Riserve naturali. Un patrimonio da esplorare.

Di Merelinda Staita


In Sicilia, ormai da qualche decennio, sono state istituite delle aree protette in diverse zone del territorio. Un patrimonio naturalistico di grande importanza che rappresenta una fonte di ricchezza per l’isola. I turisti amano visitare le riserve per scoprire la loro storia e le loro attrazioni. Nessuno resiste al fascino di questi luoghi che meritano di essere visitati almeno una volta nella vita. Vi proponiamo alcune delle riserve più belle da visitare questa estate.

L’Area Marina Protetta del Plemmirio


FOTO DI ARCHIVIO CONSORZIO PLEMMIRIO

Una delle bellezze che ci consegna il Mediterraneo è l’Area Protetta del Plemmirio. Una porzione di terra che comprende 12 chilometri di costa e 2.500 ettari di mare protetto, nella penisola della Maddalena, tra Punta Castelluccio e Capo Murro di Porco, nel territorio di Siracusa.

L’Area Marina Protetta del Plemmirio è stata istituita nel 2005 a sud dell’isola di Ortigia, centro storico di Siracusa, città siciliana dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Il “Plemmirio ondoso” di cui parla anche Virgilio nell’Eneide è un mare splendido che bagna coste incantevoli.

Gli sbocchi nel mare del Plemmirio sono trentacinque e le sue calette sono incontaminate e paradisiache.

Gli appassionati di immersioni possono attraversare una delle tredici “porte” di ingresso ai meravigliosi fondali del Plemmirio, ricchi di tante sfumature turchesi e verdi che disegnano un quadro di colori in cui perdere lo sguardo e il cuore.

Infatti, chi fa immersioni subacquee scoprirà un mondo affascinante tra le grotte scavate dal mare nella roccia bianca e calcarea, i colori di spugne, crostacei e molluschi. In mare aperto la fauna è ricca di tonni, ricciole, scrofani, e mammiferi marini come delfini e capodogli.

In zona “A”, la più tutelata e soggetta a restrizioni, ci si può immergere con i diving accreditati alla scoperta delle Grotte del Formaggio, della Grotta del Capo, della Secca del Capo, delle Tre Ancore e della Lingua del Gigante. In zona “B” forniti delle opportune autorizzazioni si potranno visitare: Gli Archi, il Costone di Capo Meli, le Stalattiti, le Corvine e i più recenti Geronimo e il relitto aereo Wellington Vikers. A sud, disponibili per gli amanti di subacquea anche il Costone della Fanusa e un percorso archeologico a Le Mazzere.

La flora è quella tipica di un clima subtropicale arido, punteggiata da arbusti, palme nane, ginestrino delle scogliere, finocchio marino, timo, macchia a lentisco, mirto e il fico d’India, mentre nelle acque cristalline si notano alghe di varie specie, come la poseidonia.

Il mare possiede le sue diverse prospettive e anche l’uomo lo ha arricchito con la presenza di una imponente Sirena, scultura in bronzo in memoria di Rossana Maiorca, la figlia del noto campione mondiale siracusano di apnea Enzo.

L’Area Marina Protetta del Plemmirio è piena di vita e si alternano magnifici panorami scenografici indimenticabili. Oltretutto, si è di recente aggiudicata il Premio “Parco Inclusivo” 2022, nel corso della edizione 2022 di “Obiettivo terra”, in collaborazione con Fiaba Onlus e Federparchi. Tra le motivazioni che hanno fatto scattare l’attribuzione del riconoscimento alla riserva marina siracusana, la “perseveranza” per gli interventi volti a favorire l’accessibilità e la fruibilità dell’accesso al mare alle persone con disabilità e a ridotta mobilità.

La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro

FOTO DI ROSARIO RUGGIERI

Un set naturale a cielo aperto che merita assolutamente di essere esplorato e conosciuto.

La legge regionale 98/81 ha istituito la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, prima riserva in Sicilia affidata in gestione all’Azienda Regionale Foreste Demaniali.

La Riserva si trova nella parte Occidentale del Golfo di Castellammare, nella penisola di San Vito lo Capo che si affaccia sul Tirreno tra Castellammare del Golfo e Trapani. Il territorio è situato principalmente nel comune di San Vito lo Capo e in misura minore nel comune di Castellammare. All’interno della riserva si trovano: il Museo Naturalistico, il Museo delle Attività Marinare, il Museo della Civiltà Contadina, dove è riprodotto il ciclo completo del grano, il Centro di Educazione Ambientale, due aree attrezzate e dei caseggiati rurali adibiti al bivacco.

Sentieri bellissimi e ricoperti di tesori naturali. Il colore verde della vegetazione si fonde con l’azzurro delle acque e il bianco delle calette. Una varietà di ambienti rendono questa riserva straordinaria e sono presenti tante specie di animali. Lo Zingaro è anche il frutto dell’amore delle persone che hanno cura del territorio e che vogliono conservare il patrimonio paesaggistico originario.

 

Riserva Naturale Orientata Laghetti di Marinello

FOTO DI ASS. CULTURALE TINDARI s.r.l.

Il fascino di Tindari, frazione di Patti in provincia di Messina, è davvero unico. Un territorio che è diventato protagonista di miti e racconti.  Una delle leggende più note riguardano la nascita dei laghetti di Marinello ai piedi del promontorio che s’innalza sul Golfo di Patti, diventati Riserva Naturale Orientata. La storia narra la presenza di una maga ammaliatrice in una caverna, la Grotta di Donna Villa, sul fianco della montagna.

La maga cercava di attirare nella grotta gli incauti navigatori per rapinarli dei beni e poi divorarli. L’ origine dei laghetti, leggenda a parte, risalirebbe a circa due secoli fa.

La Riserva Naturale Orientata “Laghetti di Marinello”, istituita nel 1998 è affidata in gestione alla provincia di Messina. La sua estensione è di circa 378 ettari e il suo stato di conservazione è ancora buono. Gli ambienti sono abbastanza diversi e questi rendono l’area molto particolare. Inoltre, dove la morfologia del territorio lo consente ci sono viti e ulivi che arricchiscono il paesaggio della Riserva. I laghetti caratterizzano il litorale sabbioso e insieme ai laghi di Ganzirri rappresentano gli ultimi esempi di ambiente salmastro costiero presenti attualmente nella Sicilia nord-orientale.

Tutta la fascia costiera rocciosa si mostra affascinante, grazie alla presenza di insenature, piccole spiagge sabbiose e pareti a precipizio.La presenza dell’uomo nella Riserva risale ad epoche preistoriche, quando si è insediato sul pianoro di Mongiove e sul promontorio di Capo Tindari.

L’area lagunare di Marinello è sottoposta ad imponenti variazioni morfologiche che trasformano la linea di spiaggia e creano laghetti litoranei salmastri semipermanenti e temporanei.

Nella Riserva non manca una notevole ricchezza floristica, dovuta all’ ottima posizione geografica e alla geomorfologia della costa alquanto varia. Lungo i pendii che dalle rupi più alte scendono verso il mare, cresce rigogliosa la macchia mediterranea con il lentisco, l’alaterno e il caprifoglio mediterraneo.

La vegetazione dei laghetti è eterogenea e al loro interno, sommerse nelle acque salmastri, si rinvengono due rare piante vascolari: il fieno di mare e la halophila stipulacea.

Sulle rupi ci sono numerose specie endemiche, rare e a rischio di estinzione. Tra le specie che potrebbero scomparire ci sono: la lisca costiera, la vedovina delle scogliere, il garofano delle rupi, l’agnocasto, il cardo-pallottola spinoso, l’issopo di Cosentini e la centaurea di Seguenza.

I laghetti sono anche ideali per l’avifauna e diventano un habitat perfetto per diversi uccelli nidificanti: la cannaiola, l’ occhiocotto, lo scricciolo, il gabbiano reale, la gallinella d’acqua, la taccola, il corvo imperiale, la civetta, il gheppio, il saltimpalo e il barbagianni.

Insomma, un paradiso terrestre da visitare e ammirare per la sua straordinaria bellezza.

 

Riserva Naturale Orientata Saline di Priolo

FOTO DI Archivio RNO Saline di Priolo – Fabio Cilea

Davvero interessante è la storia delle saline di Priolo, un tempo conosciute come Saline Magnisi dal nome della penisola vicina, un bacino non molto profondo che ha goduto del clima favorevole e dell’ottima posizione geografica. La quasi assenza di pioggia, e la sua esposizione al sole, ha favorito la formazione di quest’area che ha iniziato a produrre sale sin dalla comparsa delle colonie greche.

Tantissime le specie di uccelli rilevate dal 1975 ad oggi ed è presente una considerevole fauna terrestre. Il 28 dicembre del 2000, la Riserva Naturale Orientata Saline di Priolo è stata istituita con D.A. numero 807/44 ed è stata affidata in gestione alla LIPU.


È stata costituita al fine di “tutelare il sistema dei bacini di cui è costituita la salina che ospita estesi Phragmiteti e Salicornieti che, unitamente alla zona umida propriamente detta, offrono particolare ricetto alla ricca avifauna migratoria e stanziale”.

Un luogo della nostra amata Sicilia che rappresenta uno spettacolo per l’animo umano.

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