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Bianca Events Bianca Magazine N.24

Le rappresentazioni verghiane, a Vizzini il frutto del “Teatro di reviviscenza”

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Articolo di Eleonora Bufalino   Foto di Rossandra Pepe

Tra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, Vizzini si lasciò scuotere da un forte fervore culturale, grazie a una forma innovativa di portare in scena le opere di Giovanni Verga: il “Teatro di Reviviscenza”, pensato e fortemente voluto da Alfredo Mazzone che, oltre a ricoprire il ruolo di sindaco della cittadina, è stato anche un regista e drammaturgo. Così, a partire dal 1972, Mazzone si fece promotore di quelle che ad oggi sono diventate una tradizione delle ultime settimane della stagione estiva per Vizzini: le Manifestazioni Verghiane.

Egli, consapevole che il paese che ne aveva dato i natali era raramente accostato al padre del Verismo, propose delle perfomance teatrali rivoluzionarie, a contatto con la gente, proprio negli stessi luoghi in cui lo scrittore aveva immaginato i fatti. In questo modo le strade, i vicoli, le piazze vizzinesi si prestarono a palcoscenico naturale delle emozioni verghiane, offrendo al pubblico la percezione di sentirsene immersi. La prima rappresentazione fu dedicata a “L’amante di Gramigna” e poi un susseguirsi di novelle e romanzi fedelmente riprodotti e recitati da attori e attrici del calibro di Arnoldo Foà, Orso Maria Guerrini, Turi Ferro, Fioretta Mari, Sebastiano Lo Monaco. Inoltre, di straordinaria importanza fu la presenza degli stessi cittadini vizzinesi, uomini e donne coinvolte per donare il loro contributo agli spettacoli, anch’essi elementi preziosi del mondo verghiano che si fa teatro. L’obiettivo di Mazzone era soprattutto quello di valorizzare i luoghi del Verga e promuoverne la loro conoscenza, trasformando Vizzini in un piccolo teatro all’aperto, per renderlo meta di appassionati e turisti. Questi stimoli hanno condotto famosi registi e sceneggiatori a trasformare la produzione verista in film, tutti girati a Vizzini; basti ricordare il “Mastro don Gesualdo” di Giacomo Vaccari del 1964 (sceneggiato in bianco e nero diviso in sei puntate, prodotto per la RAI), la “Cavalleria Rusticana” di Franco Zeffirelli del 1984, e “La Lupa” di Gabriele Lavia del 1996, con interpreti quali Giancarlo Giannini, Michele Placido, Raoul Bova, Enrico Maria Salerno, Monica Guerritore. Negli anni, il “Teatro di Reviviscenza” ha animato i quartieri di Vizzini, dando voce alle vicende di cui Verga scriveva quando si lasciava ispirare dai fichi d’India del borgo della Cunziria, dall’osteria di Santa Teresa, dove Alfio e Turiddu si scambiarono il bacio della sfida, dagli antichi palazzi nobiliari, dagli scorci da cui è possibile guardare le campagne siciliane, paesaggi a volte immutati.

Anche quest’anno, la città intende salutare l’estate concedendosi una serie di eventi il cui fulcro principale è il teatro, insieme a quel contorno di musiche, danze e letture che ne arricchiscono la valenza artistica ed espressiva. In virtù della collaborazione con la “Fondazione Verga” dell’Università di Catania, del Distretto Turistico degli Iblei e dell’Unione dei Comuni “Terra del Verga” di cui Vizzini fa parte, è stata lanciata la 50esima edizione delle Rappresentazioni Verghiane, con l’intento di rilanciare il flusso turistico del territorio in un periodo difficile come quello appena vissuto, riscoprendo il piacere della condivisione. Le iniziative si svolgeranno tra agosto e settembre, secondo un calendario ancora da definire nel dettaglio, che sarà suddiviso in diverse serate e presto reso noto e largamente pubblicizzato. Gli spettacoli di punta, riprodotti all’aperto seguendo la scia lasciata dal maestro Mazzone, riguarderanno alcune riduzioni teatrali delle novelle del Verga avvalendosi del supporto di associazioni locali, compagnie teatrali e artisti di calibro nazionale. Il “Teatro di Reviviscenza” può essere considerato come un vero e proprio esperimento culturale, in cui il termine rivivere acquisisce un valore inestimabile, quello dell’arte che s’impadronisce della città, facendone riscoprire il suo valore umano ed emotivo.

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