Articolo di Alessia Giaquinta   Foto di Toni Campo e Andrea Mearelli

Nato da un’idea di Turi Occhipinti, Gaetano Scollo ed Emanuele Cavarra – che ne hanno scritto il soggetto – “Redemption for a lost soul” è un film che, al di là della vicenda coinvolgente, ha l’obiettivo di mostrare una terra piena di bellezze e tradizioni, la nostra Sicilia, appunto.
Il regista messicano Roberto Valdes ha voluto così investire le proprie capacità per la realizzazione di questo ambizioso progetto. Dopo oltre vent’anni di esperienza nel mondo cinematografico e pubblicitario, lo sceneggiatore e regista Valdes punta a realizzare un lungometraggio che possa mostrare al mondo una Sicilia viva, pulsante, dinamica.
La vicenda è ambientata in un paesino del sud est della Sicilia. La protagonista è una giovane donna, Marianna (interpretata dall’attrice ragusana Carla Cintolo) che, dopo la perdita della madre, vive il dramma della perdita di Ben, l’uomo che ama, a causa dell’amianto.
Una storia che trae spunto dalla realtà e dall’atroce problematica legata al minerale cancerogeno che, soprattutto nel secolo scorso, ha provocato la morte e la sofferenza di numerose persone. Una tematica cara a Turi Occhipinti e Gaetano Scollo che, nel 2011, hanno anche realizzato il cortometraggio “Lamiantu” e l’opera teatrale Eternity con la partecipazione del compianto Marcello Perracchio e l’attrice Silvia Scuderi.
Le vicende legate a Marianna sembrano far parte di un destino avverso, irto di difficoltà, sofferenze e pregiudizi, un destino determinato dalla solitudine, dall’incomprensione e dal terribile amianto. La protagonista dovrà, infatti, affrontare il lutto della madre, la gelosia di Ciccio – suo spasimante -, la malattia e la morte dell’amato Ben e infine pure quella di Teresa, figlia nata dalla relazione con quest’ultimo.
Il conforto nella fede, perduta e poi ritrovata, farà da filo conduttore alle drammatiche vicende di Marianna che, rimasta sola, inizia la sua lotta contro l’amianto. Lotta per dare una svolta determinante al proprio destino. E forse, non solo al suo.
Una delle scene principali del film si svolge durante la caratteristica festa di San Giovanni Battista a Monterosso Almo: in questo contesto la protagonista, alzando la figlia verso il simulacro del Santo, supplica conforto e protezione. Un aspetto interessante di questa scena è che si è dovuta girare in un unico ciak in quanto le riprese sono state effettuate nel corso della festa reale. In questo modo, nel film si mostrano tradizioni, folclore, paesaggi e bellezze del territorio ibleo.
Numerose le eccellenze siciliane coinvolte nel progetto: dal compositore ragusano Giovanni Celestre, che ha ideato le musiche, al fotografo Toni Campo, allo scenografo Filippo Altomare, oltre agli attori e sceneggiatori summenzionati.
La produzione esecutiva è affidata a chi come Agata Cappello e Cristiano Battaglia – entrambi imprenditori – crede nelle potenzialità di questo lungometraggio. Determinante anche il sostegno del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, dell’Associazione Ragusani nel Mondo e di vari altri enti, cinematografici e non, che si sono offerti di promuovere l’ambizioso progetto.
La presentazione del teaser del film si è svolta all’interno del Forum Fedic alla 75a Mostra del Cinema di Venezia. Al Saturnia Film Festival, inoltre, le stesse immagini hanno riscosso particolare interesse e numerosi apprezzamenti da esperti del settore.
Valorizzare un territorio, lanciare messaggi importanti, credere nelle potenzialità e nelle competenze di professionisti locali e confrontarsi con il mondo, ecco quello che muove “Redemption for a lost soul”. Il progetto, in fase di esecuzione, ha un respiro internazionale poiché mira alle sale cinematografiche anche di altri continenti: per questo motivo, infatti, si è scelto di girare il film in lingua inglese.
Le prime immagini, come testimonia il teaser visibile anche su YouTube, sono di grande qualità ma soprattutto di forte impatto emotivo. Un film che emoziona e sensibilizza e che speriamo di vedere quanto prima!

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