Articolo di Angelo Barone,  Foto di Peppe Maisto

Architettura e design fanno parte delle eccellenze italiane nel mondo e anche in Sicilia operano studi  che concorrono ad affermare la bellezza e l’originalità dello stile italiano. In questo numero ci occupiamo di architettura e del progetto Protiro dello studio Nowa di Caltagirone selezionato al 15° Premio dell’Unione Europea per l’architettura contemporanea Mies van der Rohe Award 2017 a Barcellona.

In Europa questo Premio biennale è tra i più ambiti riconoscimenti di architettura e tutte le opere nominate sono interessanti, innovative e migliorano le condizioni preesistenti nel territorio.

Il progetto Protiro è stato selezionato insieme ad altri 17 progetti italiani dei quali desideriamo segnalare anche l’Eco Cafè e Bistro di Giuseppe Gurrieri a Ragusa e lo studio Oma che è stato individuato come Creative Mediator di Manifesta 12, la terza più importante Biennale Europea, che si svolgerà a Palermo nel 2018 e sarà una delle attrattive internazionali di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.  

Nowa da molti anni pratica il progetto di architettura come occasione unica di trasformazione degli scarti urbani in risorse per le città e il territorio. Lo studio lavora su un’idea di architettura estrema praticata nel suo grado zero per rispondere a condizioni limite relative ad economia, vincoli e programmi ottenendo riconoscimenti nazionali e internazionali.

Con il progetto Protiro, il riutilizzo di due ex capannoni artigianali dismessi per lo studio Nowa diventa l’occasione per segnare un contesto urbano anonimo e degradato attraverso il potere e la forza dell’architettura che si serve di materiali grezzi rendendoli fortemente espressivi.

Il nuovo corpo dell’edificio, caratterizzato da una pelle ottenuta attraverso il riciclo di cassette di plastica per la raccolta delle arance, attraverso il suo cromatismo e l’illuminazione ha assunto così il ruolo di segnale e di simbolo riconoscibile a distanza nell’anonimo paesaggio urbano circostante.

Questo progetto, da un lato, è l’avanzamento di una ricerca decennale sul riutilizzo delle cassette di plastica come materiale da costruzione per l’architettura e dall’altro rappresenta un modo per mettere al centro la forma e l’ornamento della architettura come potente strumento di promozione di azioni sociali di grande valore. Questo Progetto è stato commissionato dalla Fondazione Onlus Concetta d’Alessandro per fornire assistenza alle persone diversamente abili.

Ci fa piacere segnalare che sotto la guida di Marco Navarra, docente di Progettazione architettonica presso l’Università di Catania e fondatore dello studio Nowa, e dell’architetto Maria Marino nella realizzazione del progetto hanno operato maestranze artigianali di Grammichele e Caltagirone.

Lascia un commento
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *