in Sicilia. Siccome le nostre generazioni il lavoro se lo devono inventare, abbiamo la possibilità di sperimentare e reinventare ogni giorno qualcosa di nuovo.
Certo, a volte fallirete, come ho fatto anch’io del resto, ma l’importante è non mollare mai.
Cercate di costruire i vostri sogni e non abbandonateli mai».

Quali sono i tuoi progetti futuri?
«Adesso sto scrivendo una sceneggiatura per un film che penso, si vedrà nel 2019, per poi tornare in televisione e in teatro».

Attendiamo con ansia i prossimi lavori del simpaticissimo Roberto Lipari, cui auguriamo una carriera ricca di successi, certi che grazie al suo tipico umorismo siciliano conquisterà sempre più i nostri cuori.

 

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